"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

Il presente blog costituisce un almanacco che in origine raccoglie i testi completi dei post parzialmente pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web (se disponibili).

Fotogazzeggiando

Fotogazzeggiando
Fotogazzeggiando: Immagini e Racconti

Cerca nel blog

Translate

Visualizzazione post con etichetta Biagi Enzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Biagi Enzo. Mostra tutti i post

giovedì 12 settembre 2013

IN RICORDO DI ENRICO BERLINGUER: “UN PARTITO SERIO NON TRADISCE LA LINEA”

SIAMO NEL 1972. IL LEADER DEL PCI PARLA CON BIAGI DI VALORI E COERENZA: “UNA FORMAZIONE POLITICA CREDIBILE NON PUÒ PERMETTERSI DI ENUNCIARE UN PROGRAMMA E POI COMPORTARSI IN MANIERA OPPOSTA. MA CHE BISOGNO C’È DI ENTRARE IN UN GOVERNO?”
 
Enrico Berlinguer da qualche mese è entrato nell’ufficio più importante di Botteghe Oscure: è il nuovo segretario del Partito comunista italiano, ha preso il posto di Luigi Longo che nel 1969 lo aveva voluto accanto a sé come vice. L’appuntamento è alle dodici. È stato battezzato “il sardo-muto”, perché è nato a Sassari e parla poco. È uscito dal liceo per entrare nel partito. Non ha concluso l’università, ma ha studiato profondamente i teorici del marxismo, e i classici della politica. La ribellione comincia quando è ancora ragazzo, ma nella sua nobile famiglia si contesta quasi per tradizione. Ha alle spalle un bisnonno repubblicano, un nonno che va con Garibaldi e un padre che è contro Mussolini. Non si presta al “colore”: anche dalle confidenze di chi gli sta vicino si ricava ben poco. La sua sposa si chiama Letizia, e si comporta come una qualunque casalinga. Il segretario non appare mai in pubblico, solo a poche feste dell’Unità. Ha ottimi rapporti con i figli, che vede assai poco, perché ogni mattina esce alle otto, e rientra a sera tarda. Di costituzione delicata, è un accanito fumatore, ma il fratello Giovanni, medico, lo ha indotto a ridurre la razione di sigarette. Trascurato nel vestire, non dimostra particolare predilezione per la buona tavola. C’è una celebre battuta di Pajetta: “Giovanissimo si iscrisse alla segreteria del Pci”. È un politico che odora di pulito.
Prima di incontrarlo ho dato un’occhiata ai ritagli; poche notizie. Cinquant’anni, sembra che ami la musica classica: preferenze Wagner e Bach. Appassionato di vela e soprattutto di calcio, qualche domenica va all’Olimpico ed è tifoso del Cagliari, e d’estate, durante la villeggiatura a Stintino, si diverte ad arbitrare partite di ragazzi. Dice di lui un amico: “Se gli viene da ridere pare quasi che se ne vergogni”. L’esercizio, penso, non sarà facile. Allegri. Nella portineria di Botteghe Oscure c’è il ritratto di Togliatti, dietro la sua scrivania quello di Gramsci. L’ufficio è piccolo, tranquillo. Enrico Berlinguer ha l’aspetto gracile e il volto segnato: la politica è il suo mestiere, la sua vita. Casa, famiglia, ad esempio, non debbono entrare nella cronaca. E, tutto sommato, è un suo diritto.
 
È una domanda d’obbligo: com’è diventato comunista?
Da ragazzo c’era in me un sentimento di ribellione. Contestavo, se vogliamo usare una parola di moda, tutto. La religione, lo Stato, le frasi fatte e le usanze sociali. Avevo letto Bakunin e mi sentivo un anarchico. Nella biblioteca di uno zio, socialista umanitario, trovai il Manifesto di Marx; poi conobbi degli operai, degli artigiani che avevano seguito Bordiga, e che anche col fascismo conservavano i loro ideali. Esercitarono su di me un forte richiamo; c’era, nelle loro vicende, molta suggestione.


Dicono che lei è stato il delfino di Togliatti. Quando l’ha conosciuto?
A Salerno; allora il governo era laggiù, nel 1944. Mi presentò mio padre; erano compagni di liceo. Ne avevo sentito già parlare, ma come Ercole Ercoli, o Mario Correnti, il nome che usava ai microfoni di Radio Mosca. Togliatti era rientrato in Italia dopo 18 anni di esilio, era riuscito a formare un governo di unità nazionale per cacciare i nazisti. Aveva l’idea di un partito nuovo popolare e di massa. Nel secondo governo Badoglio, Togliatti era vicepresidente con Benedetto Croce. Gramsci, invece, aveva studiato a Cagliari.   

La Sardegna ha il suo peso nel vostro partito. 
Già. Togliatti e Gramsci erano molto bravi a scuola, vinsero una borsa dell’Università di Torino , e là s’incontrarono. Togliatti si licenziò con tutti otto e qualche nove. Hanno ritrovato la pagella. Bravissimo. Ma una sorella lo batteva.   

E il liceale Berlinguer come se la cavava? 
Io? Normale. In mezzo. Molti sei, qualche sette, pochi otto. Ma non dimentichi che tra i sardi c’è anche Velio Spano, antifascista e costituente. Togliatti era figlio di un economo dei convitti nazionali, trasferito nell’isola; c’è ancora chi lo ha in mente come un giovanottino studioso, riservato, che non si occupava di faccende politiche. Rimasero sbalorditi quando seppero che Ercoli era lui.
 
E Croce lo ha visto?
Certo; per un periodo sono stato anche un suo seguace. Sempre a Salerno, alla mensa del ministero delle Finanze. Pure i collaboratori di Badoglio che non avevano macchine, e allora non c’erano ristoranti, mangiavano con gli impiegati, quelle terribili pappette americane, e la carne in scatola. Se non è irriverente, ma forse non è il caso di dirlo, Croce mi fece impressione per il buon appetito che dimostrava.
 

Sono accadute molte cose da allora. C’è chi sostiene che, pur di andare al potere, adesso vi accontentereste anche di un sottosegretariato alle Poste. 
No, chiederemmo di sicuro qualcosa di più. Ma che bisogno c’è di entrare in un governo? Potremmo anche appoggiarlo standone fuori. I comunisti italiani devono trovare una loro strada, completamente diversa da quella dei partiti del-l’Est.
 
Cosa è mutato da quando sedevate attorno a De Gasperi e coi liberali? Intendo dire: cambiato per voi?
A quell’epoca c’era un grande entusiasmo. C’era la fede nell’Urss e in Stalin, e i dirigenti erano fuori da ogni critica, si erano guadagnati il rispetto di tutti nella lotta antifascista. Poi, i rapporti si sono fatti burrascosi, il dibattito più libero, si sono poste delle questioni e si sono discusse . L’adesione al partito è diventata più razionale, più meditata. C’è stato, e penso che nessuno abbia difficoltà a riconoscerlo, un progresso notevole. Infine nel 1956 è arrivato lo scossone del XX Congresso del Pcus con Kruscev che aveva denunciato le violenze di Stalin.
 

E non avete più insistito nel proporre i vecchi modelli: l’Ungheria, la Polonia o l’Unione Sovietica, che era sempre il paese al di sopra di ogni sospetto.
Non nascondiamo la nostra simpatia per l’Urss, non condividiamo le scelte che ha fatto, la nostra posizione non esclude il dissenso. In ogni caso, il tipo di socialismo che si può e si deve costruire da noi è del tutto diverso. Per intenderci, all’Est, lo sviluppo dei fatti è stato condizionato dalla situazione interna e da quella internazionale. Guerra fredda e accerchiamento hanno determinato certe scelte dell’Urss. Solo la Cecoslovacchia aveva alle spalle un minimo di democrazia borghese. Poi ci sono stati, è evidente, gli errori, che bisogna ammettere, perché non basta la ragione storica a spiegare certe limitazioni a un regime di democrazia politica. Con grande libertà dico che siamo pronti a camminare con chiunque si proponga le nostre mete.


È quasi una confessione.
No, è un’analisi. Ci sono alcune libertà, come quella di stampa, che hanno un valore assoluto. Ma bisogna che ci siano anche certi mezzi per renderle effettive. Alcune giuste esigenze sono limitate dal capitalismo, dallo sfruttamento di classe. Ma già la nostra Costituzione, che è una delle più avanzate, contiene principi e norme che tracciano nuove strade: il diritto al lavoro, all’istruzione, all’assistenza aprono la via ad alcune riforme economiche che devono tener conto della particolare struttura dell’Italia, dove non c’è soltanto una grande borghesia e un proletariato , ma un ceto medio produttivo, che va conservato, perché in alcuni campi l’iniziativa dei privati può giovare allo sviluppo dell’intera società.
 

Sono queste affermazioni, forse, che hanno provocato la nascita del Manifesto. Cosa è stata per lei questa frattura? 
Non una sorpresa, ma un fatto doloroso. Sono compagni coi quali abbiamo vissuto tante esperienze. Nel Congresso di Bologna, che mi nominò vicesegretario, Rossanda, Natoli e Pintor rimasero inizialmente all’interno del Comitato centrale, la destra del partito era per l’immediata espulsione. Ero convinto che lo strappo potesse creare una specie di “tribuna d’opinione”, abbiamo discusso per alcuni mesi: la rottura è stata inevitabile, non sul piano personale con loro mi confronto ancora.
 
Come spiega la sfiducia di fondo che c’è per i vostri programmi? Forse scontate anche i fallimenti e gli sbagli di alcune Repubbliche socialiste. 
Alle politiche del maggio scorso abbiamo preso nove milioni di voti, il 27 per cento, un milione e mezzo di iscritti, non sono poi un bilancio che denuncia una grande diffidenza nei nostri confronti. Un partito serio non può permettersi di enunciare una linea e poi di comportarsi in maniera opposta. 

Veramente c’è una casistica che potrebbe dimostrarlo. 
Ma poi, non saremmo mai soli, saremmo sempre con gli altri. La gente ci crede, e noi offriamo garanzie alla gente anche contro di noi. Non siamo, bisogna intendersi, disposti a collaborare con tutti, ma con coloro che si riconoscono in alcuni obiettivi comuni.
 
Non è un riferimento a testi classici, tutt’altro. Ricordo una scenetta che recitava, nel primo dopoguerra, Totò. Gli annunciavano l’arrivo di un russo; e lui aveva paura. “Ma è un russo buono”, diceva l’attore che gli faceva da spalla. E lui: “Sempre russo è”. E l’altro insisteva: “Ma un russo bianco”. E Totò: “Sempre russo è”. E così molti pensano del Partito comunista italiano. 
Scusi, ma perché la Democrazia cristiana, avendone la possibilità, non ha instaurato la sua dittatura? Non esiste nessun partito che, per definizione, sia alieno dal prendere tutto il potere. Vedi Tambroni, vedi la “legge truffa”. Noi chiediamo una leale intesa con gli altri. Vorrei poter dire che Dio mi è testimone, sa che sono sincero, ma non posso dirlo. 

Lo dica, perché no? 
Perché non sono credente.
 

Sua moglie lo è? 
Sì. Lei crede.
 

E i suoi quattro figli sono battezzati? 
Non mi va di parlare di loro, devono restar fuori, devono poter fare, liberamente, le loro scelte, senza alcun pregiudizio.
 

Perdoni l’insistenza. Sono, anche loro, nella fase anarchica? 
La maggiore ha tredici anni; sarebbe troppo precoce.
 
Nel primo discorso da segretario ha detto che lei non sarà né Togliatti né Longo, cosa significa? 
Il discorso continuava così: “Non aspettatevi da me quello che non posso dare”. Io non appartengo a quella generazione eroica di chi mi ha preceduto, non ho il passato di Terracini, Amendola, Pajetta e tanti altri, farò del mio meglio e con passione. È il momento di cercare, insieme, di trasformare la società, lavorando con l’obiettivo di unire tutti gli strati sociali e le forze politiche di ogni orientamento. Dobbiamo raggiungere l’unità per il bene del paese, però senza cedere all’estremismo. 

Cosa ha rappresentato per il suo partito il Sessantotto, il movimento studentesco? 
Il segretario Longo, che si era recato a Praga ad abbracciare Dubcek, non va dimenticato, volle incontrare una delegazione di studenti, e dopo scrisse su Rinascita: “Il movimento studentesco peccherà magari di estremismo, ma si batte contro il sistema capitalistico”. Noi siamo stati loro alleati. Il Pci è sempre stato presente in tutte le lotte contadine, operaie e anche nel movimento studentesco.
 

La bomba di piazza Fontana a Milano, la morte dell’anarchico Pinelli, il recente omicidio del commissario Calabresi… 
Le bombe e la violenza hanno un solo scopo: quello di creare nel popolo un sentimento di paura, esasperare gli animi, un clima di grande confusione, per innestare un tentativo di soluzioni autoritarie.

È passata un’ora e alle quattordici Berlinguer ha l’abitudine di andare a casa, mi dice: “Vado per scrivere, per studiare, in casa mi trovo meglio”. Togliatti aveva alle spalle l’Albergo Lux di Mosca, il Comintern, Dimitroff e la Pasionaria, le “purghe” e Stalin; Longo la guerra di Spagna e le brigate partigiane. Enrico Berlinguer esce da una biblioteca di buoni borghesi antifascisti, da una scuola di partito, dalle conversazioni che faceva, in un paese della provincia di Sassari, con pastori e marinai. Un pescatore che l’aveva conosciuto a quei tempi ha raccontato a un cronista che inutilmente cercava un po’ di “colore”: “Sin da bambino era serio, molto chiuso. Non rideva mai”. 
Già. È la stessa osservazione che un monsignore avrebbe fatto a Paolo VI: “Molti si chiedono perché è così raro vedere Vostra Santità sorridere”. “Che motivo ne avrei?”, rispose il Papa.



martedì 7 maggio 2013

O IMBROGLIONI O TARTASSATI



Non è vero che gli svedesi sono contenti di pagare le tasse. Non è vero che gli evasori in America finiscono in galera come capitò ad Al Capone. Non è vero che il contribuente italiano in ordine si sente felice: si considera invece un minorato, perché a lui manca il privilegio che hanno masse enormi di suoi compatrioti, che riescono a imbrogliare il fisco.
La ricevuta di un riparatore d’auto o di uno che aggiusta il televisore è rara e preziosa come un francobollo dei Ducati.
Dopo anni di prediche e di minacce, siamo arrivati al punto che metà della popolazione vive con redditi poco al di sopra dell'Uganda: questo non è il Terzo Mondo, è il Quarto. Quello dei dritti.
Risulta che coloro che, in media, stanno meglio, sono gli operai: quasi nove milioni di reddito, questi ricchi sfondati, che pretendono anche la scala mobile, mentre un povero macellaio, che deve nutrirsi di cotiche, arriva appena a sei.
E pensate a quei disgraziati dei padroni dei bar, che tra poco i cappuccini non li serviranno più, ma se li berranno tutti loro, magari con una brioscina perché non arrivano a cinque, di milioni. Con quattrocentomila lire al mese come fanno a cavarsela?
Qualche fondo di caffè, un sorso d’acqua, non minerale, e via.
E gli artigiani, che quando li cercate perché ne avete bisogno, non li trovate mai: cosa credete, che siano impegnati in un altro lavoro? Nossignore.
Un piatto di ravioli, scondito, quando a malapena raggiungono i sei, bisogna pure metterlo insieme
E gli imprenditori, così soli quando si tratta  decidere, di rischiare, e di non versare le imposte quando mandano i figli al mare a Forte dei Marmi, a Santa Margherita,  evidente che non sono ospiti di quegli altri morti di fame che appaiono gli albergatori, ma delle colonie della «Charitas».
La vera specialità di tutti i governi che abbiamo avuto è stata quella di far pagare sempre di più coloro che già pagano molto, o abbastanza, e di  implorare, ogni anno, la «vergogna nazionale» costituita da folle che proprio di balzelli non ne vogliono sapere. Le automobili che dilagano non vanno a benzina: ma a biglietti da diecimila fregati allo Stato il quale deve poi assistere i falsi mutilati del Sud, mentre si è rassegnato a farsi infinocchiare dai falsi indigenti del Nord.
Non c’è scampo: qui c’è posto solo per due categorie: o imbroglioni o tartassati. A un amico svizzero che mi chiedeva che cosa mi piace in particolare del suo paese, ho risposto: «La cittadinanza». E capisce di più Prezzolini, che dopo infiniti pellegrinaggi andò a rifugiarsi a Lugano.
Lasciamo perdere la pulizia, che è una aspirazione, ma non sta in piedi neppure la decenza. Mi fa pena Raffaella Carrà, se penso che sarà spremuta più lei di mezza Confindustria.
E poi dovremo anche ascoltare le sdegnate precisazioni delle varie categorie, attraverso i loro fieri rappresentanti, che hanno dedicato un’esistenza per cercare di evitare i registratori, che poi se uno non spinge i tasti non succede nulla. Mi fanno venire in mente quel radiocronista, che una notte, nel deserto, voleva registrare il silenzio. E’ vera.
Purtroppo, sembra che gli unici capaci di capire dove sono i quattrini siano i sequestratori, che andrebbero messi, dopo l’arresto e l’eventuale pentimento, nelle esattorie. La competenza è fuori discussione.
Non c’è proprio da scherzare: la beffa è già un fatto. E se uno ne prende nota, lo accusano di fare del moralismo. Il ministro delle Finanze Bruno Visentini commenta indignato: «E’ un vero schifo». Sembra quasi che sia rimasto sorpreso dai conti paurosi che gli sono capitati tra le mani: scusi, professore, ma lei di dov’è? Ed è convinto che i suoi colleghi appoggeranno i programmi severi? I bilanci li fanno con i voti: e chi se la sente di andare contro il ceto medio, laico, lievemente progressista, di ideali cristiani, di aspirazioni pagane, e di scarsissime propensioni sociali? Ci hanno insegnato, fin da piccoli, a far l’elemosina, non a sovvenire la comunità in proporzione ai guadagni. Date a Cesare quello che è di Cesare, e sottintendevano: ma senza esagerare. Anche perché, se ne sei capace, puoi consentirti degli sconti.

Enzo Biagi (Il Fatto - 1995 - Rizzoli)

 

lunedì 22 ottobre 2012

Senza tessere di Enzo Biagi; scritto sonnecchiando

Molti anni fa, quando le donne non dicevano parolacce in pubblico e salivano sulle Seicento coprendosi le gambe, un mio prozio di Brisighella si iscrisse al partito socialista. Aveva solo due vestiti, uno grigio e uno maròn, come si usava una volta, quando l'Italia preferiva i colori della serietà e della modestia alle arlecchinate; e non si ricordava mai nella tasca di quale vestito avesse messo la tessera. Un giorno la tessera finì in tintoria assieme al vestito grigio. Mio zio, che credeva di averla riposta in quello maròn, ci rimase male: la tessera era tutta sbiadita e rovinata. Non la volle mai più usare. Così erano fatti i socialisti di una volta. Da allora ho capito che è meglio non avere tessere in tasca.
A questo punto avrei finito tutti gli argomenti a disposizione, se non mi tornasse in mente, con emozione e gratitudine, un altro mio lontano parente, un anziano e probo maestro elementare di San Lazzaro di Savena, mazziniano e a tempo perso traduttore in bolognese della Divina Commedia. Prima di emigrare in Argentina mi lasciò un piccolo gruzzolo (poche centinaia di lire, con le quali acquistai la mia prima penna a biro bicolore, grigio e maròn) e un grande insegnamento. "Ricordati," disse "che chi fa da sé fa per tre."
È difficile farsi credere, in un'Italia che ormai non crede nemmeno ai preti e ai dottori: ma seguendo quei pochi consigli, e aggiungendoci una robusta dose di vieto buon senso, sono diventato un famoso giornalista. Mi bastano tre giorni in Francia, senza tessere e con un cameraman, e torno a casa avendo realizzato uno special televisivo a puntate; quattro documentari radiofonici; quattordici articoli per i maggiori quotidiani italiani; due libri-inchiesta; una Storia di Francia a fumetti, una a fascicoli, una fatta con le parole crociate, una da distribuire attraverso le figurine Mira Lanza; la voce "bouganville" per l'Enciclopedia Botanica; un reportage per il Club di Topolino; una Storia del Pernod da pubblicare a puntate sulla rivista dell'Automobil Club; una serie completa di cartoline "Saluti dalla Loira" corredate da motti e proverbi francesi; un album di figurine Panini intitolato "La Francia di Biagi" tutte raffiguranti il sottoscritto che saluta dalle piazze delle principali città transalpine; e infine una bottiglia di Anisette.
A parte la bottiglia di Anisette, che regalo alla mia vecchia levatrice di Ozzano nell'Emilia (fu lei a insegnarmi che nella vita bisogna avere rispetto per chi ti rispetta), tutto il resto è per i miei lettori, che sono il mio unico credo, la sola tessera che ho in tasca. E vi assicuro che non esiste tessera di partito in grado di farvi guadagnare la stima del pubblico e una sfraccata di milioni semplicemente passando un week-end a Parigi.

Michele Serra (44 Falsi - Arnoldo Mondadori Editore - 1987)

mercoledì 11 gennaio 2012

Arte


André Chastel è uno dei grandi specialisti del Rinascimento italiano. Insegna al Collège de France.
A un intervistatore ha raccontato qualche segreto dei grandi della pittura, gli aneddoti, la petite histoire che in qualche caso contiene più verità dell'altra, quella importante e ufficiale. E se ne ricava, ovviamente, oltre alla certezza che le miserie umane non hanno stagione, anche qualche ammonimento.
Così si impara che un maestro della critica, Adolfo Venturi, battezza “La derelitta” una figura prostrata esposta alla Galleria Pallavicini di Roma e l'attribuisce al Botticelli: più tardi si scopre che l'autore è Filippo Lippi e che il ritratto non rappresenta una donna, ma Mardocheo.
E, poi, le irrefrenabili rivalità: Raffaello che consiglia al papa Giulio Il di far dipingere la volta della Sistina a Michelangelo, che dimostrerà così di essere un incapace, e il Bramante è al centro dell'intrigo; e poi lo stesso Michelangelo è così di cuore tenero che disprezza Leonardo e non può trattenersi dal dirgli: E quegli imbecilli di milanesi che han creduto in te; e ancora Michelangelo ingiuria il Perugino, maestro nelle pubbliche relazioni, definendolo goffo nell'arte, e finiscono davanti a un tribunale, per un processo per diffamazione.
E il Pordenone e Tiziano, che si amavano poco, tanto che l'artista friuliano dorme con una spada accanto, temendo qualche iniziativa sgradevole dell'autore della Venere di Urbino.
Niente di nuovo.
Come diceva il mio amico Luciano Minguzzi, guardando le opere degli etruschi: Ci hanno copiato.

Enzo Biagi (I Come Italiani - Rizzoli - 1993)

martedì 18 gennaio 2011

Casanova Giacomo (1725-1798)

Quando il bagnino delle spiagge adriatiche si avvicina alla Frulein e l'invita a vedere l'eclissi dietro i capanni, la risposta arriva monotona e ineluttabile: Tu Casanova, tu bandito dell'amore. Quando il giovane scrittore Maksim Gor'kij va a trovare il vecchio Lev Tolstoj e il discorso cade sugli italiani, il giudizio del creatore di Anna Karenina è sprezzante: gentaglia che mette al mondo e manda in giro soprattutto tipacci come Cagliostro e Casanova.Ciarlatano, mago, istrione, falso cavaliere di Seingalt, l'avventuriero veneziano è sempre, in un certo senso, il simbolo del grande amatore: un connazionale da esportazione ma, secondo la testimonianza del principe di Ligne, era brutto - però evidentemente piaceva. Secondo il conto degli esperti devono essere annoverate al suo attivo 116 conquiste, ma avrebbe raggiunto, quanto a rapporti, quota 3000. Umiliato addirittura da un belga, il romanziere Georges Simenon: ha dalla sua 500 opere e ha fatto l'amore con 10.000 donne, 6000 erano professioniste. Una volta venne a Milano a trovare il suo editore Arnoldo Mondadori. Toccò ad Alfredo Panicucci, un redattore di Epoca, accompagnarlo in giro per la città. Il mattino dopo gli chiedemmo come avevano passato la serata: Mi ha chiesto raccontò Panicucci dove si potevano trovare delle belle puttane. Federico Fellini, che a Casanova ha dedicato un film memorabile, dove sull'erotismo si distende il cupo senso della morte, lo giudica impietosamente: Un pupazzone che andava in giro con ventidue orologi addosso, una specie di fascista che concepiva il sesso come competizione, e che si muoveva in ambienti piccoli, giarrettiere, ciprie, tricorni, ventagli, con qualcosa di animalesco, di molle, di femmineo: un eroe della letteratura galante, mai diventato uomo. Nel finale della pellicola, balla tristemente con una grande bambola: Una vita, dice Federico, consumata per la facciata. A tavola ha gusti grossolani: selvaggina, triglie, anguille, granchi, ostriche, formaggi forti, ritenuti forse cibi afrodisiaci; a letto ha spiccate predilezioni: Ho sempre constatato scrive nelle Memorie che quelle che amavo sapevano di buono, e più la traspirazione era gagliarda, più mi sembravano soavi. Non ha pregiudizi né ambizioni; inventa la parola manostuprazione, si concede qualche abbandono al feticismo: Baciai le mutandine che avevano nascosto alla mia vista le sue tenere meraviglie; non disdegna le ammucchiate: le due amiche cominciarono i loro lavori con un furore che parevano tigri vogliose di sbranarsi. Non lo sgomenta neppure l'ipotesi, e la pratica, dell'incesto: Gli incesti, soggetti eterni delle vicende greche, invece di farmi piangere mi fanno ridere, ma ha anche slanci sentimentali: Bacio l'aria perché ti avvolge. Ha anche insospettabili delicatezze; usa il preservativo, detto pelle morta, sempre che la dama gli assicuri che, nonostante l'impedimento, trovi l'esibizione completamente all'altezza della fama di Giacomino. Che qualche numero doveva pure averlo, se tra le sue frequentazioni figurano Voltaire, Caterina di Russia, Federico il gran re prussiano e anche Madame Pompadour, che affrontò in una sapida conversazione. - Da dove viene? gli chiese la signora. - Da Venezia. - Arriva veramente da laggiù? - Venezia, madame, non è laggiù, ma lassù. Non aveva illusioni; ricorda con simpatia la disinibita ragazza Sgualda: Elle me donnait de l'amour, et je lui donnait de l'argent. Pari. E’ morto, in miseria, in un castello boemo, dileggiato dai servi. Parlava, parlava, ma non gli credevano.

Enzo Biagi (I come italiani - 1993 - Rizzoli)

mercoledì 20 ottobre 2010

Cattolici e Cognomi

Ottanta italiani su cento credono in Dio. Saremmo, dunque, il popolo più devoto d'Europa: ma solo un terzo è convinto che, dopo la morte, ci sia una possibilità di dannazione. La colpa più grave è la violenza: seguono bestemmia, calunnia e droga. Lievissimi peccati per questi religiosi sono l'evasione fiscale e l'assenteismo dal lavoro. Al servizio dei fedeli funzionano quasi 26.000 parrocchie, governate da 226 diocesi. C'è un sacerdote per ogni 972 abitanti e nei conventi pregano 150.000 suore.

La maggioranza dei seguaci della Chiesa di Roma non condanna il sesso fuori dal matrimonio: incerta è la valutazione dell'omosessualità, che molti però assolvono. Il papa non ha divisioni, Stalin voleva sapere: quante?, ma comanda quasi 39.000 preti e 238 vescovi, che dispongono per l'apostolato di giornali, case editrici, radio e anche di 54 tv. C'è anche una Associazione cristiana dei lavoratori (Acli). Nessun segno apparente di anticlericalismo: i giovani non sanno nulla dell'Asino di Podrecca, un giornale che difendeva il popolo, paragonato al somaro utile, paziente e bastonato, dagli inganni dei frati, delle monache e del pontefice, o del Don Basilio, che sparì dalle edicole dopo le elezioni del 1948. Solo trenta pecorelle, come le chiama il Vangelo, sulle cento che dovrebbero formare il gregge, si ritrovano alla messa della domenica. Le altre sono smarrite e non rispondono neppure più all'appello del pastore, quando le esorta a votare per la Dc.

Una volta, alla radio, un bravissimo giomalista, Gigi Marsico, fece una esilarante intervista con un brav'uomo che dalla nascita viveva un dramma: si chiamava Pernacchio. Cercava disperatamente una soluzione. Ricordo che nell'elenco telefonico di Milano alla lettera C figurava una signora dall'identità imbarazzante: Culin Rosa.

Da un articolo di Andrea Lambertini imparo che in base alle norme di legge contenute nel Regio Decreto 1238 c'è un ripiego per i cognomi ridicoli, vergognosi, o che denotano origine illegittima. Sembra che il maggior numero di richieste di un cambiamento si registri in Puglia, dove si segnalano diversi Pisciavino, Cacchio e Chiappa, mentre in Campania sono in imbarazzo, al momento delle presentazioni, i signori Muoio e Mastronzo, e in Sicilia hanno qualche problema le famiglie Ficarotta. Attenti i coniugi Vacca a non battezzare la figlia Vera. Anche il Nord ha i suoi Contacessi, Bastardi, Maiale, Pissarotti, Finocchi, Figuccio e Purgato, e non potevano mancare i Puzzone. Ogni anno più di mille cittadini di questo Paese cercano dunque di sottrarsi al sorriso ironico, o alla battuta allusiva: e penso alla soddisfazione del signor Cacchio quando ha potuto cambiare con una sola lettera - diventando Lacchio un triste destino, cominciato magari sui banchi di scuola C'era già, ai miei tempi, qualche maestro spiritoso che rifacendosi a una canzonetta di moda mi diceva: Adagio, Biagio. Che risate.

Enzo Biagi (I Come Italiani - 1993)


sabato 14 agosto 2010

Avvenire

A me pare che Sua Santità sia perfettamente al corrente di come stanno andando le cose nelle sue parrocchie.
Ha dato ordine di riproporre agli onori e alle preghiere dei fedeli una venerata immagine della Madonna che, fin dal Medioevo, viene portata in processione quando Roma è minacciata dai disastri: pestilenze, carestie, invasioni di lanzichenecchi o di presunti liberatori.
Non credo che papa Wojtyla abbia ascoltato i discorsi del senatore Bossi, che considera non azzardata una seconda marcia sulla capitale: andò bene al maestro di Predappio, ma non intravedo grandi possibilità per un collega di Cassano Magnago (Varese).
Non ritengo che il pontefice patisca a vedere la cittadella del potere assediata; anche secondo i vescovi è ora di cambiare compagnia.
Nessuno sa però se la salvezza verrà dai Popolari per la riforma, dalla sinistra di govemo, dalla Rete o dai miglioristi, ma è certo che nel mondo c'è un profondo senso di commiserazione per le vicende della nostra Repubblica.
Il successore di Pietro parla cinque o sei lingue e segue con attenzione la stampa straniera; non gli sarà sfuggita la recente inchiesta di un autorevole quotidiano parigino, serenamento intitolata: La seconda caduta deIl'impero romano.
Nel dramma gli stranieri vedono anche gli aspetti comici: e ridono della vicenda del bollo che nello spazio di un mese d'estate, per la brillante iniziativa di un ministro, ha cambiato il prezzo tre volte: e poi i tabaccai non lo avevano.
Mentre esplode la rabbia dei commercianti, un diligente cronista è andato in visita a Cusano, un paesone, per rendersi conto di come i cittadini pagano le imposte: i salariati, secondo le denunce rese pubbliche dal sindaco, figurano con 30 milioni di imponibile, i gioiellieri con 13, i poveri parrucchieri, in media, con 4.
Sghignazzano gli osservatori all'idea che, con la lottizzazione, alla testa di una Usl è finito magari un macellaio. E forse anche del fatto che l'erario sarà severissimo con chi possiede elicotteri, riserve di caccia e yacht lunghi 18 metri.
Onestamente: che cosa pensare di una nazione dove la polizia deve proteggere dall'assalto dei camorristi i camion che trasportano pomodori? Che ha 300.000 falsi invalidi e 15.000 automobili blu e mille uffici postali sottoutilizzati, mentre in Sicilia, alla vigilia delle elezioni, hanno assunto 3000 portalettere?
E che dire delle ferrovie? Stesso personale di quelle francesi, metà traffico. Non si taglia il numero dei dipendenti, si riducono i binari.
La mafia incombe, ma 700 Vip (?) impongono la scorta di 3700 poliziotti.
Di 25 dighe in costruzione, 10 sono inutili.
Un amico di ritorno da un viaggio in Belgio ha sostato in un luogo di grande suggestione mistica, a Bruges: le suore benedettine alloggiano nelle casette che si specchiano sul canale, immerse nel verde e nel silenzio e, come le antiche beghine, pregano per la salvezza delle anime. Ma ci sono anche le esigenze del corpo: e una latrina pubblica è a disposizione dei pellegrini. Però c'è una tariffa: si accettano marchi, franchi, sterline e via dicendo; dove stava scritto lira, una striscia di adesivo copre la cifra. Non la vogliono: e l'italiano o possiede altre valute o se la fa addosso.
A Luxor i ragazzetti assalgono i turisti: se gli dai qualche dollaro, ti riempiono della nostra poco apprezzata moneta.
«Salvi chi può l'Italia» è l'intestazione di una corrispondenza da Roma.
E l'analisi è crudele: evasione fiscale, lavoro nero, carenza dei servizi pubblici, ambiguità dello Stato, ostaggio di Cosa Nostra, e bisogna risparmiare sulle pensioni, sulla salute, sulle paghe, e i sindacalisti che interpretano il malcontento non si salvano con le promesse, ma con gli scudi di plexiglas.
Ed è così che a Torino, a piazza San Carlo, tra i manifestanti, hanno visto una donna incinta che sventolava una bandiera sulla quale aveva scritto: Perché nascano tanti Di Pietro.
Ogni giorno la tv trasmette, con le previsioni del tempo, il bollettino degli arresti di politici, di burocrati e di imprenditori.
Ce la faremo? E gli altri, come se la passano? Sono forse migliori di noi?
L'ho chiesto a uno che viaggia, e conosce tante piazze e tanti pubblici: Luciano Pavarotti. Secondo il critico Rodolfo Celletti rappresenta la tenorilità, secondo il grande Karajan è superiore anche al mitico Caruso.
Ogni volta che si presenta in televisione richiama più spettatori di quanti ne ebbe in tutta la vita lo straordinario cantante napoletano. Time gli ha dedicato la copertina. Negli Stati Uniti è sempre in cartellone: a San Francisco, a Chicago, al Metropolitan di New York.
Ci salveranno, dice, un'immensa fantasia e una storia che ci fa essere filosofi veri. A un italiano non gliela racconti: anche il contadino ha alle spalle millenni che lo rendono scaltro. Siamo una Nazione giovane. In Inghilterra alcuni anni fa era proibito uscire dal Paese con più di venti sterline. Dissi ad alcuni amici: "Non preoccupatevi, vi darò io dei soldi, poi me li restituirete.” Nessuno accettò. A Londra ho tenuto un concerto al parco, decine di migliaia di persone. Uno ha detto al microfono: "Per favore, chiudere gli ombrelli.” Lo hanno fatto subito, tutti insieme. Più si è latini e meno c'è solidarietà.
Siamo usciti da periodi peggiori.
Riccardo Muti racconta che la fatica più grande è stare lontano da casa: con quella sua bacchetta e le sue orchestre è sempre in giro - uno spartito dopo l'altro, le città, i teatri si inseguono, come nelle immagini di un film.
Gli ho chiesto chi è, oggi, che ci fa considerare con rispetto all'estero, che fa parlare di noi; oltre ai mafiosi, s'intende, e ai protagonisti degli scandali.
Fortunatamente, dice, Fellini è il simbolo di un'Italia che interessa gli americani: sono stato tanti anni a Filadelfia. Per la strada senti dire: Sembra una scena felliniana, il che significa che il gigante, nonostante l'ingratitudine dei compatrioti, è difficile da battere. E anche, naturalmente, la nostra arte: Michelangelo, pronunciato male, resiste ancora con Leonardo. Ce li invidiano. Poi l'opera è un messaggio che richiama fortemente l'idea del nostro Paese; più di una illustrazione. Anche per i tedeschi o a Vienna: il settanta per cento dei cartelloni è composto dal nostro repertorio. Senza voler tirare l'acqua al mio mulino, la Scala conserva un grandissimo carisma; ha detto di recente un critico: E’ il monte Everest.
E l'Italia più di colore: Capri, con l'accento sulla i, che fa pensare a un formaggio francese o all'isola dei sogni, la Grotta Azzurra, i vini. Certamente la moda, l'oreficeria. La pizza nel mondo è più famosa della Coca-Cola.
Io sono ottimista. Ci siamo sempre riusciti. Al di là di tutte le cose brutte che leggiamo e che effettivamente esistono, noi possediamo anticorpi straordinari. Ci vorrà pazienza, lavoro, serietà e più attenzione alle forze genuine, non ai litigiosi, agli arrabbiati, a quelli che ci stanno disabituando al dialogo. Io diffido di coloro che posseggono la verità, ma credo che nella natura dell'italiano esista, perché è millenaria, quella saggezza che ci salverà.

Enzo Biagi (I Come Italiani - 1993 - Rizzoli)

Istruzioni per l'uso

Da ragazzi andavamo a cercare nel vocabolario, con malizia, le parole proibite: c'erano.
O nella Divina Commedia i versi scabrosi e scurrili: «E Taide è la puttana che rispose...»; «Ed egli avea del cul fatta trombetta»; «Ruffian, baratti e simile lordura».
Potete fare altrettanto, per comodità di lettura, o per curiosità, con questo piccolo dizionario che ha per tema uomini (e donne) e costumi del nostro Paese.
Sottoscrivo una affermazione di Ennio Flaiano: «Mi accorgo che siamo in pochi, ormai, a non conoscere l'Italia. Tutti ne sanno dire qualcosa».
Per cercare di rimediare alle mie lacune, ho cercato di raccogliere e di dare ordine ad alcuni fatti e ad alcune osservazioni che potrebbero aiutare a capire uno dei più straordinari e imprevedibili popoli della terra: il mio.
E il vostro.
Non mi considero giudice, ma testimone e anche coimputato: e condivido la spiegazione che diede la moglie di un grande scultore, quando le chiesero perché le piacevano le opere del marito: «Perché le ha fatte lui».
E qui che sono nato: e non ho mai sognato un'altra patria.
Scegliete da dove cominciare: amore, Lega, casino o Tangentopoli, Bongiorno o Togliatti? E poi c'è anche, ma sotto, cominciate a sfogliare.
Ogni riferimento ad avvenimenti e a persone è puramente voluto.

Enzo Biagi (I Come Italiani - 1993 - Rizzoli)

domenica 20 giugno 2010

Culo

Sembra in leggera ripresa: infatti, specialmente in Emilia, si organizzano serate per eleggere Miss Culetto. L'attrice Ornella Muti, protagonista del film L'amante bilingue, confessa: Mi piacevano le mie labbra, gli occhi, le mani. Ma non avevo mai pensato che il mio sedere potesse essere tanto attraente. Nei più aggiornati manuali della seduzione, la parola d'ordine è: esibire anche l'orlo dei glutei, che per tanto tempo vennero trascurati a favore delle gambe e del seno. Pare, secondo gli storici, che la decadenza del culo (si parla sempre, come è ovvio, di quello femminile) sia cominciata con la Rivoluzione francese, che esaltava gli sviluppi lineari e umiliava le curve. Ma è provato che i grandi uomini lo hanno sempre considerato con molto rispetto e si narra che una delle mogli di Maometto, Aisha, lo aveva enorme, e la saggezza indiana consigliava allo scapolo che cercava moglie: Bada che essa abbia l'andatura graziosa di un giovane elefante. In certi posti del Sahara, infatti, si procede, ancora oggi, alla vigilia delle nozze, all'ingrasso, con dosi massime di latte e di burro, e nel Sudan variano la dieta: molta polenta e molta carne. Il grande pittore Rubens esalta la rotondità e i sintomi della cellulite, per arrivare alle foto di Playboy e ai modelli classici: Jean Harlow, Marilyn, Sofia Loren. Non va trascurata la testimonianza dei poeti: dal veneziano Giorgio Baffo (1694-1768): Oh caro culo/Oh macchina stupenda, a Gabriele d'Annunzio: Forma che così dolce t'arrotondi/dove si inserta l'arco delle reni. La scienza, poi, cerca di definire i caratteri analizzando la parte inferiore della schiena: quello normale, rotondo ma non appariscente, significa temperamento estroverso e sicurezza di sé; i1 fondo schiena prorompente, vanità; i glutei a pera sottintendono personalità; quelli nervosi, impazienza, sbalzi di umore. Che culo! è espressione che può anche essere intesa come Che fortuna!. A Bologna, per esortare alla rassegnazione nella cattiva sorte, si dice: Quando uno deve prenderlo nel culo, il vento gli tira su la camicia.

Enzo Biagi (“I” come italiani 1993)

Donna

Si comincia a trattare l'argomento sui banchi di scuola: Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori, / le cortesie, le audaci imprese io canto...; Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia...; Meglio era sposar te, bionda Maria..., e poi si continua. Sarà il tema di tutta la vita. L'italiano di una donna non può proprio fare a meno: prima la mamma, poi la moglie, l'amica, fino all'ultimo, quando la buona suorina gli chiude gli occhi dice Lina Wertmuller. In Italia il 90 per cento delle coppie resiste fino alla morte: il doppio di quanto si verifica in Germania o in Inghilterra. La donna meridionale si sente più realizzata, quella del Nord ha due anime, secondo i sondaggi: forte e volitiva, tesa a conquiste concrete, e critica nei confronti delle regole attuali. Come vuole il compagno ideale? Deve essere stimolante. Schema della sua giornata: 7 ore e 44 minuti di sonno, 5 ore e 21 minuti per marito e figli, 2 ore e 22 per mangiare e per se stessa, un'ora e 47 per leggere, guardare la tv, fare sport, 36' per cercare un parcheggio o aspettare un tram: il resto è lavoro! Ci sono più donne nel nostro Parlamento che in quello di Usa, Francia, Germania o Giappone. Ecco una visione di Fellini: La donna è anche uno specchio perché rappresenta la parte più oscura di te, perché è anche quello che abbiamo fatto di lei. Ne ho un rispetto profondo, la considero migliore, più innocente, più naturale, più vera: più vicina anche al senso religioso della vita, e credo non abbia mai colpa.

Enzo Biagi (“I” come italiani – 1993)

sabato 17 aprile 2010

Casino

E’ un motivo ricorrente, ma che l'imperversare dell'Aids ripropone: riaprire le case chiuse? Pare che più della metà de gli italiani sarebbe favorevole: per motivi igienici, per garantire un maggior controllo della prostituzione. Che per il momento è libera: senza la sorveglianza dei medici e senza l'obbligo della ricevuta fiscale. Sembra che il rischio maggiore non sia costituito dalle professioniste, che sono attente alle precauzioni, ma dalle ragazze tossicodipendenti, che si vendono per procurarsi la droga. In Germania funzionano da tempo gli Eros Center, che dalle nostre parti venivano chiamati, meno pomposamente, casini; in Francia c'è chi suggerisce il ritorno all'antico, a quelle storie rese memorabili dalla penna di Guy de Maupassant: Maison Tellier, patetica avventura delle signorine di un ritrovo di provincia in un giorno in vacanza, o Palla di sego, pseudonimo di una fanciulla di piccola virtù, ma capace anche di eroismo. Tornare ai vecchi bordelli? Non so se sia un rimedio e, per gli interessati, se è ancora un affare. Molte cose sono cambiate: sono scomparse le illibate degli annunci economici, è stata inventata la pillola, invece della passeggiatrice immortalata dalla cronaca c'è la clakson-girl, con vettura propria, e ciò che un tempo si chiamava amore ha scritto Alberto Moravia oggi si chiama sesso. In tv mettevano la calzamaglia alla danzatrice Alba Arnova, oggi esplodono le tettone di Colpo grosso. Del resto, il bikini si vede già nei mosaici della villa romana di Piazza Armerina. Erano 5000 gli stabilimenti liquidati dalla combattuta Legge Merlin nel settembre del 1958, data storica, e le pensionanti cambiavano ogni quindici giorni. Quando fu pubblicato il romanzo Quelle signore, dedicato alla categoria, ebbe un enorme successo: più di 120.000 copie in due anni. Noi, studentelli, leggevamo La fossa di Kuprin, e ricordo ancora una frase terribile, quando una piccola peccatrice agonizza: Il dottore venne, non accorse. Non ho nostalgia di quei locali, tanto idealizzati nelle morbose fantasie dell'adolescenza, perché non ho neppure il rimpianto della giovinezza: è andata così. Ma furono il luogo di convegno, di scoperta dei misteri, degli incontri conturbanti, o sguaiati, o anche gentili, di qualche generazione: e Indro Montanelli affidò ad Addio Wanda! la celebrazione di quei riti e la elencazione dei vantaggi, o dell'utilità, delle persiane chiuse. Era come una sorta di club, ha scritto, con accenti sinceri, il rimpianto amico Pietro Bianchi, che serviva a riempire le ore vuote, a ritrovarsi con gli amici, a sfogare le esuberanze dell'età. Era, se volete, un'abitudine cinica, ma non rappresentava, per gli scapoli, una cosa da vergognarsene... Si pensava con serenità, e senza il minimo dubbio, che chi non avesse fatto le proprie prove con le ragazze di vita sarebbe stato un mediocre marito, destinato inevitabilmente a portare, presto o tardi, le corna. Non credo che questo problema assilli i giovanotti di oggi; la verginità non ha più alcun valore, o se ne ha, è molto relativo, in Sicilia; le coppie non si sposano, ma spesso convivono; e la separata non è più messa al bando dalla società, e sono di moda la ragazza madre e il ragazzo padre: e chissà mai come si regolerà, poi, il ragazzo figlio. L'onorevole Angela Merlin, socialista umanitaria, combatté la sua lotta in nome della morale: contro lo sfruttamento, la complicità dello Stato, la condizione femminile umiliata. Aveva ragione e affrontò dure polemiche e l'impopolarità: anche la politica, alla fine, la respinse. Allora il grande peccato era la sifilide: e i medici, si racconta, facevano la diagnosi con il malato al mattino, in un'ora meno propizia allo sconforto e alle tentazioni suicide. Contro l'Aids non c'è il salvar sano, non c'è rimedio. Ma non so se basterebbe, come soluzione, resuscitare quel mondo patetico e crudele che Federico Fellini ha raccontato con la consapevolezza di chi lo conobbe e con la pietà dei poeti. C'è ancora un posto tra massaggiatrici, accompagnatrici, estetiste per Strana, Yvonne, Lulù?

Enzo Biagi (I come italiani - 1993 - Rizzoli)

Cerca nel blog

Archivio blog

Post più popolari ultimi 7 giorni

Questo BLOG non è una testata giornalistica: viene aggiornato con cadenza casuale e pertanto non è un prodotto editoriale (ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001) bensì un semplice archivio condiviso di idee e libere opinioni. Tutto ciò ai sensi dell'art.21 comma 1 della Costituzione Italiana che recita come: TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Albun di viaggio numero Uno

Albun di viaggio numero Uno
Fotografie della Cina nel 1991

Post più popolari dall'inizio

Lettori fissi

Dissertazioni su Street Art, ne vogliamo parlare? A cura di Toti Clemente

Dissertazioni su Street Art, ne vogliamo parlare? A cura di Toti Clemente
Dissertazioni su Street Art. Ne vogliamo parlare?

Visualizzazioni totali

Economia & Finanza Verde

Cagando todos somos iguales

Cagando todos somos iguales
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Laquartadimensionescritti

Laquartadimensionescritti
(in formato cartaceo)

Etichette

"Sbankor" (2) 10 storie del Cavaliere (10) Abbate Ciccio (1) Abbate Lirio (2) Accolla Dario (1) Accorinti Renato (1) Adinolfi Massimo (1) Aforismi (18) Ai Weiwei (1) Aiosa Lorella (2) Al Capone (1) Alberton Mariachiara (1) Alfano Angelino (2) alias C215 (1) Alice ed Ellen Kessler (1) Alinari Luca (1) Allende Isabel (1) Allievi Stefano (1) Almerighi Mario (1) Amato Fabio (2) Amato Giuliano (2) Ambrosi Elisabetta (1) Amurri Sandra (1) Andreoli Vittorino (4) Andreotti Giulio (4) Andrews Geoff (1) Aneddoti (21) Angela (1) Angelo Rivoluzionario (1) Annunziata Lucia (2) Anselmi Tina (2) Anzalone Morena (1) Articoli (2097) articolo (13) ARVIS (2) Ascione Marco (1) Assange Julian (1) Assante Ernesto (2) Attias Luca (1) Augias Corrado (2) Autieri Daniele (1) Avedon Richard (1) Avveduto Virginia (1) B1 (2) Bachis Roberto (1) Baglioni Angelo (1) Bagnasco Angelo (1) Baiamonte Carlo (1) Ballarò (1) Balocco Fabio (1) Banca d'Italia (31) Banche & Finanza (61) Baraggino Franz (1) Barbacetto Gianni (3) Barbareschi Luca (1) Barbera Davide (1) Barca Fabrizio (2) Barone Giacomo (1) Barra Francesca (1) Basile Gaetano (2) Bassi Franco (1) Basso Francesca (1) Battaglia Letizia (11) Battiato Franco (8) Battisti Lucio (1) BCE (1) Beccaria Antonella (1) Beha Oliviero (3) Bei Francesco (1) Belardelli Giovanni (1) Belardelli Giulia (3) Bellantoni Pietro (1) Beltramini Enrico (1) Bene Carmelo (1) Benedetti Carla (1) Benetazzo Eugenio (1) Benigni Roberto (1) Benincasa Giuseppe (1) Benni Stefano (35) Berengo Gardin Gianni (1) Bergoglio Jorge Mario (2) Bergonzoni Alessandro (10) Berlinguer Bianca (1) Berlinguer Enrico (4) Berlusconi Silvio (17) Bernabei Ettore (1) Bersani Pierluigi (4) Bertini Carlo (1) Bertinotti Fausto (1) Bertolini Gregorio (2) Bertolucci Lionello (1) Biagi Enzo (26) Bianca Nascimento Gonçalves (1) Bianchi Enzo (1) Bianchini Eleonora (3) Bianchini Gabriella (1) Bianconi Giovanni (1) Bicocchi Silvano (5) Bignardi Daria (1) Bilderberg (1) Billeci Antonio (2) Billi Debora (1) Billitteri Daniele (1) Bindi Rosy (1) Bini Flavio (2) Biondani Paolo (1) Biscotto Carlo Antonio (1) Bisio Caludio (1) Biussy Nick (1) Bizzarri Sura (7) Blair Cherie (1) Bobbio Norberto (3) Bocca Giorgio (7) Bocca Riccardo (1) Bocconi Sergio (1) Boggi Paolo (1) Boldrini Laura (1) Bolzoni Attilio (2) Bongiorno Carmelo (3) Bongiorno Giulia (1) Bongiorno Mike (1) Bonini Carlo (1) Bonino Carlo (1) Bonino Emma (1) Borghi di Sicilia (1) Borromeo Beatrice (3) Borsellino Paolo (4) Borsellino Rita (1) Borsellino Salvatore (2) Bossi Umberto (2) Botti Antonella (1) Bowie David (1) Bozonnet Jean-Jacques (1) Bracconi Marco (4) Brambrilla Michele (1) Branduardi Angelo (2) Breda Marzio (1) Brera Guido Maria (1) Brusini Chiara (1) Bucaro Giuseppe (1) Buffett Warren (1) Buinadonna Sergio (1) Bukowski Charles (1) Buonanni Michele (1) Burioni Roberto (1) Busi Maria Luisa (1) Buttafuoco Pietrangelo (1) Buzzati Dino (1) Cacciari Massimo (3) Cacciatore Cristian (1) Cacioppo Giovanni (1) Calabresi Mario (4) Calabrò Maria Antonietta (1) Calderoli Roberto (1) Callari Francesco (1) Calvenzi Giovanna (1) Calzona Piero (1) Camilleri Andrea (25) Cammara Nuccia (2) Cammarata Diego (1) Cammarata Jessica (1) Campanile Achille (13) Campi Alessandro (1) Campofiorito Matteo (1) Cancellieri Anna Maria (3) Canfora Luciano (1) Canini Silvio (1) Cannatà Angelo (1) Cannavò Salvatore (3) Cantone Raffaele (1) Canzoni (19) Caponnetto Antonino (1) Caporale Antonello (4) Caprarica Antonio (4) Carbone Chiara (1) Carchedi Bruno (1) Carli Enzo (1) Carlisi Franco (2) Carmi Lisetta (1) Carminati Massimo (1) Carofiglio Gianrico (3) Carpenzano Emanuele (1) Caruso Cenzi (1) Casaleggio Gianroberto (1) Caselli Gian Carlo (5) Caselli Stefano (2) Caserta Sergio (1) Cassese Sabino (1) Castellana Giovanni (1) Castigliani Martina (1) Cat Stevens (1) Catalano Carmela (3) Catalano Massino (2) Catilina Lucio Sergio (1) Cavallaro Felice (2) cazzegio ma non tanto (1) Cazzullo Aldo (1) Ceccarelli Filippo (2) Cedrone Giovanni (1) Cei Enzo (1) Celentano Adriano (3) Celestini Ascanio (12) Celi Lia (1) Centro Paolo Borsellino (1) Cerami Gabriella (1) Cernigliaro Totò (1) Cerno Tommaso (1) Cerrito Florinda (3) Cetto La Qualunque (1) Change.Org (1) Chessa Pasquale (1) Chi controlla il controllore? (1) Chiarucci Giancarlo (1) Ciancimino Massimo (3) Ciancimino Vito (2) Ciccarello Elena (1) Cicconi Massi Lorenzo (1) Cicozzetti Giuseppe (1) Cimato Claudia (1) Cimò Valeria (1) Ciotti Luigi (1) Cipiciani Carlo (1) Cirino Mariano (1) Citelli Zino (1) Cito Francesco (5) Civati Giuseppe (1) Claudel Paul (1) Clemente Toti (2) Cocuzza Luigi (2) Colletti Giampaolo (1) Collini Pietro (1) Colombo Furio (4) Colombo Gherardo (6) Coltorti Fulvio (1) Conte Giuseppe (11) Conti Paolo (1) Copasir (1) Coppola Gerardo (11) copyright (1) Cordà Eliane (1) Cordero Franco (1) Cornaglia Carlo (2) Corsi Cristina (3) Corsini Daniele (29) Cortese Renato (1) Cosimi Simone (1) Costamagna Luisella (9) Covatta Giobbe (1) Covid 19 (7) Craxi Bettino (3) Crispi Maurizio (1) Crocetta Rosario (1) Crozza Maurizio (2) Cuccia Antonino (1) Curcio Antonio (3) Cusani Sergio (1) Cuscunà Salvo (1) Custodero Alberto (1) Cusumano Antonino (1) Cuticchio Franco (1) Cuzzocrea Annalisa (1) d (1) D'alema Massimo (2) D'Alessandro Nicolò (2) D'Amato Daniele (1) D'Ambrosio Simone (2) D'Avanzo Giuseppe (11) D'Eramo Marco (1) D'Esposito Fabrizio (2) D'Orta Marcello (19) da altri blog (1488) Dacrema Pierangelo (1) Dalla Chiesa Carlo Alberto (1) Dalla Chiesa Nando (1) Dalla Lucio (1) Damilano Marco (6) Dandini Serena (1) Davigo Piercamillo (8) De Andrè Fabrizio (4) De Angelis Alessandro (1) De Angelis Attilio (1) De Bac Marcherita (1) De Bortoli Ferruccio (2) De Crescenzi Davide (8) De Crescenzo Luciano (25) De Crescenzo Paola (1) De Curtis Antonio (2) De Francesco Gian Maria (1) De Gasperi Alcide (1) De Gregori Francesco (2) De Gregorio Concita (3) De Luca Erri (2) De Luca Maria Novella (1) De Magistris Luigi (5) De Marchi Toni (1) De Masi Domenico (1) De Riccardis Sandro (1) De Scisciolo Cristiano (2) Deaglio Enrico (3) Dedalus (1) Del Bene Francesco (1) Del Corno Mauro (1) Dell'Utri Marcello (4) Della Valle Diego (1) Deneault Alain (1) Di Bartolo Marica (2) Di Battista Alessandro (1) Di Cori Modigliani Sergio (1) Di Domenico Marco (1) Di Donato Michele (1) Di Feo Gianluca (1) Di Giorgio Floriana (1) Di Maio Luigi (1) Di Matteo Antonino (6) Di Napoli Andrea (11) Di Nicola Primo (2) Di Nuoscio Enzo (3) Di Pietro Antonio (28) Di Romano Arianna (1) Di Stefano Jolanda Elettra (2) Di Stefano Paolo (1) Diamanti Ilvo (28) Didonna Donato (1) Discorsi (1) Documenti (117) Dominici Piero (1) Donadi Massimo (2) Donati Antonella (1) Dondero Mario (1) Dones Merid Elvira (1) Draghi Mario (11) Dusi Elena (1) Eco Umberto (2) Editoria e Tesi di Laurea (1) Editoriali (1) Eduardo De Filippo (1) Educazione Finanziaria (4) Einstein Albert (1) Elio e Le Storie Tese (1) Email (24) Emanuello Daniele (1) Enigmistica (1) Erika Tomasicchio (1) Ernesto Bazan (2) Erwitt Elliott (1) Esopo (7) Esposito Antonio (1) essec (690) essec.Raffaella (1) Etica e società (2) Eugenia Romanelli (1) Evangelista Valerio (1) Evita Cidni (3) Ezio Bosso (1) Fabozzi Andrea (1) Fabri Fibra (1) Facchini Martini Giulia (1) Facci Filippo (1) Facebook (28) Falcone Giovanni (5) Falcone Michele (1) Faletti Giorgio (1) Fallaci Oriana (1) Famiglie Arcobaleno (6) Famularo Massimo (1) Fantauzzi Paolo (1) Faraci Francesco (1) Faraone Davide (1) Farinella Paolo (7) Fatucchi Marzio (1) Fava Giuseppe (1) Favale Mauro (1) Favole (11) Fazio Antonio (1) Federica Radice Fossati Confalonieri (1) Federico Vender (2) Fedro (6) Feltri Stefano (6) Feltri Vittorio (1) Ferla Giuseppe (1) Ferrandelli Fabrizio (2) Ferrara Gianluca (1) Ferrara Roberta (1) Ferrarella Luigi (1) Ferro Ornella (2) FIAT (1) Ficocelli Sara (2) Fierro Enrico (2) Filastrocche (1) Finanza (2) Fini Gianfranco (5) Fini Massimo (348) Fiorio Giorgia (1) Fittipaldi Emiliano (2) Flaiano Ennio (1) Flores d'Arcais Paolo (7) Floris Giovanni (2) Flusser Vilem (1) Fo Dario (3) Foà Arnoldo (1) Fontanarosa Aldo (1) Fontcuberta Joan (2) Forleo Maria Clementina (1) Formigli Enrico (1) Fornaro Placido Antonino (1) Fotogazzeggiando (1) Fotografia (402) Franceschini Dario (2) Franceschini Enrico (3) Franceschini Renata (1) Franco Luigi (1) Frangini Sara (1) Fraschilla Antonio (1) Friedman Alan (1) Fruttero Carlo (1) Fruttero e Lucentini (1) Furnari Angelo (1) Fusaro Diego (3) Gaarder Jostein (2) Gab Loter (1) Gabanelli Milena (5) Gaber Giorgio (11) Gaglio Massimiliano (1) Gaita Luisiana (1) Galantino Nunzio (1) Galeazzi Lorenzo (1) Galici Marina (2) Galimberti Umberto (10) Galli della Loggia Ernesto (1) Galligani Mauro (1) Gallo Andrea (2) Gallo Domenico (1) Garbo Rosellina (1) Garcin Gilbert (1) Garibaldi Giuseppe (1) Gasparri Maurizio (1) Gattuso Marco (1) Gaudenzi Daniela (3) Gawronski PierGiorgio (2) Gebbia Totò (1) Gelmini Mariastella (2) Genovesi Enrico (3) Gentile Tony (1) georgiamada (1) Gerbasi Giuseppe (4) Gerino Claudio (1) Ghedini Niccolò (2) Giampà Domenico (1) Giamporcaro Concetta (1) Gianguzzi Rosalinda (1) Giannelli (1) Giannini Massimo (31) Giannone Eugenio (1) Giannuli Aldo (3) Giaramidaro Nino (11) Gilardi Ando (1) Gilioli Alessandro (5) Gino e Michele (2) Ginori Anais (1) Giordano Lucio (1) Giordano Paolo (1) Giuè Rosario (1) Giuffrida Roberta (1) Giulietti Beppe (1) Gomez Peter (24) Gonzalez Silvia (1) Google (1) Gotor Miguel (1) Graffiti (2) Gramellini Massimo (9) Granata Fabio (3) Grancagnolo Alessio (1) Grassadonia Marilena (2) Gratteri Nicola (1) Greco Francesco (3) Greco Valentina (1) Grillo Beppe (45) Grimoldi Mauro (1) Grossi Alberto (1) Gruber Lilli (1) Gualerzi Valerio (1) Guarneri ARVIS (1) Guémy Christian (1) Guerri Giordano Bruno (3) Gump Forrest (2) Gusatto Lara (1) Guzzanti Corrado (10) Guzzanti Paolo (4) Guzzanti Sabina (1) Hallen Woody (1) Harari Guido (1) Herranz Victoria (1) Hikmet Nazim (1) Hitler Adolf (1) Horvat Frank (1) Hutter Paolo (1) IA (4) Iacchetti Enzo (1) Iacona Riccardo (1) Iannaccone Sandro (1) Idem Josefa (1) IDV - Italia dei Valori (23) Il Ghigno (2) Il significato delle parole (5) Imperatore Vincenzo (4) Imprudente C. (1) Ingroia Antonio (3) Innocenti Simone (1) Intelligenza Artificiale (1) Invisi Guglielmo (1) Ioan Claudia (1) Iori Vanna (1) Iossa Mariolina (1) Iotti Nilde (1) Iovine Sandro (1) ITC Francesco Crispi (2) Iurillo Vincenzo (1) Jarrett Keith (1) Jodice Mimmo (1) Jop Toni (1) Joppolo Francesca (1) Julia Jiulio (1) Kashgar (1) Kipling Rudyard (1) Kleon Austin (1) L'Angolino (6) L'apprendista libraio (1) L'Ideota (1) La Delfa Giuseppina (1) La Grua Giuseppe (1) La Licata Francesco (2) La Rocca Margherita (1) La Rosa Dario (1) LAD (Laboratorio Arti Digitali) - Palermo (1) Lana Alessio (1) Lannino Franco (2) Lannutti Elio (1) Lannutti Wlio (1) Lanzetta Maria Carmela (1) Lanzi Gabriele (1) Laurenzi Laura (1) Lauria Attilio (2) Lavezzi Francesco (1) Le Formiche Elettriche (19) Le Gru (3) Leanza Enzo Gabriele (1) Lectio Magistralis (1) Lella's Space (1) Lenin (1) Lerner Gad (1) Letta Enrico (3) Letta Gianni (1) Levi Montalcini Rita (1) Lezioni (3) Li Castri Roberto (1) Li Vigni Monica (1) Licandro Orazio (1) Licciardello Silvana (1) Lido Fondachello (1) Lillo Marco (14) Limiti Stefania (1) Lingiardi Vittorio (1) Littizzetto Luciana (8) Liucci Raffaele (1) Liuzzi Emiliano (3) Livini Ettore (1) Lo Bianco Giuseppe (2) Lo Bianco Lucia (1) Lo Piccolo Filippo (1) Lodato Saverio (8) Lolli Claudio (1) Longo Alessandra (1) Lorenzini Antonio (9) Lorenzo dè Medici (2) Loy Guglielmo (1) Lucarelli Carlo (1) Lucci Enrico (1) Lungaretti Celso (1) Luongo Patrizia (1) Luporini Sandro (7) Lussana Carolina (1) Luttazi Daniele (3) M5S (3) Mackinson Thomas (3) Magris Claudio (1) Maier Vivian (1) Maiorana Marco Fato (1) Maltese Curzio (22) Manca Daniele (1) Manfredi Alessia (1) Manna Francesco (1) Mannheimer Renato (1) Mannoia Fiorella (1) Mantoan Diego (1) Manzi Alberto (1) Maraini Dacia (2) Maratona di Palermo (8) Maratona di Palermo 2023 (1) Marcelli Fabio (1) Marchetti Ugo (1) Marchionne Sergio (3) Marcoaldi Franco (1) Marconi Mario (1) Marcorè Neri (1) Marenostrum (1) Marino Ignazio (2) Marra Wanda (3) Marrazzo Piero (1) Marro Enrico (1) Martelli Claudio (4) Martini Carlo Maria (2) Martorana Gaetano (5) Marzano Michela (2) Mascali Antonella (2) Mascheroni Luigi (1) Masi Mauro (1) Massarenti Armando (4) Massimino Eletta (1) Mastella Clemente (1) Mastropaolo Alfio (1) Mattarella Sergio (2) Mauri Ilaria (1) Maurizi Stefania (1) Mauro Ezio (22) Mautino Beatrice (1) Max Serradifalco (1) Mazza Donatella (1) Mazzarella Roberto (1) Mazzella Luigi (1) Mazzola Barbara (2) Mazzucato Mariana (1) McCurry Steve (1) Meletti Giorgio (3) Meli Elena (1) Mello Federico (4) Melloni Mario (3) Meloni Giorgia (1) Menichini Stefano (1) Mentana Enrico (3) Merella Pasquale (1) Merico Chiara (1) Merkel Angela (1) Merlino Simona (1) Merlo Francesco (5) Messina Ignazio (1) Messina Sebastiano (3) Mesurati Marco (1) Milella Liana (2) Milla Cristiana (1) Mincuzzi Angelo (1) Mineo Corradino (2) Minnella Liana (1) Minnella Melo (1) Mogavero Domenico (2) Molteni Wainer (1) Monastra Antonella (1) Montanari Maurizio (1) Montanari Tomaso (2) Montanelli Indro (8) Montefiori Stefano (2) Monti Mario (7) Moore Michael (1) Mora Miguel (2) Morelli Giulia (1) Moretti Nanni (1) Moro Aldo (6) Mosca Giuditta (1) Munafò Mauro (1) Murgia Michela (1) Musolino Lucio (1) Mussolini Benito (4) Myanmar (1) Napoleoni Loretta (1) Napoli Angela (1) Napolitano Giorgio (10) Narratori e Umoristi (270) Nemo's (1) Nicoli Sara (6) Nicosia Oscar (1) Nietzsche Friedrich (2) Ninfa Pino (1) Norwood Robin (1) Notarianni Aurora (1) Nuzzi Gianluigi (4) Obama Barak (4) Oian Daniele (1) Oliva Alfredo (1) Onorevoli e .... (282) Oppes Alessandro (1) Orlando Leoluca (5) Ortolan Maurizio (1) Ottolina Paolo (1) P.T. (6) Pace Federico (2) Pace Vincenzo (1) Padellaro Antonio (32) Padre Georg Sporschill (1) Pagliai Giovanni (1) Pagliaro Beniamino (1) Pagnoncelli Nando (1) Palazzotto Gery (1) Palminteri Igor (1) Palombi Marco (2) Panebianco Angelo (1) Panizza Ghizzi Alberto (1) Pannella Marco (1) Pansa Giampaolo (3) Papa Bergoglio (2) Papa Francesco (1) Papa Roncalli (2) Pappalardo Pippo (35) Paragone Gianluigi (1) Parise Goffredo (1) Parisi Francesco (1) Parisi Giorgio (1) Parlagreco Salvatore (5) Pasolini Caterina (1) Pasolini Pierpaolo (1) Pasqualino Lia (1) Passaparola (84) Peccarisi Cesare (1) Pellegrini Edoardo (1) Pellegrino Gianluigi (1) Pellizzetti Pierfranco (9) Penelope Nunzia (1) Pericle (1) Personaggi (7) Pertini Sandro (1) Petizioni (1) Petraloro Vito (1) Petrella Louis (1) Petretto Francesca (1) Petrini Diego (1) Petrolini Ettore (4) Piana degli Albanesi (1) Picciuto Salvatore (1) Piccolo Francesco (5) Pignatone Giuseppe (1) Piketty Thomas (2) Pillitteri Nino (2) Pini Massimo (4) Pini Valeria (2) Pink Floyd (2) Pino Sunseri (1) Pinotti Ferruccio (1) Pipitone Giuseppe (5) Pisanu Giuseppe (1) Pitta Francesca (1) Pitti Luca (1) Pivano Fernanda (1) Poesia (39) Politi Marco (2) politica (53) Polito Antonio (1) Pomi Simone (4) Pomicino Paolo Cirino (1) Pompei (1) Popolo Viola (1) Porro Nicola (1) Porrovecchio Rino (2) Portanova Mario (1) Pretini Diego (1) Prezzolini Giuseppe (1) Prodi Romano (3) Puppato Laura (1) Purgatori Andrea (1) Quagliarello Gaetano (1) Querzè Rita (1) Quinto Celestino (1) Raiperunanotte (1) Rajastan (1) Rame Franca (1) Rampini Federico (13) Randazzo Alessia (1) Ranieri Daniela (1) Ranucci Sigfrido (1) Ravello (1) Recalcati Massimo (3) Recensioni (121) Referendum (2) Reguitti Elisabetta (2) Reina Davide (1) Remuzzi Giuseppe (1) Renzi Matteo (12) Report (2) reportage (5) Reportage siciliano (4) Reski Petra (2) Retico Alessandra (1) Reuscher Costance (1) Revelli Marco (1) Riboud Marc (1) Ricci Maurizio (1) Ricciardi Raffaele (1) Rijtano Rosita (1) Riondino David (4) Riva Gloria (1) Rizza Sandra (2) Rizzo Marzia (2) Rizzo Sergio (9) Rizzoli Angelo (1) Roberti Franco (2) Roccuzzo Antonio (1) Rodari Gianni (3) Rodotà Maria Laura (1) Rodotà Stefano (6) Roiter Fulvio (1) Romagnoli Gabriele (1) Rosalio (1) Rosselli Elena (1) Rossi Enrico (1) Rossi Guido (1) Rossi Paolo (1) Rosso Umberto (1) Ruccia Gisella (1) Rusconi Gianni (1) Russo Stefano (1) Rutigliano Gianvito (2) Ruvolo Mariastella (1) Sacconi Maurizio (2) Safina Arturo (1) Saggistica (138) Saglietti Ivo (1) Said Shukri (1) sallusti Alessandro (1) Salvati Michele (1) Salvio Francesco (1) Sander August (1) Sannino Conchita (1) Sansa Ferruccio (3) Sansonetti Stefano (1) Santamaria Marcello (1) Santarpia Valentina (1) Santoro Michele (6) Saramago Josè (1) Sardo Alessandro (1) Sargentini Monica Ricci (1) Sartori Giovanni (9) Sasso Cinzia (1) Sava Lia (1) Savagnone Fabio (1) Savagnone Giuseppe (1) Savarese Raffaele (1) Saviano Roberto (12) Savoca Tobia (7) Savona Paolo (1) Scacciavillani Fabio (1) Scafidi Nicola (1) Scaglia Enrico (1) Scalfari Eugenio (33) Scalzi Andrea (1) Scanzi Andrea (9) Scarafia Sara (1) Scarpinato Roberto (11) Schillaci Angelo (1) Scianna Ferdinando (12) Sciascia Carlo Roberto (1) Scorza Guido (2) Scuola (2) Scurati Antonio (1) Segre Liliana (1) Sellerio Enzo (3) Serra Michele (14) Serra Michele R. (1) Serradifalco Massimiliano (1) Severgnini Beppe (12) Sgroi Fabio (3) Shopenhauer Arthur (1) Shultz (1) Sicilcassa (2) SID (7) Sidari Daniela (3) Sideri Massimo (2) Siena (2) Signorelli Amalia (1) Siino Tony (1) Silena Lambertini (1) Simonelli Giorgio (2) Sisto Davide (1) Slide show (68) Smargiassi Michele (3) Snoopy (1) Socrate (1) Soffici Caterina (1) Sofri Adriano (1) Sollima Giovanni (1) Sommatino Francesca (2) Soth Alec (1) Sparacino Tiziana (1) Spencer Tunick (1) Spicola Mila (3) Spielberg Steven (1) Spinelli Barbara (6) Spinicci Paolo (1) Sport (2) Springsteen Bruce (4) Staino Sergio (1) Stasi Davide (1) Stella Gian Antonio (10) Stepchild adoption (1) Stille Alexander (2) Stone Oliver (1) Storie comuni (6) Strada Gino (1) Strano Roberto (1) street art (17) Studio Seffer (1) Superbonus (1) Svetlana Aleksievic (1) Sylos Labini Francesco (1) Szymborska Wislawa (1) T.S. (1) Tafanus (1) Tamburello Giusi (1) Taormina Carlo (1) Tarantino Giusy (1) Tarantino Nella (1) Tarquini Andrea (2) Tartaglia Roberto (1) Tava Raffaella (5) Taverna Paola (1) Tecce Carlo (4) Telese Luca (7) Temi (4) Terzani Tiziano (4) Tholozan Isabella (2) Tinti Bruno (16) Tito Claudio (2) Tocci Walter (1) Tomasi di Lampedusa Giuseppe (1) Tomasoni Diego (2) Tonacci Fabio (1) Toniolo Maria Gigliola (1) Toniutti Tiziano (2) Tornatore Giuseppe (1) Torresani Giancarlo (9) Torsello Emilio Fabio (2) Tortora Francesco (3) Totò (3) Trailer (1) Tramonte Pietro (1) Travaglio Marco (252) Tremonti Giulio (2) Tribuzio Pasquale (7) Trilussa (15) Troja Tony (1) Trump Donald (1) Truzzi Silvia (8) TT&P (1) Tundo Andrea (1) Turati Giuseppe (1) Turco Susanna (1) Turrini Davide (1) Twain Mark (1) U2 (1) UIF - Unione Italiana Fotoamatori (4) Usi ed Abusi (8) Valesini Simone (1) Valkenet Paulina (1) Vandenberghe Dirk (1) Vannucci Alberto (1) Varie (123) Vauro Senesi (3) Vazquez Luisa (3) Vecchi Davide (9) Vecchio Concetto (3) Veltroni Walter (3) Vendola Niki (3) Venturini Marco (1) Verderami Francesco (1) Verdini Denis (3) Vergassola Dario (4) Verrecchia Serena (1) Viale Guido (1) Video (103) Villaggio Paolo (6) Violante Luciano (2) Viroli Maurizio (3) Visetti Giampaolo (1) Vita Daniele (1) Vittorini Elio (1) Viviano Francesco (2) Vivirito Cettina (1) Volàno Giulio (1) Vulpi Daniele (1) Vultaggio Giuseppe (1) Walters Simon (1) Weinberger Matt (1) Wenders Wim (2) Wikipedia (20) Wilde Oscar (3) WWF (1) www.toticlemente.it (3) You Tube (97) Yourcenar Margherite (1) Zaccagnini Adriano (1) Zaccagnini Benigno (1) Zagrebelsky Gustavo (9) Zambardino Vittorio (1) Zanardo Lorella (1) Zanca Paola (1) Zecchin Franco (3) Zucconi Vittorio (3) Zucman Gabriel (1) Zunino Corrado (1)

COOKIES e PRIVACY Attenzione!

Si avvisano i visitatori che questo sito utilizza dei cookies per fornire servizi ed effettuare analisi statistiche anonime. E’ possibile trovare maggiori informazioni all’indirizzo della Privacy Policy di Automattic: http://automattic.com/privacy/ Continuando la navigazione in questo sito, si acconsente all’uso di tali cookies. In alternativa è possibile rifiutare tutti i cookies cambiando le impostazioni del proprio browser.

Monte Pellegrino visto dalla borgata di Acqua dei Corsari

Monte Pellegrino visto dalla borgata di Acqua dei Corsari

Collaboratori

Un'immagine, un racconto

Un'immagine, un racconto
La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)