"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

Il presente blog costituisce un almanacco che in origine raccoglie i testi completi dei post parzialmente pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web (se disponibili).

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venerdì 14 settembre 2012

Centrodestra, le spese pazze della Pisana

Ci sono le cene da 120 persone in ristoranti da 40 coperti, le cravatte di Marinella come regalo di Natale, lo champagne "di rappresentanza", le macchine prese a nolo, le migliaia di euro di rimborsi benzina, i soggiorni per due persone in giro per l'Italia. L'elenco delle spese del gruppo del Pdl contiene di tutto, gelosamente custodito dal "grande accusato". Franco Fiorito, ex capogruppo defenestrato, sulla graticola da una settimana per i suoi bonifici, i suoi prelievi e la gestione della cassa del gruppo, da ieri indagato dalla magistratura per peculato, si dice "turbato" per "l'operazione" messa in piedi contro di lui ma non vuole crollare da solo.

Per due anni e mezzo è stato lui a firmare le autorizzazioni di pagamento per le spese dei suoi consiglieri e adesso, "nauseato da quanto sta succedendo", mostra, ricevute alla mano, come "i moralizzatori" spendevano i soldi ("troppi, è vero, troppi") che la Pisana affidava a ogni gruppo. A emergere ci sono migliaia di euro spesi per "studio progettazione grafica e realizzazione materiale promozionale Popolo della libertà". Un'attività che dovrebbe essere in linea con quelle per le quali viene erogato il finanziamento. Eppure, per Fiorito, "mai nessun materiale ci è stato recapitato". Secondo l'ex capogruppo sarebbero stati tutti richiesti dal suo successore, Franco Battistoni. Sul quale c'è un corposo capitolo che riguarda cene e pranzi in ristoranti in giro per il Lazio. Soprattutto uno, il Pepenero di Capodimonte, provincia di Viterbo: sul suo sito internet viene riportata l'annotazione "40 coperti" e invece, nelle ricevute allegate da Fiorito ("Le porterò tutte con me quando la magistratura vorrà sentirmi", promette), vengono registrati pranzi da 80 e 120 coperti. E una volta sono 4.200 euro di spesa, un'altra 6.000, un'altra ancora 5.000.

Sono davvero tantissime le ricevute di ristoranti inserite tra le carte. Non frequentati solo da Battistoni ma anche dagli altri componenti del gruppo, tutti firmatari della lettera con la quale Fiorito è stato messo alla porta a fine luglio. Ci sono le "cene sociali" del gruppo Pdl da Pasqualino al Colosseo o al Bar Martini, sempre di fronte all'Anfiteatro Flavio, tenute in vari periodi dell'anno: a marzo, a luglio, a novembre e a dicembre del 2011. Gli importi, sempre significativi: 7.000 euro, 9.900 euro, 8.800 euro, altri 7.000 euro. Tutte spese della consigliera Veronica Cappellaro che si fece dare l'ok anche per alcune riprese fotografiche da 9.000 euro.

Poi c'è il singolare "noleggio del set di Roma antica e del teatro 10 di Cinecittà", richiesto dal vicecapogruppo Carlo De Romanis per quella che Fiorito, nei giorni della sua cacciata, aveva definito "una festa con donne semivestite in costume". Il costo richiesto sarebbe stato di 48.000 euro, anche se lo stesso Fiorito, due mesi fa, disse di non aver voluto autorizzare la spesa. Ci sono i soggiorni per due ("Consigliere più amante", insinua maliziosamente Fiorito) in missione al Salone del Gusto di Torino. O i 1.200 euro spesi da Marinella, in via Riviera di Chiaia a Napoli per 10 cravatte, una sciarpa di lana e 4 portadocumenti in pelle. O le bottiglie di champagne da regalare per Natale. Tutto testimoniato ricevute alla mano, pagato coi soldi che servivano per il funzionamento del gruppo. Il vaso di Pandora, insomma, è stato scoperchiato. La guerra dei soldi nel Pdl è appena cominciata.

Intanto Francesco Battistoni, capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, si è presentato oggi al procuratore aggiunto Alberto Caperna e al pubblico ministero Alberto Pioletti ai quali ha affidato l'indagine su Franco Fiorito, indagato per peculato. Per tre ore, ascoltato come persona informata sui fatti, come aveva detto prima di entrare nell'ufficio di Caperna. Battistoni ha detto: "la situazione dei conti correnti del Pdl alla Regione Lazio è ormai nota a tutti. Sono venuto qui per fornire ai magistrati elementi di certezza e di chiarezza".

MAURO FAVALE (La Repubblica - 13 settembre 2012)


giovedì 13 settembre 2012

E’ colpa di Monti, altro che Statuto dei lavoratori

Cosa si fa quando non si è abbastanza onesti da riconoscere un fallimento? Si cerca qualcuno a cui dare la colpa e poi la si butta in caciara. E’ quello che ha fatto oggi il professor Mario Monti, che per coprire il disastro della sua politica economica e sociale dà la colpa allo Statuto dei lavoratori, cioè ai diritti dei lavoratori.

Detto senza mezzi termini, è una balla grossa come una casa. Anche i sassi sanno che se gli investitori non portano soldi in Italia è per ragioni che con i diritti dei lavoratori non c’entrano niente. A bloccarli è l’enorme burocrazia che non solo rallenta tutto ma genera anche una ancora più immensa e proibitiva corruzione. E’ la tassazione sulle imprese e sul lavoro, che non ha pari in Europa. E’ l’evasione fiscale e la fuga dei capitali all’estero, che ammazza le imprese oneste.

Ci venisse a dire, Monti, quanti posti di lavoro ha creato la soppressione dell’art. 18. Non lo ha fatto e non lo farà, perché la risposta è: nemmeno uno, anzi in questi giorni sono iniziati i primi licenziamenti per ragioni economiche, con le clausole previste dalla Fornero.

L’attacco allo Statuto dei lavoratori è una fredda provocazione messa in atto per nascondere il fatto che la politica lacrime e sangue, il taglio drastico delle pensioni, la legge sui licenziamenti facili della Fornero, l’aumento spropositato delle tasse e la mancanza di provvedimenti per la crescita non hanno portato nessunissimo risultato positivo mentre gli esiti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti: recessione, disoccupazione e povertà.

Per giustificare e occultare i suoi fallimenti il governo mira ora a creare conflitti sociali ingovernabili, di cui l’Alcoa rappresenta la punta dell’iceberg.

Monti può mettersi l’anima in pace. Noi non ci facciamo ingannare e non si faranno ingannare i lavoratori e i cittadini. L’attacco allo Statuto dei lavoratori ci spinge a portare avanti con energia anche maggiore la raccolta firme sui referendum che partirà il prossimo 12 ottobre. Non si tratta di tornare al passato, ma di garantire un futuro alle nuove generazioni, e non sarà possibile senza ridare pieno corso al più fondamentale tra i diritti garantiti dalla nostra Costituzione: quello al lavoro.

Antonio di Pietro (12 settembre 2012)


mercoledì 12 settembre 2012

Lo squadrista Luigi Manconi

Luigi Manconi, sociologo, politologo, docente universitario, ex portavoce dei Verdi, ex Ulivo, improvvidamente sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi II, dopo aver dato, sulla scia di Bersani, del 'fascista' a Beppe Grillo e ad Antonio Di Pietro, lo appioppa, per proprietà transitiva, anche al Fatto “giornale vicino alle posizioni di Grillo e di Di Pietro”. E se non proprio 'fascisti' per Manconi siamo comunque degli squadristi di destra. “Prendo, a mo' di esempio, un titolo a tutta pagina del Fatto Quotidiano del 5 aprile scorso: 'In un Paese di ladri'...C'è la questione del giustizialismo: se tutta la vita sociale viene vista attraverso la fattispecie penale è inevitabile che questa si porti appresso pensieri e invettive conseguenti. Se viviamo 'in un Paese di ladri' è inevitabile che il primo e principale slogan politico coincida col grido di Giorgio Bracardi: 'In galera!' ”.

A parte che 'giustizialismo' e 'garantismo' sono due categorie inventate durante la stagione di Mani Pulite ad uso dei politici indagati (Non esiste un'applicazione 'giustizialista' o 'garantista' della legge. Esiste l'applicazione della legge. Naturalmente il magistrato, come tutti, può sbagliare, e per questo il nostro ordinamento prevede una serie di verifiche e controlli, il Gip, il giudizio di primo grado, l'Appello, la Cassazione e, in presenza di un imputato detenuto, i ricorsi al Tribunale del riesame e ancora alla Cassazione) è meglio gridare a qualcuno, che risulti che se lo è meritato, 'in galera' che mandarlo direttamente al cimitero. Manconi, 64 anni, è infatti una di quelle felici persone che sono sempre nate ieri e hanno l'invidiabile capacità di rimuovere totalmente il proprio passato. Luigi Manconi è stato un importante leader di Lotta Continua. Negli anni Settanta scendeva in strada con i suoi compagni e, oltre a spaccar vetrine e, all'occorrenza, anche qualche cranio, urlava “Fascista, basco nero, il tuo posto è al cimitero”, “Uccidere un fascista non è reato”. Il quotidiano di Lotta Continua pubblicava foto, indirizzi, percorsi, abitudini di 'fascisti' o presunti tali, indicandoli al pubblico ludibrio e alle squadracce e alcuni, a colpi di spranga sono finiti effettivamente al cimitero, altri sulla sedia a rotelle.

In Italia ogni volta che si presenta qualcosa di nuovo non inquadrabile nei parametri della partitocrazia, che anzi ad essa si oppone, e in quelli della cosidetta 'intellighentia' di sinistra, la risposta pavloviana, e non innocente, è sempre la stessa: “Fascisti!”. Nei primi anni Novanta, prima che fosse inglobata e innocuizzata, toccò alla Lega. Bossi e i suoi hanno sproloquiato spesso e volentieri, ma nella storia, ormai trentennale, di questo movimento non c'è un solo atto di violenza. Mi ricordo che La Repubblica, non sapendo a che altro appiggliarsi, una volta che davanti al municipio di Milano un cane, presunto leghista, abbaiò alla consigliera comunale repubblicana Rosellina Archinto, titolò a otto colonne in testa alla prima pagina: “Aggressione fascista della Lega a Milano”. Ora tocca a Grillo, ma nemmeno ai 'grillini' sono addebitabili eccessi se non di linguaggio. Eccessi a cui, peraltro, si dedicano tutti (si leggano Il Giornale e Libero). La verità è che Grillo, come la Lega d'antan, fa paura col suo 15/20% di consensi cui lo danno i sondaggi. E allora è 'fascista'. E anche noi del Fatto se non propriamente fascisti siam squadristi.

E' destino della mia generazione, coeva a quella dei Manconi, di dover prendere lezioni di buona educazione politica da chi, nelle parole e nei fatti, squadrista, e anche peggio, lo fu davvero.

Massimo Fini (Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2012)


sabato 8 settembre 2012

Monti&Co, nove mesi di annunci. Ma per i giornali diventano riforme

“Ci siamo dati la consegna del silenzio”, rispondevano i nuovi ministri tecnici nei primi giorni del sobrio governo Monti. Poi Monti andò a Porta a Porta e si aprirono le cateratte. Una cascata di esternazioni, annunci, promesse, proclami, boutade, intimazioni, giuramenti, ultimatum, penultimatum, scadenze, slogan, parole d’ordine ma soprattutto in libertà. Intendiamoci. La politica delle chiacchiere non è una novità: i partiti ci campano da almeno trent’anni.

Faremo, bisogna fare, è urgente fare… Ma l’informazione li ha sempre presi col beneficio di inventario: c’era sempre, nella politica e nei media, una maggioranza che li rilanciava e un’opposizione li respingeva al mittente. Ora invece, nell’èra dei tecnici, l’opposizione è talmente esigua (soprattutto sui media) che gli annunci del governo diventano titoli di giornale e di telegiornale e, siccome sono pochissimi a rintuzzarli, assumono un carattere di ufficialità e neutralità (tecnica, appunto) che ne fa quasi dei dogmi di fede. Ipse dixit. Infatti, nei titoli della stampa e dei tg, tendono a scomparire le virgolette che li attribuiscono al ministro tizio o caio. Così l’annuncio diventa un fatto assodato, già avvenuto, una notizia in sé.

In questi nove mesi il premier Monti, anzi “SuperMario”, e i suoi ministri (compreso il “superministro” Passera che ha sei dicasteri) sono stati enfaticamente dipinti da titolisti entusiasti come tante reincarnazioni di Cincinnato: disinteressati al potere e al gioco politico, chini sulle carte, curvi sui dossier, sempre tesi al bene comune, virili, atletici, scattanti come gazzelle, pancia in dentro e petto in fuori, espertissimi nelle materie di cui sono stati chiamati a occuparsi, intenti notte e giorno ad aprire “tavoli”, “cantieri”, “laboratori”, “summit”, “vertici”, “commissioni” di “esperti” ancor più esperti di loro, a stipulare “patti”, a elaborare “piani”, “mosse” e “cabine di regia”, a escogitare “rivoluzioni”, “pacchetti”, “manovre”, “riforme epocali” in questo o quel settore dell’economia e della società, armati ora di “forbice” (o “cesoie”) ora di “scure” ora di “mannaia” per i decisivi “tagli”, “strette”, “giri di vite” e “tetti” alle spese e agli sprechi (pardon, “spending review”), ad approntare “scudi” anti-questo e anti-quello, a tracciare “road map”, a reclutare “task force” per lanciare “blitz” e “sprint”, dettare “agende”, “memorandum” e “priorità”, a intimare “alt”, “altolà”, “stop”, “No”, anche con “rabbia”, con “gelo” e con “ira” se del caso, a nominare “commissari” anzi “super-commissari”, a tracciare “assi” internazionali ora con Sarkozy ora con Hollande ora con la Merkel, ora con Cameron, ora con Rajoy, ora con Obama, ora con Draghi (l’altro “Super-Mario”), ora con tutti i “grandi” insieme, a scandire “start up”, “cronoprogrammi” e soprattutto a inaugurare la fatidica “fase 2”, quella della “crescita” e dello “sviluppo”.

Era, ed è, tutto un susseguirsi di militaresche “settimane decisive”, “appuntamenti storici”, “cacce” , “guerre”, “battaglie”, “svolte”, “lotte dure”, “trincee”, con il tal ministro che “incalza” e il talaltro che “accelera”, uno che “dà il via libera” e l’altro che “rompe gli indugi”, quello che “rilancia” e questo che “strappa”, o magari momentaneamente “frena”, ma sempre in vista dell’“uscita dal tunnel”. Il tutto accompagnato da paroline magiche come “salvare”, “Italia”, “subito”, “pronto”, “ecco”, “tocca”, “tutto”, “super”, “mega”, “maxi”, “baratro”, “euro”, “anti-spread”, “anti-crisi”, meglio se accompagnate da frasi di sicuro effetto tipo “così cambierà…” o, in caso di cetrioli volanti, “ce lo chiede l’Europa” .

Quando poi un ministro lancia la pietra ma nasconde la mano, lanciando un ballon d’essai tramite la stampa amica per vedere l’effetto che fa, il verbo da usare è “spunta”: come per i funghi. Molto utile anche sparare cifre a casaccio, possibilmente precise al dettaglio, coi decimali dopo la virgola, così da sembrare frutto di calcoli complicatissimi: tanto la gente manco sa cos’è lo spread, figurarsi se può controllare a quanto sta. Ogni tanto può servire inventarsi “elogi” (telefonici o comunque in privato, purché senza testimoni ) al governo italiano da parte di un leader straniero o di un’organizzazione internazionale o dei “mercati” che, bontà loro, “promuovono l’Italia” che ora “può farcela da sola”. Tanto nessuno può controllare.

Oggi, dopo nove mesi di trionfi, a giudicare dai titoli dei giornali l’Italia dovrebbe essere un Paese ricco sfondato, che naviga nell’oro, rivoluzionato da riforme palingenetiche, senza più l’ombra di un problema. La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. E non, si badi bene, soltanto per colpa del governo, che in così poco tempo ha fatto quel che ha potuto (anche se forse era lecito attendersi qualcosa di più). Ma, a furia di gridare al miracolo tecnico, è ovvio che si siano seminate illusioni spropositate, a cui ora cominciano a corrispondere delusioni altrettanto smisurate. Per colpa, ancora una volta, dell’“informazione” più conformista e servile del mondo, che ha seguitato a tradire la sua missione di informare i cittadini e di controllare il potere e a fungere da megafono, trombetta, cassa di risonanza del potere, a rilanciare le parole d’ordine del governo senz’alcun filtro critico. In forme e con linguaggi nuovi rispetto a quelli sperimentati ventennio berlusconiano. Ma altrettanto antitetici ai più elementari codici del giornalismo. Vediamo, in quest’antologia ragionata degli orrori di stampa, com’è stato possibile.

NB. Le citazioni, tutte testuali, sono tratte dai titoli dei principali quotidiani italiani (legenda per le abbreviazioni: Cor sta per Corriere della Sera, Rep per la Repubblica, St per La Stampa).

ABUSO D’UFFICIO - “Severino: ‘Abuso d’ufficio, più severità’” (Cor 30-12). Risultato: nessuna norma sull’abuso d’ufficio.

ANTICORRUZIONE - “Corruzione, il governo crea una commissione ad hoc” (Rep 28-12). “Severino: ‘Subito una legge anticorruzione’” (Cor, 30-12). “Severino: la nuova legge contro le tangenti, ‘dateci 15 giorni’” (Cor 17-2). “Severino: pene più pesanti contro la corruzione” (Cor 20-2). “Patroni Griffi: ‘Anticorruzione, avanti a tutti i costi: anche con la fiducia’” (Cor 27-8). “Patroni Griffi: ‘Subito l’anticorruzione’” (St 29-8). Risultato: nessuna legge anticorruzione.

ARTICOLO 18 - “Fornero: ‘L’articolo 18 non è un totem’” (Cor 18-12). “Fornero: ‘Non avevo e non ho in mente nulla che riguardi in modo particolare l’art. 18. Sono stata ingenua, i giornalisti sono bravissimi a tendere trappole. Vogliamo lasciarlo stare questo art.18? Io son pronta a dire che neanche lo conosco, non l’ho mai visto’” (tutti i quotidiani 24-12). “Monti: ‘Niente va considerato un tabù. In questo senso il ministro Fornero ha citato l’art. 18’” (Cor 8-1). “Fornero: ‘L’art. 18 non è preminente, ma non de-v’essere un tabù’” (Rep 31-1). “Monti: ‘Finito il posto fisso, è pure monotono. Articolo 18 pernicioso’” (Rep 2-2). “Monti rilancia sull’art. 18: ‘Scoraggia gli investimenti, ora meno tutele a chi ne ha troppe’” (Rep 4-2). “Il premier: ritocchi possibili, ma non sull’articolo 18” (Cor 22-3). “Monti: ‘La riforma è chiusa, niente trattative sul testo’” (Rep 25-3). “Fornero: ‘O passa la riforma dell’articolo 18 o il governo va a casa’” (Cor 15-4). “Passera: ‘La riforma andrà in porto ma accettiamo miglioramenti’” (Rep 16-4). “Duello Passera-Fornero, poi il bacio” (Cor 17-4). “Lavoro, riforma con modifiche” (Cor 24-3). “Monti: ‘Sulla riforma non accetto incursioni’” (Cor 25-3). “Fornero: ‘Possibili modifiche in Parlamento’” (Rep 26-3). “Monti: ‘Le aziende non assumono perché non possono licenziare’” (Rep 29-3). “Fornero: ‘Sull’art. 18 non spaccheremo il Paese’” (Rep 31-3).

ASSE - “Monti mediatore tra Merkel e Sarkozy sul ruolo della Bce” (Rep 25-11). “Merkel-Sarkozy, fiducia in Monti” (St 25-11). “Monti mediatore prova a ricucire tra Londra e Bruxelles” (St 30-1). “Obama: Usa e Italia mai così vicini” (Cor 10-2). “Monti-Obama: patto per la crescita” (Rep 10-2). “Crescita, l’asse Monti-Hollande” (Rep 15-6). “L’asse Monti-Merkel: ‘Pronti a tutto per l’euro’” (St 30-7). “Roma-Parigi, asse per l’euro” (St 1-8). “Torna l’asse Monti-Hollande: ‘Pronti a tutto per salvare Atene’” (Rep 19-8). “Conti pubblici, Monti cerca la sponda Ue” (Cor 29-8). “Consultazioni mensili ‘a tre’: verso l’asse Roma-Parigi-Berlino” (Cor 5-9).

BANDA LARGA - “Via libera alla ‘banda larghissima’” (Rep 12-1). “La svolta digitale. Internet per tutti, scuola e sanità. Ecco il piano per l’Italia on line” (Rep 6-2). Risultato: niente banda larghissima, e nemmeno larga. Cantiere. “Passera apre il ‘Cantiere Italia’ e invita i privati” (Cor 19-11).

CARCERI - “Severino: il decreto svuota-carceri salva le prigioni” (Rep 10-2). “Pronto il piano ‘svuotacarceri’: in 3300 dalle celle ai domiciliari” (Cor 14-12). A marzo, primo mese dopo l’entrata in vigore della “svuotacarceri”, il numero dei detenuti nelle carceri italiane è aumentato di 63 unità rispetto a febbraio e nei mesi successivi è arrivato a sfiorare quota 70mila.

CONFLITTO D’INTERESSI - “Severino: ‘Ragionare sul conflitto d’interessi’” (Rep 20-2). Risultato: nessuna legge sul conflitto d’interessi.

CASTA - “Indennità, 5mila euro in meno. Tra i parlamentari scatta la rivolta” (Rep 10-12). “Monti ordina tagli a convegni e auto blu” (Rep 31-12). “Dai manager alle auto blu, via ai tagli” (Cor 9-1). “Mannaia di Monti sulle auto blu” (St 14-1). “Tagli alle auto blu: ‘Usate il bus’” (Cor 14-1). “Auto blu. Un esercito di 61mila macchine. Il governo: via il 50%” (Rep 14-8). A maggio il governo tenta di acquistare 400 nuove autoblu, poi fa retromarcia quando la notizia esce sui giornali.

COSÌ CAMBIA - “Fornero: ‘Così cambierà il lavoro’” (Cor 18-12). “Fisco, casa, pensioni: così si cambia” (Cor 23-12). “Catricalà: ‘Canone e governance. Così può cambiare la Rai’” (Cor 10-1). “Famiglie e professioni, la vita cambia così” (Cor 21-1). “Monti a Obama: ‘Dovremo cambiare il nostro stile di vita’” (Cor 10-2). “Statali e sanità, così cambia l’Italia” (St 7-7). “Così cambiano le professioni” (Cor 4-8). “Così cambiano i tribunali” (Cor 11-8). “Severino: ‘Nuove regole per gli avvocati, sì a una laurea specifica’” (Cor 12-8).

CRESCITA & SVILUPPO - “Crescita e semplificazione. La nuova agenda di Monti” (Cor 28-12). “Monti, tre mosse per la crescita ” (St 30-12). “Monti: ‘Conti a posto, ora la crescita’” (Cor 30-12). “Passera: crescita, abbiamo un piano” (Cor 8-1). “Monti: ‘Così l’Italia tornerà a crescere’” (St 21-1). “Passera : ‘Ora il piano crescita e lavoro’” (Rep 22-1). “‘Crescita e lavoro, ecco il piano’. Intervista a Passera” (Rep 22-1). “Monti e Obama: ‘La crescita imperativo comune’” (St 10-2). “Monti a Obama: ‘La crescita imperativo comune’” (St 10-2). “Il premier: non vi prometto la crescita nel 2012” (Rep 25-3). “Passera, dov’è lo sviluppo? ‘Ecco la mia road map’” (Rep Affari 2-4). “Monti: adesso la crescita” (Cor 7-5). “Palazzo Chigi ora vede la svolta: ‘Il vento d’Europa fa largo alla crescita’” (Rep 14-5). “Monti rompe gli indugi: ‘Ora misure per la crescita’” (St 23-5). “‘Si sta per stringere’. Napolitano ottimista sul decreto sviluppo” (Cor 12-6). “Monti: ‘Parte l’operazione crescita, beni pubblici in vendita’” (Rep 14-6). “Piano di Monti per le cessioni” (Cor 14-6). “Crescita, l’asse Monti-Hollande” (Rep 15-6). “Monti-Hollande: uniti per la crescita” (Cor 15-6). “Monti: ‘Basta sacrifici , preparo l’Italia alla crescita’” (Rep 27-7). “Crescita, il premier dà i compiti ai ministri. Chiesti ‘dossier’ sulla sfida d’autunno” (Cor 11-8). “Monti ai ministri: subito la crescita” (Rep 11-8). “Crescita, ecco il piano Monti” (St 12-8). “Monti: così faremo crescere l’Italia” (Rep 25-8). “Tutte le misure per la crescita” (Cor 25-8).

CRONOPROGRAMMA - “Patroni Griffi: per le riforme useremo un cronoprogramma” (Cor 27-8). “Riforme, via al ‘cronoprogramma’” (Cor 29-8).

DEBITO - “Un fondo per ridurre il debito” (Cor 28-12). “La strategia d’attacco al debito” (Cor 30-12). “Una società per ridurre il debito” (Cor 23-1). “Monti prepara un piano taglia-debito” (Rep 9-8). “Spunta il commissario taglia-debito” (Cor 12-8). “Monti: ora un piano anti-debito” (St 9-8).

EQUITÀ - “Monti al Senato: ‘Sacrifici equi’” (Rep 18-11). “Monti: ‘Pagherà chi ha dato di meno’” (St 19-11).

ESODATI - “Il governo: ‘Gli esodati sono solo 65mila’. Per l’Inps sono 130.000, per i sindacati 350.000” (Rep, 13-4). “Il governo ammette: esodati più di 65mila” (Cor 14-4). “Esodati, per l’Inps sono 390mila. L’ira di Fornero” (St 12-6). “Scontro sugli esodati. L’Inps: sono 390mila” (Rep 12-6). “‘Gli esodati sono 390mila’. L’ira di Fornero” (Cor 12-6). “Fornero contro l’Inps: ‘Vertici da cacciare’” (St 13-6).

EVASIONE - “Nuovo redditometro anti-evasione” (Rep, 1-2). “Monti: lotta dura all’evasione” (St 9-1). “Monti: ‘Evasione, è stato di guerra’” (Rep 17-8).

FALSO IN BILANCIO - “Severino: ‘Falso in bilancio da rivedere’” (Rep 20-2). Risultato: nessuna legge sul falso in bilancio.

FARCELA/SALVARSI DA SOLI - “Fiducia record a Monti: ce la faremo” (Rep 19-11). “Il Professore vuole tirare diritto: ‘Se mi fermo salta tutto il Paese’” (Rep 2-12). “Monti: ‘Stiamo rischiando il baratro. L’Italia si salva solo con questa manovra’” (Rep 6-12). “Monti in aula: l’Italia non fallirà” (Rep 6-12). “Monti debutta nel salotto tv: ‘O così o stipendi a rischio’” (Cor 7-12). “Monti: l’Italia si salverà e io non sono disperato” (Cor 17-12). “Ecco perché l’Italia è tornata a sorridere” (Rep 23-12). “Passera: attenti, l’Italia resta in ‘zona mortale’” (Rep 22-1). “Monti: più vicini alla soluzione della crisi” (St 5-2). “Monti: fuori dalla zona d’ombra” (Cor 16-2). “Monti: ‘Sto qui per salvare il Paese’” (Rep 14-4). “Monti: ‘La crisi è quasi finita, c’è solo una piccola componente psicologica, siamo sollevati’” (Sole 24 Ore 1-4). “Grilli: ‘La fase acuta della crisi è superata’” (Rep 22-4). “Passera: ‘Possiamo farcela alla grande, meglio di altri’” (Panorama, 2-5). “Monti: ‘L’Italia non avrà bisogno di aiuti’” (Cor 13-6). “Monti strappa lo scudo anti-spread: ‘Ma non lo useremo’” (Rep 30-6). “Monti incassa lo scudo anti-spread: ‘In futuro potrebbe servire all’Italia’” (Cor 11-7). “Palazzo Chigi rinforza gli argini. Consulto lampo con Quirinale e Bce: ‘Preoccupati ma ce la faremo da soli’” (Rep 21-7). “Monti: potrà servirci lo scudo” (Cor 2-8). “Monti: ‘L’Italia non ha bisogno di aiuti. Abbiamo grazie al cielo uno dei bilanci più solidi d’Europa’” (Cor 3-8). “Monti: ’Salverò l’Italia dalla rovina’” (Rep 6-8). “Grilli: così usciremo dalla crisi. ‘E non chiediamo aiuti alla Bce’” (Rep 12-8). “Passera: ‘L’Italia ce la farà, ma non siamo fuori pericolo’” (Cor 17-8). “Fornero: ‘Abbiamo salvato l’Italia’” (St19-8). “Monti: ‘Vicini all’uscita della crisi’” (Cor 20-8). “Passera: ‘Anch’io vedo l’uscita dalla crisi. La luce in fondo al tunnel’” (Cor 22-8). “Parla Bersani: ‘Monti cambi passo o l’Italia non si salverà dalla crisi’” (Rep 24-8). “L’Italia può farcela da sola. Ora anche Berlino ci crede” (Cor 30-8). “Merkel: ‘Ce la farete senza bisogno di aiuti’” (Rep 30-8).

FASE 2 - “Monti avvia la fase 2, domani il Cdm” (Rep, 27-12). “Monti ai ministri: la fase due del governo” (St 29-12).

FREQUENZE TV - “Tv. Così si smonta il Beauty Contest e si crea il mercato” (Rep Affari 12-12). “Frequenze tv, l’esecutivo promette l’asta” (Cor 17-12). “Frequenze tv, la mossa del governo. Assegnazione gratuita verso il congelamento. Passera: valorizzare le risorse” (19-1). “Frequenze, via il Beauty Contest, arriva l’asta ma sarà ‘low cost’” (Rep Affari 2-4). Risultato: ancora nessun’asta per le frequenze tv, mancano persino i regolamenti.

GIUSTIZIA CIVILE - “Severino: ‘Processo civile in 3 anni’” (Cor 20-12). “Severino: ‘In 5 anni potremmo azzerare le code’” (St 26-8). “Severino: ‘Giustizia civile per la crescita’” (St 26-8). Risultato: nessuna riforma in materia di giustizia civile.

GIUSTIZIA PENALE - “Severino: per la giustizia è riforma epocale” (Rep 7-7). Risultato: nessuna riforma in materia di giustizia penale.

GUERRA - “Catania: ‘Guerra totale ai furbetti del cibo’” (Rep, 9-1). “E Monti torna in trincea” (Rep 11-4). “Bruxelles, vigilia di battaglia vera. Il piano d’attacco di Monti per il vertice Ue” (Foglio 27-6). “Monti: ‘Percorso di guerra per l’Italia’” (St 12-7). “Il premier e la crisi: per l’Italia un percorso di guerra” (Cor 12-7). “Speculazione, unità di crisi della Ue. Monti e Grilli alla battaglia d’agosto” (Rep 15-7). “Monti: ‘Evasione, è stato di guerra’” (Rep 18-8). “Scuola, la battaglia del super-concorso” (Rep 30-8).

ICI ALLA CHIESA - “Monti: sì all’Ici per la Chiesa” (Rep 15-2). “Ici, svolta sui beni della Chiesa” (St 16-2). “Chiesa e Ici, nuove regole” (Cor 16-2). “Ici, dalla Chiesa 600 milioni. Ecco la stretta sugli immobili” (Rep 17-2). “Arriva l’Ici sui beni della Chiesa” (Cor 24-2). Risultato: nessuna norma attuati-va all’annuncio di tassare i beni immobili religiosi con finalità commerciale.

LABORATORIO - “Monti vuole creare il Laboratorio Italia” (Cor 5-4).

MAXI/MEGA/SUPER-STIPENDI - “Svolta contro le doppie indennità. Stop ai cumuli per magistrati e avvocati distaccati negli uffici di governo” (Cor 14-12). “Patroni Griffi: ’Superstipendi pubblici, il tetto è pronto’” (Cor 10-1). “Manager pubblici, tetto agli stipendi senza deroghe. Retribuzioni non oltre i 310mila euro” (Rep 31-1). “Maxi stipendi dei manager, tetto solo sui contratti futuri” (Cor 29-2). “Il tetto ai manager che non arriva mai” (Cor 16-7).

Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano - 8 settembre 2012)


venerdì 7 settembre 2012

Foto di gite scolastiche e recite online (ma solo con il consenso)

Attenzione a pubblicare su Facebook o Twitter foto e filmini di recite, saggi scolastici o gite: per farlo «è necessario ottenere il consenso delle persone presenti», avverte il Garante per la privacy, che ha pubblicato un vero e proprio decalogo per la protezione dei dati personali a scuola. Le immagini di bambini e ragazzi possono essere raccolte quindi a fini personali e distribuite in famiglia o tra amici. Ma se le si vuole mettere in rete, si rischia di violare la privacy delle persone riprese.
Dura la vita tra i banchi ai tempi delle nuove tecnologie, che registrano ogni mossa di studenti e professori.

Il presidente dell'Authority, Antonello Soro, assicura che «l'obiettivo non è di sanzionare o dare prescrizioni», ma di fatto le regole sono piuttosto delimitate. A partire dagli smartphone o i cellulari: spetta alle autorità scolastiche stabilire se proibirli o limitarli, ma nel caso in cui siano consentiti possono essere usati, sottolinea Antonello Soro, solo «per scopi strettamente personali», non per diffondere immagini, video o foto sul web «senza il consenso delle persone riprese». Non c'è solo il rischio di ledere la riservatezza e la dignità delle persone: lo studente può anche incappare in sanzioni disciplinari, multe, o addirittura imputazioni. I tablet? Vanno bene, purché utilizzati «per fini didattici» o per «consultare in classe libri elettronici e testi online», mentre se vengono usati ai fini di registrazione bisogna adottare le «stesse cautele». E complicate diventano anche le possibili conseguenze di registri e pagelle elettronici: il Garante, «in attesa di poter esprimere il previsto parere», «auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza».

E non è solo la «digitalizzazione» a paventare problemi di riservatezza, come ricorda il Garante. Allora è bene ricordare che non possono essere pubblicati sui siti scolastici i nomi degli studenti che sono in ritardo con le rette per la mensa o che invece usufruiscono delle agevolazioni economiche. Che le telecamere nelle scuole sono ammesse ma possono funzionare solo negli orari di chiusura dell'istituto. Che alle aziende si possono comunicare i nomi dei ragazzi per eventuali tirocini professionali, ma solo se gli studenti lo autorizzano. Persino i temi di italiano devono essere protetti per la privacy: i professori possono chiedere racconti di vita personale, ma poi devono stare attenti se decidono di leggerne dei brani in classe.

I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato invece sono pubblici: ma l'istituto deve essere sempre accorto nel non riferire anche indirettamente dati sensibili degli studenti, come le «prove differenziate» sostenute dai portatori di handicap. E, a proposito di dati sensibili, è fondamentale, sottolinea il Garante per la privacy, che gli uffici scolastici trattino tutte le informazioni riguardanti le origine etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute degli studenti con «estrema cautela». Anche quando vengono redatti questionari di ricerca all'interno delle scuole: i ragazzi devono essere sempre informati. «Senza liberatorie e informative non potremmo andare avanti - conferma Salvatore Giuliano, preside dell'istituto Majorana di Brindisi, famoso per essere il più digitalizzato d'Italia -. Informiamo gli studenti di qualsiasi operazione che possa comportare l'utilizzo di dati, foto, video. E siamo attentissimi a tutelare i loro dati personali, a cui possono accedere solo loro o le famiglie attraverso login e password. La privacy per noi è pane quotidiano».

Valentina Santarpia (Corriere della Sera - 7 settembre 2012)


«Così ci hai chiesto di essere addormentato» - La lettera al cardinal Martini della nipote Giulia

Caro zio, zietto come mi piaceva chiamarti negli ultimi anni quando la malattia ha fugato il tuo naturale pudore verso la manifestazione dei sentimenti questo è il mio ultimo, intimo saluto.

Quando venerdì il tuo feretro è arrivato in Duomo la prima persona, tra i fedeli presenti, che ti è venuta incontro era un giovane in carrozzina, mi è parso affetto da Sla.
D'improvviso sono stata colta da una profondissima commozione, un'onda che saliva dal più profondo e mi diceva: «Lo devi fare per lui» e per tutti quei tantissimi uomini e donne che avevano iniziato a sfilare per darti l'estremo saluto, visibilmente carichi dei loro dolori e protesi verso la speranza.
Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell'agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell'importanza della buona morte.
Morire è certo per noi tutti un passaggio ineludibile, come d'altro canto il nascere e, come la gravidanza dà, ogni giorno, piccoli nuovi segni della formazione di una vita, anche la morte si annuncia spesso da lontano. Anche tu la sentivi avvicinare e ce lo ripetevi, tanto che per questo, a volte, ti prendevamo affettuosamente in giro.

Poi le difficoltà fisiche sono aumentate, deglutivi con fatica e quindi mangiavi sempre meno e spesso catarro e muchi, che non riuscivi più a espellere per la tua malattia, ti rendevano impegnativa la respirazione. Avevi paura, non della morte in sé, ma dell'atto del morire, del trapasso e di tutto ciò che lo precede.

Ne avevamo parlato insieme a marzo e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere. E così è stato. Avevi paura, paura soprattutto di perdere il controllo del tuo corpo, di morire soffocato. Se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia.

Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava, quando non ce l'hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato.

Seppure fisicamente non cosciente - ma il tuo spirito l'ho percepito ben presente e recettivo - l'agonia non è stata né facile, né breve. Ciò nonostante, è stato un tempo che io ho sentito necessario, per te e per noi che ti stavamo accanto, proprio come è ineludibile il tempo del travaglio per una nuova vita.

È di questo tempo dell'agonia che tanto ci spaventa, che sono certa tu vorresti dire e provo umilmente a dire per te. La chiave di volta - sia per te che per noi - è stata l'abbandono della pretesa di guarigione o di prosecuzione della vita nonostante tutto. Tu diresti «la resa alla volontà di Dio».
A parte le cure palliative di cui non ho competenza per dire è l'atmosfera intorno al moribondo che, come avevo già avuto modo di sperimentare, è fondamentale.

Chi era con te ha sentito nel profondo che era necessaria una presenza affettuosa e siamo stati insieme, nelle ultime ventiquattro ore, tenendoti a turno la mano, come tu stesso avevi chiesto. Ognuno, mentalmente, credo ti abbia chiesto perdono per eventuali manchevolezze e a sua volta ti abbia perdonato, sciogliendo così tutte le emozioni negative.

In alcuni momenti, mentre il tuo respiro si faceva, con il passare delle ore, più corto e difficile e la pressione sanguigna scendeva vertiginosamente, ho sperato per te che te ne andassi; ma nella notte, alzando gli occhi sopra il tuo letto, ho incontrato il crocefisso che mi ha ricordato come neppure il Gesù uomo ha avuto lo sconto sulla sua agonia.
Eppure quelle ore trascorse insieme tra silenzi e sussurri, la recita di rosari o letture dalla Bibbia che stava ai piedi del tuo letto, sono state per me e per noi tutti un momento di ricchezza e di pace profonda.

Si stava compiendo qualcosa di tanto naturale ed ineludibile quanto solenne e misterioso a cui non solo tu, ma nessuno di coloro che ti erano più vicini, poteva sottrarsi. Il silenzio interiore ed esteriore i movimenti misurati l'assenza di rumori ed emozioni gridate - ma soprattutto l'accettazione e l'attesa vigile - sono stati la cifra delle ore trascorse con te.
Quando è arrivato l'ultimo respiro ho percepito, e non è la prima volta che mi accade assistendo un moribondo, che qualcosa si staccava dal corpo, che lì sul letto rimaneva soltanto l'involucrInserisci link
o fisico. Lo spirito, la vera essenza, rimaneva forte, presente seppure non visibile agli occhi. Grazie Zio per averci permesso di essere con te nel momento finale. Una richiesta: intercedi perché venga permesso a tutti coloro che lo desiderano di essere vicini ai loro cari nel momento del trapasso e di provare la dolce pienezza dell'accompagnamento.

Giulia Facchini Martini (Corriere della Sera - 4 settembre 2012)

martedì 4 settembre 2012

Birmania, abolita dopo mezzo secolo la censura preventiva sui media

RANGOON - Da oggi i giornalisti birmani non dovranno più far passare i loro articoli al vaglio del regime prima della pubblicazione. Il governo, attraverso una nota ufficiale sul ministero dell'informazione, ha annunciato infatti l'abolizione della censura preventiva su "tutti i mass media", a partire da oggi: il provvedimento mette fine a oltre mezzo secolo di restrizioni severissime in vigore da quando, nel 1962, salì al potere la giunta golpista guidata dal generale U Ne Win.

Un notevole passo avanti per la libertà di stampa, che dovrà però superare la prova dei fatti. Restano infatti in vigore leggi restrittive sui libri e sanzioni pesanti per chi con le sue opere e i suoi scritti dovesse "attentare" alla sicurezza del paese.

La decisione sui media si inserisce nel processo riformistico avviato dal nuovo governo birmano, formalmente civile anche se guidato da un generale a riposo, Thein Sein. Le pur caute aperture hanno raggiunto il culmine con la scarcerazione di centinaia di prigionieri politici a partire dalla leader dell'opposizione non violenta, Aung San Suu Kyi, insignita nel 1991 del premio Nobel per la Pace.

I controlli sulle pubblicazioni avevano avuto un allentamento già l'anno scorso, quando la censura era stata revocata per i testi delle canzoni o delle fiabe, mentre restava in vigore per la maggior parte dei libri e per giornali, televisioni ed emittenti radiofoniche, specie se di matrice politica o religiosa.

(La Repubblica - 20 agosto 2012)



domenica 2 settembre 2012

Primarie M5S, Grillo per ora tace ma la base preme. Come la pensate? Vota il sondaggio

Mentre nel Partito democratico qualcuno ha perso la speranza, il Movimento 5 Stelle considera le primarie una tappa obbligatoria. Eppure, anche nel movimento fondato da Beppe Grillo, per le primarie non esiste ancora una data, né regole scritte. Il tema, però, è caldo. E anche se il leader non si pronuncia, alla prima festa dei cinque Stelle di Brescia, dove ieri è arrivato anche il comico genovese, ognuno esprime la propria opinione e timori. A preoccupare sono soprattutto le possibili infiltrazioni. “Avremo i nostri Scilipoti”, ha detto lo stesso Grillo ieri sera, “sarà dura”. Un problema che molti vorrebbero risolto attraverso la preselezione dei candidati a livello locale. “Dove le facce si conoscono”, spiega un attivista, “perché non basta il curriculum, bisogna avere una credibilità all’interno del movimento”. Insomma, niente outsider. E in confidenza, qualcuno ammette che nei gruppi locali le selezioni siano già partite, “ma i nomi”, chiarisce, “sono ancora top secret”. Evitare infiltrati e opportunisti è il primo errore da evitare anche per il primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti, presente a Brescia per un confronto con gli altri sindaci cinque Stelle. “Dovremo stare attenti a quelli che ci avvicinano per entrare in Parlamento”. Una volta selezionati, i candidati correranno per le primarie. “Rigorosamente in rete”, ci tengono a precisare i cinque stelle. Primarie online, dunque, ma con quali regole? Anche in questo caso i rappresentanti dei gruppi locali assicurano che il confronto è già partito e si lavora sulle proposte. “Speriamo di avere un portale un po’ più efficiente”, si augura un militante, che in caso contrario ripiegherebbe sulla vecchia piattaforma dei meetup. “Ma credo che Grillo o Casaleggio o qualche attivista di Milano ci stia già lavorando”. Insomma, i più attendono un segnale e auspicano un’assemblea nazionale dove definire in dettaglio la macchina elettorale. E, soprattutto, chi potrà votare alle primarie. “Nessuno sa chi si nasconde nella rete”, fa notare un altro attivista del movimento, “la semplice iscrizione al sito di Beppe potrebbe non bastare come requisito di garanzia”. A impensierire meno è il fattore tempo. “Ce ne è abbastanza”, assicura chi lavora nelle cucine, “e per febbraio saremo prontissimi”. Altri una scadenza preferiscono darsela: “Tutto sarà pronto entro novembre”, scommettono, “programma politico compreso”. E poi ci sono quelli che “ce lo deve dire Beppe”. Ma Beppe per ora tace. O meglio, non lo dice ai giornalisti, limitandosi a una battuta: “Quanto tempo ci diamo? Tra i sette e gli otto anni, direi”.

Franz Baraggino
(Il Fatto Quotidiano - 1 settembre 2012)





«Chiesa indietro di 200 anni »

Padre Georg Sporschill, il confratello gesuita che lo intervistò in Conversazioni notturne a Gerusalemme , e Federica Radice hanno incontrato Martini l'8 agosto: «Una sorta di testamento spirituale. Il cardinale Martini ha letto e approvato il testo».

Come vede lei la situazione della Chiesa?

«La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote e l'apparato burocratico della Chiesa lievita, i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? (...) Il benessere pesa. Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. Lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità. Quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo. Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. Dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci? Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell'istituzione».

Chi può aiutare la Chiesa oggi?

«Padre Karl Rahner usava volentieri l'immagine della brace che si nasconde sotto la cenere. Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell'amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. Dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala? Io consiglio al Papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali. Uomini che siano vicini ai più poveri e che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove. Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque».

Che strumenti consiglia contro la stanchezza della Chiesa?

«Ne consiglio tre molto forti. Il primo è la conversione: la Chiesa deve riconoscere i propri errori e deve percorrere un cammino radicale di cambiamento, cominciando dal Papa e dai vescovi. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio. Questi sono importanti per ognuno e a volte forse sono anche troppo importanti. Dobbiamo chiederci se la gente ascolta ancora i consigli della Chiesa in materia sessuale. La Chiesa è ancora in questo campo un'autorità di riferimento o solo una caricatura nei media? Il secondo la Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II ha restituito la Bibbia ai cattolici. (...) Solo chi percepisce nel suo cuore questa Parola può far parte di coloro che aiuteranno il rinnovamento della Chiesa e sapranno rispondere alle domande personali con una giusta scelta. La Parola di Dio è semplice e cerca come compagno un cuore che ascolti (...). Né il clero né il Diritto ecclesiale possono sostituirsi all'interiorità dell'uomo. Tutte le regole esterne, le leggi, i dogmi ci sono dati per chiarire la voce interna e per il discernimento degli spiriti. Per chi sono i sacramenti? Questi sono il terzo strumento di guarigione. I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto per gli uomini nei momenti del cammino e nelle debolezze della vita. Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? Io penso a tutti i divorziati e alle coppie risposate, alle famiglie allargate. Questi hanno bisogno di una protezione speciale. La Chiesa sostiene l'indissolubilità del matrimonio. È una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono (...). L'atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l'avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i suoi figli. Se i genitori si sentono esterni alla Chiesa o non ne sentono il sostegno, la Chiesa perderà la generazione futura. Prima della Comunione noi preghiamo: "Signore non sono degno..." Noi sappiamo di non essere degni (...). L'amore è grazia. L'amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?»

Lei cosa fa personalmente?

«La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall'aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l'amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l'amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».

Georg Sporschill SJ, Federica Radice Fossati Confalonieri (Corriere della Sera - 1 settembre 2012)


sabato 1 settembre 2012

E' femminile il gene della felicita'

Una nuova ricerca ha identificato, per la prima volta, il gene responsabile della felicità femminile. Lo stesso gene non esiste negli uomini. Gli scienziati della South Florida University hanno identificato il legame fra uno specifico gene, denominato monoamine assidasi A (MAOA), con le reazioni del cervello alla dopamina ed alla serotonina, sostanze chimiche connesse con gli stati d'animo positivi, come l'allegria, la serenità e la felicità. La ricerca è pubblicata sulla rivista Progress in Neuro-psychopharmacology and biological psychiatry di agosto. "Una bassa espressione del gene MAOA è correlata con stati d'animo sereni, una alta espressione invece è connessa con stati negativi come l'alcolismo, i comportamenti aggressivi e antisociali," spiega Henian Chen, a capo dell'indagine al dipartimento di epidemiologia e biostatistica dell'università americana. "Negli uomini tale correlazione è invece del tutto assente. Probabilmente ci sono altri meccanismi neurologici ancora ignoti ma comunque diversi per il cervello maschile". Lo studio ha analizzato il DNA di 193 donne e 152 uomini, approfondendo la presenza del gene MAOA in rapporto allo stato d'animo. I ricercatori avanzano anche l'ipotesi che la differenza fra la felicità maschile e quella femminile a livello cerebrale sia da ricercare nel testosterone: "Alti livelli di testosterone presenti negli uomini cancellano ogni possibile effetto del gene OMOA sul loro umore" precisa Chen che conclude : "Può essere che gli uomini siano più felici prima dell'adolescenza perché i loro livelli di testosterone sono bassi".

ANSA - 1 settembre 2012

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Monte Pellegrino visto dalla borgata di Acqua dei Corsari

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Un'immagine, un racconto

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La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)