giovedì 5 marzo 2026

“Il colpevole – Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, la maxitangente. I poteri visti da vicino” di Sergio Cusani



Nel panorama editoriale ogni tanto vengono proposti dei saggi illuminanti. Opere che permettono di rivedere fenomeni che, spesso, ci sono semplicemente scivolati addosso senza avere sufficienti strumenti e conoscenze per capire i fenomeni.
Tutti noi, consciamente o meno, siamo a portati a leggere il contemporaneo, attraverso delle lenti più o meno opache o con le diottrie inadatte a correggere i nostri difetti, rivestendolo di pregiudizi e magari accodandoci passivamente a mode ingannevoli: quasi sempre poco obiettive.
Si dice sempre che la verità esiste ma che non è a portata dell’umano; come anche che la storia non è mai una ma tante, scritte a secondo dell’epoca e della posizione sociale in cui si trova incasellati.
Questo preambolo è il minimo sindacale che può essere anteposto all’interessantissimo saggio di Sergio Cusani, edito recentemente da Rizzoli e intitolato “Il colpevole – Serafino Ferruzzi, Raul Gardini, la maxitangente. I poteri visti da vicino”.
Si tratta di un libro che riporta una serie di avvenimenti raccontati dall’interno, che rivela parti importanti della sua storia vissuta da protagonista e che fa conoscere il Cusani enigmatico, diverso da quello che media e altro hanno proposto e continuano a far intendere.
L’autore utilizza una narrazione comprensibile e si racconta come persona. Mettendo in luce contraddizioni e coerenze non pienamente comprensibili ma che illuminano sull’etica individuale di ciascun individuo, rispetto al ruolo che la società – spesso casualmente- ci chiama a svolgere.
Nell’impostazione editoriale si intrecciano tanti Cusani sorprendenti con altrettanti Cusani inseriti negli ingranaggi della politica reale italiana del tempo, che a loro volta si intersecano con personaggi radiografati attraverso la sua etica sempre vigile e cosciente, lucida nel riconoscere lecito e illecito, ma propensa a una coerenza professionale che gli si è poi rivelata un boomerang.
Al lettore si lascia ogni giudizio, ma ritengo sia utile prima di esprimersi leggere il saggio, che si sviluppa come una ricca cronaca che miscela trasparenze e specchi, nebbie e panorami.
Col suo libro Cusani ha riacceso dei fari illuminanti. Non solo sulla sua estrema linearità, per molti aspetti incomprensibile in un mondo opportunista come il nostro, ma anche su tanti personaggi che ha avuto modo di incontrare nelle varie stagioni della vita.
Platone ebbe a dire che: “La polis, lo Stato, è da intendersi come una sorta di grande anima collettiva. Così come l'anima individuale deve mantenere un equilibrio tra le sue tre componenti – la ragione, l'emozione e il desiderio – allo stesso modo lo Stato deve trovare un equilibrio tra le diverse classi sociali e le loro funzioni.” Al riguardo “La politica per Platone è anche la scienza del bene comune, finalizzata a realizzare la giustizia e l'armonia in una comunità ideale, lo Stato. Basata sull'organicismo, la società è divisa in tre classi, ciascuna con una virtù specifica, governata dai sapienti che conoscono le idee di Bene e Giustizia.”
Nello scritto di Cusani traspaiono molti dei principi filosofici anzidetti e, certamente, una religione laica di base che induce a soffermarsi ogni tanto ... per riflettere.
Quello che fu messo in croce, per dirimere una questione complicata sembra abbia detto alla folla: "chi è senza peccato scagli la prima pietra." Un po' la stessa cosa che ebbe a dire Craxi ai parlamentari o, per essere attuali, che il compianto Papa Francesco ebbe a dire alle sue pecorelle.
In questo caso si tratta, a mio parere, di un'opera introspettiva e divulgativa per la quale si consiglia vivamente di spendere i 19 euro del costo.
I contenuti, a prescindere da come la si pensi e, ancor di più, dall’orientamento politico che si professa o ogni aspetto fideistico, ateo o agnostico, certamente non deluderanno chi andrà a leggere.

Buona luce a tutti!

© Essec

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