domenica 20 dicembre 2015
mercoledì 4 novembre 2015
Renzi #cambiaidea
Siamo un paese dalla memoria cortissima:
dimentichiamo, rimuoviamo, viviamo nel qui e ora. Il paese perfetto per
il premier #cambiaidea Renzi, che oggi dice una cosa e domani l’opposto.
Tanto chi se lo ricorda?
Ecco quindi una sorta di medicina per
l’oblio (con tanto di “bugiardino”): una breve rassegna, da rimpolpare e
aggiornare, delle sue inversioni a U – dalle più
celebri, alle meno evocate e recenti – da tenere sempre bene a mente. Se
ne consiglia l’assunzione quotidiana, cui deve far seguito la domanda:
“Comprereste un’auto usata da quest’uomo?”. Buona memoria.
L’amico Letta: “Da italiano faccio
il tifo per Letta perché se il presidente del Consiglio sta facendo
bene, l’Italia sta meglio e io non sono uno di quelli che gioca a vita mea mors tua” (4 luglio 2013); “Questa storia che io sono contro Letta è una barzelletta” (5 luglio 2013).
A Palazzo Chigi? “Solo passando dalle elezioni, non dagli inciuci di palazzo” (17 aprile 2013).
Le larghe intese: “Se vinco io mai più larghe intese” (ottobre 2013, prima delle primarie per la segreteria del Pd).
Berlusconi: “Non è che possiamo
arrivare a trasformarlo in un padre costituente” (3 maggio 2013 sulla
Convenzione per le riforme). Il patto del Nazareno su Italicum e riforma del Senato l’abbiamo sognato.
Legge elettorale e preferenze: dal
programma di Renzi per le primarie 2012: “I deputati devono essere
scelti tutti direttamente, nessuno escluso, dai cittadini”.
Nell’Italicum ci sono i capolista bloccati.
L’amico/nemico/amico Marchionne:
gennaio 2011, c’è il referendum alla Fiat: “Sto con Marchionne, senza se
e senza ma”. Ottobre 2012, ci sono le primarie, #cambiaidea: “Non ho
cambiato idea io, è Marchionne che non solo ha cambiato idea, ma ha
tradito. Qualsiasi risultato abbia ottenuto e otterrà, avrà questa
macchia di aver preso in giro lavoratori e politici dicendo una cosa che
non avrebbe fatto (Fabbrica Italia, ndr). Non ho mai immaginato
Marchionne come modello di sviluppo per l’economia”. Da premier
#ricambiaidea: “Questa è l’idea del Made in Italy che vogliamo
supportare e difendere” (Detroit, settembre 2014), “Sono gasatissimo dai
progetti di Marchionne” (Torino, febbraio 2015).
Articolo 18: “Non ho trovato un solo
imprenditore, in tre anni che faccio il sindaco, che mi abbia detto
‘Caro Renzi, io non lavoro a Firenze o in Italia, non porto i soldi,
perché c’è l’articolo 18′. Nessuno me l’ha detto. Non c’è un
imprenditore che ponga l’articolo 18 come un problema” (aprile 2012).
Vitalizi: “Aboliamo tutti i
vitalizi. La politica torni a essere assolvimento di un dovere civico e
non una forma di assicurazione economica” (programma primarie 2012
“Matteo Renzi Adesso!” o Mai?).
“Daspo per i politici corrotti”. Ci
siamo sognati anche i salvataggi da richieste d’arresto, uso delle
intercettazioni, mozioni di sfiducia per indagini (sen. Ncd Azzollini, l’ex sen. Pd Papania, sottosegretario Castiglione…).
Pagamento dei debiti della P.a.:
discorso di insediamento al Senato (24 febbraio 2014): “Il primo
impegno è lo sblocco immediato e totale dei debiti della Pa: 22 miliardi
già pagati e 68 miliardi che pagheremo entro luglio”. Di quale anno? A luglio 2015 risultano pagati ai creditori solo 38,6 miliardi. Nel frattempo migliaia di aziende sono fallite.
Soglia di utilizzo contante: “Non c’è dubbio che più la moneta è elettronica, più si elimina spazio per chi evade” (31 ottobre 2013). Nella legge di Stabilità la soglia è triplicata, da 1.000 a 3.000 euro, “per aiutare i consumi” (e l’evasione).
Il compagno di governo Alfano: “Il
Pd ha 300 deputati, Alfano 30. Mica ce l’ha ordinato il dottore di stare
insieme” (1 dicembre 2013, quando al governo con Alfano c’era Letta).
Alfano e i prefetti: “La faccenda
della nomina da parte di Alfano di 17 nuovi prefetti è soltanto la
ciliegina sulla torta… Caro Angelino, ma non dovevamo abolirli i
prefetti? E invece di abolirli tu ne nomini altri 17?” (29 dicembre
2013). Da premier però #cambiaidea: ad aprile 2015 è lui a nominare –
sempre su proposta del Ministro dell’Interno Alfano – prefetto di Roma
Gabrielli, e poi si affida a Tronca (diventato prefetto di Milano
nell’agosto 2013 con Letta-Alfano) come commissario della Capitale. Da
prefetti a perfetti, dall’abolizione a salvatori della patria passando
per Alfano…
Maggioranza dei #cambiaidea: tale premier tali convertiti. L’elenco dei folgorati sulla via di Renzi è talmente lunga che basti un esempio emblematico: Anna Finocchiaro.
Ad aprile 2013 l’allora sindaco di Firenze bocciò così la sua corsa per
il Quirinale: “Leggo nomi allucinanti come quello della Finocchiaro,
che ricordiamo per la meravigliosa spesa all’Ikea con la scorta a fare
da carrello umano. Bisogna avere dei messaggi anti casta e non come
quello che potrebbe venire fuori da un personaggio come Anna
Finocchiaro”. Lei replicò senza mezzi termini: “Renzi miserabile. Non ha
le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e
un uomo di Stato”. Poi però, da presidente della commissione affari
costituzionali del Senato, divenne relatrice dell’Italicum e i rapporti
(e i termini) migliorarono, fino all’idillio recente: “Con Renzi niente
sembra impossibile”. Neanche smentire se stessa.
Ps: sicuramente mi sono sfuggiti altri
#cambiaidea di Renzi. Mi date una mano nei commenti? Così facciamo
insieme la seconda puntata. Grazie!
Luisella Costamagna (Il Fatto Quotidiano, 3 novembre 2015)
martedì 3 novembre 2015
Appello ai cittadini e alle associazioni in difesa dei minori: “Aiutateci in questa battaglia in difesa dei bambini”.
Marilena Grassadonia è la nuova presidente di Famiglie Arcobaleno: “Caro
@matteorenzi, non puoi abbandonare i nostri #figlisenzadiritti”.
Al via la maratona Twitter e Facebook delle famiglie omogenitoriali
per chiedere il riconoscimento del genitore di fatto.
Appello ai cittadini e alle associazioni in difesa dei minori:
“Aiutateci in questa battaglia in difesa dei bambini”.
Famiglie Arcobaleno, l'associazione dei genitori omosessuali, ha
eletto il nuovo direttivo guidato dalla presidente Marilena Grassadonia,
che sostituisce dopo dieci anni Giuseppina La Delfa. Marilena vive a
Roma, ha 45 anni, è sposata con Laura, ha tre figli e fa parte
dell'associazione Famiglie Arcobaleno dal 2006: “Come prima cosa, voglio
ringraziare Giuseppina per il lavoro fatto, per il grande impegno di questi
anni".
“Sono felice di raccogliere insieme alla squadra del nuovo direttivo la
sfida di guidare l’associazione, ma per noi questi non sono giorni di festa.
Dai giornali apprendiamo che il nuovo disegno di legge sulle unioni civili
potrebbe essere approvato senza le norme che permettono il riconoscimento del
genitore di fatto, a tutela dei figli di coppie gay e lesbiche”.
In Italia ci sono centinaia di bambini cresciuti da due mamme o da due
papà ma, per la legge, sono figli di genitori single: l'unico genitore
riconosciuto è cioè quello che ha un legame biologico con il bambino. La
stepchild adoption – che non è la possibilità per i gay e le lesbiche di
adottare e che quindi sarebbe meglio chiamare “riconoscimento del genitore di
fatto” – permette di coprire questo vulnus dando la possibilità al genitore
legalmente non riconosciuto di essere registrato come genitore a tutti gli
effetti.
Gli oppositori del Ddl Cirinnà dicono che il riconoscimento del genitore di
fatto è sbagliato perché “legittima la genitorialità gay”. Sono bugie sulla
pelle dei bambini: gay e lesbiche continueranno ad avere figli ma, senza una
legge, saranno sempre bambini con meno diritti degli altri, esposti a mille
difficoltà nel quotidiano e a gravi rischi in caso di lutti in famiglia, o
separazioni.
Il premier Matteo Renzi, nel novembre 2013, pubblicò sul suo profilo
Facebook questo messaggio: “Nel mio gruppo di lavoro c'è una coppia, Letizia e
Teresa, che da poche settimane ha un figlio che si chiama Ernesto. Da
segretario del PD lavorerò perché Ernesto abbia gli stessi diritti dei miei
figli e, dopo tanti anni di discussioni a vuoto, faremo una legge sui diritti
civili”.
“Noi – commenta Marilena – siamo ancora dalla parte di Ernesto e dalla parte
di tutti i bambini che, come lui, aspettano di avere gli stessi diritti dei
figli di Matteo Renzi. Ci preoccupa leggere di “libertà di coscienza” su un
tema che attiene i diritti fondamentali e ci amareggia leggere ricostruzioni
dove fantomatici sondaggi avrebbero convinto il premier della necessità di
frenare. Per questo da oggi e ogni tre giorni pubblicheremo su Twitter e
Facebook un appello al premier dove gli presenteremo, una dopo l'altra, tutte
le nostre famiglie attraverso l'hashtag #figlisenzadiritti. In Italia ci
sono centinaia di bambini come Ernesto, Renzi e il parlamento non possono
ignorarli. Non ci fermeremo finché non sarà approvata una legge che porti
l'Italia al passo del resto d'Europa”.
La prima famiglia che presentiamo al premier è quella della nostra
presidente Marilena, poi seguiranno quelle del direttivo dell'associazione (qui
sotto i nomi) e, in seguito, quelle dei soci.
“Siamo sicuri – conclude Marilena – che non saremo soli in questa battaglia:
il nostro è un appello a tutte le associazioni che difendono i minori, alle
associazioni Lgbtq e a tutti i cittadini perché si facciano promotori insieme a
noi di questa battaglia di civiltà”.
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IL MESSAGGIO DI RENZI
IL NOSTRO PRIMO MESSAGGIO DI MARILENA GRASSADONIA (la nuova presidente dell’associazione è la mamma a sinistra)
Twitter: @FamArcobaleno
Marilena Grassadonia Presidente
Michele Coletta Vicepresidente
Irene Ciulli Segretaria
Fabiana Secci Tesoriera
Andrea Lorenzato Consigliere
Delfina Alongi Consigliere
Ryan Luca Spiga Consigliere
Roberta Zangoli Consigliere
Silvia Casassa Consigliere
Alessia Crocini Consigliere
Ferdinando Poscio Consigliere
Gabriella Giarratano Consigliere