giovedì 23 aprile 2026
“Things Happen Underwater” di Antonino Cuccia
Ogni manifestazione artistica, più o meno consciamente, rispecchia in sintesi le caratteristiche dell’autore.
Rappresenta il “sentirsi dentro”, il modo di vedere il mondo esterno e gli altri, il come vorremmo fosse il panorama che ci circonda: in altre parole è sempre la bolla virtuale che ossigena attraverso l’applicazione di variegate formule creative.
Antonino Cuccia, non fa eccezione alla regola. Anzi, forse, rientra proprio fra quegli artisti che riescono a palesare meglio - con un linguaggio a tratti surreale - mix di sensazioni e suggestioni congelabili con la fotografia.
La mostra inaugurata presso i Cantieri Culturali alla Zisa, al Centro Internazionale di Fotografia “Letizia Battaglia”, “Things Happen Underwater” curata da Salvatore Mercadante (17 aprile – 8 maggio), presenta un allestimento composito che esalta tanti elementi: visivi e sonori.
La ricerca d’isolamento, manifestato da corpi, quasi lievitanti, sono evidenziati in uno sport di luce e contemporaneamente fatti intendere come immersi nel buio di abissi sconosciuti.
I singoli riquadri risultano accompagnati da un sottofondo sonoro volto forse a creare la suggestione di trasformare il vociare quotidiano in musica.
Le apnee, esaltate dalle plasticità scultoree dei soggetti fluttuanti, sono così una sequenza di isolate “bolle illusorie”, finalizzate forse a manifestare per l’essere vivente la relatività temporale di ogni immersione.
Le figure, sempre accompagnate da bollicine d’aria ascendenti raccontano pertanto della dipendenza, dall’ossigeno, dalla luce e, quindi, dell’obbligo continuo e costante a riemergere per rifocillarsi per poter prolungare il tempo restante.
La narrazione della mostra suggerisce, in sostanza, che nonostante i continui tentativi di perpetuare utopie, le ebrezze esperibili alimenteranno illusioni che avranno sempre delle durate temporanee, ovvero che nessun essere umano vivente, nonostante le suggestioni praticabili, riuscirà mai a inabissarsi in quello che costituisce il suo mondo immaginifico ... e, ancor meno, per sempre.
La conferma di questa mia lettura o il poter eventualmente dissentirne, presuppone, per chi potrà farlo, di andare a visionare le opere e soffermarsi sull’unicità dell'intero allestimento.
Buona luce a tutti!
© Essec



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