domenica 26 luglio 2026

Statisti si nasce .... non si diventa



In questi giorni è venuto a mancare un caro amico, di quelli da scrivere con la A maiuscola, anche per aver più volte dimostrato vicinanza nei momenti brutti e dotato d'una intelligenza, anche qui da scrivere con la I maiuscola.
Era un Uomo che sapeva il fatto suo, deciso e coerente, che non si nascondeva dinanzi ad assunzioni di responsabilità. Sempre in prima linea, pienamente consciente di essere talvolta una prima donna, ma con un fiuto nel saper pesare le persone e gestire al meglio le risorse disponibili.
Ecco, è venuto a mancare un personaggio totalmente diverso rispetto alle mediocrità istituzionali che affollano il panorama sociale italiano d'oggi.

La ruota gira e induce a girare pagina per parlare d'altro. Un po' di cazzeggio politico torna utile per fotografare il momento.

Per riordinare le proprie idee politiche sarebbe opportuno che ognuno di noi si fermasse un attimo, isolandosi per riflettere maggiormente su questioni generali che ci interessano, ci coinvolgono e ci condizionano.
Tendere sempre più a delegare ad “amministratori di condomini” il ruolo politico, impegnati nel loro fare a tutelare spesso interessi estranei a quelli dei condomini italiani amministrati non va bene. Come noto a coloro che abitano in affollati immobili, interesse importante per un amministratore è accaparrarsi l’incarico anche a un basso compenso, in quanto i veri guadagni derivano da altro (percentuali su lavori ordinari e straordinari, revisione albi e documentazioni fiscali varie e tanto altre appendici, probende e maneggi).
Se ci pensiamo bene, la questione principale degli onorevoli oggi eletti in Italia è quella di mantenersi negli scranni delle camere per i quattro anni e mezzo almeno, quelli necessari alla maturazione del diritto alla pensione parlamentare, indipendentemente dalla casacca che all’origine ne ha consentito l’ingresso. Degli eletti in Europa, dopo nomine cooptate mascherate da elezioni, se ne perdono subito le tracce.

La lotta fra i partiti resta sempre più impantanata in paradossali conflitti d’interessi, con candidati prescelti per sudditanze, appartenenze (di vario tipo, trasparenti o opache), finalizzate al mantenimento di privilegi a variegate Lobbi, via via sterilizzate da potenziali rischi legali: attraverso scudi, finanziamenti pubblici, nomine a cariche di controllo e vigilanza istituzionale. A proposito, nessuno a notizie dello scandalo sui “Garanti” di Piazza Venezia? Sulla vigilanza RAI?

Nell’indifferenza dell’astensionismo elettorale, si tollera, quindi, che un impero finanziario possa reiterare un proprio partito di cartone inventato negli anni novanta e che la maggioranza dei relativi eletti (siano essi politici o nominati nei vari enti) pongano attenzione e cura a non ostacolare interessi strettamente privati a scapito del pubblico.

La storia purtroppo non insegna, la memoria è corta, convinti di vivere in uno stato di diritto solo per il poter scrollare immagini o leggere titoli di articoli veri ma anche di fuorvianti faziosi; spazzature prodotte e rilanciate con prompt IA nei social, per lo più confezionati ad hoc da giornalisti prezzolati, per lo più di giornali gestiti in conflitto d’interesse, che pure sosteniamo economicamente con finanziamenti pubblici (ad insaputa per “garantire” una presunta “libertà” di stampa).
Dal populismo nascono sempre anche voci vere che accusano e additano storture evidenti. Ma la storia ha visto passare tanti personaggi idealisti, ingenui, opportunisti, convertiti e che quasi sempre hanno fatto una brutta fine.

E poi ci sono i sondaggi, che monitorano le reazioni alle campagne varie (stampa, social e quant’altro) che la politica cura per mantenere perpetua la distrazione di massa dai problemi veri.
Il fenomeno prima essenzialmente concentrato sui talk e che va sempre più proliferando negli orientamenti dei media, oggi è assunto quasi a una “scienza” anche nei notiziari.
Un Mentana sempre più orientato a esprimere sue personali opinioni più che riferire e informare asetticamente su notizie vere, ne è un classico e preoccupante esempio. Ma in questo non è il solo, basta sintonizzarsi su un qualunque canale per assistere a performance di pseudo giornalisti che svolgono in realtà funzione di propaganda (al di là dell'appartenenza agli schieramenti, salvo poche eccezioni) Del resto è sempre più di moda baciare il culo, come, in questo caso dicendo una triste verità, dice nel suo straparlare D.T. "il biondo".
Ci sono anche professionosti "bolliti" allergici a personaggi o movimento a prescindire, ovvero per partito preso, che non ascoltano e attaccano come rotweiler feroci, prevenuti che non hanno padrone.

In occasione dell’ultimo Referendum, quello sulla giustizia, molti erano preoccupati di perdere dando pieno credito ai sondaggi. Ma l’incapacità dei politici oggi al potere e la loro paura ha fatto sì che con il loro straparlare senza criterio e con tesi prive di fondamento hanno fatto accendere un allarme costituzionale serio, che ha indotto i giovani e molti degli astensionisti a bloccare l’operazione sovversiva, invertendo le prime previsioni.
Non è che non occorre dare attenzione a questo strumento che consente di ponderare le inclinazioni della gente, ma occorre porre attenzione a una disamina attenta dei risultati proposti.
In argomento è opportuno ricordare che nel risultato del referendum ha influenzato “niente” l’inventore del Giglio magico, quel fenomeno sbiadito che ogni giorno compare in tutte le televisioni e viene intervistato sui giornali per pontificare con le sue ricette magiche come fosse un santone. In occasione del referendum sulla giustizia, infatti, fino all’ultimo non ha dato alcuna indicazione sul suo orientamento personale e, in verità, neanche dopo. I Tommaso che volevano vedere e toccare anche dinanzi al Cristo sono sempre stati pochi e oggi, peraltro, risultano quasi un po’ fuori moda, ma di “cazzari” il cui nome inizia per M in Italia ce ne sono tanti, supportati e sopportati troppo come si trattasse di cabarettisti talentuosi e non di patetiche macchiette.

Poi c’è il sempreverde sputafuoco, quello fu a capo del “Governo dei Migliori”, colui che ha ridicolizzato politicamente il “bibitaro” con la sua fallimentare scissione (ricompensandolo comunque indirettamente per fedeltà con un incarico internazionale), unitamente al povero istrione rimbambito del populismo uno vale uno, ma de "il simbolo è il mio". L'illuminato che, con il beneplacito di tutto l’arco costituzionale, ha incasinato il giusto provvedimento di rilancio economico keynesiano inventato dal Governo Giallorosso in tempo di Covid. Quello che consiglia indifferentemente tutti gli scappati di casa, sia la dx che la sx, rispondendo a tutti secondo lo squillo del telefono, per delucidare premier o aspiranti tali impreparati su questioni economiche a loro ostiche. Aspiranti ministro o capi di governo che pur applicandosi nello studiare appunti preconfezionati, non riescono a capire bene le questioni e (guardandosi allo specchio) discernere qual è la loro mano dx se riflessa. Ma tutti si fa per amor di patria e, nella necessità anche per la famiglia, magari anche con l'ideuzza di riuscire ad ascendere finalmente all’agognato Colle (che rassicurerebbe tanti non appartenenti a masse).

Il fenomeno che appassiona di più al momento è certamente “Futuro e libertà”. L’operazione Vannacci è un emblematico specchio a cui le allodole italiane prestano fede ed molta attenzione.
Alimentato dai media e da ZTL pariolini ora il Generale sta bacando anche la dx che, spiazzata dalla evidenza incoerenza fra il dire e il fare palesata con la gestione politica reale, si ritrova a essere dileggiata.
L’evidente seguito all’esponente del “Mondo al contrario” non è poi tanto difforme dalle incoerenze confuse di pseudo statisti “dissociati” (ma solo una volta eletti) e ufficiosamente allocati non alle punte dell'asse ma al centro di un'altalena continua.

In tutto questo, tenuto conto della fossa autoscavata dallo stesso Governo in occasione dell’appuntamento referendario, non preoccupa – anzi consola – questa ossessione mediatica contro la sinistra guerrafondaia e responsabile di tutto quello che non va o che non corrisponde agli ideali nostalgici che intanto vedono sfuggire. Anzi qualcuno non potrebbe informare l’inquilina di Palazzo Chigi e i suoi accoliti che esistono anche gli ingovernabili anarchici che alimentano a loro modo i dissensi?

In ultimo, di certo occorrerebbe anche portare avanti un serio chiarimento nel "campo largo", depurando le acque dai tanti “politicanti inquinanti”; non bastano ancora solo i fuoriusciti che hanno capito di non avere conferme in poltrone future, dimostratisi inadatti a svolgere seriamente funzioni istituzionali; occorre forse incentivarne altre di uscite, facendo anche ritornare protesi infiltrate alle naturali origini: facilitando semplicemente il ritorno ai lori lidi.
E se queste strane scorribande della Elly Schlein in aree di Dx (Il Foglio) e i contatti con Draghi servissero ad essere votata da FdI & Co. in caso di primarie nel Campo Largo, per la scelta del Premier, qualcuno se l'è chiesto?
Occorrerebbe anche che, oltre Conte e Fratoianni, qualcuno remasse veramente per gli interessi del popolo di centrosinistra. Magari imitando la compattezza della vogata norvegese, no?

Buona luce a tutti!

© Essec

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