giovedì 7 maggio 2026
Raffaella Tava ..... non solo Photography
Per chi ha voglia di leggere e magari cogliere spunti per riflettere su questioni non banali, suggerisco di consultare i "pensieri" di Raffaella Tava presenti nel sito web che racconglie anche le sue produzioni fotografiche. Al riguardo, piuttosto che descrivere a parole mie il personaggio, riporto la biografia pubblicata che la riguarda.
"Sono nata a Mezzolombardo in provincia di Trento nel '66, anno in cui Trento come Firenze ed altre città italiane furono soggette ad alluvione.
Ho trascorso la mia infanzia lasciandomi incuriosire e stupire da tutto ciò che mi circondava cercando sempre di capire il "perchè" ed il "per come" delle cose. Questo mio interesse mi ha portata ad avere una predilezione per le materie tecnico matematiche ed ha determinato la scelta del mio percorso scolastico, terminato nel '85 con il conseguimento del diploma.
Fino ad allora la mia attenzione non è mai stata rapita in modo significativo dall'arte o dalle materie umanistiche; ma, qualche anno dopo, fortunamente, ho avuto modo di recuperare quanto mi ero persa e partendo dalla lettura, passando per l'architettura, la pittura e l'arte in genere sono arrivata a sviluppare una sensibilità umanistica che fino ad allora mi mancava. Firenze ha avuto un'influenza non indifferente, Firenze che nel '66 aveva avuto un destino analogo alla mia Trento mi ha offerto tantissimi spunti di studio e di crescita, ha stimolato le mie emozioni che giacevano latenti e mi ha aperto gli occhi facendomi percepire le vibrazioni della bellezza.
E' in questo periodo che la fotografia assume per me una dimensione diversa, inizialmente infatti avevo cominciato a fotografare solamente per documentare le escursioni in montagna, le vie in parete, ed occasionalmente catturare qualche scorcio paesaggistico, mentre poi mi sono accorta che la fotografia poteva essere molto di più. Ho capito che la macchina fotografica offre una grande potenzialità: è uno strumento che ti permette di catturare e trasmettere emozioni, che permette di essere artisti di creare le proprie opere.
Ho così cominciato a fotografare con un atteggiamento diverso, lasciandomi coinvolgere emotivamente da ciò che veniva filtrato dall'obiettivo; la macchina fotografica era divenuta lo strumento per mezzo del quale riuscivo ad entrare in conttato con le mie emozioni, con la famosa sfera artistico/umanistica ed staccarmi dalla quotidianità dominata dalla razionalitá e dai numeri.
Da vari anni ormai mi diletto a scattare e lo faccio utilizzando, inizialmente per caso poi per scelta e soddisfazione, apparecchiature Nikon. Con il digitale mi si è aperto un mondo fatto di amicizia e moltissime emozioni da vivere in solitudine dietro l'obiettivo o in compagnia durante un'escursione, oppure intorno ad un tavolo o sulle pagine di un forum. Il digitale mi ha permesso di conoscere molti amici con cui condividere questa passione, con cui crescere e confrontarmi.
Fotograficamente ho molto da imparare quindi fino al giorno in cui riuscirò ad emozionarmi continuerò a cercare il mio scatto migliore."
Per chi è curioso e vuol verificare di persona, non rimane che accedere al portale.
Buona luce a tutti!
© Essec
lunedì 4 maggio 2026
Così è se vi pare
"Di fronte allo schermo del computer, mentre le dita scivolano sui tasti e scrivo, ascolto i notiziari attraverso le voci che provengono dalla radio, e il bollettino quotidiano nel suo freddo esporre la cronaca giornaliera elenca il numero delle vittime del martoriato girone d’inferno che è la Striscia di Gaza, o del non meno martoriato Libano, in cui Israele ha esteso i suoi confini di guerra con l’alleato statunitense contro l’Iran nemico giurato di sempre."
Il periodo estrapolato dall’articolo di Francesco Cito, pubblicato sul numero di maggio del bimensile Dialoghi Mediterranei, accompagna un suo ricco reportage fotografico.
Per consentire ad altri di condividere spunti di riflessione, riporto di seguito le considerazioni espresse dall’amico Pippo Pappalardo che, per certi aspetti, richiamano il contenuto del brano pacifista "Blowin' in the Wind" di Bob Dylan.
“La prima vittima di ogni conflitto bellico è sempre la verità. La preghiamo, la pretendiamo, la cerchiamo con sincerità e buona fede, eppure ci sfugge appena oltrepassiamo un confine, un palmo di territorio, un credo. Ciò nonostante dobbiamo insistere, lottare, testimoniare: lo dobbiamo fare per cancellare le sciagure del passato, anche quello più prossimo, lo dobbiamo fare per le speranze dell'umanità tutta. E questo impegno non può essere disgiunto dalla pietà, sentimento umanissimo che deve farci cancellare le ideologie, i credi religiosi, le presunte identità. Si è fotografi quando si diventa poveri, svuotati da tutti gli ismi; e si accoglie quella voce che non è scomparsa nel vento ma aspetta "di passà a nuttata".
Nel numero del 1^ maggio della rivista web curata da Antonino Cusumano risultano pure pubblicati altri tre articoli che trattano di fotografia. Col sospetto che si sia voluto quasi volutamente replicare un esperimento ben riuscito sulla filmografia, che ebbe a coinvolgere soggetti eterogenei nello scrivere una recensione su uno stesso film, senza che ciascuno di loro sapesse dell’incarico contemporaneamente assegnato agli altri.
Come accaduto nell’esperimento filmografico, l’ultima pubblicazione di Dialoghi Mediterranei presenta, in questo caso, quattro articoli disomogenei concepiti da altrettanti fotografi, autori oltre che del testo anche delle immagini annesse e dagli stessi scelte.
Quattro articoli che possono ben costituire degli esempi emblematici per il diverso modo d’intendere la funzione e lo scopo del loro fare fotografia.
Al riguardo occorre andare a leggere i quattro articoli elencati di seguito, per avere modo di cogliere le evidenti potenziali differenze contenutistiche implicite nella fotografia, sia concettuali che estetiche. Per coerenza, quindi, il titolo di questo pezzo deve necessariamente richiamare quello di un'opera del mitico nostrano Pirandello.
Buona luce a tutti!
© Essec
Francesco Cito - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/ricordi-e-rabbia-di-un-reporter-sul-fronte-di-guerra-in-palestina/
Lillo Miccichè - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/fotografare-tra-passione-e-responsabilita/
Nella Tarantino - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/mediterraneo/
Tano Siracusa - http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/agrigento-la-fotografia-e-il-tempo/

