"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

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martedì 12 luglio 2011

Passaparola: "Massimo D'Alema, il trasvolatore"

Testo:

Buongiorno a tutti, siamo nella relazione de Il Fatto Quotidiano perché questo passaparola viene registrato, oggi è venerdì pomeriggio e quindi viene registrato 3 giorni prima che vada on line il consueto lunedì, è la settimana di Tremonti che prima senza fare nulla per nascondersi dà del cretino al suo collega di governo Brunetta, interpretando un sentimento vastamente diffuso nel paese e credo anche nel mondo politico, poi viene travolto contemporaneamente dal disastro giudiziario che coinvolge colui che è stato a lungo il suo braccio destro e il suo consigliere politico Marco Milanese, un ex ufficiale della Guardia di Finanza che poi, come spesso avviene, è passato alla politica.

Tremonti: finanza e orologi - Questo Milanese ospitava Tremonti in un gigantesco appartamento a Roma per il quale pagava la bellezza di 8500 Euro di affitto al mese e quindi le disavventure di Milanese e indirettamente di Tremonti coinvolgono e trascinano le condizioni finanziarie dell’Italia di cui Tremonti dovrebbe essere il responsabile in un gorgo di speculazione di cui non conosciamo ancora, mentre vi sto parlando, gli sviluppi del momento delicatissimo in cui l’Italia deve rendersi minimamente credibile di fronte all’Europa con una manovra finanziaria che cominci a rimettere in sesto quei conti pubblici che per anni ci è stato assicurato che erano assolutamente a posto e che invece non lo erano.
Per Milanese c’è una richiesta di autorizzazione all’esecuzione di un mandato di cattura di un ordine di custodia cautelare a cui il Parlamento dovrà rispondere sì o no e come sempre è avvenuto in questi ultimi 20 anni è prevedibile che il Parlamento dirà no, Parlamento che tra l’altro continua a fare melina su altre due richieste di autorizzazione all’esecuzione dell’arresto nei confronti di un parlamentare del PD, il Sen. Alberto Tedesco e di un altro parlamentare del Pdl, il Magistrato in aspettativa Alfonso Papa. Diciamo che sta andando a finire questa seconda Repubblica come abbiamo più volte vaticinato in una gigantesca retata, stanno emergendo in questo crepuscolo dell’impero tutte le ruberie che in questi anni erano rimaste nascoste, mentre come alla fine di ogni impero, adesso è saltato il tappo e quindi da quel tappo, qua del vaso di Pandora sta uscendo di tutto e di più, stiamo assistendo anche a episodi di piccola meschineria, appartamenti, case, auto, regali, regalini, cose miserevoli, non giganteschi furti, poi certo ci sono anche i giganteschi furti come quelli degli appalti della cricca della protezione civile che invece ci sono costati un sacco di soldi e questa è la ragione per cui non abbiamo, nonostante le promesse visto approvare la legge anticorruzione, non abbiamo mai visto neanche discutere la legge sull’incandidabilità dei condannati, legge di iniziativa popolare su cui al V-day avevamo raccolto insieme a Beppe Grillo e a tanti altri, raccolto decine di centinaia di migliaia di firme.
Sono anche questi, però i giorni in cui si commemora una ricorrenza, una ricorrenza di un’intervista, pensate la forza di quell’intervista che viene ancora ricordata proprio a 30 anni di distanza, è l’intervista che il 28 luglio 1981 in pieno scandalo P2 l’allora Segretario del Partito Comunista Enrico Berlinguer rilascio a Eugenio Scalfari, nella quale Berlinguer non puntava il dito tanto sulle corruzioni, sulle concussioni, sui reati, quanto proprio sulla trasformazione, sull’involuzione del sistema dei partiti che da organizzatori del consenso, da intermediari tra noi cittadini e le istituzioni, erano diventati ciò che già lui aveva individuato 30 anni fa e ciò che oggi tutti abbiamo sotto gli occhi e cioè bande, clan dediti, prima ancora che all’appropriazione di denaro pubblico, all’opposizione dello Stato e di tutti gli spazi che sono pubblici e che quindi non dovrebbero essere occupati da associazioni private, quali sono i partiti in Italia.
Infatti Berlinguer diceva: le conclusioni, le conclusioni, le ruberie devono essere denunciate e perseguite, chi le commette deve essere messo in galera, ma qui il problema è anche a monte, anche chi non ruba comunque sta abusando del proprio potere perché occupa lo Stato, le istituzioni, gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli ospedali, le università, la RAI, alcuni giornali, questo diceva Berlinguer, la questione morale non si esaurisce nel fatto che essendoci dei corrotti nelle alte sfere della pubblica funzione bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera, la questione morale fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, partiti che sono diventati macchine di potere e di clientela scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero!
Poi all’interno di questa occupazione che è formalmente legale perché non è proibita dal Codice penale ma è costituzionalmente illegale perché la Costituzione riconosce l’esistenza dei partiti come una delle tante forme attraverso le quali si può fare politica, ma non come l’Unica e soprattutto li riconosce come gli enti privati che non hanno quindi alcun diritto di mettere le mani su ciò che è nostro, la RAI, gli ospedali le fondazioni bancarie, le A.S.L., i giornali e tutto ciò che hanno occupato nel frattempo i partiti, pensate soltanto alle Authority indipendenti che sono diventate anche esse dei terreni di caccia per la lottizzazione dei partiti. L’intervista sulla questione morale di Berlinguer non è attuale soltanto per ricorrere i 30 anni di quell’intervista, ma è attuale perché vediamo cosa sono diventati i partiti, per quale motivo l’emendamento Di Pietro dell’altro giorno che prevedeva l’abrogazione delle province è stato bocciato da una maggioranza trasversale che va dal Pdl, alla Lega, al PD, hanno votato a favore soltanto quelli che non presiedono Province e cioè i finiani di FLI e i casiniani dell’Udc , ma perché non hanno posti da difendere nelle presidenze delle Province.
La bocciatura è avvenuta perché i partiti si ritengono i proprietari anche delle province, oltre che dei comuni e delle regioni, province dove devono scaricare una parte del loro ceto dirigente facendolo pagare a noi, anche se le Province sono notoriamente inutili perché dall’inizio degli anni 70, quando furono create le regioni, si stabilì che le regioni arrivavano a sostituire le province, adesso poi ci sono in arrivo e già in cantiere le aree metropolitane, quindi abbiamo una serie di enti territoriali che rendono assolutamente inutili le province, le province che ci costano 17 miliardi l’anno, 17 miliardi l’anno non vuole dire che se venissero abolite risparmieremmo 17 miliardi l’anno, ne risparmieremmo una decina perché poi è ovvio che il personale in parte andrebbe ridistribuito negli altri enti sostitutivi e che comunque ci sono delle spese che continuerebbero a esserci perché le province gestiscono le scuole, le strade e quindi qualcun altro lo dovrebbe fare al loro posto, ma il calcolo del risparmio che avremmo ogni anno è di una decina di miliardi di Euro, stiamo parlando di 1/4 della manovra finanziaria che naturalmente non sarebbe un taglio una tantum, quello delle province, ma sarebbe un taglio strutturale perché scomparirebbero e quindi ogni anno risparmieremmo quei 10 miliardi e ne avremmo quindi per fare ciò che serve naturalmente non al ceto politico, ma ai cittadini, questa proposta è stata bocciata dai 3 maggiori partiti che ci sono in Parlamento e che sono: Lega, Pdl (i partiti di governo) e poi il PD il principale partito che chiamiamo convenzionalmente di opposizione anche se poi l’opposizione è una parola grossa!

L'opposizione delle fondazioni - Altro fatto, l’opposizione che non c’è, l’opposizione di carta velina nel momento in cui il governo è talmente sputtanato che ormai i Ministri si sputano in faccia e si danno del cretino l’uno con l’altro in pubblico, dov’è l’opposizione?Perché non produce un’immagine di alternativa credibile? Per la semplice ragione che evidentemente non se lo può permettere, quante volte ce lo siamo detto? Ancora una volta in questi giorni grazie alle indagini giudiziarie veniamo a scoprire dei particolari di una situazione, di un sistema che tutti conoscevano benissimo e cioè non solo il ritorno di tangentopoli che non è ritornata perché non se ne era mai andata, ma il ritorno a certe pratiche che accomunano ambienti e politici di centro-sinistra e di centro-destra rendendoli quasi indistinguibili, l’unica cosa che li distingue è che nel centro-destra ci sono personaggi che riescono a rubare molto di più di quello che non riescono a rubare esponenti del centro-destra, in particolare in questi giorni, proprio a proposito dell’invadenza ormai piovresca della partitocrazia, si parla di fondazioni, in particolare si parla di una fondazione, ma se ci fate caso e andate a controllate su Internet, quasi tutti i politici i leader o quelli che si credono leader, quelli che hanno un minimo di potere all’interno dei partiti di centro-destra e di centro-sinistra, hanno dietro di sé una fondazione, ce l’hanno davanti a sé come schermo, la fondazione per chi capisce di diritto molto meglio di me, è una società di un certo tipo che consente di raccogliere dei fondi per alcuni nobili scopi come quello di sviluppare un dibattito sulla politica, sull’economia, sulla società di fare ricerca, di organizzare convegni, di promuovere riviste, di pubblicare libri di editare i giornali etc. e naturalmente queste fondazioni raccolgono contributi in forma agevolata per chi li dà e per chi li riceve e soprattutto veniamo a scoprire, ma lo vediamo tra un attimo, che trincerandosi dietro la legge sulla privacy, le fondazioni che hanno dentro di sé nella loro presidenza, nel loro vertice uomini politici importanti, non rendicontano i finanziatori e i finanziamenti perché sostengono che i loro nomi sono coperti dalla privacy. Non ho gli strumenti giuridici per dire che questa scusa della privacy non ha un fondamento, può essere che la legge sulla privacy l’abbiano scritta così male, da proteggere addirittura i finanziatori di una fondazione attraverso la quale poi un politico svolge la sua attività politica, penso che se l’hanno fatta così male la dovrebbero cambiare per una ragione molto semplice che la privacy significa la tutela della vita privata di una persona, non la tutela del segreto sull’attività pubblica di una persona o di un’azienda, anche perché in Italia per legge i politici, singoli e i partiti, hanno l’obbligo per legge di dichiarare in un elenco che è pubblico alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica i nomi dei loro finanziatori e gli importi dei finanziamenti che ricevono, quindi se voi andate una Camera e chiedete l’elenco di quelli che finanziano il PD, Pdl, la Lega, l’Udc , l’Italia dei Valori etc., ve lo devono dare.
Possibile mai se se un politico crea una fondazione e quella fondazione riceve dei finanziamenti da aziende private, i finanziatori della fondazione del politico non devono essere resi noti perché coperti da privacy? ma io non voglio sapere con chi sono fidanzati questi signori, non voglio sapere chi sono le loro mogli, i loro figli, le loro cartelle cliniche, non mi interessa, quella è privacy, voglio sapere chi li finanzia e quello è un fatto anche mio, mio in qualità di elettore, mio in qualità di cittadino, se voto per quel partito o per quel politico, almeno quando si poteva votare per quello o per quell’altro politico, voglio sapere da chi è finanziato, perché abbiamo detto tante volte, se è ambientalista e è finanziato dai costruttori di inceneritori o di altri marchingegni inquinanti, lo voglio sapere se fa le battaglie per la questione morale e è finanziato da condannati o da delinquenti lo voglio sapere, se fa il pacifista e poi è finanziato dalle aziende che poi producono armi lo voglio sapere e anche se è finanziato da persone in assoluta trasparenza onestà lo voglio sapere lo stesso perché mi piace votare per qualcuno che è finanziato da gente coerente con il progetto di quel qualcuno.
Dico questo perché è venuta d’attualità una di queste fondazioni, mi concentro su questa perché è ai disonori delle cronache in questi giorni, ma il problema della trasparenza di queste fondazioni, riguarda tutte le fondazioni che hanno dentro di sé o dietro di sé dei politici, degli eletti, delle persone che devono rendere conto a noi di tutto quello che fanno in qualità di politici, tenete presente che in Inghilterra dove peraltro i politici guadagnano 1/3 di quello che guadagnano i nostri, hanno pensioni irrisorie rispetto a quelle dei nostri, i politici non solo mettono sul sito della Camera dei Comuni l’elenco dei loro finanziatori, cosa che devono fare anche i nostri, ma addirittura le pezze d’appoggio delle note spese che accollato allo Stato, dopo che è successo quel popò di scandalo su coloro che ricevevano rimborsi pubblici per delle spese un po’ allegre e molto poco documentate anche se stiamo parlando di importi irrisori di poche migliaia di sterline o di poche decine di migliaia di sterline, curiosamente da noi i finanziatori di queste fondazioni non sono noti, a meno che non vengano coinvolti in un’indagine, infatti abbiamo appreso i nomi e i cognomi di due dei finanziatori della fondazione di D’Alema e di Giuliano Amato italiani e europei proprio perché sono finiti in carcere, uno si chiama Paganelli e è un imprenditore che possiede degli aeroplani, è un’azienda aeronautica che si chiama Rotcof e che aspirava a gestire con questa sua azienda la linea aerea tra Firenze, Pisa e l’Isola d’Elba per dare modo a chi va o viene dall’Isola d’Elba di evitare di prendere il traghetto, ma di potersi prendere il suo aereo.
Paganelli, Paganelli padre e Paganelli figlio, il padre si chiama Viscardo ed il figlio si chiama Riccardo, questa Rotcof è risultata finanziare la Fondazione italiani e europei perché? Perché è finita sottoinchiesta e i Paganelli sono finiti in carcere, adesso tra un attimo vi dico perché sono finiti in carcere. L’altro finanziatore italiani e europei che abbiamo appreso grazie a un’indagine giudiziaria è un certo Pio Piccini, Pio Piccini è il fratello di Sergio Piccini, chi era Sergio Piccini? Era un signore, nel frattempo defunto che lavorava con Tanzi alla Parmalat e Tanzi ha raccontato che Piccini era quello che portava i soldi ai politici, Sergio Piccini, poi Sergio Piccini è morto e i soldi ai politici li ha portati un altro elemosiniere di Tanzi Romano Bernardoni.
Sergio Piccini portava i soldi per conto di Tanzi ai politici e poi è morto. Il fratello invece è vivo, si chiama Pio e è amministratore della Omega, ricordate lo scandalo Omega, Eutelia, quelle società, quelle scatole cinesi che arrivavano a Londra, se ne era occupato Annozero, se ne è occupato Report, se ne sono occupati i giornali, il risultato qual è? E’ che 6 mila lavoratori di Omega sono finiti senza lavoro sul lastrico e quanti articoli abbiamo dedicato allo scandalo Eutelia, allo scandalo Omega etc.. Piccini è l’amministratore di questo bel castello di carte, ma è anche un finanziatore della Fondazione Italiani europei perché Paganelli della Rotcof Aviation Italia e perché Piccini della Omega facevano pubblicità o finanziavano italiani e europei che è anche una rivista mensile, credo, perché gli piaceva la rivista? Perché pensavano che la rivista fosse molto letta? E’ una rivista sicuramente di livello, è una rivista molto di elite, perché finanziavano questa rivista della Fondazione Italiani e europei? Perché dicono loro o fanno capire loro, tenersi buoni gli uomini di D’Alema poteva servire loro per avere dei favori nelle gare e negli appalti.
Uno dei due, Piccini aspirava a aggiudicarsi l’appalto dalla Finmeccanica per la gestione delle intercettazioni giudiziarie, un amico di D’Alema, quello che raccoglieva i fondi della Fondazione italiani e europei, tale Vincenzo Morichini, ex amministratore delle agenzie Inas Italia, che era quello che si era dato da fare a proposito di una barca, la Icarus 2 di D’Alema, tant’è che alcuni hanno scritto che la barca di D’Alema la usava D’Alema ma era intestata a questo Morichini e a un altro amico di D’Alema che si chiama De Santis, questo Morichini che raccoglieva i finanziamenti per gli italiani e europei, amico decennale di D’Alema era intervenuto per aiutare Piccini a ottenere dalla Finmeccanica di Guarguaglini l’appalto per la gestione delle intercettazioni giudiziarie che, come sapete, vengono fatte fuori, vengono date in appalto a società terze perché lo Stato non se ne accolla i costi e la responsabilità, pensate in quali mani stava andando a finire il settore delle intercettazioni, grazie agli amici di D’Alema, a questo Piccini amministratore di Omega che naturalmente è stato arrestato per la bancarotta fraudolenta di Omega e arrestato per quella ha raccontato tra le altre cose, di avere finanziato italiani, europei con 30 mila Euro.
Perché? Perché serviva per introdursi in un certo ambiente e ottenere favori, l’altro Paganelli, quello della Rotcof Aviation voleva gestire la tratta aerea Firenze – Pisa – Elba, tratta aerea che poi non si è mai fatta, è stata bloccata proprio per i traffici di questi e per le inchieste che ne sono conseguite, quindi se oggi per andare all’Elba dovete ancora prendervi il traghetto come più o meno avveniva nel Medioevo, lo dovete a questi signori che hanno pasticciato e hanno fatto casino anche con tangenti, infatti il Paganelli con la sua Rotcof per avere il collegamento aereo tra la Toscana e l’Elba si era rivolto a chi? Anche lui a Morichini, quello che raccoglie i finanziari per italiani e europei e gli aveva chiesto una mano e Morichini cosa aveva fatto? Da un lato si era preso un finanziamento di 30 mila Euro anche da Paganelli per italiani e europei, dall’altro era andato a raccomandare Paganelli da un consigliere dell’Enac che è l’ente di controllo sui voli che era un certo Franco Pronzato che è uno del PD, era consigliere di Bersani quando Bersani era Ministro delle attività produttive e era membro del Consiglio di Amministrazione dell’Enac e era il responsabile per i trasporti del PD, uno che fa contemporaneamente il Consiglio di Amministrazione dell’Enac, l’ente di controllo sui voli e è anche responsabile trasporti del Partito Democratico, pensate il conflitto di interessi com’è vasto, ramificato e trasversale, Pronzato dall’Enac si dà da fare per aiutare questo Paganelli che Morichini gli ha raccomandato, naturalmente nessuno fa niente per niente, per amicizia e quindi Paganelli paga 40 mila Euro a Morichini, il quale divide la tangente, metà se la tiene, 20 mila e metà la gira a Pronzato e poi da Paganelli c’è pure il finanziamento alla rivista Italiani e europei per 30 mila Euro.

Tutti dentro i finanziatori di D'Alema - Com’è finita questa storia? Morichini è indagano per corruzione e false fatture, Paganelli quello degli aerei è stato arrestato per corruzione, Pronzato, responsabile PD per i trasporti e consigliere di amministrazione dell’Enac è stato arrestato per corruzione, Paganelli che ha pagato la tangente è stato arrestato per corruzione, Piccini era già stato arrestato per il crac di Omega, questo è il quadro complessivo.Su Il Fatto Quotidiano ci siamo permessi, mi sono permesso io, di fare qualche domanda a D’Alema, 5 domande a partire dal fatto che questi episodi non sono episodi sporadici perché dal 1993, cioè da Mani Polite, che ogni volta che scoppia uno scandalo prima o dopo, più prima che dopo, salta fuori il nome o di D’Alema o di uno dei suoi amici, nel 1993 la prima volta fu quando il pool di Mani Pulite mandò un avviso di garanzia a un certo Cesare De Piccoli che era un parlamentare Veneto, dell’allora Pds, i magistrati scrissero che aveva ricevuto una tangente, un finanziamento illecito dalla FIAT Enginering di 300 o 200 milioni di lire nel 1992 per finanziare la corrente, facente capo a livello nazionale a Massimo D’Alema, D’Alema protestò, De Piccoli disse che era innocente, dopodiché ha preso la prescrizione e l’ha portata a casa perché il reato è stato accertato dal G.I.P. che ha negato a De Piccoli il proscioglimento nel merito e gli ha dato la prescrizione, lui non è che ha rinunciato per essere assolto nel merito dall’accusa addirittura di avere preso dei soldi dalla FIAT in Svizzera, lui ex comunista, no, ha preso la prescrizione e è andato a casa.
Nel 1995 ci fu lo scandalo di Affittopoli, scatenato da Il Giornale di Feltri per ragioni se volete strumentali, può darsi, però intanto D’Alema lasciò la casa che aveva da un ente previdenziale a un affitto irrisorio e ne prese un’altra, poi nel 1994/1995 ci fu anche l’inchiesta della Procura di Bari che un imprenditore malavitoso che poi ha patteggiato addirittura per concorso esterno in associazione mafiosa con la Sacra Corona Unita, Francesco Cavallari che aveva un sacco di cliniche private in Puglia, aveva raccontato di avere finanziato politici invece di sinistra tra i quali D’Alema cui aveva dato brevi manu una busta con 20 milioni dentro a metà degli anni 80, fortuna per D’Alema che era passato troppo tempo anche in quel caso il G.I.P. di Bari dichiarò la prescrizione, ma non disse che non si sapeva se il reato c’era o non c’era, disse che il finanziamento illecito era stato accertato, ma che non si poteva procedere oltre per prescrizione, anche perché D’Alema si guardò bene anche lui dal rinunciarvi.
Poi nel 2004 ci fu lo scandalo Parmalat, il crac più enorme della storia d’Europa con Tanzi che racconta le attività frenetiche dei suoi due elemosinieri, prima Piccini e poi Bernardoni e tra l’altro dice: Bernardoni si è occupato della sponsorizzazione della fondazione italiani e europei che non ho seguito direttamente, D’Alema attraverso Minniti altro deputato dalemiano DS è stato invece finanziato da Piccini, quindi Bernardoni dà i soldi alla Fondazione italiani e europei, Piccini, dice Tanzi, finanzia D’Alema tramite l’On. Minniti, chissà se è vero, io se dicessero a me, di me ho preso dei soldi dalla Parmalat, denuncerei per calunnia Tanzi che l’ha detto, invece D’Alema e credo neanche Minniti non denunciato Tanzi per calunnia, negano semplicemente che i finanziamenti siano veri, è la loro parola contro quella di Tanzi naturalmente anche perché nel frattempo Piccini è morto.
D’Alema però non può negare le sponsorizzazioni della Parmalat a questa rivista italiani e europei che doveva essere veramente appetitosissima visto che anche la Parmalat la finanziava, infatti dice a verbale, al magistrato che lo sente come testimone che la Parmalat aveva fatto dei contratti con italiani e europei per comprare delle pagine pubblicitarie e che tra l’altro non le aveva pagate neanche tutte perché le aveva fatte per 3 anni e le aveva pagate soltanto per un anno, per il 2002, tant’è che fondazione italiani e europei si era insinuata nel passivo della Parmalat.
Nel 2006 lo scandalo delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino D’Alema c’è anche lì con le sue telefonate entusiastiche a Consorte e quando la Clementina Forleo, il G.I.P. di Milano chiede al Parlamento europeo, prima italiano e poi europeo l’autorizzazione a utilizzare anche nei confronti di D’Alema per eventuali concorsi nell’aggiotaggio contestato a Consorte, il Parlamento italiano, manda tutto al Parlamento europeo, il Parlamento europeo destra e sinistra insieme tutti amorevolmente affratellati vota l’immunità e cioè dice ai magistrati che non possono utilizzare le telefonate in cui D’Alema parla a Consorte di una scalata occulta e ritenuta illegale dai magistrati.
Nel 2009/2010 tutti gli scandali pugliesi coinvolgono persone che sono considerate molto vicine a D’Alema, dall’ex Assessore alla sanità Tedesco, al Vicepresidente della Giunta Vendola Frisullo, Frisullo finisce in galera, Tedesco lo mandano in Parlamento poco prima che i giudici decidano di mandarlo in galera e poi ci sono gli scandali degli ultimi giorni, dai quali oltre a quei finanziamenti strani di 30 mila Euro da Piccini e di 30 mila Euro da Paganelli alla fondazione c’è pure un’altra notizia e cioè che Paganelli tramite Morichini aveva prestato i suoi aerei per far volare D’Alema, D’Alema non li ha pagati quei voli e uno di quei voli, almeno 1 è servito a D’Alema per fare campagna elettorale, capite che se uno fa la campagna elettorale si deve pagare l’aereo e un altro fa campagna elettorale e non si deve pagare l’aereo, quello che non si deve pagare l’aereo è avvantaggiato, perché? Perché è un modo comunque per finanziare una campagna elettorale quello di regalarti i voli aerei.
D’Alema ci ha risposto dicendo che gli aerei li aveva pagati Morichini, il suo amico che raccoglieva i finanziamenti per la Fondazione, il problema è che non li ha pagati D’Alema e non li ha pagati il PD e quindi c’è evidentemente un avvantaggiarsi di un volo gratis e bisognerebbe anche domandarsi perché Paganelli dà i voli gratis a D’Alema e poi finanzia la Fondazione italiani e europei e poi paga Morichini e Pronzato per avere i loro favori per ottenere la gara sulla tratta dell’Isola d’Elba, bisognerebbe domandarsi per quale motivo c’è questa fiumana di persone che decidono di finanziare ambienti vicini a D’Alema così per spirito missionario o perché in cambio avevano un tornaconto.
Su tutte queste vicende abbiamo posto 5 domande, 5 “dalemmi” li abbiamo chiamati a D’Alema buttandoli così, come si fa con i messaggi in bottiglia perché i politici italiani di solito non ti rispondono oppure ti insultano, oppure ti denunciato: 1) come ha potuto la Fondazione italiani e europei accettare contributi da un personaggio o già chiacchierato come Piccini, poi arrestato per bancarotta dopo avere gettato sul lastrico 6 mila lavoratori di Omega? 2) Piccini e Paganelli dicono di avere finanziato italiani e europei per essere favoriti in gare e appalti, non crede Presidente D’Alema di dover restituire quei contributi prima che la accusino di fare politica con soldi sporchi? 3) Francesco Cossiga dopo avere volato gratis con la Parmatour, la compagnia aerea della Parmalat quando venne fuori restituì alla Parmalat l’importo dei viaggi, non dovrebbe farlo anche lei con i voli gratuiti dei passaggi aerei da Paganelli e Morichini? Perché? Perché ogni passaggio aereo aveva un valore di 6 mila Euro, per 5 fa 30 mila Euro, sarebbero dei soldi che lui avrebbe dovuto pagare per quei viaggi se avesse pagato. 4) lo sa che mentre lei vola sul bimotore di Paganelli gli elbani continuano a viaggiare in traghetto perché i maneggi sull’appalto Enac hanno bloccato la linea aerea Firenze – Pisa – Isola d’Elba? 5) posto che i parlamentari devono dichiarare le loro fonti di finanziamento, posto che lei svolge la sua attività politica tramite la fondazione italiani e europei, posto che le indagini ne hanno svelato 3 finanziatori di quella fondazione: Tanzi, Piccini e Paganelli, tutti regolarmente finiti in galera, non è il caso di rendere pubblica la lista concreta dei finanziatori di italiani e europei, così magari nell’eventualità viene fuori pure qualche incensurato? Queste erano le domande che avevo posto incredibilmente e lodevolmente D’Alema ci ha risposto, la risposta la trovate su Il fatto Quotidiano, come trovate anche le obiezioni che gli abbiamo fatto accompagnate da un invito a venirci a trovare in redazione per un bel forum al quale possono partecipare non soltanto il sottoscritto, ma anche gli altri colleghi come Ferruccio Sansa, Marco Lillo, Antonio Massari che stanno seguendo le indagini nelle quali sono coinvolti uomini molto vicini a Massimo D’Alema.

Credo che proprio per questa ragione l’intervista di Berlinguer sulla questione morale è particolarmente attuale e quindi anche questa sul nostro sito de Il Fatto Quotidiano, ma anche Beppe Grillo l’ha pubblicata sul suo blog qualche mese fa, va riletta integralmente e soprattutto va domandato agli esponenti politici e ciascuno di noi qualcuno lo incontra a convegni etc., com’è stato possibile che Berlinguer 30 anni fa avesse capito tutto, avesse denunciato tutto e poi i suoi eredi invece di raccogliere la sua eredità l’abbiano dispersa preferendo l’eredità di Craxi? Telese l’altro giorno in un bell’articolo ha ricordato che tutti gli ultimi leader del Partito Democratico hanno fatto capire o dichiarato esplicitamente che Berlinguer rappresentava il vecchio, mentre Craxi rappresentava il nuovo, sarà un caso ma il partito di Craxi è morto e sepolto, mentre il partito di Berlinguer di cui loro continuano a beneficiare, sia pure per ragioni di memoria e abusivamente, è tutt’ora vivo e vegeto, l’ex PC oggi si chiama Partito Democratico con l’aggiunta di qualche democristiano, mentre l’ex Psi non esiste più, è stato raso al suolo, il che già dimostra che il vecchio era Craxi e il nuovo con tutti i suoi difetti, i suoi errori politici, ma non morali, era Berlinguer e in ogni caso se il nuovo è Craxi, io personalmente preferisco il vecchio e cioè Berlinguer e penso che se Berlinguer fosse il Segretario del Partito Democratico, molto probabilmente l’altro giorno avrebbe fatto votare i suoi per l’abrogazione delle Province e oggi pubblicherebbe su Internet i finanziatori della fondazione italiani e europei, passate parola!

Marco Travaglio (Passaparola dell'11 luglio 2011)


lunedì 11 luglio 2011

25° CABEL - "CABEL IERI, OGGI, DOMANI CAMBIAMENTO E SVILUPPO" - Indirizzo di saluto del Presidente di Cabel Holding srl Giovanni Pagliai

Benvenuti e grazie per aver accolto il nostro invito a partecipare a questo meeting che vuol ricordare la nascita della nostra società nel 25° anniversario della sua fondazione, ma che è anche occasione di incontro con il nostro mondo.
Era il 1985, Cabel nacque per iniziativa di un gruppo di uomini (Acerbi Sergio, Bargellini Marcello, Severi Giorgio, Benigni Mauro, Lovito Francesco, Ciacialli Pier Giuseppe, Giuliani Fabio, Viviani Paolo) che facevano capo a tre piccole banche cooperative del nostro territorio, sotto la spinta di un bisogno di autonomia e di libertà, per uscire da logiche a loro parere influenzate in larga misura da passioni politiche e di potere.
L’iniziativa certamente coraggiosa e anche a posteriori lungimirante poteva apparire agli occhi di terzi al limite del buon senso considerato il potenziale delle tre banche promotrici e le caratteristiche del territorio in cui operavano dominato da ben cinque Casse di Risparmio, allora in piena forma nonché dal Gruppo MPSI.
Comunque il miscuglio di sano provincialismo, ideologia, coraggio, determinazione, capacità, furono una miscela vincente che ha decretato il successo della iniziativa. La storia ha dato, infatti, ragione a Cabel insieme alle Banche promotrici e a quelle che mano a mano si sono avvalse del servizio. Tutte sono cresciute, raggiungendo una posizione di prestigio sul mercato.
Significativo che sin dall’inizio fosse stata scelta la soluzione “impresa”, aperta al mercato ed alla libera concorrenza, in luogo della più comoda e tranquilla forma consortile che avrebbe avuto, fra l’altro, il pregio dei costi coperti a piè di lista. La sfida al mercato fu prova di coraggio, ma anche apertura alla qualità ed all’efficienza. Il successo di Cabel, dato il livello qualitativo raggiunto, sarebbe stato indubbiamente maggiore se avesse potuto operare in un mercato libero, aperto e competitivo, anziché in un mercato quale quello dei servizi alle Banche,limitato, condizionato e orientato, in larga misura, da fattori esogeni e non economici, quali l’appartenenza ai gruppi, le influenze di posizioni di potere, etc…
L’apertura al mercato è stata, quindi, indubbiamente, uno dei fattori che ha spinto la qualità dei prodotti e servizi Cabel: competizione, innovazione, ricerca, efficienza, sicurezza, sviluppo tecnologico, ascolto attento dei bisogni e delle esigenze della clientela. Questi i valori premianti che hanno consentito ad una azienda piccola di farsi valere, di imporsi e di costruire un gruppo ampio e articolato che copre un po’ tutte le esigenze della clientela.
Come sempre è la capacità degli uomini che accettano la sfida ed il rischio della competizione, il fattore vincente delle iniziative. Qui il pensiero ed il cuore di tutti noi corre veloce agli uomini e alle banche promotrici e soprattutto a Paolo Viviani che, sino alla morte, avvenuta praticamente sul lavoro, fu l’animatore e la guida di questa straordinaria avventura. Vogliamo comunque rifuggire da ogni sentimentalismo auto celebrativo. Le nostre capacità sono valutate dal mercato e dalla nostra clientela, che soli possono determinare il nostro futuro.
Siamo qui per ricordare un evento, una iniziativa coraggiosa e di successo, ma soprattutto per sottolineare l’oggi, quello che siamo ora, la nostra voglia di migliorare, la nostra capacità di servizio, di fornire ai nostri clienti prestazioni di qualità e competitivi sotto ogni aspetto compreso il prezzo, per sottolineare lo spirito di umiltà che deve spingerci alla ricerca della qualità e della innovazione con la consapevolezza che Voi, solo Voi, potete valutare ed attestare.
Il nostro core busines è l’information technology: - fornito da Cabel Industry - quindi noi lavoriamo essenzialmente sui processi e forniamo alle Banche il cuore del sistema. Ad esso, come detto, si aggiungono una vasta gamma di prodotti e servizi offerti dalle società del gruppo.
Dal grado di soddisfazione dei nostri clienti, dalla nostra capacità di stare al passo dei tempi, di prevedere ed anticipare l’innovazione ed il cambiamento si misura il nostro livello di affidabilità. Per quanto ci riguarda confessiamo l’immodestia di sentirci tranquilli ed all’altezza dei tempi, grazie anche al valore dei nostri tecnici ed operatori. Gli interventi che seguono, che mi auguro sintetici ed essenziali, entreranno nel concreto della iniziativa e delle innovazioni di processo e di prodotto che stiamo mettendo a punto e dimostreranno quanto sopra Vi ho detto.
In questi ultimi due anni abbiamo anche operato in modo incisivo sulla struttura del gruppo per renderla più efficiente, accorciando la linea del comando, sopprimendo alcune società, creandone delle nuove, in particolare per la formazione del personale e per la gestione delle carte di pagamento. Il centro del nostro sistema rimane, però, Cabel Industy SpA che è stata aperta anche alla partecipazione di banche clienti. Guardando avanti si apre la prospettiva di dar vita, nell’area che si allarga da questo fabbricato ad un polo tecnologico che darebbe alla città di Empoli grandi opportunità. Vedremo quali potranno essere gli sviluppi. Lascio ora la parola ai Responsabili dei vari settori certo che diranno cose utili a farvi capire chi siamo. Chiuderà il dibattito l’Amministratore Delegato Dott. Daniele Corsini,presidente di Cabel Industry, una acquisizione relativamente recente che ha rafforzato il nostro gruppo portando preparazione, cultura, coraggio, iniziativa.
Per concludere, questa volta abbiamo voluto lasciare spazio alla fantasia , ci siamo lasciati guidare da essa. Abbiamo voluto mettere insieme tecnica, qui ora, arte, stasera, e scienza domani mattina. La serata proseguirà quindi con un concerto e un buffet nell’ambiente più suggestivo che Empoli possa offrire e raccomando di essere puntuali alle 20,30 – 20,45. Domani mattina, ore 10,30 saremo ancora qui per ammirare macchine di scienza che sono state prodrome dello straordinario sviluppo della conoscenza e della scienza dell’uomo moderno che pur con tutte le contraddizioni che ancora lo connotano, ha fatto nell’ultimo secolo un prodigioso balzo per capire qualcosa di più delle straordinarie leggi che regolano l’universo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, e che segnano il destino ultimo dell’uomo.

Giovanni Pagliai

venerdì 8 luglio 2011

“Leghista ante litteram”


Agli inizi degli anni ottanta lavoravo a Ravenna e qui c’era un collega di mezz’età, dai capelli rossicci, che quando m’incontrava esternava sempre considerazioni contro i terroni, le più svariate, camuffandole talvolta a mò di battuta in presenza di altri colleghi indigeni. Dopo qualche tempo constatai che veramente si trattava di un bonario “leghista ante litteram”. Un’altra sua abitudine era quella di raccontarmi delle barzellette - sempre a sfondo razzista - e la cosa che lo lasciava esterrefatto era che, se la barzelletta era buona, io reagivo ridendo di cuore. Capitò che arrivò, finalmente per me, il sospirato trasferimento in Sicilia e mi accinsi ai saluti di commiato. Lui mi affrontò in modo serio dicendomi: “in tutto questo periodo tu mi hai preso per il c…, in fondo non sei un meridionale puro, sicuramente qualcuno dei tuoi antenati non era del sud d’Italia”; gli assicurai che si sbagliava, ma sapevo che in cuor suo restava fortemente convinto della sua ragione.

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Nel paese del doppio diritto

Il 19 febbraio del 1998 il Tribunale di Monza mi riconobbe colpevole di diffamazione nei confronti del deputato Teodoro Buontempo perché in un articolo pubblicato per l’Indipendente il 6 febbraio 1996, mentre si preparava un ‘governo ammucchiata’ a guida di Maccanico (tentativo poi abortito), avevo scritto che mi sembrava “un pateracchio dove lo stupratore Buontempo sta con la femminista chic Sandra Bonsanti”. ‘Stupratore’ non lo intendevo in senso letterale, ma ironico evidenziato dalla contrapposizione con la ‘femminista chic’. Peraltro lo stesso Buontempo in un’intervista concessa a Francesco Merlo proprio quel 14 febbraio 1994, e ripresa poi da vari giornali, aveva dichiarato: “Uno di questi giorni prendiamo Casini qui in aula e lo stupriamo. E quando dico stuprare non lo intendo in senso metaforico ma letterale”.

Ma la giudichessa di Monza, che alla parola ‘stupro’ aveva rizzato le sue orecchie femministe, non riconobbe valide le mie ragioni e mi condannò. Nel civile, a differenza del penale, le sentenze sono, in linea di massima, immediatamente esecutive. Prima paghi, poi, se del caso, ti appelli. Così fui condannato a pagare seduta stante, sia pur con la formula della provvisionale, circa venti milioni all’onorevole Buontempo per i danni morali che gli avevo arrecato. Venti milioni, dirà il lettore, non sono poi gran cosa. Dipende. Per un’impresa, certo, sono quasi niente, per un cittadino normale pesano parecchio. Nel mio caso (siamo nel 1998) corrispondevano a quattro mesi di stipendio. Cioè, per quattro mesi io avevo lavorato a vuoto, a favore di ‘er pecora’. Pagai. Col fegato in mano, ma pagai. Com’era doveroso. Poi feci Appello. Con sentenza del 6 febbraio 2004 la Corte d’appello di Milano mi assolse “Perché il fatto non costituisce reato”. Chiesi quindi a Buontempo la restituzione dei miei soldi. Ma l’onorevole, poiché in Italia non c’è mai nulla di definitivo, mise in campo mille gabole pur di non restituirmi denari per cui non aveva più titolo, cavilli fantasiosi e improponibili il cui senso era: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e sempre sia lodato quel fesso che ha pagato”. Furioso, scrissi sul Gazzettino una ‘lettera aperta’ al presidente della Camera, che in quel momento era proprio Pier Ferdinando Casini, dicendo che un comportamento del genere era indegno di un parlamentare della Repubblica (santa ingenuità). E alla fine, poiché le leggi alle volte esistono, sempre che qualcuno non le cambi in corso d’opera, ‘er pecora’ fu costretto a restituire il maltolto. Quando il 3 ottobre 2009 il giudice Raimondo Mesiano (quello tallonato dalle Tv berlusconiane che gli attribuivano evidenti segni di squilibrio mentale perché indossava calzini turchesi e fumava una sigaretta, da solo, sulla panchina di un giardino) condannò la Fininvest a risarcire con 750 milioni di euro la Cir di De Benedetti per il Lodo Mondadori, truccato a favore del Cavaliere dal giudice Metta, rimasi sorpreso nell’apprendere che la quasi automaticità dell’esecutività del giudizio di primo grado valeva solo per i poveri cristi, mentre al di là di certe somme valeva un’automaticità di segno opposto, prima si fa appello poi, forse, si paga.

Il codicillo inserito all’ultimo momento, e di nascosto, dal governo Berlusconi nella Finanziaria spostava l’esecutività delle sentenze civili, sempre quando sono in ballo certe somme, dall’Appello alla Cassazione rimandando così ulteriormente il risarcimento alla Cir (sono passati 21 anni dal Lodo Mondadori). Non è la prima volta che un codicillo che fa l’interesse privato di qualcuno è inserito all’interno di una legge di valore generale senza che con questa abbia nulla a che fare.

Mi ricordo che quando facevo l’impiegato alla Pirelli un collega dell’Ufficio legale mi fece vedere il lungo testo di una legge fortemente voluta dal ministro del Tesoro Bruno Visentini che era anche presidente onorario dell’Olivetti. Il collega mi disse: “Lascia perdere tutto il resto, è messo lì solo per parata, per confondere, leggi solo le quattro righe che ho sottolineato con l’evidenziatore. Leggile con attenzione. Sono le sole che contano”. Quelle quattro righe davano miliardi all’Olivetti. Eravamo nei primissimi anni Settanta. Come si vede il conflitto di interessi, con le relative truffe legalizzate, non nasce oggi. Ma è la prima volta che si è osato inserire un codicillo ‘ad personam’ in una Finanziaria, la legge più importante per un Paese. Mettendo il presidente della Repubblica in una ‘fourchette’: se firmava avallava una mostruosità giuridica, se non lo faceva ritardava di giorni provvedimenti che, soprattutto in un momento di crisi come questo, sono quanto mai urgenti. Se si aggiunge che il codicillo è stato inserito a pochissimi giorni dalla sentenza di Appello che deve decidere sul risarcimento alla Cir il quadro è completo. La manovra è stata così smaccata e maldestra, nascosta agli stessi ministri, che questa volta persino Berlusconi ha dovuto fare un passo indietro e ritirare la leggina ‘ad personam’. Ma si può star sicuri che ci riproverà. Nel frattempo, come Buontempo, troverà tutti i possibili cavilli per non pagare. Poi, passata la buriana, varerà una legge consimile, con validità retroattiva, magari con qualche ritocco di facciata come ha fatto mille volte sotto il naso dello svampito Napolitano. Infatti non ha rinunciato ad affermare, pur nel pieno della tempesta, che “la legge è giusta, sacrosanta, va nella direzione giusta”. E, in un certo senso, ha ragione. La legge va in una direzione presa da tempo nel nostro Paese: quella di un doppio diritto. Uno, implacabile, per i cittadini comuni, e un altro, di manica larghissima, per ‘lorsignori’. Tanto nel civile che nel penale dove per i Vip vige il più peloso ‘ipergarantismo’ e la presunzione d’innocenza è sacra fino a quando siamo tutti morti, mentre per i reati da strada, quelli commessi dai poveracci, vale il principio, espresso soprattutto da un centrodestra alla Santanchè ma anche da molte suorine di sinistra: “In galera subito e buttare via le chiavi”. È la vecchia, cara, schifosa, giustizia di classe. Per questo la legge che tutela i debitori ricchi mentre penalizza quelli poveri, che non possono opporsi a Equitalia, prima o poi si farà.

Massimo Fini (Il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2011)


lunedì 4 luglio 2011

Gaber e la partecipazione - Guido Harari

Gli italiani fanno a meno dei partiti

Testo: Buongiorno a tutti, allora il nostro governo ha voluto rimanere nell’illegalità fino all’ultimo istante e poche ore fa con le urne ancora aperte e con il quorum ancora da raggiungere, c’è oltretutto il pasticcio del voto degli italiani all’estero causato dalla legge che all’ultimo momento aveva cambiato le carte in tavola sul nucleare rendendo così superata la scheda in materia nucleare votata dagli italiani all’estero a partire da due settimane fa, il Ministro Maroni e il Presidente del Consiglio Berlusconi hanno annunciato che il quorum è stato raggiunto, così da scoraggiare chi deve andare a votare a farlo, seminando rilassamento nell’elettorato e magari tenendo a casa qualcuno che in caso contrario invece si sarebbe precipitato alle urne, dato che sono le 14 e c’è ancora un’ora di tempo per votare.

Vincono i cittadini, vince la Rete - Vorrei dire che non è affatto detto che si sia superata quella soglia di sicurezza, di garanzia tale da rendere vano l’eventuale scorporo dei voti all’estero e quindi abbiamo ancora un’altra chi non lo ha fatto e ci sta seguendo in diretta streaming sul blog di Grillo e sugli altri blog, per favore vada a votare e porti chiunque conosca a andare a votare.
Detto questo i dati che abbiamo visto ufficiali di ieri sera segnalano che si possono comunque dare per scontate le cifre che nessuno tra i sostenitori del non voto aveva previsto alla vigilia e cioè che la maggioranza degli italiani in Italia è andata a votare per i quattro quesiti, tra l’altro quesiti che hanno una partecipazione praticamente identica e dato che è impossibile che siano andati a votare soltanto gli elettori del centro-sinistra, questo vuole dire che sono andati a votare anche degli elettori della Lega e del centro-destra e hanno ritirato e compilato, non sappiamo come, anche la scheda sul legittimo impedimento, quella che riguarda la persona dell’imputato Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, questo naturalmente ci consente di tirare delle prime conclusioni politiche anche se non sappiamo ancora di quanto si è superata la soglia di quel 50% più 1 e quindi per questo dico che dobbiamo utilizzare molto bene quest’ultima ora che ci rimane, proprio perché se già come dice Maroni è stato raggiunto il quorum anche al netto degli italiani all’estero, è un’occasione di più per sfondare la soglia di quel 55% che è una soglia di sicurezza e per far dilagare proprio questo sì, questo gigantesco sì, se invece non è stata ancora raggiunta è un’occasione per raggiungerla e per non darla vinta a quelli che fino all’ultimo illegalmente hanno voluto rompere il silenzio elettorale non essendo dei cittadini comuni, ma essendo rispettivamente il Ministro dell’Interno e il Presidente del Consiglio, dico illegalità perché tutta la campagna elettorale si è svolta nell’illegalità più assoluta, pensiamo soltanto al mondo dell’informazione, quella che chiamiamo mondo dell’informazione, informazione di regime naturalmente, il Tg1 ne ha combinate di tutti i colori, è riuscito a sbagliare la data dei referendum, è riuscito a taroccare persino il meteo l’altra sera alle previsioni del tempo, si diceva che era previsto per domenica un tale bel tempo da giustificare una bella gita, questo è il servizio pubblico radiotelevisivo, primo canale RAI uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti, andate al mare, ci mandavano a dire i trombettieri di regime, addirittura nelle previsioni del tempo, per non parlare naturalmente della censura vergognosa applicata dal telegiornale di Minzolini, dal Tg2, dal Tg5, dal Tg4, dal Tg di Studio Aperto pensate che secondo Media analysis, dall’inizio di quest’anno fino al 31 maggio nei 7 principali telegiornali nazionali si è parlato del quesito referendario sul nucleare, il più popolare, il più sentito dalla gente soltanto in 81 notizie, stiamo parlando di 5 mesi, 5 per 3 15, 150 giorni, pensate quante edizioni di queste 7 telegiornali vanno in onda in 150 giorni, parliamo di alcune migliaia di edizioni, 81 notizie soltanto dedicate al quesito sul nucleare, 11 al Tg1, 15 al Tg2, 28 al Tg3, 3 al tg4, 7 al Tg5 una sola a Studio Aperto, 16 al Tg di La 7 che non a caso sfonda gli ascolti non perché sia particolarmente penetrante, semplicemente perché è solito di tanto in tanto dare le notizie. Illegalità di ogni genere, illegalità con l’appello al non voto da parte del Capo del Governo, l’Art. 48 se non erro della Costituzione stabilisce che il voto è un dovere civico, dopodiché nessuno finisce in galera perché non va a votare, ma che il Capo del Governo inciti la gente a contravvenire a un dovere civico previsto dalla Costituzione, anche questo dà il segno dell’illegalità nella quale abitano le nostre istituzioni e quando ieri, domenica il Presidente della Repubblica Napolitano è andato a votare, da che mondo è mondo, si mostrano le immagini delle massime autorità dello Stato che infilano la scheda nell’urna, ieri per la prima volta molti telegiornali hanno fatto finta che ciò non fosse accaduto, per evitare l’effetto emulazione, perché se si mostra Grillo che va a votare uno dice: oddio, ho paura di Grillo, quel rivoluzionario qualunquista, dice anche dei vaffanculo, ma se uno mostra Napolitano che mette la scheda nell’urna, molta gente timorata di Dio, dirà: oddio ma allora si può andare a votare, non è eversivo andare a votare, infatti non ci hanno mostrato Napolitano che andava a votare, illegalità assoluta, eppure contro tutto e contro tutti la maggioranza degli italiani in una splendida domenica di sole e in un lunedì mattina sono andati a votare, contravvenendo agli ordini e quando non agli ordini, i desideri della stragrande maggioranza dei partiti che questi referendum non li hanno voluti, state attenti alcuni li hanno cavalcati negli ultimi giorni quando hanno annusato che poteva farsi il quorum, alcuni altri più furbi hanno cominciato a cavalcarli dopo l’incidente di Fukushima quando hanno annusato che almeno quello del nucleare poteva raggiungere il quorum e che quindi si sarebbe potuto trascinare dietro gli altri, ma quando è iniziata questa battaglia e cioè 2 anni fa, nessun partito, salvo chi ha proposto quei referendum e cioè l’Italia dei Valori per quanto riguarda il referendum sul nucleare e il referendum sul legittimo impedimento e poi i referendum sull’acqua che però sono stati scavalcati da quelli dei comitati per l’acqua pubblica che non sto qui a enumerare perché per fortuna sono tantissimi, a parte queste forze che all’inizio hanno reso possibili questi referendum, nessuno dei grandi partiti ha aiutato la raccolta delle firme, anzi l’hanno sabotata la raccolta delle firme e se andate su Internet troverete delle meravigliose dichiarazioni dei leader tanto del Pdl, quanto del PD, quanto della Lega che ridevano a quei poveri ingenui, illusi, a quelle animucce candide che pensavano di poter fare il quorum, anzi dai vertici del PD, quelli che sono abituati a perdere sempre tutte le elezioni importanti e a mancare sempre tutti gli appuntamenti importanti con i cittadini, partivano grandi lezioni a Di Pietro e agli altri con il ditino alzano “state attenti perché se fate un referendum e poi il referendum non fa il quorum – e questi non faranno il quorum – darete a Berlusconi la possibilità di vincere” in realtà chi ha dato per 17 anni la possibilità di vincere a Berlusconi sono questi dirigenti del centro-sinistra con i quali, come diceva Nanni Moretti nel 2002, non si vincerà mai! Infatti hanno perso un’altra occasione d’oro per vincere come l’hanno persa disertando il Pala Vobis nel 2002, come l’hanno persa disertando tutti i girotondi nel 2002 e nel 2003, come l’hanno persa disertando il movimento contro un certo tipo di globalizzazione, disertando il G8 di Genova, disertando le successive manifestazioni di Firenze, dei no global etc., come l’hanno persa non solo disertando, ma addirittura contrastando armi in pugno il movimento No Tav, il movimento No dal Molin, il movimento No Ponte, tutte le volte in cui le piazze si riempivano, comprese le volte in cui c’erano manifestazioni con la guerra in Iraq e in Afghanistan il vertice, il politburo del PD stava fuori o stava addirittura contro quei cittadini e adesso è stato prima contro e poi fuori anche questa grande mobilitazione che ha portato la maggioranza degli italiani, vedremo di quanto maggioranza, tra qualche ora a votare sì contro l’acqua privatizzata, la gestione dell’acqua privatizzata, contro le centrali nucleari e contro il legittimo impedimento, un’altra occasione mancata da questi perditori professionisti che ogni tanto si travestono da vincitori, oggi vedremo di nuovo qualcuno di questi leader che stampa lo Champagne, perché? Perché negli ultimi giorni si sono aggregati a un carro che non avevano voluto e anzi avevano contrastato. Mi sono ritagliato perché certe cose vanno ritagliate, alcune pagine dei giornali sconfitti, questo è Libero, il sondaggista Piepoli al 50% il quorum non si raggiungerà, bravo Piepoli, datti alle previsioni del tempo! Vogliono colpire il Cavaliere e la natura contro il referendum, Libero, poi le prime pagine di Libero facciamo saltare il referendum, meglio non votare state a casa, stanno a casa anche loro, referendum no grazie, legittimo impedimento il referendum più inutile, Filippo Facci Libero, voto a perdere la presa in giro, se ai referendum vincono i sì la bolletta energetica rincarerà, l’acqua resterà ai privati, Silvio dovrà presenziare a un’udienza in più e gli elettori saranno stati usati e gettati ancora una volta! Ecco quei coglioni degli elettori non devono andare a votare! Risultato ci sono andati in massa, anche per dire no a questo modo di fare “giornalismo”. Questa dunque è a sconfitta di tutte queste muffe che abbiamo appena enumerato, di chi è la vittoria? La vittoria è di quelli che si sono battuti fin dall’inizio e quindi è la vittoria per parlare di politica dentro il palazzo di Di Pietro e della sua gente che ha raccolto le firme e poi fuori dal palazzo naturalmente è la vittoria di Grillo, Celentano, di qualche giornale, chi aveva cominciato prima come Il Fatto Quotidiano, chi è arrivato subito dopo come L’Espresso, chi è arrivato un po’ più in fondo come Repubblica, è la vittoria di chi ha dato spazio in televisione ai referendum fin dall’inizio come Michele Santoro che non a casa sarà l’unico, ve lo assicuro, a non andare in onda sulle reti RAI a partire da settembre. Tra i giornali che hanno fatto campagna per il no a parte un articoletto a favore del sì sul legittimo impedimento si segnala anche Il Corriere della Sera che oggi prende una legnata storica, perché? Perché purtroppo questi grandi giornali salvo rare eccezioni sono fatti da gente che non esce per strada, che non prende il treno, che non prende mezzi pubblici, che non va in mezzo alla gente, che non annusa quello che sta succedendo e che quindi ogni volta che succedono casi come quelli che stanno succedendosi in queste ultime settimane, rimangono stupefatti, attoniti, increduli, perché? Perché non sono più abituati a confrontarsi con la realtà, vivono in un mondo virtuale, autoreferenziale, si parlano tra di loro e fanno i giornali per sé stessi e per i loro amichetti, editori, non per i loro lettori che infatti sempre più li stanno abbandonando. Guardate che il miracolo che sono riusciti a fare tutti questi signori è notevole nel giro di due settimane, sono riuscite a far eleggere un comunista a Milano, Pisapia città Milano dove mai c’era stato un sindaco comunista, c’era stato uno Borghini che veniva dal partito Comunista ma era diventato nel frattempo socialista, sono riusciti a far eleggere un magistrato De Magistris a Napoli, città che ha il record europeo per numero di delitti, in massa hanno votato per un magistrato e adesso l’ultimo miracolo, dal 1995, da quando il potere di Berlusconi si è consolidato dopo un anno di pre- regime, il suo primo governo è durato soltanto 8 mesi, dal 1995 in avanti non si era mai fatto il quorum e dire che di referendum se ne erano fatti tanti, anche importanti, anche sulla legge elettorale perché lui aveva stabilito un modo diverso di fare politica, lui e gli altri, lui e noi e quindi dato che a lui i referendum non interessavano, la gente in anestesia totale come diceva Montanelli, è rimasta per 16 anni soggiogata da quell’incantesimo, è inutile andare a fare i referendum, ci pensa lui a noi, adesso finalmente è tornata la democrazia, non è più lui noi, ma siamo noi senza lui, anzi noi senza i partiti, perché se c’è una lezione che segna la continuità tra le elezioni amministrative e questo referendum è che la gente fa da sé, è che la gente si è liberata dei guru che le dicono cosa deve fare e cosa non deve fare, stai a casa, vai al mare, vai in montagna, vai al lago, vieni a votare, vieni a votare su un piede solo, vieni a votare con il cappello, vieni a votare in giacca e cravatta, vieni a votare in maniche di camicia, lo decidiamo noi su cosa dobbiamo votare, come dobbiamo votare e quando dobbiamo andare a votare, non lo decidono più i partiti, sono ormai sorpassati dalla gente oltre che dai tempi, scavalcati dalla gente e dai tempi e questo grazie naturalmente, lo dobbiamo dire, alla rete, queste sono le prime elezioni dove il potere di Internet, della gente, il potere diffuso si è fatto sentire, in altri paesi Internet ha influenzato e di molto anche elezioni di due o tre, quattro anni fa, le elezioni di Obama per esempio, da noi le cose arrivano sempre un pòdopo, onore al merito di chi ci ha creduto e di chi lo ha capito un po’ prima, ma queste sono le elezioni dove la campagna elettorale espulsa dalla televisione e dai grandi giornali, si è trasferita su Twitter, Facebook, blog, siti e su alcuni giornali, alcune trasmissioni come Anno Zero, Il Fatto Quotidiano che hanno avuto il merito di interagire con i propri elettori, probabilmente perché sono giornali e trasmissioni che sono fatti per i lettori e che stanno, Anno Zero stava in piedi grazie ai telespettatori, non certamente grazie alla RAI che hanno Anno Zero non l’ha mai voluta.
Santoro e la RAI - A questo proposito detto ciò che c’era da dire sul referendum, forse c’è ancora una cosa da aggiungere ma la aggiungerò alla fine, volevo spiegare brevemente cosa è successo intorno a Santoro, perché la cosa più difficile da far capire è proprio l’antefatto, si vede sempre l’ultimo fotogramma del film, Santoro se ne va dalla RAI con una liquidazione di 2.3000.000, quindi prendi i soldi e scappa, è una questione di soldi, risoluzione consensuale del contratto, l’ha firmata anche lui, adesso di cosa si lamenta? Vada alla 7, questo è l’ultimo fotogramma, quello che si trascura è il pregresso, come si è arrivati a questa soluzione sulla quale naturalmente ciascuno può avere l’idea che vuole. Bisogna partire da lontano, dal fatto che Michele Santoro ha inventato un nuovo modo di fare approfondimento giornalistico, è il primo che ha messo il mega schermo in studio, è il primo che ha condotto in piedi in mezzo alla gente in studio, è il primo che ha inventato i collegamenti con le piazze per far parlare la gente con gli ospiti, i politici e non Samarcanda, questo era… la Bbc gli chiese il format perché era un format nato dentro la RAI, non comprato dall’estero, anzi all’estero lo volevano comprare, il programma di Samarcanda poi cambiò vari nomi, denominazioni, venne modificato a seconda dei tempi, si chiamò poi Il rosso e nero. Nel 1996 il centro-sinistra va la prima volta, il centro-sinistra attuale, come lo conosciamo noi con gli ex comunisti dentro, al governo, con il primo governo Prodi, la RAI se la pappa Veltroni che sistema un intellettuale che di Tv non sa nulla, Enzo Siciliano alla presidenza della RAI e questo Siciliano non trova di meglio che dire “Michele chi?” la famosa frase con cui venne liquidato Santoro, si pensava che Santoro non fosse funzionale neanche al centro-sinistra come non lo era stato alla Prima repubblica, così non piaceva alla seconda, né al centro-sinistra né al centro-destra perché Santoro sappiamo benissimo è di idee di sinistra, ha sempre votato a sinistra, ma non obbedisce, non è organico, non risponde agli ordini del centro-sinistra e quindi nel 1996 fu mandato via dalla RAI del centro-sinistra, dato che eravamo in pieno duopolio e non c’erano alternative, non c’era Internet, non c’era la web tv, non c’era Sky, non c’era il satellite, non c’era il digitale, non c’era nulla, c’era soltanto o RAI o Mediaset, Santoro buttato via dalla RAI, nel momento in cui Berlusconi era sconfitto e sembrava finito politicamente parlando, non c’era ancora stata la bicamerale di D’Alema che l’ha poi resuscitato nel 1997/1998 accettò l’offerta di Mediaset e andò a lavorare per due anni lì con un programma che si chiamava Moby Dick e che naturalmente dopo un po’ di tempo arrivò allo scontro con i vertici di Mediaset, perché? Perché fece una puntata sui processi di corruzione giudiziaria a Previti e una puntata sui processi di mafia a Dell’Utri, il famoso Moby Dick in cui Dell’Utri con un lapsus freudiano disse “mi processano perché sono mafioso” voleva dire “perché sono siciliano” ma disse “perché sono mafioso” e poi fece il giro del mondo quella frase, da Blob in giù! Dopo quelle due puntate Santoro capì che il suo futuro a Mediaset era concluso e per fortuna alla RAI arrivarono uomini di televisione come il Presidente Roberto Zaccaria e soprattutto come Carlo Freccero a RAI 2 i quali ripresero Santoro e gli fecero un contratto da direttore come funzione e come mansione conduttore di un programma di approfondimento giornalistico di prima serata, che è quello che Santoro sapeva fare e così per il primo anno dato che non c’erano spazi nei palinsesti Santoro fece un programma mensile che si chiamava Circus e che girava in un teatro tenda per le città d’Italia, dal secondo anno, dal 2000 quando ritornò la sua scansione settimanale fece Il raggio verde, lo fece nel 2000 e nel 2001 quindi due stagioni, nella campagna elettorale del 2001, quella dove Berlusconi, tutti lo sapevano, avrebbe stravinto le elezioni politiche, basti dire che il suo competitor era Rutelli, ci fu il caso Luttazzi quando io andai a presentare il mio libro “L’odore dei soldi” scritto con Elio Veltri successe quello che successe, si parlò di mafia, Berlusconi e Dell’Utri, Santoro ovviamente riprese quelle polemiche con alcune trasmissioni, Enzo Biagi le riprese, Berlusconi perse un sacco di voti a causa di quelle informazioni che passavano tramite la televisione sui suoi rapporti con la mafia, Berlusconi vinse ugualmente le elezioni perché il centro-sinistra era talmente sotto che neanche quelle informazioni sui suoi rapporti con la mafia fecero sì che Berlusconi perdesse le elezioni, ma Berlusconi capì che una televisione dove si poteva parlare liberamente dei fatti era per lui dannosissima, ora che si apprestava a tornare al governo e infatti appena formò il suo governo, nel giro di pochi mesi liquidò la RAI, o meglio liquidò ciò che in RAI avrebbe potuto dargli fastidio, l’editto Bulgaro 18 aprile 2002, Santoro Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della televisione pagata con i soldi di tutti, faremo in modo che ciò non accada più, a meno che non cambino dato che Santoro, Luttazzi e Biagi così sono fatti per fortuna non promisero di cambiare, non chiesero scusa a nessuno avendo fatto semplicemente il loro dovere e quindi furono silurati uno dopo l’altro e Santoro rimase dal 2002 al 2006 senza lavorare, pur avendo un contratto a tempo indeterminato da direttore in cui la RAI si impegnava a pagarlo 630 mila Euro all’anno, stipendio da direttore in cambio di un programma settimanale di prima serata di approfondimento giornalistico, tant’è che con quel contratto Santoro andò dal giudice del lavoro affinché lo facesse rispettare. Nelle more dei tempi della giustizia cosa poteva fare? Poteva starsene in panciolle alla RAI a rubare lo stipendio con i nostri soldi del canone, decise di non farlo, di non ammuffire a spese nostre, di non farsi pagare per non fare nulla e quindi dato che non poteva lavorare, accettò, secondo me sciaguratamente l’offerta che il centro-sinistra gli fece di candidarsi al Parlamento europeo, andò al europeo sperando che al Parlamento europeo si potesse fare qualcosa contro il conflitto di interessi e contro la censura di regime che vigeva in Italia, purtroppo il Parlamento europeo da quel punto di vista lì della libertà di informazione è un ente inutile, superfluo, si limita a fare delle raccomandazioni agli stati che poi se ne fottono e infatti quella battaglia Santoro tentò di farla sostanzialmente cadde nel vuoto, nel frattempo per fortuna il Giudice nell’autunno 2005 diede ragione a Santoro semplicemente perché il contratto stabiliva quello e quindi la RAI o lo licenziava o lo faceva lavorare nei termini previsti dal contratto, quindi non è vero che il giudice abbia deciso i palinsesti della RAI, il giudice ha detto alla RAI: hai firmato un contratto, rispettalo o altrimenti lo rescindi, se lo rescindi ovviamente licenziando un tuo direttore senza giusta causa, dovrai pagare delle penali, è ovvio, ma lo puoi fare.
Craxi-Berlusconi andata e ritorno - La RAI quindi fu costretta a reintegrare Santoro per ordine del giudice e a reintegrarlo in prima serata ovviamente per fare un programma di approfondimento giornalistico come da contratto, ma subito fece ricorso in appello, intanto Santoro andò in onda.Non perché ce l’aveva mandato il centro-sinistra tornato al potere nel 2006, prima delle elezioni del 2006 già la RAI sotto il governo di centro-destra fu costretta a deliberare il rientro di Santoro, Santoro progettò un nuovo programma che si chiamava Anno Zero e che andò in onda dall’autunno del 2006, io ne ho fatto parte per 5 anni, non vi dico né se era bello né se era brutto, lo deciderete voi, vi dico soltanto che è stato in quei 5 anni il programma di approfondimento giornalistico più visto dell’intera televisione italiana, non so perché mi mancano i dati, quanti altri programmi di approfondimenti giornalistico in Europa raggiungano uno share del 20/21% che è lo share con cui Anno Zero ha concluso quest’ultima stagione, la quinta, share vuole dire quante persone sintonizzate in quel momento sui canali televisivi tutti, stanno guardando un programma, Anno Zero lo vedevano a volte un telespettatore attivo su 4, a volte uno spettatore attivo su 5, il tutto su una rete marginale come RAI 2 che è vista mediamente durante la giornata dall’8/9 % delle persone, quindi Anno Zero triplicava gli ascolti della sua rete e nessuno riusciva a fare programmi che fossero visti più di Anno Zero, questo cosa significa? Significa non solo audience e prestigio, significa anche introiti pubblicitari per l’azienda che incassava circa 15/16 milioni di Euro all’anno di pubblicità la RAI, a fronte di un costo annuo della trasmissione di 5/6 milioni, quindi ogni anno la RAI si mette in tasca 10 milioni di Euro grazie a Santoro e alla sua squadra. Ce ne hanno combinate di tutti i colori in questi anni dai corsi all'Authority , denunce, minacce, non ci hanno fatto il contratto a me e a Vauro l’anno scorso per le prime 4 o 5 puntate, poi l’hanno sanato alla fine, quest’anno addirittura per le prime 32 puntate su 35 noi abbiamo lavorato gratis senza un contratto, senza neanche un rimborso spese, poi hanno sanato alla fine per evitare una causa che sarebbe costata alla RAI molto più di quello che ci era dovuto, ne hanno combinate di tutti i colori, basta che vi ricordiate le telefonate di Berlusconi ai commissari dell'Agcom e di questi a Masi perché si trovasse un pretesto per chiudere Anno Zero. Alla fine l’anno scorso Santoro vince anche in appello e il RAI cosa fa, si rassegna? Dice mi tengo la gallina dalle uova d’oro che mi fa guadagnare 10 milioni all’anno? Che mi guadagna il triplo di quello che mi costa? La RAI fa ricorso in Cassazione, la RAI del Presidente PD Galimberti e del Direttore generale all’epoca Masi, oggi Lorenza Lei, si arriva alla scorsa settimana quando era prevista la sentenza di Cassazione, o meglio la sentenza di Cassazione era fissata al 2013, quindi Santoro avrebbe potuto completare la legislatura nel frattempo che la Cassazione decideva, ma poi Masi e gli Avvocati RAI chiedono alla Cassazione di anticipare di 2 anni la sentenza e incredibilmente la Cassazione decide di seguire i tempi non propri, ma i tempi chiesti da una delle due parti in lite di questa causa civile di lavoro, a questo punto Santoro comincia a annusare puzza di bruciato, com’è che la Cassazione à la carte si fa dettare l’agenda dalla RAI che è in causa contro di me, capisce che potrebbe esserci qualcosetta che non quadra, basterebbe che la Cassazione cambiasse un ; della sentenza d’appello, magari annullandola con rinvio a un nuovo processo d’appello perché la RAI abbia il pretesto per chiudere Anno Zero e tenere lì a bagno maria Santoro e tutta la sua squadra senza fare niente, bloccati! Una Ferrari chiusa in garage, mentre fuori c’è il Gran Premio e gli altri corrono, ecco perché per il secondo anno consecutivo avvia una trattativa per chiudere questo contenzioso giudiziario che gli costava anche un sacco di soldi perché gli avvocati per andare in onda sulla RAI e far guadagnare la RAI se li pagava Santoro, e la RAI mentre con una mano incamerava i soldi che le portava Santoro, con l’altra gli faceva causa per mandarlo via, per farlo fuori e gli faceva spendere i soldi, non so se vi è chiaro, Santoro pagava ogni giorno il biglietto per andare in onda e arricchire la RAI, visto che il suo contratto, un lauto contratto da Direttore ci mancherebbe, era sempre quello fisso, mica indicizzato, fisso del 1999 quando era rientrato in RAI, 630 mila Euro lordi all’anno, mica legato agli andamenti dell’audience, assolutamente! Ecco perché la transazione dell’anno scorso poi è naufragata per l’insipienza di Masi e la transazione di quest’anno, la RAI rinuncia a trascinare in Cassazione Santoro, Santoro cosa deve fare in cambio? Un editore normale gli direbbe: non ti faccio più causa, ti lascio in onda, concordiamo insieme io editore e tu direttore un prodotto che sia in grado di avere successo nel servizio pubblico, visto che sei la nostra ammiraglia, sei la nave ammiraglia della nostra flotta, invece no, cosa gli dicono? Se vuoi che ritiriamo la causa contro di te, tu te ne devi andare dalla RAI e quello glielo dicono la Signora Lei, centro-destra e il Signor Galimberti PD, a questo punto Santoro dice: se è quello che volete io pur di evitare di finire ancora in Tribunale, Corte d’Appello, Cassazione per altri anni e pur di evitare l’umiliazione di continuare a andare in onda non perché sono bravo insieme alla mia squadra, ma perché lo ordina un giudice a voi che non mi volete, accetto di uscire, ma faccio mettere la clausola che io potrò comunque collaborare con la RAI, perché? Perché non ho più un contratto da direttore a tempo indeterminato per cui mi potete fare un contratto di collaborazione, se vi serve la mia opera, altrimenti la mia opera cercherò di prestarla per qualcun altro, ovvia non potrà più essere Mediaset e quindi rimane La 7, oppure rimane Sky anche se Santoro ovviamente ha un rapporto con il pubblico tale per cui non può certamente rintanarsi in una televisione a pagamento, oppure vediamo se in futuro si svilupperanno rapidamente Web tv e cose di questo genere! Questa è la situazione, quindi è la RAI che ha sospinto Santoro fuori dalla porta, non è Santoro… ovviamente nel momento in cui sciolgono un contratto a tempo indeterminato che sarebbe durato fino al 2017 quando Santoro sarebbe andato in pensione, quindi per altri 6 anni, quasi 4 milioni di Euro avrebbe ancora preso di stipendio senza contare la liquidazione se fosse rimasto lì fino alla fine, quindi è ovvio che per mandarti via prima ti devono dare la liquidazione e in più uno scivolo che è previsto dalle regole RAI secondo i calcoli che hanno fatto sono quei 2.300.000 che Santoro ha preso liquidazione e scivolo per rinunciare a 6 anni di stipendio. Adesso cosa succede? Santoro ha detto: se mi volete sono qua, sono sul mercato, ho una squadra da paura, 22% di media di share all’anno con punte, ultima puntata 32%, ha superato Vieni via con me di Fazio e Saviano, oppure ditemi voi cosa volete fare, ecco l’ultima cosiddetta polemica con Galimberti, il quale ha detto: demagogo, uso privato della televisione, faccia una proposta e la esaminerà il Direttore generale, come se Santoro fosse uno stagista o un precario che arriva lì con il suo curriculum, intanto naturalmente continuiamo a pagare palate di milioni ai Vespa, Ferrara, abbiamo appena pagato 3 milioni credo a Sgarbi per quel flop clamoroso, quindi un’azienda che si spara sui piedi per ordine del Presidente del Consiglio che è anche il padrone dell’azienda concorrente, il problema è che come sempre il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e quindi se Santoro dovesse andare da un’altra parte con i suoi milioni di telespettatori, segnerebbe la fine del duopolio e l’inizio di una democrazia vera anche all’interno del sistema televisivo o a La 7 o altrove, venerdì sera siete tutti invitati ovviamente in streaming o sulle televisioni in digitale o su Current che trasmetteranno l’evento, la serata organizzata con La Fiom “Tutti in piedi” sui diritti dei cittadini a cui parteciperanno, ma leggerete sul sito de Il Fatto Quotidiano perché sponsorizzeremo questa manifestazione e la trasmetteremo anche, lì ci sarà un altro esperimento come quello dell’anno scorso RAI per una notte, una piattaforma integrata di Internet in streaming, di digitale terrestre, alcune televisioni importanti regionali o interregionali e il satellite Current e poi You Tube registrata nei giorni successivi e quindi si vedrà a quanto ammonta questo patrimonio, ma certamente se ci fossero conferme di quei milioni di persone che l’anno scorso con una certa fatica videro RAI per una notte, vorrebbe dire che forse vale la pena buttarsi e forse vale la pena superare anche l’occasione che si presenta da parte di La 7 che, non è la libertà assoluta, ci mancherebbe è in mano a Telecom, ma ha saputo garantire un minimo di decenza dal punto di vista dell’informazione in questi ultimi anni.
Quindi quello che volevo dire che è legato a Santoro ma anche al referendum, è che nel 1991 nel famoso referendum che segnò la fine della Prima Repubblica, Craxi disse “andate al mare” e nel giro di pochi mesi al mare ci andò lui ma a Hammamet da latitante, l’altro giorno Berlusconi ha detto “non andate a votare” e è andato al mare a Villa Certosa, speriamo che raggiunga presto i lidi di Hammamet anche lui, per quanto vi riguarda e ci riguarda ci vediamo tutti quanti sempre per non andare al mare politicamente parlando e per essere sempre impegnati, venerdì sera per chi può al Paladozza a Bologna e per chi non può seguite le istruzioni sul sito del ilfattoquotidiano.it e intanto godiamoci questa vittoria referendaria che è la vera svolta, passate parola.

Marco Travaglio (Passaparola del 13 giugno 2011)



Dalla Valle di susa..

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l'associazione Materya, e il suo impegno per l'ambiente.

In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7. Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo: i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % (interessante eh.. ) ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa? Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera. 45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli. Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viggiare più veloce l'acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

Approposito.. non passeranno dalla Val di Susa le merci.. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto. Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..

Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

Claudio Guerra

Per chi vuole saperne di più..

http://www.notav.eu


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Monte Pellegrino visto dalla borgata di Acqua dei Corsari

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Un'immagine, un racconto

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La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)