lunedì 5 ottobre 2026
“Cuinnutu e sbirru!”
In un contesto caratterizzato dall’omertà l’appellativo palermitano “cuinnutu e sbirru” indica colui che denuncia volutamente i protagonisti e i risvolti di un fatto accaduto, non tanto per spirito vendicativo ma, in cuor suo, nell’intento di incentivare ad affermare un limite di giustizia invalicabile.
Chi ha capelli argentei o ne ha ormai pochi ricorda che l’aggettivazione era molto diffusa tra noi studenti, soprattutto a scuola, magari per etichettare i confidenti sostanzialmente invidiosi, portati a mettere in cattiva luce concorrenti inarrivabili ovvero (rivelando in confidenza, facendo affidamento sull’altrui riservatezza), il più delle volte, per l’esigenza di frenare lo strapotere dei bulli.
In verità i presupposti erano dettati da molte fattispecie, insane e sane o un mix di entrambi gli intenti.
Nei due termini associati sbirro era di certo quello più offensivo, perché cornuto poteva essere solo una sventura, spesso subita, involontaria, mentre sbirro non si associava sempre a una necessità ma una scelta lucidamente pensata e voluta.
La street art, che si propone d'essere una galleria all'aria aperta rivolta a un pubblico variegato, è una delle forme artistiche che più si presta a realizzare opere che stimolino a riflettere. Ciascuno riuscirà a leggere comunque a proprio modo, i risultati in molti casi saranno diversissimi ma non avrà importanza.
In questi giorni, lungo il centro cittadino (Via Paternostro), l’eclettico artista di street art “Tutto_e_Niente” ha scelto di proporre dei mini poster dedicati ad eroi di mafia alludendo, includendoli fra questi, anche collaboratori, dissociati e pentiti.
Un modo efficace per rendere onore e non dimenticare sia gli uni che gli altri.
L’operazione condotta risulta molto originale, inducendo a riflettere sull’importanza dei ruoli, specie in momenti storici di frontiera. Vuole significare certamente - e mette in risalto paradossalmente -“l’ho detto tutto” di Totò a Peppino che, in qualche modo, si associa moltissimo al “Tutto e Niente” che firma le sue opere.
L’equiparazione delle due figure, apparentemente contrastanti, in verità hanno avuto dei ruoli convergenti e, specie i pentiti, fondamentali se combinati storicamente all’incontro di “magistrati e sbirri” importanti e validi, che hanno saputo focalizzare e valorizzare al massimo l'importanza investigativa del loro apporto.
Una traversa di via Paternostro è la stessa strada dove lo street artist TV Boy ha raffigurato Paolo Borsellino, sfregiato qualche tempo fa e oggi protetto da un plexiglass: al cui angolo Tutto e Niente ha posizionato il poster di Rosaria e Vito Schifani.
Nel giro di una settimana “Il Teorema” e un altro poster raffigurante Tommaso Buscetta risultano strappati coerentemente alle caratteristiche del luogo.
L’argomento proposto “cuinnutu e sbirru” si presterebbe a lunghissime dissertazioni, variegate/variabili secondo a come uno la pensa.
Una cosa è vera e trasversale al contempo: ogni epoca storica ha i suoi eroi, classificabili nelle tante categorie, condannabili e rivalutabili secondo i climi sociali delle stagioni politiche dominanti nel periodo.
Buona luce a tutti!
© Essec






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