sabato 9 agosto 2025

Destra e Sinistra ..... chi ne ha voglia rifletta su peculiarità e differenze



Un sagace articolo datato di Walter Donegà, pubblicato nell’ottobre 2016, intitolato “Dona 7, 9, 10 euro al mese. Una forma riprovevole di pubblicità”, affrontava la questione in modo pungente.
L’autore riportava: “Ultimamente in televisione c’è una e vera e propria corsa alle raccolte fondi. Dona 7 euro al mese rilanciato da 9 euro al mese fino ai 10 euro al mese. In soldoni si tratta di vere e proprie donazioni in abbonamento, si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Le associazioni che pubblicizzano queste campagne in TV sono numerose: Save The Children, Telethon, Sightsavers, eccetera eccetera.”
Aggiungeva: “Il format dello spot è praticamente uguale per tutti, dalle immagini al testo. Viene mostrato un bambino in condizioni precarie e una voce gioca sull’emozionalità dello spettatore invitandolo a donare 9 euro al mese.” Continuando precisava: “Io credo (o meglio voglio credere) che la maggior parte di queste associazioni sia animato da un vero spirito umanitario ma sono molte le domande che mi pongo.”
Per completezza invito a leggere l’intero testo proposto dal trentino Donegà, stabilmente inserito nel suo sito web che tra l’altro dice anche: “Sono stanco di essere visto come un limone da spremere e sono stanco di dovermi sentire in colpa per non cadere nel tranello della colpevolizzazione emozionale mediatica.”

La verità, quella vera, è che viviamo senza alcun dubbio in una società malata.
La confusione regna sovrana e richieste e proposte di solidrietà sociali sono oggi canalizzate e accomunate alle tante formule pubblicitarie consumistiche.
Per non parlare del fatto che queste tipologie di spot anticipano o seguono notiziari o talk che parlano di guerre, di morti di fame, di terzo mondi e di tante ingiustizie che porterebbero a domandarsi (come fa Donegà): “Ma poi in Tv oltre allo spot del povero Keyembe, passa lo spot del bambino italiano povero che non ha soldi per permettersi i giochi come quelli di mio figlio. Allora sarebbe giusto aiutare anche loro…e via così in un tunnel senza fine. Se cominci con uno per coerenza devi continuare.”

Personalmente anche io ebbi a scrivere del fenomeno nel 2018, soffermandomi particolarmente sulle donazioni ad associazioni e fondazioni varie (Finanziamenti alla politica “ancora poco trasparenti”. Con donazioni anonime ai singoli candidati tramite fondazioni).

Premesso, a scanso di equivoci ed evitando ogni qualunquismo, che le campagne di raccolta nascono quasi certamente da intenti benefici nobili e non c’è dubbio che denuncino in modo palese questioni serie, ci sono aspetti generali, inerenti all’etica (per gli aspetti denunciati da Donegà), alla politica e alla gestione delle risorse pubbliche.
Non ultimo, per il fatto che ovunque le tasse e le imposte costituiscono obblighi necessari e fondamentali in uno stato di diritto, atti a garantire l’assetto sociale di ogni comunità nei suoi variegati aspetti. Tra cui anche quelli necessari per assicurare quelle garanzie assistenziali/sanitarie reclamizzate negli spot.

E qui il tema diventa una questione di pura politica, perché entrano in gioco tanti aspetti.
Subentrano, ad esempio, il principio delle tassazioni progressive e quello della sana amministrazione volta anche alla distribuzione equa e proporzionale della ricchezza (ovviamente in rapporto a ruoli e competenze) che dovrebbero costituire i cardini base per qual si voglia tipologia di politica attuata.
A questo punto, il paradosso reale che affiora è forse l’ipocrisia diffusa nelle pseudo democrazie improntate su assetti burocratici oligarchici sempre più complessi, gradualmente corrotti, che mantengono discriminazioni e privilegi sociali spesso senza specifici meriti, se non discendenze o appartemenze a ceti.
Ne viene che la creazione e il mantenimento di paradisi fiscali, multinazionali e trust legalizzati, regole tributarie non trasparenti e una giustizia inefficiente, generano discriminanti di casta che rendono impraticabili efficienze amministrative e garanzie sulle necessità primarie universali.
Un’architettura sociale di neo feudalesimo vede così aggiungere ogni giorno anche pletore di congreghe fideistiche che costituiscono blocchi parassitari, magari esenti o con bonus rispetto ai doveri sociali rispetto ai comuni assoggettamenti ad obbligi e imposte.

Ed in questo s'insinuano anche potentati occulti. Ad esempio? Chi paga gli stipendi ai preti in Italia? Ovvero, Quanto grava annualmente la Chiesa Cattolica sul bilancio della spesa pubblica? Secondo uno studio dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), la cifra ammonterebbe addirittura a sette miliardi di euro l’anno. Inoltre, tornando al mondo laico, da una recente rilevazione del Corriere della Sera si apprende che più della metà dei connazionali non paga tasse e non contribuisce a sostenere i servizi di un Paese dove gli interessi sul debito superano le spese per la scuola. Mentre intanto la politica continua a dare bonus per cercare consensi.

Come si può ben intuire e, in verità, sono tantissime le patologie sociali non affrontate in questo scritto su cui si potrebbe ampiamente disquisire. Che si manifestano subdole con metastasi invasive o veleni insapori e inodori che determinano lente assuefazioni passive in tutti noi esseri intelligenti ormai "intronati".

Di certo in questa torre di Babele di furbetti e d'ingiustizie dove, ad esempio a Milano, basta una Scia per aggirare regole edilizie e trasformare un edificio di due piani in grattacielo, forse non sono gli spot che perseguono "beneficenze in abbonamento" e "lasciti" il nucleo principale delle questioni.

In pochi sembrano ricordarsi - o vogliono ricordare agli altri - che l'esercizio del voto potrebbe ancora rivelarsi un'arma attiva per rimettere nella giusta rotta una navigazione chiaramente sbagliata.
Del resto si può veleggiare di bolina, poppa, o traverso, seguendo le tre principali andature della vela. Sostengono i marinai esperti che un'imbarcazione non può andare contro vento ma adeguarsi allo stato delle cose e, quando vuole risalire il vento, deve procede per bordi, creando un angolo con la direzione dello stesso vento. L'astenzionismo è un lusso o anche segno di stupidità ..... ma non giustifica poi i lamenti.

Buona luce a tutti!

© Essec

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