Il presente blog costituisce un almanacco nato per raccogliere i testi completi (ed annesse fotografie e video) dei post pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web originarie (solo se disponibili).

"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

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lunedì 29 marzo 2010

Libero Stato in libera Chiesa

Non è il Vaticano a essere circondato dall'Italia, ma l'Italia a essere circondata dal Vaticano. Se contate le chiese sul territorio italiano ve ne renderete conto. Io sono cresciuto con il suono delle campane di Sant'Ilario e il MoVimento 5 Stelle è nato il 4 ottobre, il giorno di San Francesco. Però sostengo il concetto di Cavour: "Libera Chiesa in libero Stato", ma anche quello di "Libero Stato, in libera Chiesa" e della non ingerenza del Vaticano, che è uno Stato, nelle elezioni di un altro Stato sovrano. Il Papa Re non solo è anacronistico, ma danneggia la stessa Chiesa. Don Farinella con la consueta franchezza ne illustra i motivi.

Intervista a don Farinella, prete.

I vescovi e la Bonino - I vescovi avrebbero dovuto astenersi dall’interferire in queste elezioni, dal momento che continuamente dicono che sono super partes in una competizione… tra l’altro anche regionale avrebbero dovuto prudentemente astenersi e poi magari fare le loro valutazioni dal loro punto di vista, perché giustamente penso che i vescovi possono avere anche dei punti di vista che non sempre possono e debbono collimare con quello dei politici, anzi mi augurerei che siano di più le volte in cui il loro pensiero non collimi.Però i modi e le forme dovrebbero essere più rispettosi dell’indipendenza dello Stato e della religione. Questo intervento a gambe tese secondo me è stata una violazione del Concordato, come al solito i vescovi parlano a suocera perché nuora intenda, la mia sensazione è che loro non parlino assolutamente al popolo cristiano, cattolico, ma parlino soltanto a quelli a cui possa interessare, i potenti. Il messaggio è stato questo: hanno detto alla destra che stavano dalla loro parte e alla sinistra, tanto per intenderci: "State attenti che se voi non vi mettete d’accordo con noi, avrete vita difficile". Qual è l’obiettivo di questo intervento? Era innominabile, ce l’aveva già anticipato il cardinale Ruini, quando ha invitato un mese e mezzo fa Berlusconi e il gentiluomo del Papa Gianni Letta a pranzo per ridiscutere l’elezione della Bonino alla Regione Lazio, è questo il vero nocciolo del problema, poi ci potrebbe essere anche un riferimento alla Bresso di Torino, però la cosa che più sta a cuore al Vaticano e alla Diocesi di Roma e quindi alla Conferenza episcopale è che la Bonino non sia eletta Presidente della Regione, perché sarebbe uno smacco enorme e loro lo leggerebbero come un insulto e come una catastrofe perché il Lazio e considerato il giardino allargato del Vaticano. Se la Bonino venisse eletta ha dichiarato, nel suo programma di voler mettere a posto due settori che sono due voragini della Regione Lazio: la sanità e la scuola, sanità e scuola che guarda caso sono quasi regime di monopolio sia per le strutture religiose che di privati che fanno sempre riferimento alle strutture religiose in qualche modo.Aborti elettorali - D’altra parte ho visto che poi nel secondo comunicato pubblicato dai vescovi liguri, ha dovuto correggersi, in riferimento all’aborto come principio principe, come principio quasi unico di lettura del cose, perché ha fatto questa uscita? Quando sa che questa legge, la legge 134 non è di competenza regionale, allora avrebbe dovuto fermarsi su quelli che sono i programmi o le valutazioni, se doveva intervenire dei programmi regionali delle due contendenti, perché andare a riferirsi a una legge nazionale su cui le Regioni non hanno competenzasignifica che c’è un altro interesse, secondo me l’interesse era proprio questo e se poi l’indomani lui deve correggersi, per dire che non è prioritario, ma è prioritario in modo uguale al lavoro, la casa, la dignità etc., allora vuole dire che intanto la bomba è scoppiata e quello che resta della gente è la prima impressione. I vescovi con questo intervento si sono dati un po’ di più la zappa sui piedi, certo hanno mandato un messaggio a Berlusconi, questo è chiaro! Dicendo: "Guarda che noi stiamo dalla tua parte", se Bagnasco vuole stare dalla parte di Berlusconi affari suoi, però non può chiedermi che gli riconosca l’autorevolezza che deve avere come vescovo, perché nel momento in cui fa questo lui la perde.
Di fatto lo Stato italiano è una succursale del Vaticano, perché non si muove foglia, specialmente con i governi di Berlusconi, con gli altri c’era una maggiore dignità, perché un fatto è certo, che tra l’ateo miscredente, puttaniere Berlusconi e il cattolico praticante, coerente Prodi, i preti preferiscono il puttaniere, perché questo promette mari e monti e con questo possono fare affari, con quello ne facevano molto meno, certo anche lui era condizionato perché la politica italiana è condizionata da un virus originario, c’è un peccato originario che se non si risolve lascerà sempre la politica italiana e la politica italiana nello Stato italiano e la cosa è il Concordato, finché ci sarà questo tipo di concordato e direi che ancora prima di questo c’è la presenza dello Stato del Vaticano all’interno della Città di Roma, nel cuore dell’Italia.
O si risolvono questi problemi, nell’affermazione di una laicità totale e assoluta secondo il principio cavouriano: "Libera chiesa in libero Stato", oppure avremo sempre delle ingerenze. Subito dopo l’intervento della Cei del presidente Bagnasco è intervenuto Sacconi, il quale ha detto noi siamo sulla stessa linea perché abbiamo fatto la legge per Eluana Englaro, perché non abbiamo ammesso le coppie di fatto, perché abbiamo ridotto l’uso della pillola del giorno dopo etc., noi siamo il partito della vita, sono il partito dell’amore, poi lei vede come fanno la corsa per andare a baciare le sacre pantofole rosse del Papa, fanno tutti la corsa, come se fossero tutti chierichetti non cresciuti, infantili e nessuno sta in piedi, stanno tutti in ginocchio! Possibile che deve essere un prete a dire queste cose? Ma questi hanno una loro dignità? Sono stati eletti dal popolo, non sono stati nominati dal Papa!
Il Papa Re - A questo punto sarebbe più semplice, questa è la mia tesi e ritorno alle teorie filosofiche e sociologiche dell’800 , del Rosmini e del Gioberti, a questo punto tanto varrebbe che chiudiamo l’Italia e nominiamo il Papa Re d’Italia. A che serve un Parlamento, se un presidente del Consiglio scrive una lettera al Papa sulla questione della pedofilia in Irlanda in cui, a parte il fatto che non nomina mai il termine pedofilia, ma parla di situazioni pesanti, difficili, semplicemente per dire che lui a differenza degli altri governi, dal Governo tedesco, dal Governo inglese, americano etc., si schiera dalla parte del Papaè chiaro, lui che con tutto quello che ha fatto, con tutto quello che fa, di una persona totalmente amorale, corrotto e corruttore, ha tutto il bisogno di una protezione, di una benedizione papale, di un’alleanza perché senza quella alleanza lui non vince. Se i vescovi avessero detto, come sarebbe stato loro dovere, visto che Berlusconi ha trasformato questa elezione in un’ordalia, in un giudizio di Dio, cioè le elezioni regionali sono diventate una lezione di campo, di scelta, una lezione politica e è per questo che lui si sta giocando tutto per i prossimi 3 anni di legislatura. Se dovesse vincere o se dovesse perdere in un modo contenuto, noi avremo 3 anni di inferno, perché sarà ringalluzzito e sentirà l’approvazione e l’appoggio della Chiesa, della gerarchia, quindi si sentirà forte. Se invece avrà una batosta sonora e solenne, forse abbiamo una speranza di liberare l’Italia da questa peste, però se il Cardinale Bagnasco avesse detto: noi vescovi riuniti qui, siamo consapevoli che il Presidente del Consiglio è un corrotto e un corruttore, una persona amorale, per cui i cattolici che lo votano sono corresponsabili del degrado etico della nazione, per cui sono scomunicati immediatamente, avrebbero fatto un vero servizio da pastori al loro popolo, ma ho l’impressione che i vescovi del popolo non gliene freghi niente, gli interessi soltanto sostenere un governo amorale, immorale, immondo, un governo presieduto da un uomo che non è assolutamente degno di rappresentare non solo l’Italia, ma anche un condominio! Parlo solo da un punto di vista morale e poi anche da un punto di vista politico perché le scelte che fa sono tutte contro la dottrina sociale della Chiesa mi si spieghi come fanno i vescovi a stare dalla parte di uno che denigra quotidianamente tutti i principi etici che sono alla base, che formano il cuore della dottrina sociale della Chiesa, quella stessa che loro propugnano.Il futuro della Chiesa - Lei mi dice se la chiesa avrà un futuro, oppure scomparirà, le dico proprio fuori da ogni mediazione diplomatica che c’è già all’interno della chiesa uno scisma ampio, c’è il popolo di Dio, quello che vive tutti i giorni la vita quotidiana che sente i vescovi separati da sé, lo scisma questa volta l’hanno fatto i vescovi e lo stanno continuando a fare perché i vescovi vanno per conto proprio, vanno dietro ai potenti, specialmente sotto il segretariato di Bertone
che è una figura che veramente ci lascia interdetti per tutte le gaffe che ha fatto fare al Papa e che continuerà a fargli fare e che non ha assolutamente una visione cristiana, ma soltanto una visione di una chiesa come setta che cerca alleati potenti, logicamente, per sopravvivere, ma c’è da un punto di vista fede, un’enorme quantità, se vuole le dico uno scoop che non sa ancora nessuno. Lo scoop è che se il Papa continua su questa linea di contrapposizione radicale al Concilio Vaticano II e se la gerarchia continua in questo modo così totalmente avulso, ci sono alcuni vescovi disposti a ordinare preti e vescovi e avverrebbe all’interno della chiesa uno scisma di proporzioni enormi che potrebbe essere paragonato esclusivamente a quello di Lutero o del 1600 e questa volta non ci sarebbero soltanto 4 gatti, ma un movimento, anzi una rivoluzione popolare, se questa cosa non è ancora avvenuta è perché i preti che vi sono coinvolti, hanno un senso profondo di responsabilità ecclesiale e non vogliono arrivare a questo punto.
E noi vogliamo che la chiesa sia semplicemente aderente al mandato evangelico perché la nostra responsabilità è solo in quell’ambito, poi se i cristiani, i credenti, coloro che credono in Cristo, coloro che vogliono fare una professione di fede all'interno di una comunità ecclesiale, devono essere poi coerenti con la loro vita e quindi fare anche le scelte in economia, in politica che siano coerenti, però coerenti significa che non devono fare scelte di parte, non devono fare delle scelte immorali, devono fare scelte che si basano prevalentemente e esclusivamente sul bene comune, della collettività!
I politici e la Chiesa - Faccia caso a tutti quelli che sono impegnati in politica e che fanno riferimento ai principi religiosi o nel nome che portano, tipo Unione dei Cristiani, Campanile, etc., oppure che esplicitamente nei loro programmi, come fa Berlusconi che dice: il programma del nostro governo, il programma è adeguato con la visione cristiana della vita.
Tutti quelli che si riferiscono alle radici cristiane, alle civiltà occidentale cristiana che difendono i presepi etc., guarda caso sono tutti implicati o con la criminalità organizzata, o sono tutti indagati per furto, corruzione, per depredazione del bene comune dello Stato etc., ci faccia caso, sono tutti da quella parte, tutti coloro che fanno riferimento al mondo cristiano, cattolico, sono tutti o inquisiti o sono dentro o sono mafiosi o sono corrotti o sono corruttori! E’ questo quello che vogliono i vescovi? Vogliono stare da questa parte? Che si accomodino, però non possono imporlo ai cristiani! Prima di Berlusconi c’era la Democrazia Cristiana, quest’ultimo era un partito corrotto che faceva gli interessi del clero e ogni tanto però aveva quel buon gusto di lasciare cadere le briciole per il popolo, per cui un certo senso di giustizia sociale si è diffuso, ma come diceva Don Lorenzo Milani negli anni 50: abbiamo in mano il governo, il Parlamento, l’economia, gli strumenti, la potenza per farlo e dove siamo finiti? Siamo finiti appiattiti sulle posizioni della Confindustria e i poveri sono rimasti sempre più poveri, nessuno se ne è preso cura etc..
Lei ha visto una presa di posizione chiara, netta, definita del Vaticano o della Cei nei confronti per esempio della questione degli immigrati che sono dichiarati delittuosi, delinquenti nel momento in cui esistono e mettono piede nel paese, contravvenendo a quelli che sono i diritti fondamentali dell’O.N.U., di tutte le altre dichiarazioni che sono state recepite dalla nostra Costituzione, la nostra legislazione e il nostro stato di diritto? A questo punto sarebbe meglio che i vescovi costituissero un partito di preti, lo facessero partecipare alla competizione elettorale con il loro programma e che entrano nella mischia, ma non possono diventare un partito dietro le quinte, cioè un partito di burattinai che manovrano altri burattini, i quali si fanno manovrare! Di fronte a questa cosa dell’intervento di Bagnasco, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto riunire il Parlamento e in Parlamento fare lui un discorso di dire: noi rigettiamo totalmente questo discorso, perché il nostro Stato è uno Stato sovrano e indipendente e non accettiamo ingerenze! Invece c’è stata la corsa alla genuflessione, tutti atei devoti e nello stesso tempo la maggior parte di tutti quelli che sono immorali, ha visto Cosentino? Cosentino si dichiara cristiano, anche Provenzano si dichiara cristiano perché va sempre in giro con la Bibbia, ma non c’è mai stata una scomunica di tutta questa gentaglia qui!
Il fatto che il vescovo, il presidente della Cei intervenga a 4 giorni dalle elezioni, questo è grave perché significa che pur non essendo un partito, è peggio di un partito, perché è un manovratore occulto, ormai non più tanto occulto, ma è aperto e alla luce del sole perché ormai non c’è più neanche la vergogna dell’impudenza che questa gente fa nei confronti e sulla pelle del popolo italiano, che vengano a vedere le persone, le famiglie in questo momento sono disperato perché non riesco a trovare quasi 5 mila Euro, altrimenti una famiglia perde la casa e quelli di Treviso che hanno dato un panino e un bicchiere d’acqua ai bambini, eppure sono del Pdl e della Lega, sono quelli che si ispirano ai principi cristiani, ma signori miei, ma veramente Gesù Cristo a questo punto veramente è morto di freddo!
Un cristiano, un cattolico non può tollerare questo che lo dica il Papa o se il Papa sta in silenzio, o se Bagnasco parla per la Bonino e non dice una parola su queste cose, non merita più neanche non solo di essere vescovo, ma non può celebrare la Messa, perché è colpevole fino all’anima, perché forse non si rende conto, perché probabilmente vivono in un mondo ovattato di incenso e se respirano incenso sono peggio che drogati!

Don Paolo Farinella (Blog Beppe Grillo)


I sette nani vanno in Borsa

IN MEZZO a un bosco, vivevano i sette gnomi di Zurigo. Erano i più ricchi e abili speculatori delle borse mondiali, ma erano rimasti persone semplici. La loro casetta era di sole centonovanta stanze, tutta circondata da cerbiatti e coniglietti, alcuni vivi, altri penzolanti dal reticolato a duemila volt. Nella sala delle riunioni prese la parola l'autorevole Dotto. Era laureato in aggiotaggio a Harvard e aveva studiato scienza della liquidazione con Romiti. Anche Wall Street temeva le sue previsioni.
- Fratelli gnomi - disse - il momento è difficile. Il mercato è impazzito ed è sotto quello che noi chiamiamo l'effetto Clinton, cioè va a tiramenti e non si sa mai se quello che dice è vero. Perciò dobbiamo elaborare nuove strategie di investimento.
- Io ho un'idea - disse Eolo, tirò una riga di coca e esplose in uno starnuto - questo è il momento di investire sul mercato della droga. L'economia sudamericana è debole, e si possono comprare tonnellate di roba a prezzi stracciati. Basta scegliere un socio onesto e affidabile, la mafia italiana, la triade cinese, le nuove mafie russe. E si stanno aprendo nuovi settori di vendita. Ci sono al mondo duecento milioni di giocatori di calcio. Se li convinciamo che la cocaina fa lo stesso effetto della creatina, siamo ricchi.
- Zitto, drogato di merda - disse il mite Mammolo. - Il mercato migliore resta il Giappone. Sono in crisi momentanea, ma presto faranno uscire le ultime generazioni, cioè le invenzioni che non entrano sul mercato finché non è stata venduta la generazione precedente. AUTO ecologiche con l'airbag fatto con un pagliaio, computer che convincono a comprare un altro computer, telecamere intelligenti che si addormentano durante il dibattito. E poi videogiochi portatili interattivi dove ti sparano veramente addosso, basta che li prendi sotto braccio e vai nel centro di una qualsiasi città italiana. E il gioco "il piccolo genetista", dove puoi coniare i tuoi gattini o fare un ibrido tra il nonno e un basset-hound e vedere se vien fuori Cuccia. Il futuro è a oriente.
- Certamente scemo - disse Pisolo - ma non in Giappone, bensì in Cina. È l'unico paese che ha già risolto il problema delle trentacinque ore, infatti le fanno ogni tre giorni. Sono riusciti a spuntarla contro il Fiume Giallo, che in caso di alluvione è quasi più disastroso della Regione Campania. La Cina è il mercato del futuro. Ad esempio, non hanno le carte da gioco da infilare nelle ruote della bicicletta per fare il rumore del motorino. Lanciamo la moda, un bello spot con la Claudia Schiffer e Pantani, ed ecco che tutti i cinesi vorranno la bicicletta col frullo, è un affare di miliardi.
- Cretino passatista, altro che biciclette, lì stanno fabbricando grattacieli - lo interruppe Cucciolo, il rampante della famiglia, ventidue anni e già diciotto avvisi di garanzia -. In tempi di recessione bisogna rischiare, perciò il mercato migliore è l'Italia. Lì non si sa mai cosa succederà il giorno dopo. Ogni giorno c'è una modifica alla finanziaria, una smentita sulle tasse, un coito interrotto sulla giustizia. Adesso si deve contare Rifondazione, così sapremo quanti sostengono Prodi con l'ulcera e quanti con la colite. Prodi per ripicca ha minacciato di farli contare da Visco, l'unico ministro al mondo che invece della scorta ha bisogno della prova del nove. Alla prima crisi spargiamo la voce che Scalfaro ha affidato rapide consultazioni a Burlando e compriamo tutto.
- No, giovane scriteriato, l' Italia è troppo rischiosa - disse il gaio Gongolo, che sembrava un incrocio tra Prodi e Magalli - il futuro è a Est. Infatti tutte le aziende italiane si sono buttate in Romania, in Ungheria e in Russia. La maglieria, i pezzi di ricambio, i film porno, là tutto si fa con meno. Presto Eltsin si dimetterà, perché non hanno più pile per tenerlo caricato. Se vorranno mangiare, i russi dovranno rilanciare il settore portante della loro economia alimentare, e cioè l'orto privato. Zappe, concimi, semi di cetriolo, ecco dove investire. Lanciare nuovi ibridi, come il pomodoro San Marzano con la pelliccia per climi freddi. Ci uniremo a Berezovsky, il Berlusconky russo: proprio come Silvio non sopporta che gli chiedano come ha fatto i soldi ed è pieno di televisioni. La differenza è che lui i comunisti ce li ha intorno davvero.
- Gentile collega, mi consenta di dissentire - disse l'elegante e garbato Brontolo, laureato in money recycling alla Bocconi - il mercato migliore resta quello delle armi. Negli ultimi anni non ci ha mai tradito. Dobbiamo solo superare la diffidenza della gente. In America si possono già comprare i mitra al supermarket, ma presto potrebbe accadere ovunque. Io sogno mercatini di pistole tipiche nelle sagre, il Salone del Missile Marino a Genova, la fiera dell'esplosivo a Piedigrotta, la pistola da borsetta di Trussardi, e le televendite in diretta, con l'annunciatore che dice: "E ora che abbiamo ascoltato queste brutte storie di violenza il nostro sponsor ci dirà come proteggere la nostra casa col mortaio salvavita, così semplice che può spararci anche un bambino".
- Siete un branco di piccoli idioti - li interruppe una voce femminile. Sulla soglia apparve una donna col viso angelico e un caschetto di capelli neri. - Il futuro finanziario è dei Mac Donald. Ogni sei ore nasce un nuovo Mac Donald, si vendono duecento hamburger ogni sei pizze. Il Mac è la vera globalizzazione mondiale, la Madre di tutti i succhi gastrici, l'affare che divorerà tutti gli affari. Il ketchup è il sangue di ogni recessione alimentare. Ho investito tutto il nostro capitale in azioni Mac Donald.
- Sei grande Biancaneve - disse Dotto - sei meglio di Marina Salamon, della moglie di Dini, di Donatella Versace, sei una genia dela finanza, sei...
- Zitto, microbo. E andate subito a preparare i costumi per le foto. Da domani in ogni Mac Donald mondiale, insieme all'hamburger, verranno regalati sette pupazzi di nanetti con le vostre fattezze, più una Barbie Biancaneve gonfiabile.
- Ma costerà una cifra.
- Risparmieremo altrove. Negli hamburger non ci sarà più la fetta di carne, ma un gratta e vinci profumato all'aglio. La gente si abituerà. E adesso andate a lavorare e cantate la canzoncina, ultimamente le vendite dei dischi sono in ribasso. Forza, scattare!
- Sei una vera strega Biancaneve - sibilò Dotto, si prese un rasoterra nel sedere e andò a mettersi in fila con gli altri.


Stefano Benni (settembre 1998)

domenica 28 marzo 2010

“La mia indignazione di cittadino italiano e cattolico praticante per il «baciamo-le-mani, Santità!»”

Come sarebbe bello se tutti i cattolici "dissidenti" prendessero carta e penna e scrivessero personalmente al proprio vescovo pregandolo di inoltrare al papa il proprio dissenso dall'orrenda visita di Berlusconi al papa con "baciamo-le-mani" incorporato. L'effetto sarebbe più grande che non una raccolta di firme perché sarebbe personale e spedita via posta, segno che si è pensato, scritto, andato alla posta e imbucato. Non importa se non risponderà nessuno. Ciò che importa è il gesto profetico in se stesso.
PS. Il Giornale di Berlusconi questa volta con un titolo virgolettato "Farinella: Arsenico per il Papa", chiede alla gerarchia la mia sospensione a divinis. Non sapevo che il mio vescovo fosse Paolo Berlusconi, ma tutto è possibile, anche l'impossibile, se è possibile che Berlusconi Silvio sia ricevuto dal papa.

L’immagine di Silvio Berlusconi che prende tra le sue la destra anulata del papa e, «inclinato capite», compunto, ne bacia l’anello, consapevole della dissacrazione che compie, ha fatto il giro del mondo e si è depositata nell’immaginario collettivo dei più come atto di devozione verso l’autorità, riconosciuta, del papa. Il contrasto con le dichiarazioni di Romano Prodi, dopo il «fattaccio» della Sapienza di Roma è abissale e incolmabile. Il cattolico praticante appare il nemico e censore del papa, mentre l’inquisito per frode ed evasione, il condannato, il corruttore, il compratore di senatori a suon di attricette da strapazzo, il puttaniere, il Piduista, l’ateo divorziato difensore della famiglia, appare, di colpo, quasi per magia, l’umile figlio della Chiesa, «prostrato al bacio della sacra pantofola». Il gesto del bacia-anello è stato ripetuto ancora alla fine dell’udienza. «Repetita iuvant».
Dicono i bene informati che il rito del «baciamo-le-mani, Santità!» non è stato spontaneo e istintivo, suggerito dall’emotività del momento che sarebbe stato comprensibile. E’ stato studiato a freddo da esperti psicologi e creatori di consenso d’immagine. Ciò aggrava il fatto e costituisce un doppio «vulnus» che difficilmente sarà riparabile. Peccato, che il papa sia stato al gioco e non abbia rotto il giocattolo fin dall’inizio. A meno che tutto non fosse concordato, come fa supporre il fatto che il Vaticano abbia preteso, fatto unico nella storia della diplomazia vaticana, la presenza del «Gentiluomo di sua Santità», Gianni Letta, come «garante» e testimone dell’incontro. Segno che Berlusconi è tenuto al guinzaglio corto dal sistema clericale imperante.
Come cittadino italiano, sono indignato che il presidente del consiglio dei ministri, che rappresenta la mia nazione, abdichi alla sovranità e alla dignità del mio paese, prostrandosi in baciamano che somiglia più a rappresentazione di stampo mafioso che non a un atto di devozione sincera. Mi ripugna essere rappresentato da un uomo che pur di ingrassare il suo «super-ego», dimentica ogni parvenza di dignità e usa e strumentalizza qualsiasi cosa gli sia utile per i suoi perversi scopi. Egli «fa finta» perché è un finto uomo che ha sempre vissuto di finzione, costruendo sull’apparenza e sull’effimero un potente potentato economico e ora anche politico, «clero iuvante». A questo «homo parvus» dell’opportunismo e della strumentalizzazione si oppone la chiarezza fiera di un grande statista, integerrimo cattolico e anch’egli presidente del consiglio dei ministri, Alcide De Gasperi, che il papa Pio XII nel giugno del 1952, volle umiliare, annullando l’udienza privata con la famiglia, già programmata da mesi, perché si oppose all’ordine del papa di fare il governo con i fascisti. De Gasperi convocò ufficialmente l’ambasciatore della Santa Sede presso l’Italia, e, stando in piedi, dietro la sua scrivania di capo del governo dell’Italia, disse: Signor Ambasciatore, riferisca al papa che come cristiano accetto l’umiliazione, come presidente del consiglio dei ministri della repubblica italiana, protesto energicamente e chiedo spiegazioni.
Come cattolico praticante, sono indignato e scandalizzato che il papa si presti al gioco mediatico di accreditare come modello di figlio devoto e pio della Chiesa un individuo come Silvio Berlusconi senza chiedergli previamente un atto di conversione e/o di penitenza. Egli è adoratore di «mammona iniquitatis» perché ha fatto l’ingiusta ricchezza con l’inganno, il furto, la corruzione, l’evasione fiscale. Egli è divorziato, abortista e i suoi figli convivono more uxorio, fatti che sarebbero questioni private, se il presidente del consiglio non si dichiarasse cattolico e non andasse dal papa «caram populo et mundo» a parlare in difesa della famiglia secondo la visione della Chiesa: allora anche le sue scelte private diventano fatti pubblici e criteri ermeneutici. Egli è implicato con la mafia (ne ha ospitato uno a casa sua ed è fratello germano di un altro, condannato in secondo grado per mafia). Egli sta perseguitando gli immigrati, tra i quali vi sono migliaia e migliaia di uomini e donne di religione cattolica, di cui il papa dovrebbe essere padre, difensore e vindice, in forza della sua paternità universale. Ho visto latinoamericani, africani e orientali, cattolici, piangere di fronte allo scandalo del papa che accettava l’omaggio di un persecutore ateo e amorale.
Il pastore riceve il lupo travestito da agnello, e abbandona gli agnelli al loro destino: anzi a molti, a tanti, pare che il pastore così sembra autorizzare il lupo a devastare il gregge. E’ ancora fresca nella memoria, la scelta del papa che, per opportunità di equilibri politici internazionali, non volle ricevere il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, mentre a meno di tre mesi delle elezioni, riceve il predatore d’Italia, colui che con le sue tv ha degradato l’Italia in forza del principio, pubblicato sul giornale del papa, l’Osservatore Romano (6 giungo 2008), che «la televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare». Egli ha detto queste cose alla radio e sul giornale del Vaticano e nessuno gli ha tolto la sedia di sotto e lo ha rimandato a casa. Di fronte all’opinione pubblica, il papa approva.
Santità, mi sento parte integrante della Chiesa-Sacramento e riconosco la sua autorità di papa in quanto vescovo di Roma, ma non mi sento parte di un sistema che pure lei rappresenta: un sistema di connivenza con i potenti che prosperano sui poveri, che affamano i poveri, che manipolano i poveri che nessuno difende. Nemmeno il papa.

Note a làtere:

1. Silvio Berlusconi ha regalato al papa una croce tempestata di pietre preziose fatta fare apposta: un pezzo unico e solitario. Nello stesso momento a due passi di distanza, la Fao ammetteva il suo fallimento sul dramma della fame del mondo: la croce tempestata di diamanti e il Crocifisso affamato. Mai stridìo di simboli fu più drastico. Il 6 giugno 2008 «fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza». Per me, resta un giorno di lutto per la Chiesa cattolica, un fallimento del papato, una vergogna per l’Italia ferita nella sua dignità di Nazione laica.

Don Paolo Farinella (Micromega)

Donne, guaio senza soluzione

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni.
Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili.
Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima.
Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.

Massimo Fini (Da il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2010)


venerdì 26 marzo 2010

Il regime travestito

Io credo che la dittatura vera e propria, la dittatura "propriamente detta" per usare un ironico sberleffo di Mino Maccari ("i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti") sia meglio della dittatura mascherata da democrazia che è quella che stiamo vivendo soprattutto da quando Berlusconi è "sceso in campo" ma anche da prima, diciamo dalla metà degli anni Settanta, quando la partitocrazia consociata a difesa dei propri privilegi, intrallazzi, clientelismi, ruberie, formava un unico blocco di potere. La dittatura vera e propria è meno subdola. Perlomeno ha il vantaggio di rendere le cose chiare. Da una parte ci sono gli oppressori, dall’altra gli oppressi che, se pensiamo al fascismo, vengono emarginati, mandati al confino, costretti all’esilio. La dittatura sotto le vesti della democrazia è invece una cosa melmosa, molle, melliflua, confusa dove gli oppressori possono mascherarsi da vittime (si pensi alla manifestazione del governo in piazza San Giovanni) e gli oppressi passare per oppressori.
È facilissimo cambiare le carte in tavola. Tutti possono dirsi vittime di qualcuno o qualcosa e guadagnarsi, al momento opportuno, qualche medaglia "antifascista". Naturalmente qui nessuno ti manda al confino o in esilio (ci va chi ha i soldi per permettersi di togliersi da questo infame paese, come Milva che ha deciso di vivere in Germania). L’emarginazione è lenta, soft, alle volte addirittura ammiccante e sorridente, ma inesorabile e comunque non può essere provata. Allo stesso modo vengono chiusi, a poco a poco, tutti gli spazi di libertà. Sempre però sotto le forme delle leggi democratiche. E quindi è difficilissimo difendersi. La dittatura vera e propria forma anche un’opposizione altrettanto dura. La classe politica uscita dalla lotta antifascista e, per la verità, da quell’evento fondante che è la guerra, non ha nulla a che vedere con la nostra attuale opposizione, molliccia, inconcludente, timorosa, indecisa a tutto, che abbiamo ora. La dittatura forgia i caratteri degli oppositori.
Nella dittatura "propriamente detta" si può poi almeno sperare di abbattere il tiranno col proprio fucilino a tappo. È lecito uccidere il tiranno. È un argomento posto per la prima volta da Seneca e che nel dibattito che si è sviluppato lungo i secoli è stato risolto in senso eticamente affermativo. Nella dittatura mascherata da democrazia questo non è eticamente accettabile, apparirebbe, e sarebbe, un assassinio. E allora come ci si libera del tiranno in una dittatura mascherata da democrazia? Come ci si libera, per parlare delle cose nostre, di Silvio Berlusconi? Non con le leggi perché costui ha ormai acquisito un potere tale da poterle distorcere tutte a suo favore. Sempre nella forma dell’apparente legalità democratica. Con Berlusconi siamo retrocessi al di là del “monarca costituzionale” che doveva rispettare almeno le leggi che egli stesso aveva emanato e che non poteva cambiare a piacer suo. Io credo che l’unica via pacifica percorribile da parte di quel che resta dell’opposizione parlamentare, e sempre che ne avesse le palle e non fosse connivente, sia l’Aventino. Dice: ma l’Aventino spianò definitivamente la strada al fascismo. Vero. Ma intanto rese palese una dittatura che era già nei fatti se non nella forma. Ma, soprattutto, oggi la situazione è molto diversa da quella del 1926. L’Italia fa parte dell’Unione europea e che in un paese dell’Unione l’opposizione si ritiri dal Parlamento sarebbe un fatto così clamoroso e sconvolgente da attirare finalmente l’attenzione dell’Europa sulla situazione italiana.
Perché l’Italia non ha più i requisiti democratici per rimanere in Europa. Basterebbe il colossale conflitto di interessi accumulato da Berlusconi per porla fuori da ogni regola. Basterebbe il fatto che quest’uomo, gravemente pregiudicato con la giustizia, si appresta a varare una riforma della giustizia il cui unico scopo è di eliminarla, almeno per sé e il suo direttorio. Del resto per quello che lo riguarda personalmente, dopo infiniti tentativi che hanno scardinato la legge penale italiana, c’è già riuscito col legittimo impedimento. L’Europa ha usato il pugno duro con l’austriaco Haider, e per molto meno, non si vede perché non si possa, né si debba, farlo con l’onorevole Berlusconi che in Italia è riuscito a delegittimare di volta in volta tre presidenti della Repubblica, il Parlamento, la presidenza del Consiglio (quando non c’era lui, naturalmente), la magistratura ordinaria, penale e civile, la Corte costituzionale, la Corte di cassazione, la Corte dei conti, le Authority e, da ultimo, persino il Tar. Tuttavia io non credo che a spazzar via il tiranno in forma democratica saranno né l’Europa né quella mucillagine chiamata opposizione. Berlusconi finirà per autocombustione. Il suo delirio di onnipotenza, che ha da tempo perso tutti i freni inibitori, lo porterà, prima o poi, a compiere un atto così clamoroso e incontrovertibile da richiedere l’intervento della forza pubblica. Non per motivi penali, ma mentali.

Massimo Fini (Da il Fatto Quotidiano del 25 marzo 2010)

Santoro: "Non siamo al fascismo ma certe assonanze preoccupano"

BOLOGNA - Un filmato montato con un parallelo tra un comizio di Mussolini e l'intervento di Berlusconi alla manifestazione del Pdl di Piazza San Giovanni e le loro domande "retoriche" rivolte al popolo. Così al Paladozza di Bologna è iniziata "Raiperunanotte", la trasmissione nata dall'iniziativa ideata da Michele Santoro contro la decisione della Rai di sospendere tutti i talk show politici per rispettare la par condicio. Niente Rai, niente "Annozero", ma "Raiperunanotte". Un evento reale e visibile, al Paladozza di Bologna e sui maxischermi nella piazza fuori, per miglia di persone che hanno voluto partecipare direttamente all'insolito talk show. Un evento mediatico trasmesso da altre tv, in particolare da Sky Tg 24, ma anche da emittanti locali. E che ha soprattutto giocato la carta del web. Dirette sono state effettuate dal sito "Raiperunanotte", creato per l'occasione, dai siti di Corriere, Repubblica, Stampa, da YouDem e altri ancora.


NAPOLITANO - Prende poi la parola Santoro che, dal palasport emiliano, si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Noi non siamo al fascismo - dice il giornalista - ma certe assonanze sono comunque preoccupanti... Noi siamo qui per il nostro lavoro di giornalisti. "Noi non solo abbiamo il diritto di parlare ma anche il diritto di farci sentire, e il dovere di parlare e farci sentire. Noi dobbiamo essere ascoltati e per questo stasera noi accendiamo le nostre luci perché ricominci Annozero". Santoro ha ricordato poi il caso delle intercettazioni di Trani: "Vorrei ricordarle signor presidente - ha aggiunto - che per una telefonata Nixon dovette dimettersi: aveva ordinato di spiare i suoi avversari del partito democratico e una commissione del Senato, quando scoprì che le telefonate erano state registrate, disse di pubblicarle per sapere cosa è successo. Qui si è compiuto un delitto di grande gravità: interferenza politica sulla libertà di espressione". E ha ricordato che il 25 marzo di 40 anni fa "la radio libera di Danilo Dolci fu chiusa per un intervento della polizia era la prima radio libera italiana. Aveva violato al legge perché aveva violato il monopolio". "Io - ha aggiunto, rivolgendosi sempre a Napolitano - non voglio tirarla per la giacchetta, non voglio nè che firmi nè che non firmi, ma voglio ribadire che se i partiti non si allontano dalla Rai, sarà sempre prigioniera del conflitto d'interesse. Noi abbiamo il diritto, ma anche il dovere di parlare e di farci sentire, noi dobbiamo essere ascoltati. Per questo - ha concluso - noi accendiamo le nostre luci perchè ricominci Annozero". Alla fine del discorso Nicola Piovani ha eseguito in diretta la sigla di Annozero.


CORNACCHIONE - Poi irrompe un esilarante Antonio Cornacchione: "Con questa iniziativa - dice Cornacchione - si può dimostrare che in Italia non c'è la censura e quindi anche questa manifestazione andrà a favore di Berlusconi. Sento un afflato di amore che arriva dagli spalti. Quanto amore arriva da voi amici! Siamo 2, 3, 4... 6 milioni. Le cifre me le ha date Verdini". Nel suo intervento di dieci minuti circa, il comico spiega che la "censura ha colpito due paladini della libertà, due giornalisti che non guardano in faccia a nessuno: Feltri e Minzolini". "Silvio - continua - non ha mai censurato nessuno, ci tiene a rimanere incensurato".


TRAVAGLIO - Come fa di solito durante le puntate di Annozero, Marco Travaglio a "Raiperunanotte" ha ricostruito i passaggi della vicenda delle intercettazioni della procura di Trani sul caso Rai e Agcom, che avevano al centro proprio "Annozero", definendolo uno "scandalo peggiore del Watergate", che sarebbe stato eccessivamente minimizzato. Il suo intervento è stato accolto da un applauso scrosciante, è stato forse il più applaudito fra tutti i protagonisti dell'iniziativa. "Masi - ha detto Travaglio - ha sollecitato esposti contro la propria azienda. È come se Moratti prima del derby chiamasse l'arbitro per chiedergli di inventarsi un fallo per espellere il proprio centravanti, magari su richiesta del presidente del Milan. Berlusconi dice che si è sempre espresso anche pubblicamente contro Annozero: ma è come se uno dicesse per tutta la vita che vuole ammazzare la moglie, poi assolda un killer e al processo si scusasse dicendo... "va beh, ma io l'ho sempre detto..."". Successivamente il giornalista è intervenuto anche sul pasticcio delle liste del Pdl a Roma, ironizzando sul decreto interpretativo del governo.


FLORIS -LERNER - Poi è intervenuto il conduttore di "Ballarò", Giovanni Floris che si è detto "non d'accordo sul parallelo con il fascismo ma non è questo il punto - ha aggiunto -. Io penso che il bello di questo periodo sia che a una ingiustizia come la chiusura delle trasmissioni sia seguito un periodo in cui le persone hanno reagito. Questo ha portato a più aria. Dopo tutta l'aria che è stata sottratta in questo Paese, penso che sia il momento di ricominciare a respirare". Le intercettazioni saranno valutate dalla magistratura, ma da quelle telefonate emerge che c'è un politico che vede una cosa che non gli piace e ne chiede la chiusura. L'idea che quello che non ti soddisfa possa essere chiuso è un'idea asfittica". A seguire Gad Lerner: "Di fronte all'evidenza della Rai trattata come una tv privata di proprietà privata dei partiti, perché questo è stato il meccanismo che ha bloccato le tramissioni, forse bisogna che anche noi ripensiamo il modo di stare in tv dei politici. Questa compagnia di giro bisogna che cambi, gli ospiti sembrano sempre gli stessi di qualsiasi cosa si parli. Sembrano essere competenti di tutto".


RECORD WEB - Poi Santoro segnala che la diretta di "Rai per una notte" è il più grande evento in diretta del web italiano con 100.000 contatti unici in contemporanea. Poi diventati 120.000. Santoro successivamente ha mostrato Piazza Azzarita e ha parlato di Roma, Milano, Torino, commentando: "Dall'Italia è venuta una risposta straordinaria".


LUTTAZZI - Successivamente è cominciato lo show di Daniele Luttazzi, tutto concentrato su Silvio Berlusconi. Ma anche sul direttore del Tg1 Minzolini e il direttore generale della Rai Masi accusati insieme al premier nel monologo del comico di "fare un uso criminoso della tv". "Erano otto anni che aspettavo di dirlo..." ha detto Luttazzi facendo riferimento all'"editto bulgaro" del 2002, che sancì il suo allontanamento dalla Rai insieme a Enzo Biagi e Michele Santoro. Aprendo il suo intervento, pieno di battute al vetriolo sul premier Luttazzi spiega: "Berlusconi ogni tanto ha dei rimorsi, poi pensa a quanto è ricco e tutto passa..."). Luttazzi ha fatto un monologo di una ventina di minuti, forte, esplicito, pieno di allusioni sessuali, ma soprattutto molto critico contro il governo ed in particolare contro "Silvio Lolito Berlusconi" come lo ha definito, "lui è un fuoriclasse, la costituzione gli va stretta, sarebbe come far giocare Tiger Woods a golf in uno sgabuzzino". Quindi, Luttazzi ha dettagliatamente spiegato la sua teoria sui motivi per cui Berlusconi avrebbe il 60% del consenso, con una metafora sul sesso anale. Nel suo monologo non ha risparmiato battute nei confronti dell'ex vicepresidente della Regione Puglia Frisullo e del direttore del Tg1 Minzolini. "C'è una differenza - ha detto Luttazzi - fra una prostituta e certi giornalisti: ci sono certe cose che una prostituta non fa". Dagli spalti applausi scroscianti, anche quando Luttazzi ha criticato l'eccessiva timidezza dell'opposizione. Alla fine Luttazzi conclude contro il partito dell'amore berlusconiano, ricordando con Quintiliano che "Odiare i mascalzoni è cosa nobile".


LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA ANNOZERO - Arriva anche il momento più strettamente giornalistico con una ricostruzione delle intercettazioni telefoniche sul caso Santoro, con le telefonate del premier al mebro dell'Agcom Innocenzi e di quelle tra quest'ultimo e Masi.


BENIGNI - Poi è il momento dello show di Roberto Benigni che invita tutti ad andare in "Zimbabwe il paese della libertà dove però non ci sono i masai, ma i Masi". "Siamo il paese della libertà - scherza Benigni - dove si può chiudere una trasmissione e si può fare una manifestazione contro i magistrati". Benigni poi sciorina battute sui radicali "che si sdraiano dappertutto", e sulle cifre fornite da Denis Verdini sulla manifestazione di sabato del Pdl, infine saluta Enzo Biagi ("Peccato che non possa partecipare a questa iniziativa"). "Sant'Agostino diceva che anche quando se ne fa un cattivo uso, come Santoro, la libertà è un bene - conclude l'attore -. Si riferiva proprio a Santoro...".


INTERVISTA A FEDE- La trasmissione si conclude con un'intervista al direttore del Tg4 Emilio Fede, che minimizza la porta delle intercettazioni e sottolinea: "Hanno forse chiuso Annozero?". Fede poi chiede "maggiore rispetto per il capo del governo". E conclude: "Berlusconi non ha mai chiesto la chiusura di Annozero".


CROZZA E VAURO - C'è spazio per un ultimo sipario comico con Crozza che imita il ministro Brunetta e per le tradizionali vignette di Vauro.


LA DENUNCIA DELLA FNSI - Poco prima che si accendessero le telecamere di "Raiperunanotte" il presidente dell'Fnsi Roberto Natale intervenendo al microfono svela: "Abbiamo notizie di telefonate al gruppo di lavoro di Santoro da parte di dirigenti Rai che vogliono sapere cosa stanno facendo i collaboratori ricordando l'obbligo di esclusiva". "Ricordi bene la Rai, la vergognosa Rai di questi giorni che questa è un'iniziativa sindacale - prosegue Natale - e non si azzardino a pensare a provvedimenti, pensino piuttosto alle scandalose telefonate del direttore generale". Il riferimento è alle intercettazioni relative all'inchiesta sul caso Rai- Agcom.


Corriere della Sera - Redazione online - 25 marzo 2010

Intero spettacolo sul Portale La Repubblica TV





martedì 23 marzo 2010

IL SUICIDA GENTILE

Personaggi: LUI, LEI, UOMO

(In una strada solitaria. Lui e lei, passando, vedono l’uomo che si punta la rivoltella alla tempia).

LEI - Guarda: un uomo che sta per tirarsi un colpo di rivoltella!
LUI - (All’uomo) - Che fa, sciagurato?
UOMO - Non vede? Mi uccido.
LEI - Non faccia pazzie, ci pensi bene, prima.
UOMO - Ci ho pensato molto, e la mia decisione è irrevocabile. M’uccido per amore.
LUI - Per amore? E’ mai possibile uccidersi per l’amore, che è il sentimento della felicità?
UOMO - Ragazzo! Che sai tu dell’amore! Lasciami morire!
LEI - Per carità, signore, non lo faccia. Pensi che la vita è bella, che le strade del mondo sono piene di donne e che il tempo risana qualunque ferita.
UOMO - Tutto è vano, signora. Io non torno sulle mie decisioni.
LUI - Ma via, pensi che fra un anno lei riderà di questo momento di debolezza.
UOMO (cupo) - Sa che cosa fa un uomo, quando la donna dei suo cuore non l’ama più?
LUI - Diamine, ne ama un’altra.
UOMO (c.s.) - No. Si uccide.
LUI - Ma no, non s’uccide, lo faccia per i suoi cari.
UOMO - Non insista.
LEI - Lo faccia per il dovere che abbiamo tutti di apprezzare al giusto il dono della vita e di non farne vano gèttito.
UOMO - Retorica!
LUI - Lo faccia per la società.
UOMO - La società del gas?
LUI - Ma no. Quella dei suoi simili.
UOMO Bella roba!
LEI - Lo faccia per l’umanità, che attende molto da lei.
UOMO (amaro) - Sta fresca.
LUI - Lo faccia per la sua coscienza.
UOMO - Bubbole. Lasciatemi sparare. Voglio uccidermi.
LEI - Per la patria!
UOMO - Niente.
LUI - Per i suoi morti.
UOMO - Niente. Voglio morire!
LUI (con cortese imbarazzo) - Senta...
UOMO - Dica, dica pure.
LUI (c.s.) - Non mi mandi all’inferno, se le dico una cosa.
UOMO - S’immagini, parli.
LUI - Io non ho il piacere di conoscerla, lei non sa niente di me. Tuttavia, potrei chiederle un piccolo favore?
UOMO - Se posso...
LUI Lo faccia per me.
UOMO - Quand’è così, non so dirle di no, francamente.
LUI - Grazie.
UOMO - Le pare. Dovere. Buona notte.
LUI - Buona notte. (I tre si stringono la mano. L’uomo intasca la rivoltella e via, fischiettando) LEI - Che persona compita!
(Sipario)

Achille Campanile

Passaparola: "La feccia che risale il pozzo"

Testo:
Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giornali che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro.
Feccia del nord - Partiamo dal nord, partiamo dal Piemonte, dove il PDL schiera l’ex Assessore regionale al bilancio della Giunta regionale Ghigo, Angelo Burzi, che è stato rinviato a giudizio per tangenti nel ramo della sanità.
Con il centrodestra, con il leghista dalla faccia pulita Cota c’è anche un meccanismo che porterebbe, nel caso in cui Cota venisse eletto, a essere eletto in Parlamento come primo dei non eletti e quindi come primo escluso che scivolerebbe al suo posto, nel caso in cui Cota diventasse governatore del Piemonte, un leghista che si chiama Grassano, che è stato Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria e che è rinviato a giudizio per truffa ai danni del comune di cui era Presidente, rischia di diventare parlamentare, perché è il primo dei non eletti della Lega Nord, un ottimo motivo per fare in modo che Cota non diventi Presidente della Regione Piemonte.
In Piemonte anche il PD non vuole essere da meno e conseguentemente candida l’ex Presidente socialista della Provincia Luigi Sergio Ricca, che ai tempi di tangentopoli aveva patteggiato una condanna per finanziamento illecito, confessando lui stesso di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina Assitalia, candidato del centrosinistra.
Lombardia: in Regione Lombardia, a parte un caso un po’ pietoso, il figlio di Bossi, Renzo, detto dai suoi laudatores il delfino di Bossi, detto dallo stesso Bossi “ la trota”, quello che ha faticato non poco a prendere il diploma, è candidato anche lui alle regionali in Lombardia. Ma lui non c’entra con gli inquisiti, c’entra semplicemente con il nepotismo, con il familismo amorale dei nostri politici, che hanno sempre un occhio di riguardo per i loro familiari. In Regione Lombardia poi ci sono le candidature altrettanto patetiche dell’éntourage di Berlusconi, che ha chiesto, nel listino degli eletti assicurati, dei posti fissi, dei posti liberi per i suoi boys e soprattutto le sue girls, quindi ci ha infilato il massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli, l’ex fisioterapista del Milan Giorgio Puricelli e, sempre nel settore sanitario, abbiamo anche l’igienista dentale del Cavaliere Nicole Minetti, una bellissima ragazza che è stata anche valletta di Colorado Cafè sulle reti Mediaset e quindi merita, naturalmente, un posto d’onore nella Regione Lombardia.
E poi ci sono naturalmente le candidature un po’ discutibili dal punto di vista non solo della politica, ma anche dell’etica pubblica: per esempio, c’è Gianluca Rinaldin, Consigliere Regionale del PDL coinvolto in un’inchiesta giudiziaria a Como per truffa aggravata e falso in atto pubblico, che viene ricandidato nonostante quest’inchiesta in corso fosse proprio per questo. E poi c’è il famoso Giancarlo Abelli, che è un vecchio Ras della sanità già democristiano, poi beccato a ricevere soldi in nero da Poggi Longostrevi, il famoso medico delle truffe sanitarie alla regione, assolto per questo, naturalmente non era reato, ma quei soldi in nero li aveva presi per misteriose consulenze e poi sapete che, recentemente, gli avevano arrestato la moglie, la signora Rosanna Gariboldi, amministratrice pubblica nella Provincia di Pavia, è stata un po’ in galera, ha fatto la vittima, ha fatto la martire, dopodiché ha patteggiato la pena e ha restituito una barcata di soldi che erano accumulati su un conto a Montecarlo, di cui era Procuratore e cioè aveva la firma anche il marito Abelli, che naturalmente è ricandidato, essendo oltretutto anche parlamentare nazionale e essendo il vicecoordinatore nazionale del Popolo della Libertà.
Dalla Lombardia andiamo al Veneto: in Veneto c’è semplicemente una questione di opportunità che riguarda il probabile futuro governatore Zaia della Lega Nord, appoggiato dal Popolo della Libertà, il quale inizialmente aveva detto che si sarebbe dimesso dalla carica di Ministro dell’Agricoltura e, in realtà, recentemente la Lega Nord ha fatto sapere che invece Zaia potrebbe mantenere entrambi i ruoli e conseguentemente, o sarebbe un Ministro a tempo ridotto, oppure sarebbe un governatore a tempo ridotto: è lo stesso problema che riguarda la candidatura di Brunetta a Sindaco di Venezia, lui invece ha proprio già detto che, se viene eletto Sindaco di Venezia, rimarrà Ministro della Pubblica amministrazione e Sindaco di Venezia, almeno fino alla prima acqua alta.
Bella mossa per uno che vuole fare la guerra all’assenteismo: è evidente che quando sarà al Ministero sarà assenteista come Sindaco e, quando sarà al Palazzo Civico di Venezia, sarà assenteista come Ministro, ma forse questo non è un male, perché certi Ministri meno lavorano e meglio è per la collettività. Sarebbe drammatico se uno come Brunetta continuasse a lavorare a tempo pieno.
Feccia del centro - Scendiamo, andiamo all’Emilia Romagna: anche qua c’è un problema non penale, ma politico e anche giuridico, perché il candidato del centrosinistra Vasco Errani non può, non potrebbe essere candidato; sarebbe ineleggibile, in quanto la legge sulle regioni stabilisce che i governatori non possono fare più di due mandati e lui si sta candidando per il terzo.
Naturalmente hanno dato l’interpretazione - ormai sapete che le leggi vengono violate senza neanche cambiarle: le interpretano facendo dire alle leggi una cosa che le leggi non dicono, ossia - che i due mandati valgono da dopo l’approvazione di questa legge, anche se uno magari è governatore dal 45, che è una cosa un po’ curiosa. Perché il centrodestra non strilla contro la candidatura dell’ineleggibile Errani? Perché ha un candidato ineleggibile anch’esso, il centrodestra, ossia Roberto Formigoni, che di mandati ne ha svolti addirittura tre, essendo governatore della Regione Lombardia dal lontano 1995 e, se verrà eletto, come purtroppo è probabile, sarà governatore per la quarta volta, farà un ventennio in barba alla legge, che naturalmente parla di due mandati.
Andiamo a scendere, perché più si scende e più gli inquisiti aumentano: abbiamo, per esempio, la Toscana, dove il capolista a Prato per il centrodestra è un ex socialista, ex Assessore alla sanità che patteggiò una pena per corruzione per una tangente di 30 milioni di vecchie lire e adesso sostiene la candidata del centrodestra Monica Faenzi, quella tosta, quella che Berlusconi ha presentato l’altro ieri a Roma, la nostra tosta candidata. Il PD, per pareggiare il conto, candita il Consigliere Regionale uscente Gianluca Parrini, che è indagato per abuso d’ufficio nello scandalo degli appalti di Barberino del Mugello, grandi opere, variante di valico, terza corsia dell’Autosole etc. etc.. Nelle telefonate parla con un imprenditore che è accusato di aver aiutato alla ricerca di autorizzazioni per l’apertura di nuove cave , chiamandolo “ ciao, compagno”, che è proprio il tipico atteggiamento che deve avere il controllore pubblico nei confronti dell’imprenditore privato.
Abbiamo poi l’Umbria: in Umbria c’è con l’Udc l’ex Presidente della Provincia di Perugia, che all’epoca stava nella Margherita, che si chiama Giulio Cozzari, la cui Giunta fu praticamente travolta dallo scandalo degli appalti truccati e questo Cozzari aveva detto che si voleva dimettere e poi, naturalmente, non l’ha fatto per evitare la distruzione totale dell’ente Provincia e quindi è rimasto per farci un favore, per il nostro bene è rimasto al suo posto.
Nelle Marche, per il centrosinistra c’è l’ex Sindaco di Osimo, che aveva invitato.. si chiama Dino Latini e, quando era Sindaco di Osimo, aveva invitato il fondatore di Forza Nuova, segretario di una fondazione neonazista, a intervenire nel suo comune, mentre aveva negato la piazza alle forze antifasciste e l’ingresso in Consiglio Comunale addirittura al rappresentante degli extracomunitari.
Andiamo avanti con il Lazio: nel Lazio naturalmente è candidato Francesco Storace, che è ancora sottoprocesso per aver violato la legge elettorale, questa è l’accusa per il famoso Lazio Gate, quando alcuni uomini del suo staff, secondo l’accusa, si sarebbero introdotti abusivamente nell’anagrafe computerizzata del Comune di Roma per infilare delle firme false nella lista della Mussolini, all’epoca nemica acerrima del centrodestra, in modo da farla invalidare e evitarne la concorrenza. Storace naturalmente è il candidato capolista della destra, che è la lista che sostiene il PDL, che è rientrato in coalizione dopo un po’ di fronda negli ultimi anni e è una lista che potrebbe prendere molti voti, proprio perché la lista del PDL, almeno per quanto riguarda Roma e Provincia, non è stata accolta, è stata respinta ormai da sette verdetti della giustizia amministrativa nei vari ricorsi e conseguentemente, chi vorrà votare per il centrodestra, o voterà il listino Polverini, oppure dovrà votare per la destra di Storace, oppure per l’Udc , che nel Lazio sostiene Renata Polverini, oppure anche Sgarbi, che è stato recentemente riammesso e che, naturalmente, è inutile che vi ricordi che è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato, per non parlare di tutte le condanne che ha avuto per gli insulti lanciati contro magistrati, giornalisti etc. etc..
In Liguria - mi ero dimenticato la Liguria - cito da Il Fatto Quotidiano che ci sono otto liste che sostengono il candidato del PD, Claudio Burlando, il quale ha detto “ non candiderò indagati”, il centrodestra gli ha subito detto che la sua proposta era strumentale, ma poi si è capito per quale motivo il centrodestra giudicava strumentale l’annuncio di Burlando: perché nelle liste che sostengono il candidato del PDL a Savona c’è un certo Marco Meligati che, scrive Il Fatto, ex Sindaco di Alassio, ha subito una condanna in primo grado per concorso in lottizzazione abusiva. Poi c’è un altro candidato del centrodestra, un ex della DC che si chiama Sergio Catozzo, condannato in primo grado per aver violato le norme che regolano la presentazione delle liste elettorali e quindi, anche questo, è proprio l’uomo giusto al posto giusto per ricandidarsi. E poi, sempre nel centrodestra, c’è un certo Angelo Barbaro che risulterebbe indagato per falso in atto pubblico. Avevamo detto del Lazio, andiamo alle regioni più calde per quanto riguarda le liste “ pulite”.
Puglia: in Puglia si candida contro i due poli, il polo di centrodestra e il polo di centrosinistra, Vendola da una parte e Rocco Palese dall’altra, si candida anche Adriana Poli Bortone, che è stata un discreto Ministro di Alleanza Nazionale e pare che abbia anche amministrato abbastanza bene, quando è stata eletta ha amministrato abbastanza bene la città di Lecce. Bene, adesso si è candidata autonomamente rispetto ai due poli, ma incredibilmente nella sua lista è sbucato Cosimo Mele: Cosimo Mele è quello del famoso coca party in un grande albergo di Roma, con ragazze allegre, una delle quali poi si sentì male, per cui la cosa venne fuori e naturalmente tutti giurarono che mai e poi mai avrebbero ricandidato questo qua, invece questo qua, che fu espulso dall’Udc , adesso è curiosamente candidato nella lista della Poli Bortone, che è appoggiata proprio dall’Udc . Nel centrodestra c’è Tato Greco, che è quel genio che aveva fatto la lista “ La Puglia prima di tutto”, lista patrocinata dal Ministro Fitto, anche lui indagato, ma non candidato in queste elezioni, nella quale era stata presentata la candidatura anche di due delle ragazze che erano presenti ai festini, ai dopocena di Palazzo Grazioli, una delle due era Patrizia D’Addario, l’altra in questo momento non mi ricordo come si chiamava, erano in due che erano state candidate in questa lista fatta da Tato Greco, che è indagato insieme a Giampi Tarantini per associazione a delinquere, in quanto è sospettato di essere stato il socio occulto di questo Tarantini, il re delle protesi sanitarie fornitore, secondo l’accusa, di droga e, secondo quello che risulta dalle cronache, di prostitute a politici di destra (Berlusconi) e di sinistra (Frisullo), dalemiano arrestato l’altro giorno.
Il record, la massima densità di inquisiti si verifica, naturalmente, in Campania e in Calabria: ho lasciato da parte la Basilicata, ma ci arrivo subito, perché in Basilicata intanto è indagato il governatore uscente del PD, che adesso sta per essere rieletto, diciamo che è il favorito, che è sotto inchiesta; l’estate scorsa prima di andare a Napoli da Potenza il Pubblico Ministero Woodcock presentò la chiusura delle indagini sullo scandalo delle estrazioni petrolifere, dove pare fossero girati dei favori e anche delle tangenti da parte della Total e il governatore era stato indagato e non è mai stato prosciolto, per cui lo è ancora, per abuso d’ufficio. Insieme a lui si parla di un candidato che lo appoggia, che si chiama Luigi Scaglione, capolista della lista Popolari Uniti che, scrive Il Fatto Quotidiano - ma l’ha scritto anche La Stampa - è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per lo scandalo della calciopoli della Basilicata. Infatti credo di averlo visto citato anche su La Stampa in un paio di pezzi di Iacopo Iacoboni, che si è dedicato anche lui alla questione delle liste pulite, anzi delle liste sporche.
Feccia del sud - Veniamo ora alle due regioni clou: la Campania e la Calabria. In Campania parliamo subito di uno che non è indagato, ma di uno che forse è indecente che venga candidato: si chiama Tommaso Barbato, se ve lo ricordate, perché è quello che sputò in faccia o tentò di colpire con uno sputo in faccia Nuccio Cusumano, che all’epoca stava nel suo stesso partito, l’Udeur, all’epoca l’Udeur- era il gennaio del 2008, quando cadde il governo Prodi - si schierò contro Prodi pur essendo stati tutti quanti suoi parlamentari eletti nel centrosinistra, Mastella li portò tutti fuori dalla maggioranza per fare cadere il governo, ma uno rifiutò di tradire Prodi: si chiamava Cusumano e fu insultato e addirittura sputacchiato da questo Barbato e accusato di tradimento.
Era l’unico che non aveva tradito e conseguentemente fu accusato di tradimento per non avere voltato gabbana, come invece avevano fatto tutti gli altri. Ebbene, il famoso sputacchiere naturalmente fu sanzionato dal Presidente del Senato, si disse che mai più nessuno avrebbe osato candidare uno così e invece eccolo qua: Alleanza di Centro sta.. credo che l’Alleanza di Centro sia quella fondata da Pionati, l’ex mezzo busto, anzi ne sono certo. Ebbene, quest’Alleanza di Centro candida questo bel tomo alla Regione Campania per tenere alta la bandiera della presentabilità in Campania (Tommaso Barbato, non dimenticatevene).
Poi abbiamo, sempre in Campania, la signora Mastella: come dimenticare la signora Mastella? Per fare delle liste pulite si prende una signora che è Presidente del Consiglio Regionale della Campania, di centrosinistra, viene indagata per tentata concussione etc., viene messa addirittura agli arresti domiciliari e poi con l’obbligo di dimora a Ceppaloni per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere, poi portata a Roma, quella che Mastella marito prese a pretesto per rovesciare il governo Prodi. Quest’inchiesta è stata trasferita a Napoli e è già giunta alle imputazioni, per cui la signora Mastella è imputata, non più soltanto indagata, c’è il processo. Ebbene, dopo è stata colpita e raggiunta da un altro provvedimento giudiziario per un’altra inchiesta che riguarda altre lottizzazioni: maneggi per sistemare gente sua, si è stabilito che le sue capacità delinquenziali sono talmente alte che è meglio che per un po’ non metta piede in Campania e quindi ha il divieto di dimora in Campania e in Province particolarmente vicine alla Campania, credo compresa la Provincia di Foggia, conseguentemente vive confinata a Roma in uno dei numerosi - credo siano cinque o sei - appartamenti della famiglia Mastella a Roma e infatti sta urlando contro il suo esilio, ma nonostante l’esilio è ugualmente candidata e quindi fa campagna elettorale via Internet, nella speranza che le sue clientele si ricordino di lei, anche se non la vedono fisicamente presente. Dimenticavo di dire che, naturalmente, stavolta è nel centrodestra, dopo aver fatto così tanto bene al centrosinistra in questi cinque anni, beccandosi due processi come Presidente del Consiglio Regionale di centrosinistra, adesso va a portare la sua grande esperienza nel centrodestra.
Poi c’è il Sindaco di Pagani, che è stato sospeso perché condannato per peculato: naturalmente si ricandida con il PDL , ha detto “ ci teneva”, dicono i suoi amici “ è una battaglia di civiltà la sua”, non ne dubitiamo!
Ci sono i Consiglieri Regionali Pietro Diodato e Luciano Passariello, indagati entrambi per uno scandalo di presunti rimborsi gonfiati: sto citando da questo ottimo articolo di Iacoboni su La Stampa. Tommaso Barbato ve l’ho detto, poi c’è Roberto Conte: Roberto Conte, 43 anni, fu espulso dai verdi e poi dal PD perché era stato inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa e allora è andato nel centrodestra, dove l’hanno accolto a braccia aperte e è stato condannato meno di un anno fa in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere acquistato dalla camorra la sua elezione alle regionali del 2000. Naturalmente ha scelto l’Alleanza di Popolo, una lista piccola che sostiene il centrodestra e, con questo pedigree, è candidato alle spalle del famoso Caldoro: Caldoro è la faccia pulita che è stata mandata avanti in Campania, dietro la quale si nascondono personalità del calibro di questo Conte (primo grado, concorso esterno in associazione mafiosa), oppure anche Cosentino, che non è candidato, ma diciamo che dà una grossa mano e è quello su cui pende un mandato di cattura per camorra, la cui autorizzazione all’esecuzione è stata negata dal Parlamento e quindi questo signore, con il mandato di cattura per camorra sulla testa, continua a fare il Sottosegretario all’economia, è il vice di Tremonti. Questo per dire le liste pulite in Campania. Abbiamo ancora l’ex Sindaco di Villa Literno, comune sciolto per mafia, Fabozzi: questo l’ha candidato il PD, naturalmente non è indagato lui, ma insomma se il tuo comune viene sciolto per mafia forse è il caso che salti un giro; niente, l’hanno ricandidato. Vediamo se ho dimenticato qualche altro bel personaggio della Campania.. no, non l’ho dimenticato, mi ero invece dimenticato che in Puglia c’è anche, nel centrodestra, Fabrizio Camilli, che è un imprenditore petrolifero che ha patteggiato per truffa e quindi come rinunciare al suo apporto? Candidato anche lui (patteggiato per truffa).
La Calabria, tanto per cambiare, ha il record nazionale, anche perché la Sicilia non vota e conseguentemente la Calabria riesce a mantenere agevolmente il suo primato: sapete che si tratta di sostituire un Consiglio Regionale dove, su 50 Consiglieri Regionali, erano imputati o indagati o condannati in 35, diciamo più o meno i due terzi. Per sostituirli degnamente alcuni si ripresentano, altri già promettono bene, perché arrivano in Consiglio Comunale già indagati o già condannati e, quando non si può candidare il padre, perché magari è in carcere, c’è il figlio che lo rappresenta e rappresenta soprattutto i suoi elettori. E’, per esempio, il caso di Antonio La Rupa, che è figlio d’arte, perché suo padre Franco, Consigliere Regionale dell’Udeur nel centrosinistra, è stato in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi stavolta tocca al figlio, per dare una chance anche al frugoletto. Poi c’è un certo Tommaso Signorelli: lui l’hanno arrestato per mafia a Amantea, si candida proprio lui personalmente, perché è uscito e quindi ha la possibilità di candidarsi. Non vi dico quelli che hanno parenti della ‘ndrangheta, perché se andiamo a vedere i parenti non finiamo più e non si salva nessuno.
Angela Napoli, indipendente eletta con Alleanza Nazionale, ora in uscita da Alleanza Nazionale viste certe candidature, ha fatto un lungo elenco di personaggi indecenti che, quando si sapeva che avrebbe vinto le elezioni il centrosinistra, cioè la volta scorsa, nel 2005, si erano candidati nel centrosinistra, inquisiti, chiacchierati etc., e che adesso, dato che si sa che probabilmente vincerà il centrodestra con il candidato Scopelliti, si stanno buttando e si sono buttati, sono stati candidati con grande trasformismo nel centrodestra. Il candidato del centrosinistra è il solito Loiero, altra vecchia conoscenza della politica: era indagato in varie inchieste, è stato assolto anche nell’ultima, una tranche di “Why Not?” di recente, la lettura degli atti di quelle inchieste denota comunque un sistema di potere assolutamente incompatibile, almeno secondo la mia valutazione, con una candidatura soprattutto nel centrosinistra e soprattutto in una regione come la Calabria, invece il centrosinistra ha deciso di puntare ancora su di lui e quindi l’alternativa tra Scopelliti e Loiero non sarà certamente granché, a meno che non si scelga Callipo, che è l’outsider- questo imprenditore del tonno - che è stato scelto da un fronte trasversale di cui fa parte anche l’Italia dei Valori ed è molto apprezzato da Luigi De Magistris.
Andiamo avanti, perché non abbiamo finito: in Calabria si è occupato di alcune candidature sporche Roberto Saviano, in un bellissimo pezzo pubblicato da Repubblica tre giorni fa. Saviano chiedeva addirittura l’intervento dell’?Ocse? oppure dell’O.N.U. per garantire la regolarità del voto soprattutto in certe zone, dove parlare di elezioni libere è una barzelletta, è stato un intervento molto forte e Saviano, che una volta si occupava soltanto di camorra e dei Casalesi, adesso secondo me molto opportunamente sta cominciando a allargare i suoi orizzonti, si è occupato anche della Calabria e ha cominciato a fare i nomi. Infatti quell’unanimismo ipocrita che a destra e a sinistra lo osannava ha cominciato a cedere il passo alle prime critiche: perché? Beh, perché voi lo sapete che quando si combatte la mafia militare ti viene contro la mafia militare e quindi rischi la pelle, ma godi di buona stampa, quando ti occupi di mafia dei colletti bianchi anche sulla stampa cominciano a arrivare gli attacchi e è quello che, purtroppo, sta accadendo a uno splendido scrittore come Roberto Saviano. Nelle otto liste che sostengono il PDL - scrive Il Fatto Quotidiano - spunta tra gli altri il nome, nel nuovo PSI, di tale Sergio Stancato, che fu arrestato quando era Assessore per traffico di rifiuti e poi ne uscì per prescrizione. E poi c’è una lunga lista di imputati di “ Why Not?”, che sono naturalmente tutti tornati al loro posto: “ Why Not?” è andata come è andata, con molte assoluzioni e anche molti rinvii a giudizio, per altro ancora si dovrà fare il processo principale, perché è andato esattamente a segno il complotto contro De Magistris, che non doveva completare quell’inchiesta di modo che la si potesse smembrare e insabbiare. Dopo che gli hanno levato l’inchiesta, poi hanno cacciato lui e poi ne hanno combinate di tutti i colori, adesso tocca pure leggere sui giornali che l’inchiesta non valeva niente, perché è finita come è finita: è finita come finita perché.. non sappiamo come sarebbe finita, se l’avesse potuta completare colui che l’aveva avviata, cioè appunto Luigi De Magistris e conseguentemente gli esiti dell’inchiesta “ Why Not?” non c’entrano niente con quelli che avrebbe potuto avere De Magistris, perché gli è stata portata via due anni fa e conseguentemente quello che è stato fatto dopo non può essere imputato a lui. Semmai bisognerebbe domandarsi se aveva visto così male, De Magistris, quando indagava su certi magistrati della Basilicata nell’indagine Toghe Lucane, perché uno di questi magistrati è quello che si è dimenticato di fare perquisire la chiesa dove era stata vista per l’ultima volta Elisa Claps, la ragazza scomparsa quasi 17 anni fa e trovata proprio in quella chiesa 17 anni dopo. Allora forse andare a vedere la mala giustizia a Potenza, oltre che in Calabria, non era un’idea malvagia, ma sapete che anche l’inchiesta Toghe Lucane De Magistris non ha potuto portarla a processo, perché è stato cacciato dal Consiglio Superiore della Magistratura prima, Csm che si è dimenticato invece di punire chi aveva indagato così male sul caso di Elisa Claps.
Vincenzo De Luca e i voti dei casalesi - Ebbene, di questo De Luca sapevamo all’inizio che aveva due rinvii a giudizio, di cui uno per associazione a delinquere e concussione e l’altro per truffa e falso. Nel prosieguo della campagna elettorale abbiamo scoperto anche delle altre cose: abbiamo scoperto che ha pure la moglie sotto inchiesta per aver presentato carte false per accedere a un concorso pubblico, credo di psichiatra, nelle A.S.L. e pare che ci sia anche il figlio sotto inchiesta, quindi un’intera famiglia sotto inchiesta, pronta a occupare la regione.Sappiamo anche - li abbiamo scoperti di recente - altri due particolari molto interessanti che dovrebbero sconsigliare l’elezione di un signore di questo calibro: per prima cosa, abbiamo saputo che ha addirittura una condanna in primo grado, quattro mesi e qualcosa, per smaltimento abusivo; non si tratta di una scemata, si tratta di una cosa gravissima: come Sindaco di Salerno, De Luca aveva autorizzato una discarica abusiva tra il mare e l’autostrada Salerno /Reggio Calabria, discarica che non è stata impermeabilizzata in quanto era abusiva, sulla quale sono state sversate tonnellate e tonnellate, montagne di rifiuti, autorizzata pur essendo abusiva con continue ordinanze del Sindaco per diverso tempo e, a un certo punto, i liquami hanno cominciato a trasformarsi in percolato e a avvelenare il territorio. Per due volte, un’estate questo cumulo enorme di rifiuti abusivamente stoccati con l’autorizzazione del Sindaco De Luca ha preso fuoco, provocando una nube tossica, diossina, intossicazione, fuga dei bagnanti dalle spiagge vicine, blocco dell’autostrada dove la gente passava e entrava in questa nuvola nera. E’ stato condannato a quattro anni e qualcosa per smaltimento abusivo di rifiuti.
Ma abbiamo scoperto anche un’altra cosa, ossia che l’uomo che ci racconta “ votate per De Luca, perché sennò vince il centrodestra, che rappresenta il clan dei Casalesi” (allusione a Cosentino), ebbene De Luca tre anni fa, per diventare Sindaco un’altra volta del suo comune, il Comune di Salerno, essendosi candidato contro il centrosinistra, che aveva messo un altro candidato, un certo Andria della Margherita, per battere il candidato ufficiale del centrosinistra lui, il ribelle De Luca, aveva fatto un accordo con il centrodestra: dato che al ballottaggio erano andati lui e Andria, lui si è fatto dare i voti del centrodestra e così ha battuto il candidato del centrosinistra e da chi si è fatto dare i voti? Dal centrodestra che lui dice essere legato al clan dei Casalesi, l’ha raccontato Cosentino: ha detto di aver incontrato De Luca all’epoca, di avergli promesso e poi di avergli fatto avere, lui e tutto il suo centrodestra, i voti. Questo è Il Mattino di Napoli: “ Casentino: ho fatto votare De Luca alle Comunali di Salerno” e quindi, se è vero che Cosentino ha i voti del clan dei Casalesi, questi voti sono andati a De Luca - lo dice Cosentino e De Luca non mi risulta l’abbia smentito - tre anni fa. Non aggiungo che De Luca mi ha anche minacciato fisicamente, dicendo che vorrebbe incontrarmi di notte: vi lascio immaginare per fare che cosa, perché questo non è importante rispetto ai rinvii a giudizio, diciamo che è un fatto secondario, è un fatto di costume o forse di malcostume.
Credo di non avere più nessuno da segnalarvi e conseguentemente vi raccomando di votare bene, prendendo le giuste informazioni e verificando anche le informazioni che vi ho dato: per fortuna nella rete ci sono molte altre informazioni su questo e, come vi ho detto, ci sono anche giornali che in questo finale di campagna elettorale hanno cominciato a fare quello che facevamo da soli fino alle elezioni scorse, ossia andare a fare i raggi x ai candidati, dato che qua ci sono proprio le preferenze informatevi bene su chi sono le persone alle quali volete dare le preferenze e informatevi bene su chi sono le persone che sostengono i governatori che andrete a eleggere.
Aggiungo due avvisi di servizio: è in distribuzione insieme a Il Fatto Quotidiano il dvd “Democrazya”, scritto con il crazy dentro di cui vi avevo già parlato, è un’antologia, il racconto del 2009 di tutti gli scandali, i processi, le vergogne, le cose accadute importanti nel 2009, nato da Passaparola con contributi filmati che lo ravvivano.
L’altra cosa è che giovedì sera c’è Annozero: si chiama in un altro modo, si chiama “ RAI per una notte”, lo conduce Michele Santoro dal Paladoza, chi vuole venire, perché sta a Bologna, lo può fare, forse trova ancora dei biglietti, ci sono dei volontari nei dintorni del Paladoza che li distribuiscono a prezzo politico, insomma è un prezzo semplicemente per autofinanziarci e chi invece se lo vuole vedere da casa sua lo può fare su una miriade di siti, a cominciare dal sito de Il Fatto Quotidiano, che è sponsor della manifestazione, oppure dal sito raiperunanotte.it, si può anche contribuire con un piccolo obolo di 2, 50 Euro, perché se riusciremo a raggiungere e a coprire i costi questa potrebbe diventare una prova generale per un format che, nel caso in cui questo mese di black out diventi definitivo l’anno prossimo - cosa che non escluderei affatto, viste le telefonate dal Cavaliere e viste le persone obbedienti disposte a compiacerlo - sapremo di avere un’alternativa, una soluzione televisiva via Internet di cui giovedì sera potremo fare una sorta di prova generale. Passaparola è una bellissima esperienza, ha un grandissimo ascolto, ma una trasmissione, un programma di approfondimento con ospiti, con un dibattito, con inchieste filmate etc. ovviamente ha dei costi, anche nel caso in cui, come questo giovedì, tutti lavorino gratis. Se vedremo che c’è qualcuno che ne sente il bisogno e che è disposto a darci una mano - ripeto, si tratta di 2, 50 Euro- sul sito RAI Per Una Notte o sul sito de Il Fatto Quotidiano trova il modo di cliccare e, con il paypal, di fare questo piccolo versamento e, se l’esperimento andrà bene, almeno sapremo di avere una scialuppa di salvataggio. Ci vediamo giovedì sera e invece con Passaparola lunedì prossimo, buona settimana, passate parola.

Marco Travaglio (Passaparola del 22 marzo 2010)
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