Il presente blog costituisce un almanacco nato per raccogliere i testi completi (ed annesse fotografie e video) dei post pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web originarie (solo se disponibili).

"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

Il presente blog costituisce un almanacco che raccoglie i testi completi dei post pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web originarie (se disponibili).

Translate

venerdì 30 agosto 2013

Mani pulite è proseguita

Mani Pulite è proseguita nonostante l'abbandono di Antonio Di Pietro. Molti hanno pensato, altri sperato, che l'allontanamento del simbolo avrebbe comportato la fine del nostro lavoro. Non è stata cosa da poco continuare senza la capacità e la dedizione di Antonio, e non sono mancate difficoltà anche a livello organizzativo: abbiamo, cioè, dovuto redistribuire tra noi tutto il lavoro che stava seguendo. Per mesi infatti non è stato possibile rimpiazzare Di Pietro, a causa dei pressanti impegni dei colleghi occupati negli altri settori (criminalità organizzata, omicidi, droga, rapine, evasioni fiscali e quant'altro), circostanza che ha impedito di distogliere un altro sostituto dalle proprie indagini per destinarlo alle nostre. Siamo andati avanti così per poco meno di un anno, sopperendo alla carenza di persone con l'intensità dell'impegno, risucchiando Francesco Greco, Paolo Ielo ed Elio Ramondini, che avendo già dedicato gran parte del loro tempo alle indagini di Mani Pulite, si sono trovati a non poter fare quasi più altro. Nell'autunno 1995, finalmente, è stata aggregata alle indagini anche Ilda Boccassini, rientrata da un lungo distacco in Sicilia.
Impulsiva, di carattere forte e un po' spigoloso, determinata come forse nessuno, Ilda aveva lasciato Milano - non senza qualche incomprensione con alcuni colleghi, tra cui il sottoscritto - dopo la morte di Giovanni Falcone, cui era legata da rapporti professionali intensissimi. Aveva dato la propria disponibilità, subito accolta, a farsi applicare alla procura di Caltanissetta, competente territorialmente a indagare sulla strage di Capaci. Si era imposta di scoprire gli assassini di Giovanni, della moglie, degli uomini della scorta e aveva raggiunto lo scopo con una rapidità eccezionale, applicando la scientificità investigativa che lo stesso Falcone le aveva insegnato. Dopo una breve parentesi a Palermo, è ritornata a Milano, e le sue capacità professionali, ancor più affinate e profonde, sono state messe a disposizione di Mani Pulite.
Nel frattempo l'oggetto delle indagini si è ulteriormente allargato con l'emergere di nuovi e spesso recentissimi episodi di corruzione, specialmente nel filone delle verifiche fiscali, dei reati attribuibili ad appartenenti alla Guardia di finanza; ma soprattutto si è trasformato, per l'impulso di nuovi accertamenti che hanno portato la nostra attenzione investigativa verso gli aspetti patrimoniali del reato: vale a dire la creazione e la disponibilità dei fondi neri, dei capitali occulti da cui prelevare il prezzo della corruzione da una parte; e la conservazione e l'uso da parte di pubblici ufficiali e politici del denaro ricevuto per vendere le proprie funzioni dall'altra. Si tratta di accertamenti che richiedono tempi molto lunghi, non solo quando si è costretti a chiedere l'assistenza di magistrature straniere.
Infatti per scoprire da dove i soldi sono venuti, o sono andati, in ambito nazionale è necessario esaminare mastodontiche contabilità societarie, individuare rapporti bancari, analizzarli, trovare il sistema per scoprire depositi mascherati, o effettuati tramite prestanome, o celati attraverso operazioni commerciali inventate.
Per procedere nelle stesse ricerche all'estero è necessario innanzi tutto che esistano accordi internazionali con il paese interessato che prevedano l'assistenza giudiziaria (in caso contrario non si può che sperare nell'altrui cortesia), e poi bisogna in concreto trovare la collaborazione dei colleghi stranieri, non sempre disponibili a scegliere comportamenti che potrebbero crear loro difficoltà con gli altri poteri locali, se non addirittura con la stessa organizzazione istituzionale del loro paese, quando l'economia di quest'ultimo si basa o sulle capacità di attrarre denaro da parte di un sistema bancario rigorosamente muto alle ragioni della trasparenza, o sulla garanzia di poter utilizzare società di comodo per dissimulare operazioni commerciali inesistenti, senza potere, di regola, essere scoperti.
Ci è stata negata più volte assistenza con motivazioni bizzarre: per esempio che la corruzione è un reato "politico", e come tale non suscettibile di costituire oggetto di collaborazione internazionale; oppure che la magistratura locale è troppo impegnata nell'amministrare la giustizia interna per potersi interessare delle richieste provenienti dall'estero, e così via. Ma anche quando i trattati ci sono e la disponibilità dei colleghi è massima (come è avvenuto, soprattutto da parte del procuratore generale Carla Del Ponte, in Svizzera), mille intoppi procedurali rendono virtuale la tempestività dell'assistenza straniera, e le risposte arrivano anche dopo anni dalle richieste, quando chi vi ha interesse ha avuto tutto il tempo per spostare i suoi capitali in luoghi più sicuri o per costruire ad arte spiegazioni fasulle su proprietà e trasferimenti.
Anche in Italia le indagini finanziarie non hanno sempre vita facile, e ci è capitato più volte di scoprire i tradimenti di dirigenti e funzionari di istituti di credito che, allo scopo di prevenire le iniziative della magistratura, avevano letteralmente falsificato le carte per ostacolare la ricostruzione di movimentazioni ingenti, o per evitare l'attribuibilità a questo o quell'impiegato pubblico, dei milioni o dei miliardi che aveva ricevuto occultamente, ovvero per far perdere le tracce della destinazione di considerevoli importi usciti dai fondi neri di importanti società.
Forse perché manca il simbolo, Antonio Di Pietro; certamente per la natura delle nuove investigazioni che meno possono essere oggetto di spettacolarizzazioni attraverso la curiosità o lo scandalo creato attorno al nome dell'indagato, per qualche tempo le indagini diventano meno evidenti e suscitano minor interesse nella stampa e negli altri media. E progressivamente, giorno per giorno, si nota insinuarsi con costanza una disaffezione, quasi una insofferenza verso le nuove scoperte e il progredire delle investigazioni. Non è un fenomeno che riguarda tutti, perché per la strada, attraverso il telefono e il fax, o tramite gli inviti a partecipare a dibattiti su legalità e giustizia che provengono da tutta Italia e da molti paesi stranieri, l'interesse delle persone comuni della cosiddetta società civile e degli osservatori stranieri è sempre lo stesso. Ma per il "palazzo" è diverso.
Salvo alcune rilevanti ma sporadiche eccezioni, il mondo che conta matura, con spostamenti quasi impercettibili ma continui, una specie di avversione a Mani Pulite, quasi che il continuare a mettere a nudo l'illegalità diffusa infastidisca, disturbi, rappresenti un intralcio per la politica e per la gestione della cosa pubblica.
Non è tanto quel che viene fatto, ma quello che non si fa ad essere significativo, benché sia quanto meno avvilente per Borrelli, D'Ambrosio, Greco, Davigo, e per me, dopo decine d'anni di lavoro in cui abbiamo espresso senza tentennamenti il senso della nostra autonomia, e siamo pertanto stati fortemente esposti al rischio di attacchi, senza mai ricevere tuttavia nemmeno un appunto, vederci scaricare addosso a palate procedimenti disciplinari e denunce penali.
Tuttavia impressiona e delude la coscienza civile, prima ancora di mortificare l'impegno professionale, il fatto che in questi quattro anni non sia stata adottata una legge, un provvedimento che faciliti le indagini o che renda più difficile, per quanto è possibile, la corruzione.
Non una misura per modificare i controlli, per renderli effettivi; non un provvedimento che tenda ad allontanare dalla pubblica amministrazione coloro che per decenni hanno venduto la propria funzione, ma soltanto rare, approssimative iniziative per favorire il recupero del maltolto; nessuna, o poche e solo apparenti indagini amministrative, controlli interni alle istituzioni per verificare comportamenti dei funzionari, regolarità degli appalti, responsabilità; e ancora assenza totale di interventi politici per fare rientrare i capitali illecitamente trasferiti all'estero. Qualche volta nasce anche il sospetto che persone poco prima scoperte a svolgere attività di mediazione tra corruttori e corrotti, e condannate per questo, abbiano tranquillamente ripreso a compiere le stesse attività.
Quando segnali del genere sono più forti, viene da domandarsi se non sia stato raggiunto un tacito gentlemens agreement, che in modo inespresso preveda che Mani Pulite debba essere lasciata morire, dimenticata. Ma, soprattutto, che nulla vada fatto per cambiare le cose.
Tutto questo "niente" lascia disorientamento e sfiducia. Rende difficile superare la stanchezza di tanto prolungato sforzo investigativo e morale, considerati i sistematici e spesso ingiuriosi attacchi cui siamo stati sottoposti. Sconcerta perché è lampante, per chi ricopre incarichi istituzionali e dispone di incisivi strumenti di analisi e di valutazione, quanto il sistema che abbiamo scoperto sia devastante, e sia causa di incommensurabili danni per tutti.
Se, almeno apparentemente, a qualcuno può far gioco, per il proprio personale interesse, che nulla si muova, per tutti gli altri, che parrebbero essere i più, e a maggior ragione per chi è investito di compiti istituzionali di rappresentanza, la corruzione dovrebbe essere qualche cosa da cui liberarsi al più presto.
Gli stessi strumenti di informazione credo abbiano avuto interesse più a comunicare gli aspetti esteriori del sistema delle tangenti, piuttosto che il suo effettivo contenuto, e di conseguenza non si sono sforzati di analizzarne e diffonderne le implicazioni negative a livello economico, istituzionale e anche culturale. Questi argomenti sono rimasti oggetto di dibattiti di risonanza limitata, talvolta tenuti tra addetti ai lavori, frequentemente sollecitati dalla curiosità di gruppi di cittadini che, nelle più svariate sedi e occasioni, organizzavano incontri per capire e approfondire, con ciò dimostrando una sensibilità ben diversa da quella delle sedi istituzionali. Con il passare del tempo, la percezione della gravità delle conseguenze del continuo mercimonio della funzione pubblica è sfumata. Ed è parso quasi che i media, e per quanto ne potesse essere influenzata la cittadinanza, fossero più interessati a conoscere nomi piuttosto che fatti, titoli di reato piuttosto che comportamenti, sicché i resoconti delle nostre scoperte si sono trasformati in un terribile gioco di superficie, nel quale raramente ha trovato spazio un livello di analisi profondo.
Le conseguenze, i danni della corruzione, sono passati in secondo piano, e forse non è stato casuale. La disaffezione verso il nostro lavoro è stata forse momentanea, ma la superficialità della percezione degli effetti della corruzione continua tuttora. E siccome le regole non hanno giustificazione in sé, ma per quello cui tendono, sarà bene riportare alla mente quegli effetti, quei danni, che le regole, punendo la corruzione, cercano di evitare.
La prima puntualizzazione, necessaria per i frequenti fraintendimenti di una parte dell'opinione pubblica, riguarda il fatto che le tangenti, contrariamente a quanto sembra avvenire, non le paga l'impresa, bensì l'ente pubblico cui è preposto il funzionario infedele che le riceve. Ciò è lampante quando la tangente mira a eludere un controllo, a nascondere situazioni o disponibilità, come succede se un finanziere accetta cinquanta milioni per non accorgersi di un'evasione fiscale di cento. Ma lo spostamento del costo si verifica anche in caso di appalti, e cioè quando la tangente è pagata per la stipulazione di un contratto. Infatti il suo ammontare è recuperato di regola attraverso collaudati sistemi, come la revisione dei prezzi (durante l'esecuzione dell'opera il costruttore chiede, e naturalmente ottiene, che il corrispettivo sia elevato lamentando, per esempio, l'aumento del costo delle materie prime), le varianti in corso d'opera (improvvisamente ci si accorge che il contratto per la costruzione di un ospedale non prevedeva, per esempio, l'installazione di alcuni ascensori: si integra l'appalto originario e il costo degli ascensori viene determinato a parte, calcolandolo con larghezza) o l'impiego di materiali in quantità minore o meno pregiati e meno costosi (chi si è impegnato ad asfaltare una strada con un manto di tre centimetri ne posa soltanto due e mezzo) o l'uso di tecnologie meno raffinate. Il pagamento del prezzo della corruzione non costituisce quindi un onere per l'imprenditore, ma è una causa di incremento del costo dell'opera, e perciò della spesa pubblica, un danno per la collettività facilmente quantificabile.
Seconda puntualizzazione: se la tangente è pagata dall'imprenditore per acquistare i favori di politici e funzionari, è sempre l'ente pubblico, e quindi la collettività, che paga anche il prezzo di tale favore. Per esempio, la pubblica amministrazione dispone la costruzione di opere inutili, che spesso rimangono incompiute, solo perché queste rappresentano il veicolo attraverso cui far transitare la tangente; altre volte per ricambiare il favore rappresentato dal pagamento di una tangente, assegna un appalto a un'impresa meno idonea di altre, ottenendo un risultato di mediocre quando non addirittura di pessimo livello (se si costruisce un'autostrada con un manto d'asfalto meno spesso di quanto sarebbe necessario, questa si deteriorerà più rapidamente; si dovrà intervenire per ripararla prima di quanto si sarebbe potuto fare se l'autostrada fosse stata costruita a regola d'arte; mentre se viene decisa la costruzione di un'opera pubblica del tutto inutile, il suo costo rappresenta solo un onere per la collettività, dal momento che da quell'opera essa non ricava alcun vantaggio).
Fatti del genere non costituiscono casi isolati, anzi. L'Italia, soprattutto il sud, è disseminata, di opere pubbliche incompiute (scuole, piscine, strade, palestre), la cui costruzione è stata iniziata e mai condotta a termine, e di cui la collettività non ha mai potuto usufruire pur avendo sopportato i costi della loro parziale realizzazione. Opere spesso rovinose per l'ambiente e il paesaggio. E quanto della cementificazione, delle conseguenti continue alluvioni, dell'inquinamento dell'acqua e dei mari, di cervellotici piani di urbanizzazione è dovuto al sistema delle tangenti?
Spesso la contrattazione e il pagamento della tangente comportano il dilatarsi a dismisura dei tempi di realizzazione dell'opera. La stipulazione di un contratto pubblico, le complesse e a volte artificiose regole previste dalle leggi, richiedono già di per sé un tempo piuttosto lungo. Se, parallelamente alla procedura ufficiale, si instaura una trattativa occulta tra l'ente pubblico e le imprese interessate, destinata a far conseguire alle parti dell'illecito contratto il profitto più alto possibile, quella stessa stipulazione richiederà tempi molto più lunghi. Talvolta è proprio il meccanismo utilizzato per trasferire il costo della tangente sull'ente pubblico a imporre la dilatazione dei tempi di realizzazione dell'opera: se l'ultimazione di questa avviene con grande tempestività, come è possibile ricorrere credibilmente alla revisione del prezzo?
Il diffuso sistema della corruzione comporta il progressivo deteriorarsi del modo di agire della pubblica amministrazione che, popolata da funzionari interessati più a conseguire vantaggi personali che non il pubblico interesse, finisce per operare senza tenere più conto delle regole di efficienza e imparzialità che devono ispirarne l'intervento.
I risultati complessivi sono immaginabili, se si considera che, oltre alla corruzione che riguarda grandi opere e grandi appalti di competenza degli enti pubblici di maggiore rilievo, esiste una corruzione quasi bagattellare diffusa su tutto il territorio e praticata nel contesto dei più svariati rapporti tra pubblico e privato (nel campo delle corruzioni destinate a consentire l'abusivismo edilizio, per esempio, sembra conso-lidata la prassi secondo la quale il pagamento di tangenti di importo non elevato evita qualsiasi controllo e permette di costruire o modificare in modo del tutto abusivo, con danni per l'ambiente, la collettività e per lo stesso erogatore dell'illecito pagamento, quando quest'ultimo è rivolto a eludere disposizioni indirizzate alla sua salvaguardia, come quelle che lo tutelano dai rischi di terremoti, frane, alluvioni e così via).
Data la costante consuetudine ad accompagnare i contratti pubblici con i pagamenti illeciti, l'ammontare complessivo delle tangenti pagate in Italia, nel corso di un anno, potrebbe essere stimato, per difetto, in almeno l'uno per cento del complesso delle somme movimentate da stato, regioni, province, comuni, enti pubblici economici, di servizi e assistenziali in occasione di contratti di costruzione e fornitura di cui gli stessi siano stati parte. Una cifra enorme.
Il sistema danneggia anche le imprese. Il loro patrimonio non consiste soltanto nel possesso degli strumenti, dei materiali e della tecnologia, ma anche in una grande professionalità. Se le regole attraverso le quali i lavori vengono assegnati prescindono dalla professionalità, questa tende a diminuire progressivamente, superata da una sempre più collaudata e perfezionata capacità di corrompere. Conseguentemente, offrendo prodotti e servizi dequalificati, le imprese tendono a essere emarginate e le conseguenze, se non si manifestano nell'ambito del mercato protetto ove abitualmente operano, sicuramente si evidenziano nel mercato internazionale.
È successo di constatare più volte che i dirigenti di imprese di settore (per esempio, quelle che costruiscono ospedali) si sono riuniti per pervenire ad accordi perversi: si spartiscono preventivamente la vincita degli appalti (usando tutti i marchingegni necessari per raggiungere lo scopo, compresa la corruzione dei funzionari preposti alle gare perché consentano il gioco), e se qualcuna di esse resta esclusa dalla preventiva assegnazione, perché il numero degli appalti è insufficiente ad accontentare tutti, la si "indennizza" con la corresponsione di una somma in danaro: evviva la concorrenza, evviva il liberismo!
Il sistema produce, in sostanza, eccezionali danni per l'economia nazionale, nella quale non si può più ritenere vigente il regime del libero mercato: le regole della concorrenza vengono stravolte e le imprese corruttrici possono operare quanto meno in situazione di oligopolio.
Un aspetto fondamentale del fenomeno è rappresentato dalla costituzione da parte delle imprese corruttrici della provvista da cui attingere per effettuare i pagamenti illeciti. La provvista è alimentata da fondi neri, cioè capitali occulti non contabilizzati e quindi, a voler ricordare un ulteriore danno di questo sistema, sottratti al pagamento delle imposte.
Solo raramente, e in genere soltanto per le imprese di piccole e medie dimensioni, i fondi neri sono costituiti in Italia. Nella stragrande maggioranza dei casi essi sono invece formati all'estero, attraverso una tipica sequenza di rapporti che si snodano tra imprese, fiduciarie e banche aventi sede in stati dell'Europa occidentale o in stati off-shore. Un facile esempio può essere rappresentato dal caso di società estere, generalmente off-shore, che emettono fatture relative a consulenze prestate a imprese italiane che intendono costituire fondi neri. Le consulenze in realtà non vengono rese e il controvalore delle fatture, emesse per operazioni inesistenti, viene accreditato presso una banca sita in un paese dell'Europa occidentale e successivamente trasferito attraverso operazioni bancarie estero su estero o nella disponibilità dell'impresa italiana ovvero direttamente nella disponibilità del corrotto.
L'esistenza di fondi neri non provoca soltanto la sottrazione di risorse all'imposizione fiscale (e quindi l'aumento delle pretese dello stato verso gli altri cittadini), ma anche danni al mercato e all'organizzazione dell'impresa che li ha prodotti. La loro costituzione e il loro uso si scontrano con le disposizioni di legge dettate per tutelare libertà e trasparenza del mercato, disposizioni che rappresentano valori per tutti, anche per le imprese, perché possano operare nel mercato grazie alla propria capacità, professionalità e tecnologia.
Peraltro, è anche all'interno della società che l'uso di fondi neri crea rilevanti scompensi. Tutte le volte (e sono tante) in cui si utilizza parte del nero per pagare occultamente alcuni dipendenti, per esempio, si stravolge qualsiasi gerarchia tra costoro: l'amministratore che vuole utilizzare la società a fini propri senza render conto ai soci del proprio operato, compra i dipendenti situati nei posti chiave perché seguano le sue disposizioni, indipendentemente da qualsiasi rapporto gerarchico, fuori da qualsiasi lealtà nei confronti della società. E quando parte dei fondi è destinata al finanziamento illecito di partiti, colui che costituisce il collegamento con chi riceve il denaro, acquista all'interno dell'impresa eccezionali posizioni di potere sostanziale, perché il materiale datore instaura rapporti privilegiati, talvolta esclusivi, con il politico che riceve e che può, con il suo comportamento, influenzare le future possibilità di lavoro della società, le aliquote delle imposte cui sono assoggettati i suoi prodotti, l'ammontare dei canoni dei servizi che fornisce, il prezzo di ciò che vende, quando si è in regime di prezzi controllati.
Senza contare che spesso parte dei fondi neri va ad arricchire occultamente e illecitamente gli amministratori (che con ciò danneggiano i soci) o i soci di maggioranza (che con ciò danneggiano i piccoli azionisti), e parte va ad alimentare il sotterfugio, l'imbroglio, l'apparenza: si sovvenzionano testate e giornalisti perché parlino bene dei propri prodotti al di là della loro qualità, o perché favoriscano una scalata, una fusione, un investimento indipendentemente dalla loro convenienza; si restituiscono sottobanco soldi ai clienti, per sottrarli alla concorrenza, o ai partner di un affare, perché questo non sia mandato all'aria anche quando non è produttivo.
Qualche volta, poi, i fondi extra bilancio servono anche a mantenere rapporti di buon vicinato con organizzazioni criminali che controllano il territorio più incisivamente dello stato.
Anche la circolazione del profitto della corruzione è avvenuta frequentemente all'estero, e ha interessato società o istituti di credito residenti in paesi stranieri. Sono centinaia, forse migliaia i miliardi che stiamo cercando di recuperare su conti correnti stranieri, essendo andati a ingrossare i patrimoni personali di alcuni corrotti, che in tal modo hanno ottenuto arricchimenti illeciti notevolissimi.
Tante altre volte il denaro è finito nelle casse di partiti politici: quando i politici e i funzionari che hanno gestito l'affare non ne hanno approfittato, en passant, per incrementare la propria personale ricchezza, sono stati gratificati, dall'ambiente di provenienza, con la patente d'essere stati estremamente onesti.
Ma non sono solo le ruberie e i costi economici per la collettività a costituire lo sfacelo rappresentato da Tangentopoli. C'è dell'altro, che considero ancora peggio, è il tradimento continuo del proprio incarico, della propria funzione, del proprio mandato. È la sostituzione costante con l'occulto delle regole che dovrebbero valere per tutti. è la sovversione dello stato di diritto, perché viene tolta al cittadino qualsiasi affidabilità dei rapporti economici, politici e sociali, e i piani dell'esistenza si sdoppiano; un livello apparente in cui tutti si è uguali e un livello reale, dove si è diversi, estremamente diversi. Esistono le regole formali che dovrebbero valere per tutti e che si applicano invece soltanto a chi non si compromette con il palazzo, ed esistono altre regole, non scritte sostanziali ma occulte, le regole del sotterfugio e dell'intrallazzo, che vigono per chi fa parte del sistema sotterraneo della corruzione. In questo contesto proprio i politici e i funzionari che, non avendo "rubato per sé", hanno mantenuto intatta la loro rispettabilità, hanno contribuito a creare le conseguenze peggiori.
Infatti, la disponibilità di somme enormi da parte di alcuni partiti politici, senza che ciò fosse noto al complesso dei cittadini, ha reso non più imparziale lo scontro tra le forze politiche, in quanto alcune di esse hanno avuto più forza delle altre in virtù di un sistematico ricorso all'illecito, e ha indotto i propri rappresentanti a svolgere le loro funzioni tenendo conto della necessità del partito di appartenenza di aumentare la propria disponibilità finanziaria anche attraverso il loro comportamento scorretto, incurante delle regole di trasparenza, imparzialità ed efficienza che dovrebbero presiedere allo svolgimento delle funzioni del pubblico amministratore, e in contrasto con gli interessi del paese. Inoltre, all'interno del partito, si è verificato il rischio, che spesso si è trasformato in realtà, che il potere venisse acquisito non tanto per le capacità politiche quanto per le capacità di raccogliere denaro da versare nelle sue casse.
Così, le relazioni nel palazzo, più di una volta, sono state inquinate dal ricatto: da parte degli esponenti politici (e dei burocrati) al corrente delle malefatte degli altri, non ancora emerse dalle indagini; da parte degli imprenditori nei confronti di politici e burocrati, che hanno "tenuto in mano" tutti coloro di cui hanno comprato, senza che lo si sappia, dignità e funzioni.
Perché paia che qualcosa cominci a muoversi deve passare del tempo, e le prime iniziative, subito contrastate da molti, provengono guarda caso da Antonio Di Pietro, divenuto ministro.

Gherardo Colombo (Il Vizio della memoria - 1996 - Feltrinelli)


Nessun commento:

Archivio blog

Questo BLOG non è una testata giornalistica: viene aggiornato con cadenza casuale e pertanto non è un prodotto editoriale (ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001) bensì un semplice archivio condiviso di idee e libere opinioni. Tutto ciò ai sensi dell'art.21 comma 1 della Costituzione Italiana che recita come: TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Post più popolari

Lettori fissi

"essecpa" - I MIEI VIDEO SU YOU TUBE

Loading...

Cagando todos somos iguales

Cagando todos somos iguales
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Un'immagine, un racconto (libro fotografico on line)

Un'immagine, un racconto (libro fotografico on line)
La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)

Etichette

"Sbankor" (2) 10 storie del Cavaliere (10) Abbate Lirio (2) Accolla Dario (1) Accorinti Renato (1) Adinolfi Massimo (1) Aforismi (18) Al Capone (1) Alberton Mariachiara (1) Alfano Angelino (2) alias C215 (1) Alice ed Ellen Kessler (1) Allende Isabel (1) Allievi Stefano (1) Almerighi Mario (1) Amato Fabio (2) Amato Giuliano (2) Amurri Sandra (1) Andreoli Vittorino (4) Andreotti Giulio (4) Andrews Geoff (1) Aneddoti (9) Angela (1) Angelo Rivoluzionario (1) Annunziata Lucia (2) Anselmi Tina (2) Articoli (1325) Assante Ernesto (2) Attias Luca (1) Augias Corrado (2) Autieri Daniele (1) Baglioni Angelo (1) Bagnasco Angelo (1) Ballarò (1) Balocco Fabio (1) Banca d'Italia (21) Banche & Finanza (26) Baraggino Franz (1) Barbacetto Gianni (3) Barbareschi Luca (1) Barbera Davide (1) Barca Fabrizio (1) Basile Gaetano (1) Bassi Franco (1) Battaglia Letizia (2) Battiato Franco (3) Battisti Lucio (1) BCE (1) Beha Oliviero (3) Bei Francesco (1) Belardelli Giovanni (1) Belardelli Giulia (3) Bellantoni Pietro (1) Beltramini Enrico (1) Bene Carmelo (1) Benedetti Carla (1) Benetazzo Eugenio (1) Benigni Roberto (1) Benincasa Giuseppe (1) Benni Stefano (35) Bergoglio Jorge Mario (1) Bergonzoni Alessandro (9) Berlinguer Bianca (1) Berlinguer Enrico (4) Berlusconi Silvio (17) Bernabei Ettore (1) Bersani Pierluigi (3) Bertinotti Fausto (1) Bertolucci Lionello (1) Biagi Enzo (26) Bianchi Enzo (1) Bianchini Eleonora (3) Bianchini Gabriella (1) Bianconi Giovanni (1) Bignardi Daria (1) Bilderberg (1) Billeci Antonio (1) Billi Debora (1) Bini Flavio (1) Biondani Paolo (1) Biscotto Carlo Antonio (1) Bisio Caludio (1) Biussy Nick (1) Blair Cherie (1) Bobbio Norberto (3) Bocca Giorgio (7) Bocca Riccardo (1) Bocconi Sergio (1) Boldrini Laura (1) Bolzoni Attilio (2) Bongiorno Giulia (1) Bongiorno Mike (1) Bonini Carlo (1) Bonino Emma (1) Borromeo Beatrice (3) Borsellino Paolo (2) Borsellino Rita (1) Borsellino Salvatore (2) Bossi Umberto (2) Bowie David (1) Bozonnet Jean-Jacques (1) Bracconi Marco (4) Brambrilla Michele (1) Branduardi Angelo (1) Breda Marzio (1) Brera Guido Maria (1) Bucaro Giuseppe (1) Buffett Warren (1) Bukowski Charles (1) Busi Maria Luisa (1) Buttafuoco Pietrangelo (1) Buzzati Dino (1) Cacciari Massimo (3) Cacioppo Giovanni (1) Calabresi Mario (3) Calabrò Maria Antonietta (1) Calderoli Roberto (1) Callari Francesco (1) Calzona Piero (1) Camilleri Andrea (25) Cammarata Diego (1) Campanile Achille (13) Campi Alessandro (1) Campofiorito Matteo (1) Cancellieri Anna Maria (3) Cannatà Angelo (1) Cannavò Salvatore (3) Cantone Raffaele (1) Canzoni (17) Caponnetto Antonino (1) Caporale Antonello (4) Caprarica Antonio (4) Carbone Chiara (1) Carchedi Bruno (1) Carminati Massimo (1) Carofiglio Gianrico (1) Casaleggio Gianroberto (1) Caselli Gian Carlo (2) Caselli Stefano (2) Cat Stevens (1) Catalano Carmela (2) Catilina Lucio Sergio (1) Cavallaro Felice (2) Ceccarelli Filippo (2) Cedrone Giovanni (1) Celentano Adriano (3) Celestini Ascanio (12) Celi Lia (1) Centro Paolo Borsellino (1) Cerami Gabriella (1) Cerno Tommaso (1) Cetto La Qualunque (1) Chessa Pasquale (1) Chi controlla il controllore? (1) Ciancimino Massimo (3) Ciancimino Vito (2) Ciccarello Elena (1) Cimato Claudia (1) Cimò Valeria (1) Ciotti Luigi (1) Cipiciani Carlo (1) Cirino Mariano (1) Civati Giuseppe (1) Claudel Paul (1) Colletti Giampaolo (1) Colombo Furio (4) Colombo Gherardo (6) Conti Paolo (1) Copasir (1) Coppola Gerardo (3) copyright (1) Cordero Franco (1) Cornaglia Carlo (2) Corsini Daniele (21) Costamagna Luisella (9) Covatta Giobbe (1) Craxi Bettino (2) Crispi Maurizio (1) Crocetta Rosario (1) Crozza Maurizio (2) Custodero Alberto (1) Cuzzocrea Annalisa (1) d (1) D'alema Massimo (2) D'Alessandro Nicolò (2) D'Ambrosio Simone (2) D'Avanzo Giuseppe (11) D'Eramo Marco (1) D'Esposito Fabrizio (2) D'Orta Marcello (19) da altri blog (1225) Dalla Chiesa Carlo Alberto (1) Dalla Chiesa Nando (1) Dalla Lucio (1) Damilano Marco (6) Davigo Piercamillo (4) De Andrè Fabrizio (2) De Angelis Attilio (1) De Bac Marcherita (1) De Bortoli Ferruccio (1) De Crescenzi Davide (8) De Crescenzo Luciano (21) De Curtis Antonio (2) De Francesco Gian Maria (1) De Gasperi Alcide (1) De Gregori Francesco (2) De Gregorio Concita (2) De Luca Erri (2) De Luca Maria Novella (1) De Magistris Luigi (5) De Marchi Toni (1) De Riccardis Sandro (1) De Sciciolo Cristiano (1) Deaglio Enrico (3) Dedalus (1) Del Bene Francesco (1) Del Corno Mauro (1) Dell'Utri Marcello (4) Della Valle Diego (1) Deneault Alain (1) Di Battista Alessandro (1) Di Cori Modigliani Sergio (1) Di Feo Gianluca (1) Di Giorgio Floriana (1) Di Matteo Antonino (3) Di Napoli Andrea (7) Di Nicola Primo (2) Di Pietro Antonio (28) Di Stefano Jolanda Elettra (2) Di Stefano Paolo (1) Diamanti Ilvo (24) Didonna Donato (1) Discorsi (1) Documenti (96) Donadi Massimo (2) Donati Antonella (1) Dondero Mario (1) Dones Merid Elvira (1) Dusi Elena (1) Eco Umberto (2) Eduardo De Filippo (1) Einstein Albert (1) Elio e Le Storie Tese (1) Email (24) Emanuello Daniele (1) Enigmistica (1) Erika Tomasicchio (1) Ernesto Bazan (1) Esopo (7) Esposito Antonio (1) essec (72) Eugenia Romanelli (1) Evangelista Valerio (1) Evita Cidni (3) Fabozzi Andrea (1) Facchini Martini Giulia (1) Facci Filippo (1) Facebook (26) Falcone Giovanni (2) Faletti Giorgio (1) Famiglie Arcobaleno (5) Famularo Massimo (1) Fantauzzi Paolo (1) Faraone Davide (1) Farinella Paolo (7) Fatucchi Marzio (1) Fava Giuseppe (1) Favale Mauro (1) Favole (11) Fazio Antonio (1) Federica Radice Fossati Confalonieri (1) Fedro (6) Feltri Stefano (3) Feltri Vittorio (1) Ferrandelli Fabrizio (2) Ferrara Gianluca (1) Ferrara Roberta (1) Ferrarella Luigi (1) Ferro Ornella (2) FIAT (1) Ficocelli Sara (2) Fierro Enrico (2) Filastrocche (1) Finanza (1) Fini Gianfranco (5) Fini Massimo (241) Fittipaldi Emiliano (2) Flaiano Ennio (1) Flores d'Arcais Paolo (7) Floris Giovanni (2) Fo Dario (3) Foà Arnoldo (1) Fontanarosa Aldo (1) Forleo Maria Clementina (1) Formigli Enrico (1) Fornaro Placido Antonino (1) Fotografia (13) Franceschini Dario (2) Franceschini Enrico (3) Franceschini Renata (1) Franco Luigi (1) Frangini Sara (1) Fraschilla Antonio (1) Friedman Alan (1) Fruttero Carlo (1) Fruttero e Lucentini (1) Furnari Angelo (1) Fusaro Diego (1) Gaarder Jostein (2) Gabanelli Milena (5) Gaber Giorgio (9) Gaita Luisiana (1) Galantino Nunzio (1) Galeazzi Lorenzo (1) Galimberti Umberto (10) Galli della Loggia Ernesto (1) Gallo Andrea (2) Gallo Domenico (1) Garbo Rosellina (1) Garibaldi Giuseppe (1) Gasparri Maurizio (1) Gaudenzi Daniela (3) Gawronski PierGiorgio (2) Gebbia Totò (1) Gelmini Mariastella (2) georgiamada (1) Gerino Claudio (1) Ghedini Niccolò (2) Giamporcaro Concetta (1) Gianguzzi Rosalinda (1) Giannelli (1) Giannini Massimo (30) Giannone Eugenio (1) Giannuli Aldo (3) Gilioli Alessandro (4) Gino e Michele (2) Ginori Anais (1) Giordano Lucio (1) Giordano Paolo (1) Giuè Rosario (1) Giulietti Beppe (1) Gomez Peter (22) Google (1) Gotor Miguel (1) Gramellini Massimo (9) Granata Fabio (3) Grancagnolo Alessio (1) Grassadonia Marilena (2) Gratteri Nicola (1) Greco Francesco (3) Grillo Beppe (45) Grossi Alberto (1) Gruber Lilli (1) Gualerzi Valerio (1) Guémy Christian (1) Guerri Giordano Bruno (2) Gusatto Lara (1) Guzzanti Corrado (10) Guzzanti Paolo (4) Guzzanti Sabina (1) Hallen Woody (1) Harari Guido (1) Hikmet Nazim (1) Hitler Adolf (1) Horvat Frank (1) Hutter Paolo (1) Iacchetti Enzo (1) Iacona Riccardo (1) Iannaccone Sandro (1) Idem Josefa (1) IDV - Italia dei Valori (23) Il Ghigno (2) Il significato delle parole (5) Imprudente C. (1) Ingroia Antonio (4) Innocenti Simone (1) Invisi Guglielmo (1) Iossa Mariolina (1) Iotti Nilde (1) ITC Francesco Crispi (2) Iurillo Vincenzo (1) Jarrett Keith (1) Jop Toni (1) Joppolo Francesca (1) Kashgar (1) Kipling Rudyard (1) L'Angolino (6) L'apprendista libraio (1) L'Ideota (1) La Delfa Giuseppina (1) La Licata Francesco (2) La Rosa Dario (1) LAD (Laboratorio Arti Digitali) - Palermo (1) Lana Alessio (1) Lannutti Elio (1) Lannutti Wlio (1) Lanzetta Maria Carmela (1) Lanzi Gabriele (1) Laurenzi Laura (1) Lavezzi Francesco (1) Le Formiche Elettriche (19) Lella's Space (1) Lenin (1) Lerner Gad (1) Letta Enrico (3) Letta Gianni (1) Levi Montalcini Rita (1) Lezioni (3) Li Castri Roberto (1) Licandro Orazio (1) Lido Fondachello (1) Lillo Marco (13) Limiti Stefania (1) Littizzetto Luciana (8) Liucci Raffaele (1) Liuzzi Emiliano (3) Lo Bianco Giuseppe (2) Lodato Saverio (8) Lolli Claudio (1) Lombardo Raffaele (1) Longo Alessandra (1) Lorenzo dè Medici (1) Loy Guglielmo (1) Lucarelli Carlo (1) Lucci Enrico (1) Lungaretti Celso (1) Luporini Sandro (6) Lussana Carolina (1) Luttazi Daniele (3) M5S (1) Mackinson Thomas (3) Magris Claudio (1) Maltese Curzio (22) Manca Daniele (1) Manfredi Alessia (1) Manna Francesco (1) Mannheimer Renato (1) Mannoia Fiorella (2) Manzi Alberto (1) Maraini Dacia (2) Maratona di Palermo (5) Marcelli Fabio (1) Marchetti Ugo (1) Marchionne Sergio (3) Marcoaldi Franco (1) Marconi Mario (1) Marcorè Neri (1) Marino Ignazio (2) Marra Wanda (3) Marro Enrico (1) Martelli Claudio (4) Martini Carlo Maria (2) Marzano Michela (2) Mascali Antonella (2) Masi Mauro (1) Massarenti Armando (4) Mastella Clemente (1) Mastropaolo Alfio (1) Maurizi Stefania (1) Mauro Ezio (15) Mautino Beatrice (1) Mazza Donatella (1) Mazzarella Roberto (1) Mazzella Luigi (1) Mazzola Barbara (2) Mazzucato Mariana (1) McCurry Steve (1) Meletti Giorgio (1) Meli Elena (1) Mello Federico (4) Melloni Mario (3) Meloni Giorgia (1) Menichini Stefano (1) Mentana Enrico (2) Merella Pasquale (1) Merico Chiara (1) Merkel Angela (1) Merlo Francesco (5) Messina Ignazio (1) Messina Sebastiano (3) Mesurati Marco (1) Milella Liana (2) Milla Cristiana (1) Mincuzzi Angelo (1) Mineo Corradino (2) Minnella Liana (1) Minnella Melo (1) Mogavero Domenico (2) Monastra Antonella (1) Montanelli Indro (7) Montefiori Stefano (2) Monti Mario (7) Moore Michael (1) Mora Miguel (2) Morelli Giulia (1) Moro Aldo (6) Mosca Giuditta (1) Munafò Mauro (1) Musolino Lucio (1) Mussolini Benito (4) Myanmar (1) Napoleoni Loretta (1) Napoli Angela (1) Napolitano Giorgio (10) Narratori e Umoristi (237) Nicoli Sara (6) Nietzsche Friedrich (2) Norwood Robin (1) Notarianni Aurora (1) Nuzzi Gianluigi (4) Obama Barak (4) Oian Daniele (1) Oliva Alfredo (1) Onorevoli e .... (282) Oppes Alessandro (1) Orlando Leoluca (4) Ottolina Paolo (1) P.T. (1) Pace Federico (2) Padellaro Antonio (28) Padre Georg Sporschill (1) Pagliai Giovanni (1) Pagnoncelli Nando (1) Palazzotto Gery (1) Palombi Marco (2) Panebianco Angelo (1) Pannella Marco (1) Pansa Giampaolo (3) Papa Roncalli (2) Parise Goffredo (1) Parlagreco Salvatore (4) Pasolini Caterina (1) Pasolini Pierpaolo (1) Passaparola (84) Peccarisi Cesare (1) Pellegrini Edoardo (1) Pellegrino Gianluigi (1) Pellizzetti Pierfranco (7) Penelope Nunzia (1) Pericle (1) Pertini Sandro (1) Petizioni (1) Petraloro Vito (1) Petrella Louis (1) Petrolini Ettore (4) Piana degli Albanesi (1) Piccolo Francesco (5) Piketty Thomas (2) Pini Massimo (4) Pini Valeria (2) Pink Floyd (2) Pino Sunseri (1) Pinotti Ferruccio (1) Pipitone Giuseppe (1) Pisanu Giuseppe (1) Pitta Francesca (1) Pivano Fernanda (1) Poesia (37) Politi Marco (2) Polito Antonio (1) Pomi Simone (4) Pomicino Paolo Cirino (1) Pompei (1) Popolo Viola (1) Porro Nicola (1) Porrovecchio Rino (2) Portanova Mario (1) Prezzolini Giuseppe (1) Prodi Romano (2) Puppato Laura (1) Purgatori Andrea (1) Quagliarello Gaetano (1) Querzè Rita (1) Raiperunanotte (1) Rajastan (1) Rame Franca (1) Rampini Federico (13) Ranieri Daniela (1) Ranucci Sigfrido (1) Ravello (1) Recalcati Massimo (2) Recensioni (25) Referendum (2) Reguitti Elisabetta (2) Reina Davide (1) Renzi Matteo (12) Report (2) Reportage siciliano (1) Reski Petra (2) Retico Alessandra (1) Revelli Marco (1) Riboud Marc (1) Ricci Maurizio (1) Ricciardi Raffaele (1) Rijtano Rosita (1) Riondino David (4) Riva Gloria (1) Rizza Sandra (2) Rizzo Sergio (9) Roberti Franco (2) Roccuzzo Antonio (1) Rodari Gianni (3) Rodotà Maria Laura (1) Rodotà Stefano (5) Roiter Fulvio (1) Romagnoli Gabriele (1) Rosalio (1) Rosselli Elena (1) Rossi Enrico (1) Rossi Guido (1) Rossi Paolo (1) Rosso Umberto (1) Ruccia Gisella (1) Rusconi Gianni (1) Rutigliano Gianvito (2) Ruvolo Mariastella (1) Sacconi Maurizio (2) Saggistica (130) Said Shukri (1) sallusti Alessandro (1) Salvati Michele (1) Sander August (1) Sannino Conchita (1) Sansa Ferruccio (2) Sansonetti Stefano (1) Santamaria Marcello (1) Santarpia Valentina (1) Santoro Michele (6) Sargentini Monica Ricci (1) Sartori Giovanni (8) Sasso Cinzia (1) Sava Lia (1) Savagnone Giuseppe (1) Saviano Roberto (11) Scalfari Eugenio (33) Scalzi Andrea (1) Scanzi Andrea (8) Scarafia Sara (1) Scarpinato Roberto (9) Scianna Ferdinando (3) Sciascia Carlo Roberto (1) Scorza Guido (2) Scuola (2) Scurati Antonio (1) Serra Michele (14) Serra Michele R. (1) Serradifalco Massimiliano (1) Severgnini Beppe (12) Sicilcassa (2) Sideri Massimo (2) Siena (2) Signorelli Amalia (1) Siino Tony (1) Silena Lambertini (1) Simonelli Giorgio (1) Slide show (37) Smargiassi Michele (2) Socrate (1) Soffici Caterina (1) Sofri Adriano (1) Sollima Giovanni (1) Sommatino Francesca (2) Spicola Mila (3) Spinelli Barbara (6) Spinicci Paolo (1) Sport (1) Springsteen Bruce (2) Staino Sergio (1) Stasi Davide (1) Stella Gian Antonio (10) Stepchild adoption (1) Stille Alexander (2) Stone Oliver (1) Storie comuni (5) Superbonus (1) Sylos Labini Francesco (1) Szymborska Wislawa (1) Tafanus (1) Taormina Carlo (1) Tarquini Andrea (2) Tartaglia Roberto (1) Taverna Paola (1) Tecce Carlo (4) Telese Luca (7) Temi (4) Terzani Tiziano (4) Tinti Bruno (16) Tito Claudio (1) Tocci Walter (1) Tomasi di Lampedusa Giuseppe (1) Tomasoni Diego (2) Tonacci Fabio (1) Toniolo Maria Gigliola (1) Toniutti Tiziano (2) Torresani Giancarlo (1) Torsello Emilio Fabio (2) Tortora Francesco (3) Totò (2) Travaglio Marco (220) Tremonti Giulio (2) Trilussa (15) Troja Tony (1) Trump Donald (1) Truzzi Silvia (8) Tundo Andrea (1) Turco Susanna (1) Twain Mark (1) U2 (1) UIF - Unione Italiana Fotoamatori (4) Usi ed Abusi (8) Valkenet Paulina (1) Vandenberghe Dirk (1) Vannucci Alberto (1) Varie (37) Vauro Senesi (2) Vecchi Davide (8) Vecchio Concetto (3) Veltroni Walter (3) Vendola Niki (3) Venturini Marco (1) Verderami Francesco (1) Verdini Denis (3) Vergassola Dario (4) Viale Guido (1) Video (97) Villaggio Paolo (5) Violante Luciano (2) Viroli Maurizio (3) Visetti Giampaolo (1) Viviano Francesco (2) Volàno Giulio (1) Vulpi Daniele (1) Walters Simon (1) Wikipedia (20) Wilde Oscar (3) WWF (1) www.toticlemente.it (2) You Tube (72) Yourcenar Margherite (1) Zaccagnini Adriano (1) Zaccagnini Benigno (1) Zagrebelsky Gustavo (9) Zambardino Vittorio (1) Zanardo Lorella (1) Zanca Paola (1) Zucconi Vittorio (3) Zucman Gabriel (1) Zunino Corrado (1)

COOKIES e PRIVACY Attenzione!

Si avvisano i visitatori che questo sito utilizza dei cookies per fornire servizi ed effettuare analisi statistiche anonime. E’ possibile trovare maggiori informazioni all’indirizzo della Privacy Policy di Automattic: http://automattic.com/privacy/ Continuando la navigazione in questo sito, si acconsente all’uso di tali cookies. In alternativa è possibile rifiutare tutti i cookies cambiando le impostazioni del proprio browser.

Meteo

Monte Pellegrino visto da casa natia di Acqua dei Corsari

Monte Pellegrino visto da casa natia di Acqua dei Corsari

Calcolo Devalutazione Monetaria