"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

Il presente blog costituisce un almanacco che raccoglie i testi completi dei post pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web originarie (se disponibili).

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martedì 12 luglio 2011

Passaparola: "Massimo D'Alema, il trasvolatore"

Testo:

Buongiorno a tutti, siamo nella relazione de Il Fatto Quotidiano perché questo passaparola viene registrato, oggi è venerdì pomeriggio e quindi viene registrato 3 giorni prima che vada on line il consueto lunedì, è la settimana di Tremonti che prima senza fare nulla per nascondersi dà del cretino al suo collega di governo Brunetta, interpretando un sentimento vastamente diffuso nel paese e credo anche nel mondo politico, poi viene travolto contemporaneamente dal disastro giudiziario che coinvolge colui che è stato a lungo il suo braccio destro e il suo consigliere politico Marco Milanese, un ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi, come spesso avviene, è passato alla politica.

Tremonti: finanza e orologi - Questo Milanese ospitava Tremonti in un gigantesco appartamento a Roma per il quale pagava la bellezza di 8500 Euro di affitto al mese e quindi le disavventure di Milanese e indirettamente di Tremonti coinvolgono e trascinano le condizioni finanziarie dell’Italia di cui Tremonti dovrebbe essere il responsabile in un gorgo di speculazione di cui non conosciamo ancora, mentre vi sto parlando, gli sviluppi del momento delicatissimo in cui l’Italia deve rendersi minimamente credibile di fronte all’Europa con una manovra finanziaria che cominci a rimettere in sesto quei conti pubblici che per anni ci è stato assicurato che erano assolutamente a posto e che invece non lo erano.
Per Milanese c’è una richiesta di autorizzazione all’esecuzione di un mandato di cattura di un ordine di custodia cautelare a cui il Parlamento dovrà rispondere sì o no e come sempre è avvenuto in questi ultimi 20 anni è prevedibile che il Parlamento dirà no, Parlamento che tra l’altro continua a fare melina su altre due richieste di autorizzazione all’esecuzione dell’arresto nei confronti di un parlamentare del PD, il Sen. Alberto Tedesco e di un altro parlamentare del Pdl, il Magistrato in aspettativa Alfonso Papa. Diciamo che sta andando a finire questa seconda Repubblica come abbiamo più volte vaticinato in una gigantesca retata, stanno emergendo in questo crepuscolo dell’impero tutte le ruberie che in questi anni erano rimaste nascoste, mentre come alla fine di ogni impero, adesso è saltato il tappo e quindi da quel tappo, qua del vaso di Pandora sta uscendo di tutto e di più, stiamo assistendo anche a episodi di piccola meschineria, appartamenti, case, auto, regali, regalini, cose miserevoli, non giganteschi furti, poi certo ci sono anche i giganteschi furti come quelli degli appalti della cricca della protezione civile che invece ci sono costati un sacco di soldi e questa è la ragione per cui non abbiamo, nonostante le promesse visto approvare la legge anticorruzione, non abbiamo mai visto neanche discutere la legge sull’incandidabilità dei condannati, legge di iniziativa popolare su cui al V-day avevamo raccolto insieme a Beppe Grillo e a tanti altri, raccolto decine di centinaia di migliaia di firme.
Sono anche questi, però i giorni in cui si commemora una ricorrenza, una ricorrenza di un’intervista, pensate la forza di quell’intervista che viene ancora ricordata proprio a 30 anni di distanza, è l’intervista che il 28 luglio 1981 in pieno scandalo P2 l’allora Segretario del Partito Comunista Enrico Berlinguer rilascio a Eugenio Scalfari, nella quale Berlinguer non puntava il dito tanto sulle corruzioni, sulle concussioni, sui reati, quanto proprio sulla trasformazione, sull’involuzione del sistema dei partiti che da organizzatori del consenso, da intermediari tra noi cittadini e le istituzioni, erano diventati ciò che già lui aveva individuato 30 anni fa e ciò che oggi tutti abbiamo sotto gli occhi e cioè bande, clan dediti, prima ancora che all’appropriazione di denaro pubblico, all’opposizione dello Stato e di tutti gli spazi che sono pubblici e che quindi non dovrebbero essere occupati da associazioni private, quali sono i partiti in Italia.
Infatti Berlinguer diceva: le conclusioni, le conclusioni, le ruberie devono essere denunciate e perseguite, chi le commette deve essere messo in galera, ma qui il problema è anche a monte, anche chi non ruba comunque sta abusando del proprio potere perché occupa lo Stato, le istituzioni, gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli ospedali, le università, la RAI, alcuni giornali, questo diceva Berlinguer, la questione morale non si esaurisce nel fatto che essendoci dei corrotti nelle alte sfere della pubblica funzione bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera, la questione morale fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, partiti che sono diventati macchine di potere e di clientela scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero!
Poi all’interno di questa occupazione che è formalmente legale perché non è proibita dal Codice penale ma è costituzionalmente illegale perché la Costituzione riconosce l’esistenza dei partiti come una delle tante forme attraverso le quali si può fare politica, ma non come l’Unica e soprattutto li riconosce come gli enti privati che non hanno quindi alcun diritto di mettere le mani su ciò che è nostro, la RAI, gli ospedali le fondazioni bancarie, le A.S.L., i giornali e tutto ciò che hanno occupato nel frattempo i partiti, pensate soltanto alle Authority indipendenti che sono diventate anche esse dei terreni di caccia per la lottizzazione dei partiti. L’intervista sulla questione morale di Berlinguer non è attuale soltanto per ricorrere i 30 anni di quell’intervista, ma è attuale perché vediamo cosa sono diventati i partiti, per quale motivo l’emendamento Di Pietro dell’altro giorno che prevedeva l’abrogazione delle province è stato bocciato da una maggioranza trasversale che va dal Pdl, alla Lega, al PD, hanno votato a favore soltanto quelli che non presiedono Province e cioè i finiani di FLI e i casiniani dell’Udc , ma perché non hanno posti da difendere nelle presidenze delle Province.
La bocciatura è avvenuta perché i partiti si ritengono i proprietari anche delle province, oltre che dei comuni e delle regioni, province dove devono scaricare una parte del loro ceto dirigente facendolo pagare a noi, anche se le Province sono notoriamente inutili perché dall’inizio degli anni 70, quando furono create le regioni, si stabilì che le regioni arrivavano a sostituire le province, adesso poi ci sono in arrivo e già in cantiere le aree metropolitane, quindi abbiamo una serie di enti territoriali che rendono assolutamente inutili le province, le province che ci costano 17 miliardi l’anno, 17 miliardi l’anno non vuole dire che se venissero abolite risparmieremmo 17 miliardi l’anno, ne risparmieremmo una decina perché poi è ovvio che il personale in parte andrebbe ridistribuito negli altri enti sostitutivi e che comunque ci sono delle spese che continuerebbero a esserci perché le province gestiscono le scuole, le strade e quindi qualcun altro lo dovrebbe fare al loro posto, ma il calcolo del risparmio che avremmo ogni anno è di una decina di miliardi di Euro, stiamo parlando di 1/4 della manovra finanziaria che naturalmente non sarebbe un taglio una tantum, quello delle province, ma sarebbe un taglio strutturale perché scomparirebbero e quindi ogni anno risparmieremmo quei 10 miliardi e ne avremmo quindi per fare ciò che serve naturalmente non al ceto politico, ma ai cittadini, questa proposta è stata bocciata dai 3 maggiori partiti che ci sono in Parlamento e che sono: Lega, Pdl (i partiti di governo) e poi il PD il principale partito che chiamiamo convenzionalmente di opposizione anche se poi l’opposizione è una parola grossa!

L'opposizione delle fondazioni - Altro fatto, l’opposizione che non c’è, l’opposizione di carta velina nel momento in cui il governo è talmente sputtanato che ormai i Ministri si sputano in faccia e si danno del cretino l’uno con l’altro in pubblico, dov’è l’opposizione?Perché non produce un’immagine di alternativa credibile? Per la semplice ragione che evidentemente non se lo può permettere, quante volte ce lo siamo detto? Ancora una volta in questi giorni grazie alle indagini giudiziarie veniamo a scoprire dei particolari di una situazione, di un sistema che tutti conoscevano benissimo e cioè non solo il ritorno di tangentopoli che non è ritornata perché non se ne era mai andata, ma il ritorno a certe pratiche che accomunano ambienti e politici di centro-sinistra e di centro-destra rendendoli quasi indistinguibili, l’unica cosa che li distingue è che nel centro-destra ci sono personaggi che riescono a rubare molto di più di quello che non riescono a rubare esponenti del centro-destra, in particolare in questi giorni, proprio a proposito dell’invadenza ormai piovresca della partitocrazia, si parla di fondazioni, in particolare si parla di una fondazione, ma se ci fate caso e andate a controllate su Internet, quasi tutti i politici i leader o quelli che si credono leader, quelli che hanno un minimo di potere all’interno dei partiti di centro-destra e di centro-sinistra, hanno dietro di sé una fondazione, ce l’hanno davanti a sé come schermo, la fondazione per chi capisce di diritto molto meglio di me, è una società di un certo tipo che consente di raccogliere dei fondi per alcuni nobili scopi come quello di sviluppare un dibattito sulla politica, sull’economia, sulla società di fare ricerca, di organizzare convegni, di promuovere riviste, di pubblicare libri di editare i giornali etc. e naturalmente queste fondazioni raccolgono contributi in forma agevolata per chi li dà e per chi li riceve e soprattutto veniamo a scoprire, ma lo vediamo tra un attimo, che trincerandosi dietro la legge sulla privacy, le fondazioni che hanno dentro di sé nella loro presidenza, nel loro vertice uomini politici importanti, non rendicontano i finanziatori e i finanziamenti perché sostengono che i loro nomi sono coperti dalla privacy. Non ho gli strumenti giuridici per dire che questa scusa della privacy non ha un fondamento, può essere che la legge sulla privacy l’abbiano scritta così male, da proteggere addirittura i finanziatori di una fondazione attraverso la quale poi un politico svolge la sua attività politica, penso che se l’hanno fatta così male la dovrebbero cambiare per una ragione molto semplice che la privacy significa la tutela della vita privata di una persona, non la tutela del segreto sull’attività pubblica di una persona o di un’azienda, anche perché in Italia per legge i politici, singoli e i partiti, hanno l’obbligo per legge di dichiarare in un elenco che è pubblico alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica i nomi dei loro finanziatori e gli importi dei finanziamenti che ricevono, quindi se voi andate una Camera e chiedete l’elenco di quelli che finanziano il PD, Pdl, la Lega, l’Udc , l’Italia dei Valori etc., ve lo devono dare.
Possibile mai se se un politico crea una fondazione e quella fondazione riceve dei finanziamenti da aziende private, i finanziatori della fondazione del politico non devono essere resi noti perché coperti da privacy? ma io non voglio sapere con chi sono fidanzati questi signori, non voglio sapere chi sono le loro mogli, i loro figli, le loro cartelle cliniche, non mi interessa, quella è privacy, voglio sapere chi li finanzia e quello è un fatto anche mio, mio in qualità di elettore, mio in qualità di cittadino, se voto per quel partito o per quel politico, almeno quando si poteva votare per quello o per quell’altro politico, voglio sapere da chi è finanziato, perché abbiamo detto tante volte, se è ambientalista e è finanziato dai costruttori di inceneritori o di altri marchingegni inquinanti, lo voglio sapere se fa le battaglie per la questione morale e è finanziato da condannati o da delinquenti lo voglio sapere, se fa il pacifista e poi è finanziato dalle aziende che poi producono armi lo voglio sapere e anche se è finanziato da persone in assoluta trasparenza onestà lo voglio sapere lo stesso perché mi piace votare per qualcuno che è finanziato da gente coerente con il progetto di quel qualcuno.
Dico questo perché è venuta d’attualità una di queste fondazioni, mi concentro su questa perché è ai disonori delle cronache in questi giorni, ma il problema della trasparenza di queste fondazioni, riguarda tutte le fondazioni che hanno dentro di sé o dietro di sé dei politici, degli eletti, delle persone che devono rendere conto a noi di tutto quello che fanno in qualità di politici, tenete presente che in Inghilterra dove peraltro i politici guadagnano 1/3 di quello che guadagnano i nostri, hanno pensioni irrisorie rispetto a quelle dei nostri, i politici non solo mettono sul sito della Camera dei Comuni l’elenco dei loro finanziatori, cosa che devono fare anche i nostri, ma addirittura le pezze d’appoggio delle note spese che accollato allo Stato, dopo che è successo quel popò di scandalo su coloro che ricevevano rimborsi pubblici per delle spese un po’ allegre e molto poco documentate anche se stiamo parlando di importi irrisori di poche migliaia di sterline o di poche decine di migliaia di sterline, curiosamente da noi i finanziatori di queste fondazioni non sono noti, a meno che non vengano coinvolti in un’indagine, infatti abbiamo appreso i nomi e i cognomi di due dei finanziatori della fondazione di D’Alema e di Giuliano Amato italiani e europei proprio perché sono finiti in carcere, uno si chiama Paganelli e è un imprenditore che possiede degli aeroplani, è un’azienda aeronautica che si chiama Rotcof e che aspirava a gestire con questa sua azienda la linea aerea tra Firenze, Pisa e l’Isola d’Elba per dare modo a chi va o viene dall’Isola d’Elba di evitare di prendere il traghetto, ma di potersi prendere il suo aereo.
Paganelli, Paganelli padre e Paganelli figlio, il padre si chiama Viscardo ed il figlio si chiama Riccardo, questa Rotcof è risultata finanziare la Fondazione italiani e europei perché? Perché è finita sottoinchiesta e i Paganelli sono finiti in carcere, adesso tra un attimo vi dico perché sono finiti in carcere. L’altro finanziatore italiani e europei che abbiamo appreso grazie a un’indagine giudiziaria è un certo Pio Piccini, Pio Piccini è il fratello di Sergio Piccini, chi era Sergio Piccini? Era un signore, nel frattempo defunto che lavorava con Tanzi alla Parmalat e Tanzi ha raccontato che Piccini era quello che portava i soldi ai politici, Sergio Piccini, poi Sergio Piccini è morto e i soldi ai politici li ha portati un altro elemosiniere di Tanzi Romano Bernardoni.
Sergio Piccini portava i soldi per conto di Tanzi ai politici e poi è morto. Il fratello invece è vivo, si chiama Pio e è amministratore della Omega, ricordate lo scandalo Omega, Eutelia, quelle società, quelle scatole cinesi che arrivavano a Londra, se ne era occupato Annozero, se ne è occupato Report, se ne sono occupati i giornali, il risultato qual è? E’ che 6 mila lavoratori di Omega sono finiti senza lavoro sul lastrico e quanti articoli abbiamo dedicato allo scandalo Eutelia, allo scandalo Omega etc.. Piccini è l’amministratore di questo bel castello di carte, ma è anche un finanziatore della Fondazione Italiani europei perché Paganelli della Rotcof Aviation Italia e perché Piccini della Omega facevano pubblicità o finanziavano italiani e europei che è anche una rivista mensile, credo, perché gli piaceva la rivista? Perché pensavano che la rivista fosse molto letta? E’ una rivista sicuramente di livello, è una rivista molto di elite, perché finanziavano questa rivista della Fondazione Italiani e europei? Perché dicono loro o fanno capire loro, tenersi buoni gli uomini di D’Alema poteva servire loro per avere dei favori nelle gare e negli appalti.
Uno dei due, Piccini aspirava a aggiudicarsi l’appalto dalla Finmeccanica per la gestione delle intercettazioni giudiziarie, un amico di D’Alema, quello che raccoglieva i fondi della Fondazione italiani e europei, tale Vincenzo Morichini, ex amministratore delle agenzie Inas Italia, che era quello che si era dato da fare a proposito di una barca, la Icarus 2 di D’Alema, tant’è che alcuni hanno scritto che la barca di D’Alema la usava D’Alema ma era intestata a questo Morichini e a un altro amico di D’Alema che si chiama De Santis, questo Morichini che raccoglieva i finanziamenti per gli italiani e europei, amico decennale di D’Alema era intervenuto per aiutare Piccini a ottenere dalla Finmeccanica di Guarguaglini l’appalto per la gestione delle intercettazioni giudiziarie che, come sapete, vengono fatte fuori, vengono date in appalto a società terze perché lo Stato non se ne accolla i costi e la responsabilità, pensate in quali mani stava andando a finire il settore delle intercettazioni, grazie agli amici di D’Alema, a questo Piccini amministratore di Omega che naturalmente è stato arrestato per la bancarotta fraudolenta di Omega e arrestato per quella ha raccontato tra le altre cose, di avere finanziato italiani, europei con 30 mila Euro.
Perché? Perché serviva per introdursi in un certo ambiente e ottenere favori, l’altro Paganelli, quello della Rotcof Aviation voleva gestire la tratta aerea Firenze – Pisa – Elba, tratta aerea che poi non si è mai fatta, è stata bloccata proprio per i traffici di questi e per le inchieste che ne sono conseguite, quindi se oggi per andare all’Elba dovete ancora prendervi il traghetto come più o meno avveniva nel Medioevo, lo dovete a questi signori che hanno pasticciato e hanno fatto casino anche con tangenti, infatti il Paganelli con la sua Rotcof per avere il collegamento aereo tra la Toscana e l’Elba si era rivolto a chi? Anche lui a Morichini, quello che raccoglie i finanziari per italiani e europei e gli aveva chiesto una mano e Morichini cosa aveva fatto? Da un lato si era preso un finanziamento di 30 mila Euro anche da Paganelli per italiani e europei, dall’altro era andato a raccomandare Paganelli da un consigliere dell’Enac che è l’ente di controllo sui voli che era un certo Franco Pronzato che è uno del PD, era consigliere di Bersani quando Bersani era Ministro delle attività produttive e era membro del Consiglio di Amministrazione dell’Enac e era il responsabile per i trasporti del PD, uno che fa contemporaneamente il Consiglio di Amministrazione dell’Enac, l’ente di controllo sui voli e è anche responsabile trasporti del Partito Democratico, pensate il conflitto di interessi com’è vasto, ramificato e trasversale, Pronzato dall’Enac si dà da fare per aiutare questo Paganelli che Morichini gli ha raccomandato, naturalmente nessuno fa niente per niente, per amicizia e quindi Paganelli paga 40 mila Euro a Morichini, il quale divide la tangente, metà se la tiene, 20 mila e metà la gira a Pronzato e poi da Paganelli c’è pure il finanziamento alla rivista Italiani e europei per 30 mila Euro.

Tutti dentro i finanziatori di D'Alema - Com’è finita questa storia? Morichini è indagano per corruzione e false fatture, Paganelli quello degli aerei è stato arrestato per corruzione, Pronzato, responsabile PD per i trasporti e consigliere di amministrazione dell’Enac è stato arrestato per corruzione, Paganelli che ha pagato la tangente è stato arrestato per corruzione, Piccini era già stato arrestato per il crac di Omega, questo è il quadro complessivo.Su Il Fatto Quotidiano ci siamo permessi, mi sono permesso io, di fare qualche domanda a D’Alema, 5 domande a partire dal fatto che questi episodi non sono episodi sporadici perché dal 1993, cioè da Mani Polite, che ogni volta che scoppia uno scandalo prima o dopo, più prima che dopo, salta fuori il nome o di D’Alema o di uno dei suoi amici, nel 1993 la prima volta fu quando il pool di Mani Pulite mandò un avviso di garanzia a un certo Cesare De Piccoli che era un parlamentare Veneto, dell’allora Pds, i magistrati scrissero che aveva ricevuto una tangente, un finanziamento illecito dalla FIAT Enginering di 300 o 200 milioni di lire nel 1992 per finanziare la corrente, facente capo a livello nazionale a Massimo D’Alema, D’Alema protestò, De Piccoli disse che era innocente, dopodiché ha preso la prescrizione e l’ha portata a casa perché il reato è stato accertato dal G.I.P. che ha negato a De Piccoli il proscioglimento nel merito e gli ha dato la prescrizione, lui non è che ha rinunciato per essere assolto nel merito dall’accusa addirittura di avere preso dei soldi dalla FIAT in Svizzera, lui ex comunista, no, ha preso la prescrizione e è andato a casa.
Nel 1995 ci fu lo scandalo di Affittopoli, scatenato da Il Giornale di Feltri per ragioni se volete strumentali, può darsi, però intanto D’Alema lasciò la casa che aveva da un ente previdenziale a un affitto irrisorio e ne prese un’altra, poi nel 1994/1995 ci fu anche l’inchiesta della Procura di Bari che un imprenditore malavitoso che poi ha patteggiato addirittura per concorso esterno in associazione mafiosa con la Sacra Corona Unita, Francesco Cavallari che aveva un sacco di cliniche private in Puglia, aveva raccontato di avere finanziato politici invece di sinistra tra i quali D’Alema cui aveva dato brevi manu una busta con 20 milioni dentro a metà degli anni 80, fortuna per D’Alema che era passato troppo tempo anche in quel caso il G.I.P. di Bari dichiarò la prescrizione, ma non disse che non si sapeva se il reato c’era o non c’era, disse che il finanziamento illecito era stato accertato, ma che non si poteva procedere oltre per prescrizione, anche perché D’Alema si guardò bene anche lui dal rinunciarvi.
Poi nel 2004 ci fu lo scandalo Parmalat, il crac più enorme della storia d’Europa con Tanzi che racconta le attività frenetiche dei suoi due elemosinieri, prima Piccini e poi Bernardoni e tra l’altro dice: Bernardoni si è occupato della sponsorizzazione della fondazione italiani e europei che non ho seguito direttamente, D’Alema attraverso Minniti altro deputato dalemiano DS è stato invece finanziato da Piccini, quindi Bernardoni dà i soldi alla Fondazione italiani e europei, Piccini, dice Tanzi, finanzia D’Alema tramite l’On. Minniti, chissà se è vero, io se dicessero a me, di me ho preso dei soldi dalla Parmalat, denuncerei per calunnia Tanzi che l’ha detto, invece D’Alema e credo neanche Minniti non denunciato Tanzi per calunnia, negano semplicemente che i finanziamenti siano veri, è la loro parola contro quella di Tanzi naturalmente anche perché nel frattempo Piccini è morto.
D’Alema però non può negare le sponsorizzazioni della Parmalat a questa rivista italiani e europei che doveva essere veramente appetitosissima visto che anche la Parmalat la finanziava, infatti dice a verbale, al magistrato che lo sente come testimone che la Parmalat aveva fatto dei contratti con italiani e europei per comprare delle pagine pubblicitarie e che tra l’altro non le aveva pagate neanche tutte perché le aveva fatte per 3 anni e le aveva pagate soltanto per un anno, per il 2002, tant’è che fondazione italiani e europei si era insinuata nel passivo della Parmalat.
Nel 2006 lo scandalo delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino D’Alema c’è anche lì con le sue telefonate entusiastiche a Consorte e quando la Clementina Forleo, il G.I.P. di Milano chiede al Parlamento europeo, prima italiano e poi europeo l’autorizzazione a utilizzare anche nei confronti di D’Alema per eventuali concorsi nell’aggiotaggio contestato a Consorte, il Parlamento italiano, manda tutto al Parlamento europeo, il Parlamento europeo destra e sinistra insieme tutti amorevolmente affratellati vota l’immunità e cioè dice ai magistrati che non possono utilizzare le telefonate in cui D’Alema parla a Consorte di una scalata occulta e ritenuta illegale dai magistrati.
Nel 2009/2010 tutti gli scandali pugliesi coinvolgono persone che sono considerate molto vicine a D’Alema, dall’ex Assessore alla sanità Tedesco, al Vicepresidente della Giunta Vendola Frisullo, Frisullo finisce in galera, Tedesco lo mandano in Parlamento poco prima che i giudici decidano di mandarlo in galera e poi ci sono gli scandali degli ultimi giorni, dai quali oltre a quei finanziamenti strani di 30 mila Euro da Piccini e di 30 mila Euro da Paganelli alla fondazione c’è pure un’altra notizia e cioè che Paganelli tramite Morichini aveva prestato i suoi aerei per far volare D’Alema, D’Alema non li ha pagati quei voli e uno di quei voli, almeno 1 è servito a D’Alema per fare campagna elettorale, capite che se uno fa la campagna elettorale si deve pagare l’aereo e un altro fa campagna elettorale e non si deve pagare l’aereo, quello che non si deve pagare l’aereo è avvantaggiato, perché? Perché è un modo comunque per finanziare una campagna elettorale quello di regalarti i voli aerei.
D’Alema ci ha risposto dicendo che gli aerei li aveva pagati Morichini, il suo amico che raccoglieva i finanziamenti per la Fondazione, il problema è che non li ha pagati D’Alema e non li ha pagati il PD e quindi c’è evidentemente un avvantaggiarsi di un volo gratis e bisognerebbe anche domandarsi perché Paganelli dà i voli gratis a D’Alema e poi finanzia la Fondazione italiani e europei e poi paga Morichini e Pronzato per avere i loro favori per ottenere la gara sulla tratta dell’Isola d’Elba, bisognerebbe domandarsi per quale motivo c’è questa fiumana di persone che decidono di finanziare ambienti vicini a D’Alema così per spirito missionario o perché in cambio avevano un tornaconto.
Su tutte queste vicende abbiamo posto 5 domande, 5 “dalemmi” li abbiamo chiamati a D’Alema buttandoli così, come si fa con i messaggi in bottiglia perché i politici italiani di solito non ti rispondono oppure ti insultano, oppure ti denunciato: 1) come ha potuto la Fondazione italiani e europei accettare contributi da un personaggio o già chiacchierato come Piccini, poi arrestato per bancarotta dopo avere gettato sul lastrico 6 mila lavoratori di Omega? 2) Piccini e Paganelli dicono di avere finanziato italiani e europei per essere favoriti in gare e appalti, non crede Presidente D’Alema di dover restituire quei contributi prima che la accusino di fare politica con soldi sporchi? 3) Francesco Cossiga dopo avere volato gratis con la Parmatour, la compagnia aerea della Parmalat quando venne fuori restituì alla Parmalat l’importo dei viaggi, non dovrebbe farlo anche lei con i voli gratuiti dei passaggi aerei da Paganelli e Morichini? Perché? Perché ogni passaggio aereo aveva un valore di 6 mila Euro, per 5 fa 30 mila Euro, sarebbero dei soldi che lui avrebbe dovuto pagare per quei viaggi se avesse pagato. 4) lo sa che mentre lei vola sul bimotore di Paganelli gli elbani continuano a viaggiare in traghetto perché i maneggi sull’appalto Enac hanno bloccato la linea aerea Firenze – Pisa – Isola d’Elba? 5) posto che i parlamentari devono dichiarare le loro fonti di finanziamento, posto che lei svolge la sua attività politica tramite la fondazione italiani e europei, posto che le indagini ne hanno svelato 3 finanziatori di quella fondazione: Tanzi, Piccini e Paganelli, tutti regolarmente finiti in galera, non è il caso di rendere pubblica la lista concreta dei finanziatori di italiani e europei, così magari nell’eventualità viene fuori pure qualche incensurato? Queste erano le domande che avevo posto incredibilmente e lodevolmente D’Alema ci ha risposto, la risposta la trovate su Il fatto Quotidiano, come trovate anche le obiezioni che gli abbiamo fatto accompagnate da un invito a venirci a trovare in redazione per un bel forum al quale possono partecipare non soltanto il sottoscritto, ma anche gli altri colleghi come Ferruccio Sansa, Marco Lillo, Antonio Massari che stanno seguendo le indagini nelle quali sono coinvolti uomini molto vicini a Massimo D’Alema.

Credo che proprio per questa ragione l’intervista di Berlinguer sulla questione morale è particolarmente attuale e quindi anche questa sul nostro sito de Il Fatto Quotidiano, ma anche Beppe Grillo l’ha pubblicata sul suo blog qualche mese fa, va riletta integralmente e soprattutto va domandato agli esponenti politici e ciascuno di noi qualcuno lo incontra a convegni etc., com’è stato possibile che Berlinguer 30 anni fa avesse capito tutto, avesse denunciato tutto e poi i suoi eredi invece di raccogliere la sua eredità l’abbiano dispersa preferendo l’eredità di Craxi? Telese l’altro giorno in un bell’articolo ha ricordato che tutti gli ultimi leader del Partito Democratico hanno fatto capire o dichiarato esplicitamente che Berlinguer rappresentava il vecchio, mentre Craxi rappresentava il nuovo, sarà un caso ma il partito di Craxi è morto e sepolto, mentre il partito di Berlinguer di cui loro continuano a beneficiare, sia pure per ragioni di memoria e abusivamente, è tutt’ora vivo e vegeto, l’ex PC oggi si chiama Partito Democratico con l’aggiunta di qualche democristiano, mentre l’ex Psi non esiste più, è stato raso al suolo, il che già dimostra che il vecchio era Craxi e il nuovo con tutti i suoi difetti, i suoi errori politici, ma non morali, era Berlinguer e in ogni caso se il nuovo è Craxi, io personalmente preferisco il vecchio e cioè Berlinguer e penso che se Berlinguer fosse il Segretario del Partito Democratico, molto probabilmente l’altro giorno avrebbe fatto votare i suoi per l’abrogazione delle Province e oggi pubblicherebbe su Internet i finanziatori della fondazione italiani e europei, passate parola!

Marco Travaglio (Passaparola dell'11 luglio 2011)


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