giovedì 8 ottobre 2026

A qualcuno che mi ha chiesto l’età ho risposto ..... cinquant’anni fa avevo venticinque anni.



“Pur avendo letto quattro o cinque mucchi di poesie e libri,
da vecchio mi ritrovo solamente un indumento di colore blu;
una donna elegante mi ha chiesto l’età,
cinquant’anni fa avevo ventitré anni.”

È l’ultima delle poesie, quella che conclude il libro “Poeti cinesi ignoti di Angel Island” di Giusi Tamburello edito da Aracne.
Letteratura e arte o quant’altro afferente al creativo offrono anche opportunità per potersi rispecchiare in un pensiero scritto, in una pittura, in una fotografia, in una installazione realizzata da un autore a noi sconosciuto, che consente di aprire in una differente chiave di lettura, magari latente da tempo, ma che non si riusciva a vedere nel vivere ordinario. Più semplicemente, sono spesso opportunità per apprendere e allargare il sapere attraverso nuove prospettive e conoscenze.
Un esempio per molti potrebbe essere il libro citato, che ha consentito a me di scoprire l’esistenza di un luogo di temporanea detenzione denominato “Angel Island”, un’isola prossima alla baia di San Francisco, come corrispondente luogo di analoga quarantena che fu attivato a “Ellis Island“ per gli approdi di navi dirette a New York.
Entrambi, quindi, costituivano luoghi di stazionamento creati dalla confederazione d’immigrati (USA) per limitare il fenomeno, in attesa delle ammissioni di nuovi immigrati, vuoi per frenare il fenomeno con controlli amministrativi selettivi, che per i filtri sanitari preventivi e prudenziali sui flussi migratori. Questi casi però riguardavano non clandestini, bensì costituivano procedure effettuate su sbarcati da navi di linea, ovvero per individui che venivano segregati temporaneamente nelle due isole e provenienti rispettivamente o da paesi asiatici o dal versante euro-africano.
Il libro della Tamburello, oltre a sviluppare le problematiche sottostanti alle migrazioni, per molti aspetti comuni nel tempo e anche oggi attuali, focalizza la peculiarità dei migranti cinesi che hanno transitato (e in alcuni casi si sono poi stabilizzati) da Angel Island che, come forma di sfogo alle loro frustrazioni detentive, hanno lasciato traccia sulle pareti delle baracche di legno con poesie.
Al riguardo molto interessante appare il parallelismo con le pitture e gli scritti tracciati dai prigionieri politici sui muri Palazzo Steri (anch’essi rinvenuti per caso) che, per molti aspetti, seppur riferibili al periodo di dominazione spagnola delle inquisizioni, riconducono a sentimenti e vissuti sostanzialmente analoghi.
Le centotrenta pagine dense del libero sviluppano cinque capitoli ed appendici che riescono a focalizzare gli elementi essenziali e costanti che da sempre caratterizzano il fenomeno migratorio; legate a necessità di sussistenza o alla voglia di migliorare le condizioni di vita approdando, con spirito di avventura, in un paese prospero e in pieno sviluppo che poteva offrire opportunità per una vita migliore. Creando, come sempre accade e contemporaneamente, da un lato positive contaminazioni culturali e dall’altro sviluppi economici concorrenziali destabilizzanti.
Per i cultori della poesia, l’autrice del libro, costituisce uno strumento che consente di entrare con leggerezza nella millenaria cultura cinese che caratterizza le poesie di Angel Island, tutte anonime, che dimostrano anche le sostanziali differenze a quei tempi esistenti fra gli immigrati dell’est rispetto a quelli dell’ovest.
La presentazione del libro è avvenuta nell’ambito di un evento curato dalla stessa prof. Tamburello - che ha pure registrato la partecipazione attiva di esperti statunitensi di origine cinese - sviluppato presso il Museo delle Marionette Pasqualino e l’Università di Palermo.
Chi volesse procurarsi il libro, dal costo di 16 euro, avrà la possibilità di approfondire meglio le tematiche fino ad ora accennate, sia per l’aspetto letterario che per quanto inerente alla complessità del fenomeno migratorio.

Buona luce a tutti!

© Essec



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