"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

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martedì 9 febbraio 2010

La magistratura sotto ricatto


Testo:

Buongiorno a tutti, se leggete i giornali domani, dubito che i telegiornali ne diano gran conto, parleranno dei commenti alla notizia, ma non parleranno della notizia, avete la possibilità oggi di mettere insieme un po’ di tessere del mosaico degli ultimi giorni, del mosaico politico – mediatico degli ultimi giorni, perché magari qualcuno si domandava, ma perché certi giornali, Il Corriere della Sera, che in certe pagine, grazie a certe firme sembra la succursale di Libero o del giornale, si è dedicato con tanta passione e con tanto spazio a una foto di 16, 18 anni fa che ritrae Di Pietro a tavola con dei Carabinieri, un investigatore americano e Bruno Contrada?

La cassaforte di Ciancimino (espandi | comprimi) - Perché i giornali di Berlusconi hanno ritirato fuori la storia della D'Addario che sembrava morta a sepolta? Non avevano niente di meglio da fare? Siamo sicuri che Berlusconi gradisca che si riparli delle sue avventure con una prostituta?
Che fine ha fatto il processo breve? E che ne è del legittimo impedimento? E quale sarà la prossima mossa, visto che ci hanno detto che il legittimo impedimento è soltanto un ponte di un anno e mezzo in vista di qualcosa di più sostanzioso e di ancora più definitivo? Questa roba che è venuta fuori negli ultimi giorni di una legge contro i pentiti, anzi contro i pentiti e contro i testimoni cos’è? Perché l’hanno annunciato e poi l’hanno smentita? Cosa sta succedendo? Oggi arrivano e lo troverete su qualche giornale domani, a cominciare da Il Fatto naturalmente, l’ultima fase delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino al processo di Palermo, Ciancimino sta parlando al processo che riguarda la trattativa tra Stato e mafia, quello a carica del Giornale Mori e del Capitano Colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia per non avere, secondo l’accusa arrestato Provenzano a Mezzojuso nel 1995, aspettando poi che fosse la polizia a arrestarlo nel 2006.
Infatti l’Avvocato del Generale Mori che è lo stesso che era Avvocato di Contrada etc. che è l’Avvocato Milio che è anche un ex parlamentare di area radicale, ma letto a suo tempo nel Polo della Libertà come si chiamava all’epoca, ha detto: ma cosa c’entrano queste cose di Ciancimino che parla di Berlusconi, di Dell'Utri nel nostro processo, c’entrano sì perché nel 1995 la maggioranza in Parlamento ce l’aveva il centro-destra, anche se Berlusconi aveva visto cadere il suo governo e quindi era in una posizione di attesa e sosteneva con l’astensione, almeno con l’astensione, che al Senato sapete corrisponde al voto favorevole, il governo Dini, Dini che più che altro non aveva bisogno di sostegno perché aveva anche i voti del centro-sinistra e quindi sapere quello che succedeva nel 1995 politicamente mentre i Carabinieri, secondo l’accusa si distraevano, un po’ come quando non avevano perquisito il covo di Riina e non andavano a fare il blitz neanche non casolare di Mezzojuso dove era nascosto Provenzano, può essere utile per capire il contesto politico, ma dato che la trattativa che i Carabinieri cominciano nel 1992, dopo la strade di Capaci, secondo Ciancimino è poi proseguita con l’arresto di suo padre e poi con l’arresto di Riina Provenzano ha continuato a trattare con altri soggetti che non erano più soltanto i Carabinieri, Carabinieri che peraltro secondo l’accusa, quelli del Ros, quelli di cui stiamo parlando, continuarono a garantirgli massima libertà di movimento, Provenzano andava, veniva, si spostava, andava a Palermo, a Roma e la certezza che nessuno l’avrebbe mai acchiappato, bene quella trattativa, secondo Massimo Ciancimino fu rilevata, fu ereditata da Marcello Dell’utri e poi nacque Forza Italia, non sono cose nuove per chi segue il Passaparola o per chi ha letto certi libri o chi legge certi giornali, ma oggi siamo arrivati alla punta più alta delle dichiarazioni di Ciancimino perché lui non si è limitato a parlare, ha consegnato dei documenti, compresa una cosa che neanche i magistrati sapevano che esistesse, una lettera di suo padre a Berlusconi, che parafrasava in certe parole tracopiava i concetti espressi nel famoso pizzino di cui abbiamo parlato spesso, il pizzino nel quale Provenzano o qualche suo scriba si era rivolto direttamente a Berlusconi, un pizzino senza data, non hanno data i pizzini, ma si può capire che è stato scritto tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994, è il famoso pizzino nel quale Provenzano si rivolge a Berlusconi chiamandolo Onorevole, anche se probabilmente Berlusconi non era stato ancora eletto, ma stava per esserlo e in quel pizzino Provenzano gli garantiva appoggio per le imminenti elezioni del marzo 1994, le prime, quelle che Berlusconi ha vinto per la prima volta, quelle della discesa in campo, chiedendo in cambio la messa a disposizione di una delle televisioni e minacciando, in caso contrario un evento triste, infausto, luttuoso, un qualche attentato al povero PierSilvio, mi ricordate la storia di quel pizzino, quel pizzino stava nella cassaforte della casa al mare a Mondello di Massimo Ciancimino, nel 2005 i Carabinieri, sempre Carabinieri, spiace perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri sono delle persone perbene, ma qui ci sono delle coincidenze veramente incredibili, evidentemente Carabinieri che si occupano di questa vicenda sono toccati dalla sfortuna, oppure cadono tutti in uno stato di Alzheimer, di torpore quando devono entrare in certe case o aprire certe porte.
Perché vanno a perquisire all’inizio del 2005 la casa di Ciancimino Massimo al mare a Mondello, fuori Palermo, c’è una bella cassaforte nella stanza, se non erro, della badante del figlio o della figlia, la troverebbe anche un bambino, non la trovano, secondo alcuni semplicemente non la aprono, tant’è che quando un collaboratore di Ciancimino che assiste alla perquisizione, chiama Massimo Ciancimino che in quel momento era all’estero “ci sono i Carabinieri che perquisiscono” Ciancimino gli dice: se vogliono accedere alla cassaforte gli diamo le istruzioni necessarie per aprirla, neanche a dirglielo questi reagiscono, non aprite quella cassaforte, questo è il titolo del film, come non aprite quella porta o quel covo è il titolo del film della mancata perquisizione del covo di Riina e non aprite quel casolare a Mezzojuso è il titolo del film della mancata cattura di Provenzano, non aprono mai le porte, sono troppo educati, hanno paura di disturbare!
Avete presente Fantozzi quando deve bussare all’ingresso dell'ufficio del megadirettore galattico e sfiora soltanto la porta perché non osa neanche bussare… sono fatti così questi Carabinieri che si occupano delle vicende di cui stiamo parlando.
E’ sfortuna, perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri si fa un mazzo tanto e hanno avuto anche dei caduti, a cominciare dal Capitano Basile o dal Generale Dalla Chiesa, ma purtroppo ne abbiamo degli altri che hanno questi vuoti, improvvisamente non sanno più chi sono, dove sono, vedono una cassaforte e la scambiano per un quadro!
Peccato perché in quella cassaforte quando fecero la perquisizione c’era probabilmente copia del Papello, come dice Ciancimino e c’era integrale la lettera di Provenzano o di un suo scriba a Berlusconi, quello che abbiamo descritto prima, quella che Massimo Ciancimino dopo averne fatto copia, come gli diceva sempre suo padre “fai fotocopia di tutto” speriamo che salti fuori questa fotocopia perché almeno quella sarà integrale, portò l’originale a suo padre e Provenzano l’aveva data a lui per fare da intermediario con suo padre e suo padre doveva darla a Dell'Utri, il quale doveva darla a Berlusconi, questo dice Massimo Ciancimino.
Vito Ciancimino e la lettera a Berlusconi (espandi | comprimi) - Qui non sono più le parole di Massimo Ciancimino, qui c’è la ciccia perché almeno un lembo di quella lettera è saltato fuori da uno scatolone l’estate scorsa, uno scatolone che c’era in un magazzino della Procura, dove erano accantonate tutte le carte ritenute non utili tra quelle ritrovate nella casa di Ciancimino figlio, mistero, come è possibile che una lettera indirizzata all’On. Berlusconi sia ritenuta non utile?Visto che a Palermo c’è stata un’inchiesta per mafia e riciclaggio a carico di Berlusconi, archiviata, ma che in caso di elementi nuovi può essere riaperta, anzi deve essere riaperta immediatamente? C’è un processo Dell'Utri proprio perché è accusato di avere fatto da tramite tra Berlusconi e la mafia, ci sono stati il processo al Generale Mori e al Capitano Ultimo, De Caprio per la mancata perquisizione del covo, c’è il processo al Genere Mori e al Colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano e in tutti questi 4 processi quella lettera sarebbe fondamentale, quella lettera viene abbandonata ai tempi in cui il Procuratore Capo di Palermo era Piero Grasso che poi per questi e altri meriti è stato promosso Procuratore Nazionale antimafia, l’hanno lasciata in quello scatolone e non l’hanno depositata né al processo dove era imputato Mori per la mancata cattura di Riina, né al processo Dell'Utri, né al processo d’appello, già c’è pure il processo a carico di Massimo Ciancimino, accusato di avere riciclato il tesoro sul padre e condannato in primo grado in appello per intestazione fittizia di beni, in tutti questi processi quella carta non c’è perché i magistrati che li stavano facendo quei processi non sono mai stati avvertiti che i Carabinieri avevano trovato quel pizzino e l’avevano trovato, dice Massimo Ciancimino intero, perché nella sua cassaforte era intero, non era a fette, invece è rimasta una fettina soltanto, è saltata la parte in cui dice, Massimo Ciancimino, c’era scritto che Dell'Utri avrebbe dovuto riceverlo per passarlo a Berlusconi e forse c’era scritta una qualche indicazione di data.
Quindi era intero quando c’è stata la perquisizione, cosa sia successo nel frattempo non si sa, sta di fatto che è stata trovata soltanto la fettina nello scatolone della Procura l’estate scorsa, 4 anni dopo quella perquisizione distratta!
Cosa significa questo? Che quando voi leggete e ce ne saranno per tutto il giorno, tutta la sera, sui giornali di domani i commenti che diranno: Ciancimino è pazzo, delira, si inventa etc., c’è un piccolo problema, bisogna giustificare la fettina del pizzino che non è più una chiacchiera di Ciancimino e bisogna giustificare quella lettera che Vito Ciancimino mandò a Berlusconi in cui diceva più o meno le stesse cose che Provenzano aveva detto nel pizzino, gliele ribadiva a scanso di equivoci e è quella che oggi Ciancimino ha consegnato, per fortuna integrale, adesso la Procura è nelle mani giuste, quindi non c’è più il rischio che qualcuno faccia a fette un pizzino integrato all’On. Berlusconi.
È di fronte a questi fatti che si scontra la polemica politica, perché uno può fare tutte le polemiche che vuole su Ciancimino, può dire che vuole conservare il suo tesoro, dimenticando che glielo hanno sequestrato, può dire che sta cercando di ingraziarsi la Procura di Palermo per salvarsi nel suo processo, un po’ difficile perché la Procura di Palermo l’ha fatto condannare a 6 anni e quando c’è stato l’appello di Massimo Ciancimino la Procura generale, i rappresentanti della pubblica accusa hanno chiesto la conferma dei 6 anni, dopodiché la Corte d’Appello contro la richiesta della Procura ha deciso di dare a Ciancimino le attenuanti generiche e devo dire che non c’è niente da eccepire, perché nel nostro sistema processuale le attenuanti generiche, soprattutto a un incensurato, veramente non si negano mai, non si capisce per quale motivo Berlusconi debba avere 6 o 7 volte le attenuanti generiche e Ciancimino neanche nel suo primo processo dovrebbe averle, oltretutto la Procura non c’entra niente perché le attenuanti la Procura non le ha chieste, gliele ha date motu proprio la Corte d’Appello, quindi non c’è nessuna ragione per cui Ciancimino dovrebbe dire queste cose, anzi, ci sarebbero molte ragioni per cui Ciancimino quelle cose non le dovrebbe dire, perché? Perché se uno è un uomo di mondo e Ciancimino lo è, sa benissimo che se fa quei nomi ha finito di vivere tranquillo e questo spiega le sue esitazioni, i suoi stop and go perché ha una famiglia, che naturalmente ogni volta che lui va a parlare di queste cose finisce nel mirino.
La svolta, il ricatto (espandi | comprimi) - La domanda che avevamo fatto all’inizio era: perché sono successe tutte queste cose, la foto di Di Pietro, il presunto complotto della D'Addario, perché siamo di fronte a una svolta cruciale, vi ricordate quello che abbiamo detto prima, c’è stata un’inchiesta archiviata a Palermo a carico di Berlusconi e di Dell'Utri per mafie e per riciclaggio, capite la paura che possono averi questi, ogni giorno viene fuori un pizzino, una lettera, una dichiarazione di Ciancimino, un’altra di Spatuzza etc.Temono ovviamente che le inchieste archiviate vengano riaperte, esattamente come temono che vengono riaperte come quelle nelle quali erano imputati a Firenze e a Caltanissetta per concorso nelle stragi, intanto mettono lì un Disegno di Legge che stabilisce che non basta la parola anche di più testimoni o collaboratori di giustizia, per formare un elemento probante, è la famosa legge Valentino rivelata la Repubblica l’altro giorno che poi è stata subito smentita dai Ministri Alfano e Maroni, ma intanto è lì e non c’è solo il governo che può approvare le leggi, anche se praticamente fa solo quello, ma il legislatore con i decreti, c’è anche il Parlamento che può andare avanti e loro possono benissimo dire “il Governo non c’entra” ma liberamente la maggioranza parlamentare la porta avanti, la tengono lì come una pistola carica, puntata, come a dire: o fate i bravi e la smettete di fare certe domande a Ciancimino e a altri e a Spatuzza e a altri, oppure noi vi vogliamo dalle mani la possibilità di utilizzare i mafiosi pentiti e i testimoni dichiaranti, qual è Massimo Ciancimino e così i processi per mafia per ve li sognate, perché tutti i processi per mafia, checché se ne dica, salvo quelli in cui hai la fortuna di riuscire a vedere o a filmare il mafioso mentre commette dei delitti, si basano sulla parola di pentiti e di eventuali testimoni votati al carachiri, come Ciancimino Massimo, al quale converrebbe tutto, tranne tirare in ballo Berlusconi e Dell'Utri, ve lo posso assicurare, gli converrebbe mangiarseli certi pizzini, invece di portarli o di commentarli in udienza.
Lo farebbero Ministro, Presidente del Senato se se li mangiasse! Pistola puntata carica o saltano certe indagini, oppure vi facciamo saltare tutte le indagini, poi c’è il processo breve, anche quello, l’hanno approvato in un ramo del Parlamento e adesso lo lasciano lì, fermo alla Camera, altra pistola puntata, perché? Perché il 25 febbraio c’è la sentenza a carico di Mills, accusato di essere stato corrotto da Berlusconi, se la Cassazione assolve Mills, il processo breve viene lasciato morire, lasciano scadere, dimenticato, per il processo Mediaset che peraltro è stato mangiato quasi tutto la prescrizione grazie alla ex Cirielli e ai condoni fiscali di Berlusconi, basta e avanza il legittimo impedimento che porterà le cose alle calende greche e poi dopo si parlerà di che fare o una legge costituzionale che riprende il lodo Alfano e immunizzi soltanto Berlusconi e le altre 3 cariche dello Stato, oppure un’immunità parlamentare erga omnes extralarge che coinvolgerà tutti e mille i parlamentari, quindi il processo breve è lì a minacciare la cassazione, affinché si mettano una mano sulla coscienza il 25 febbraio quando dovrà giudicare Mills ed una scappatoia alla Cassazione l’hanno fornita i giudici di appello che hanno ritenuto che Mills non sia stato d’accordo con Berlusconi perché concordare le sue falle testimonianze in cambio della mazzetta di 600 mila dollari, prima di farle, ma che l’accordo sia avvenuto dopo, è un’assurdità, se devi fare una falsa testimonianza a pagamento per favorire qualcuno ti metti d’accordo con quel qualcuno prima di farla, non dopo, altrimenti dopo che l’hai fatta magari quello si dimentica di avere preso degli… quello magari dice: non c’entro niente, hai fatto tutto tu, non ti pago, infatti nel processo ci sono molti elementi che fanno ritenere che Mills e Berlusconi si fossero messi d’accordo prima del 1997/1998 quando furono fatte le false testimonianze da Mills, invece la Corte d’Appello ha ritenuto che la corruzione fosse susseguente, l’accordo e la dazione fossero avvenute dopo, mentre in realtà quello che emerge da chi conosce bene le carte, leggetevi il libro di Gomez Mascali “Il regalo di Berlusconi”, prima c’è l’accordo, poi ci sono le due false testimonianze e poi c’è il versamento.
Con questa scappatoia la Corte Costituzionale potrebbe tagliare la testa al toro e dire: ma non esiste la corruzione giudiziaria susseguente, la corruzione giudiziaria per esistere deve essere antecedente rispetto all’atto e se la mette così può benissimo annullare anche senza rinvio la sentenza d’appello, ma può anche annullarla, non condividendone la motivazione, ordinare un nuovo processo di appello e lì muore tutto per prescrizione e a quel punto nel primo caso, si annulla senza rinvio la sorte anche del processo di Berlusconi, accusato di avere corrotto Mills è segnata, perché? Perché se hanno assolto il corrotto perché non può essere stato corrotto in quanto l’accordo sarebbe avvenuto dopo e non prima della falla testimonianza, allo stesso modo il processo a carico del corruttore, finirebbe in un’assoluzione, in una derubricazione del reato in corruzione semplice e non più corruzione giudiziaria, perché qui sta il cavillo, corruzione semplice, non aggravata è punita con una pena più bassa e quindi con una prescrizione più breve e la corruzione giudiziaria, quindi aggravata è punita con una pena più alta e quindi con una prescrizione più lunga.
Se fossero accusati di corruzione semplice, Mills e Berlusconi avrebbero avuto già la prescrizione che è il reato si è commesso, secondo la Procura e secondo il Tribunale, fino al 2000, quindi 2000 più 7,5 fa 2007 e il reato sarebbe già prescritto, invece la corruzione giudiziaria si prescrive in 10 anni, quindi c’è tempo ancora per quest’anno 2010, di finire, ecco perché Mills potrebbe essere condannato in tempo se la Corte di Cassazione confermasse la sentenza d’appello, e Berlusconi naturalmente avrebbe un processo che potrebbe durare altri 2 anni, perché? Perché ha sospeso questi processi più volte con delle leggi, quindi i periodi di sospensione ovviamente vengono detratti dal computo finale, quindi lui sarebbe ancora possibile giudicarlo senza prescrizione se la corruzione fosse ritenuta aggravata, giudiziaria, se invece ritengono che è corruzione semplice, allora il reato è già prescritto da due anni, perché vi ho fatto tutto questo pippone? Perché il problema della corruzione giudiziaria è che secondo alcuni orientamenti della Cassazione, non può essere susseguente, solo la corruzione semplice può essere susseguente, quella giudiziaria no, per questo vi ho parlato di scappatoia, se la Corte di Cassazione ritiene che la corruzione Mills Berlusconi, Berlusconi – Mills è susseguente, potrebbe cadere l’ipotesi aggravata di corruzione giudiziaria, potrebbero passare tutti e due alla corruzione semplice, essere definiti naturalmente uno un corretto e un altro un corruttore, mica assolti, ma il reato di degraderebbe alla sua fattispecie meno grave e quindi scapperebbe prima per Mills e poi per Berlusconi, l’automatica prescrizione, se la Cassazione si comporta così, anche il processo breve, come la legge antipentiti, viene accantonato, se fanno i bravi non gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, se fanno i cattivi gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, naturalmente per impedirglielo erga omnes ancora una volta, ad personas! Non fate più nessun processo se non fate i bravi in quel processo, questa è la minaccia di tutte queste pistole puntate sul tavolo e poi naturalmente ci vuole una preparazione dell’opinione pubblica per farle credere che le leggi future che dovranno agganciarsi al legittimo impedimento che consente a Berlusconi di rinviare per un anno e mezzo i suoi processi, che queste leggi future sono fatte in apparenza per lui, in realtà le fanno per noi, è un po’ difficile farlo capire, infatti oggi nei sondaggi sia il lodo Alfano per le 4 cariche in forma costituzionale, sia l’immunità parlamentare per tutti e mille i deputati e senatori, sono altamente impopolari, la gente non li vuole, nei sondaggi c’è un 80/90% di contrari, anche elettori del centro-destra, perché non hanno mai visto nel programma una roba del genere, perché Berlusconi fa la campagna elettorale dicendo “eleggetemi che così mi faccio delle leggi per me, le fa, ma non lo dice, quindi l’elettore del centro-destra può anche fare il finto tonto e dire: non l’avevo previsto, non me lo avevi detto, nel contratto con gli italiani non c’era scritto “meno processi per me” c’era scritto “meno tasse per tutti, pensioni più alte per tutti, meno reati per tutti” ecco meno reati, non meno processi!
Quindi bisogna convincere la gente che in realtà sembrano leggi fatte per la casta ristretta, 4 altre cariche allargata, mille parlamentari, ma in realtà lo fanno per noi, per dare serenità al governo, al Parlamento e chi non vuole un Premier sereno, un Parlamento sereno, alte cariche serenissime, vogliamo tutti una serenità meravigliosa, e consentire che possano governarci e legiferare senza distrazioni perché avete sentito cosa ha detto Angelina Jolie, il Premier è un secchione, uno che quando ha un processo si studia tutto e non trova più il tempo per fare il resto, ecco perché da 15 anni si occupa soltanto dei cazzi suoi, perché è un secchione, studia, questa è la ragione, studia, studia e studia, alla fine gli vengono in mente soltanto i suoi processi e non gli affari nostri!
Santa ingenuità, questo è quello che stanno cercando di fare, per questo la campagna di stampa è partita su Craxi, perché? Perché se passa, l’abbiamo detto mille volte, il principio che non valgono più neanche le sentenze definitive per corruzione di condanne a carico di uno che è scappato all’estero, se si può fare anche quello e si viene beatificati dal Capo dello Stato, dal Presidente del Senato etc., è evidente che passa qualsiasi altra cosa, cosa si può fare di peggio che non rubare da statista, da leader politico, da Presidente del Consiglio e poi quando si viene beccati, svignarsela all’estero per sottrarsi alla giustizia del proprio paese che sta cercando di punirvi per avere violato leggi fatte da voi stessi? E’ evidente che se passa una cosa del genere non ci sarà più niente che non si potrà fare legittimamente, quindi hanno legittimato Craxi per legittimare il suo degno compare e successore.
Ma la legittimazione di Craxi ha anche un altro significato, delegittimare Mani Pulite, per estensione, per effetto di trascinamento tutte le indagini che sono figliate da allora, per corruzione e per mafia, se i processi ai politici sono precisi politici, fatti da giudici politicizzati non perché i politici commettono reati, ma perché i politici hanno delle idee che non piacciono ai giudici, a questo punto tanto vale metterci una pietra sopra e dire: siamo stanchi, siamo stanchi, facciamo la pace, arrendiamoci, diamogli, come ha detto Cementano, sciaguratamente l’altro giorno sul Corriere della Sera, un bel lasciapassare e chi si è visto si è visto, questo è lo scopo, perché? Perché tanto sono processi politici, succede casino, poi quello fa il processo breve, fa saltare di qua, fa la guerra atomica, lasciamo stare, lo dicono anche molti magistrati stremati, dicono: diteci chi non dobbiamo più processare e noi non ve lo processiamo, l’importante è che gli altri ce li fate processare, questo è il clima, in questo clima naturalmente c’è un problema, che continuano almeno su alcuni giornali a venire fuori e alcune trasmissioni, tanto per non fare nomi Annozero e sui blog, continuano a venire fuori delle notizie vere, come quelle che riguardano le rivelazioni di Ciancimino, allora cosa succede? Che i media di Berlusconi, la gran parte tra quelli direttamente controllati e quelli indirettamente condizionati, buttano nel ventilatore ogni giorno un falso scandalo nella speranza di fare pari e patta con i veri scandali che coinvolgono il Premier, allora abbiamo il complotto della D'Addario, quest’ultima non è una prostituta che non noto pappone, amico di Berlusconi ha portato nel letto di Berlusconi il quale ci ha fatto quello che sappiamo, dopodiché l’ha fatta candidare in una lista del Popolo della Libertà, l’ha più volte chiamata, le ha fatto le solite promesse e poi non le ha mantenute, no la D'Addario è stata selezionata da oscure centrali internazionali, leggete se vi capita, Panorama è meglio di un giornale umoristico, che l’hanno infilata surrettiziamente nel lettone di Putin e il povero Berlusconi che era lì che quella sera, come sempre, questo anziano signore con il plaid sulle ginocchia, sulla sedia a dondolo rubava a ruba mazzo insieme a Bondi, Cicchito e Capezzone che lo lasciano vincere anche quando perderebbe così per dargli il contentino, davanti a una tazza di camomilla, vede irrompere questa che lo violenta lì davanti a tutti, lui che urla no, non voglio, queste cose non le faccio, Veronica salvami! Niente, purtroppo la amata prende il sopravvento, questo lo scrivono restando seri importanti giornali del centro-destra, mentre altri, anziché spernacchiarli, riportano Panorama sostiene, come se Panorama fosse un giornale, lo è stato, glorioso anche, vedete com’è ridotto, Berlusconi ha questo di bello, è il Re Mida che trasforma tutto quello che tocca in merda!
Il complotto contro Di Pietro (espandi | comprimi) - Dall’altra parte abbiamo il complotto di Di Pietro, complotto di Di Pietro che non a caso, alla vigilia di Natale del 1995 si ritrova a cena con dei Carabinieri, con un agente, con un detective le La Kroll, un’agenzia di investigazione americana, secondo alcuni forse in odore di Cia che gli dà un premio, addirittura un fermacarte, in più Bruno Contrada, quest’ultimo quello che poi 9 giorni dopo è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e anni dopo è stato condannato, Di Pietro, avete capito?Non lo frequenta dopo che è stato arrestato o condannato, quando si sapeva che quello era un amico della mafia, no, lo frequenta prima, è questo il peccato originale, Di Pietro frequenta le persone quando sono incensurate, questo è imperdonabile, meno male che l’hanno beccato! Sapete chi l’ha beccato? Un giornalista de Il Corriere della Sera che ha scritto un libro in cui sostiene che Contrada è innocente, anche se invece è stato giudicato colpevole fino alla Cassazione, aiutava i mafiosi a farla franca dei blitz che altri poliziotti, però per bene, organizzavano, li chiamava e quelli scappavano, questa era la sua funzione!
Prima non lo si sapeva, si è saputo dopo, Di Pietro è andato a cena una volta con lui, con 3 Carabinieri, tutti incensurati, tutti insospettabili in quel momento e quindi ci sarà qualcosa dietro, altrimenti farebbe come tutti gli altri che frequentano i servitori dello Stato una volta che sono stati condannati, ovviamente! Gli stessi che hanno difeso Contrada fino all’ultimo dicono: è se Di Pietro è a cena con Contrada ci sarà qualcosa di male, alla fine rimprovereranno a Contrada di essere andato a cena con Di Pietro, perché questo è l’andazzo, come ci fosse qualcosa di strano che un magistrato va a cena in una caserma dei Carabinieri, circondato da Carabinieri, da un investigatore americano che lo voleva conoscere e da Contrada che essendo il N. 3 del Sisde, voleva conoscere l’uomo dell’anno e davanti, nella foto però non si vede, non ve l’hanno detto che ci sono, c’erano 80 reclute e 80 Carabinieri non graduati, che cenavano tutti intorno e immaginate in quel momento 92, il giorno dell’avviso di garanzia a Craxi, saranno stati tutti lì con le macchine fotografiche e non c’erano i telefonini ancora con la macchina fotografica o con la webcam interna, per cui tutti che fotografavano e si fotografavano con Di Pietro, immaginate come si va a nascondere un evento che è avvenuto davanti a 80 testimoni, ma è quello che abbiamo letto per una settimana: chissà che fine hanno fatto, chissà dove sono sparite, chi le ha fatte sparire e perché, forse mani pulite, scrive autorevolmente Feltri, è un complotto voluto da servizi segreti stranieri, legati a quelli americani, per portare al Governo il PC, dopo avere distrutto il pentapartito, pensate alla Cia, uno dice che sono fessi, sono furbissimi, hanno organizzato il complotto di mani pulite per rovesciare tutti i partiti filo americani in Italia e portare al governo i comunisti!
A parte che anche Feltri deve avere anche un pizzico di Alzheimer perché non ricorda che dopo mani pulite al governo c’è andato Berlusconi, non i comunisti, ma questi sono dettagli, li fa il Direttore di giornale, non è mica tenuto a sapere queste cose, è difficile saperle! Sono tenute segrete anche queste cose, ma soprattutto Feltri rivela che la Cia ha lavorato e bene, devo dire, per rovesciare la prima repubblica, tutti i partiti filo americani sono scomparsi e lasciarne in piedi uno, il Partito Comunista che, naturalmente, rubava di meno e questa è la ragione per cui gli elettori l’hanno pulito di meno, anche perché i suoi dirigenti non hanno mai messo una lira in tasca, le mettevano semmai nelle tasche del partito, il che è anche più grave dal punto di vista politico, ma la gente ovviamente reagisce in modo diverso, rispetto a quelli che hanno le ville, le mignotte, gli aerei privati, i conti etc., ma questo è il bello, la Cia ha portato al governo i comunisti distruggendo tutti i partiti filo americani, è un’operazione che a pensarci bene, neanche il KGB sarebbe riuscito a realizzare così bene, bene ci ha pensato la Cia, quest’ultima e il KGB forse agivano insieme, forse la Cia è il servizio segreto sovietico travestito da americano e adesso naturalmente è dietro anche al complotto della D'Addario perché sapete che Berlusconi è amico di Putin, di Lukashenko, di Gheddafi e quindi la Cia ce l’ha con lui e quindi è probabile che l’amata del tavoliere, la D'Addario, sia stata infilata nel suo letto da uomini della Cia, anche perché un uomo così illibato e così santo come lui, lo potevano giusto sputtanare mettendogli una donna nel letto, perché? Perché è una cosa talmente insolita che si sono scandalizzati tutti, è un po’ come tentare di fare un complotto contro Mara dona, mettendogli una bustina di droga nella macchina, ne ha altre 100 e quella non si nota, immaginate a chi potrebbe venire in mente in una ipotetica centrale spionistica mondiale, cosa facciamo? A Berlusconi perfetto, gli mettiamo una prostituta in casa che è proprio la cosa più lontana che potrebbe mai capitare in quella casa, così la gente si scandalizza e lui è screditato a livello mondiale!
Nello stesso periodo purtroppo sono uscite le foto, dove di queste se ne vedevano a ventine, che venivano aviotrasportate nei voli di Stato sulle sue residenze, ma queste cose restando seri, i giornali le pubblicano e le televisioni le replicano, vedi scodinzolii con il TG1, perché? Perché devono fare pari e patta con le rivelazioni vere che stanno uscendo sul vero punto nero della seconda repubblica, la nascita di Forza Italia e i rapporti con la mafia, tutto il resto è una conseguenza.
Passate parola e continuate a seguirci sul blog e su Il fatto Quotidiano, grazie e buona settimana!

Marco Travaglio (Passaparola dell'8.02.2010)
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domenica 7 febbraio 2010

Letterina a Babbo Natale di Luciana Littizzetto

Caro Babbo Natale, io vorrei che quest'anno per Natale tutti diventassero più buoni e io più figa. Se ti avanza tempo vorrei anche che facessi diventare un po' più furbo il mio fidanzato ma se pensi che anche per te, che sei Babbo, esaudir quest'ultimo desiderio sia proprio una mission impossibol, buttami pure giù dalla canna fumaria un attaccante giovane di 25 anni che mi accontento: uno tipo Tacchinardi va già bene.
Se per caso, Babbone caro, nel tuo lungo andare lassù sulle montagne, tra boschi e valli d'or, ti capita di incrociare ad un autogrill i re Magi, avvertili che sto aspettando anche loro, e mi raccomando: avvisa la stella cometa che siccome piazza Statuto è sempre un carnaio, indichi pure il cammino da via San Donato, quella strada stretta e intasata, dove i pullman sono costretti a viaggiare sui muri come fanno i gechi.
Visto che non ho il camino appenderò tre calze al termo del tinello. Una contenitiva per l'oro, che a riempirla anche tanto non si sfonda, una autoreggente per l'incenso così i bastoncini profumati stanno su belli dritti e non si spezzano e un fantasmino da mocassino per la mirra. E' piccino ma basta. Mi risulta che la mirra sia un antibiotico. Quindi mi bastano 5 capsule, ciclo completo, 2 o 3 non servono... faglielo sapere a Baldassarre.
Mio caro Babbo, non vedo l'ora di farti un po' di coccole. Se vuoi ti preparo la vasca da bagno e la riempio di schiuma. Darti una bella ripassata non ti farà male. Da che ti conosco ci hai sempre lo stesso vestito e in più vai in giro con 6 renne... non profumerai certo di gelsomino. Sotto le ascelle mi sa che ti cresce il muschio da mettere nel presepe.
Ora ti lascio, caro Babbo Natale. Se non puoi passare da me, fa niente. Mi han detto che la felicità è dietro l'angolo, tu dimmi solo in quale isolato. E se puoi, mandami comunque un pensiero, magari due cri cri e salutami tanto quella Befana di tua sorella.

P.S.: Ah, dimenticavo: se ti riesce mandaci di nuovo un pò di neve che qui di bianco ci è rimasta solo la forfora.

Luciana Littizzetto

sabato 6 febbraio 2010

In occasione d'una importante scadenza elettorale Indro Montanelli ebbe a dire che occorreva turarsi il naso e optare per il meno peggio.


Riflessioni sulle modalità di lotta politica oggi:


"Riguardo al Berlusconismo Indro Montanelli disse che si trattava di un virus che in qualche modo il paese doveva inalare per provare la malattia e generarne gli anticorpi. In occasione d'una importante scadenza elettorale ebbe a dire pure che occorreva turarsi il naso e optare per il meno peggio.

Le argute considerazioni trascuravano però un fatto importante e cioè che non sempre il trascorrere del tempo gioca a favore.

Dalle malattie non sempre si esce perfettamente guariti e l'individuo non può resistere a lungo in apnea. L'ossigeno è indispensabile. La necessità di respirare scongiura l'asfissia e ritornando a respirare d'impeto poi non si bada tanto alla qualità dell'aria.

L'olfatto si assuefà velocemente agli odori degli ambienti e, a prescindere che questi siano impregnati da gradevoli profumi o da nauseabonde esalazioni causate dalle crescenti defecazioni di pseudo-politicanti che magari si credono statisti, praticamente ci rende indifferenti."


ESSEC



martedì 2 febbraio 2010

Tronchetti Dov'Era?

Testo:

Buongiorno a tutti e scusate il ritardo, ma sono rientrato in aereo da qualche minuto e mi avete beccato con il caffè. Sono successe un po’ di cose in queste ultime ore, dico subito che Massimo Ciancimino sta facendo delle dichiarazioni estremamente importanti a Palermo, al processo per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995: sta descrivendo Provenzano come un intoccabile, come un uomo protetto da una parte deviata dei Carabinieri, con i quali aveva fatto un accordo addirittura prima della strage di Capaci, ma le dichiarazioni più importanti dal punto di vista politico sono quelle che molti giornali domani nasconderanno, ma di questo parleremo lunedì, quando la polvere si sarà depositata e quando avremo tutte le bocce ferme e tutti gli elementi per parlarne.
Gli spioni Telecom (espandi | comprimi) - Intanto ci sono altre notizie interessanti: per esempio, vi ricordate Tronchetti Provera? L’avevamo ribattezzato Tronchetti Dov’era, perché mentre i suoi uomini della security spiavano a destra e a sinistra e raccoglievano migliaia di dossier lui non c’entrava, lui non sapeva.
Personalmente è stato assolto nel processo per lo spionaggio illegale della security Telecom, che per altro lui aveva ingaggiato e stipendiava lautamente, da Tavaroli agli altri, ma adesso chi di voi legge Il Fatto Quotidiano ha qualche elemento di conoscenza in più, perché ieri Peter Gomez ha intervistato l’investigatore Cipriani, che portava i dossiers su commissione a Tavaroli e lì si dicono cose molto interessanti sui dossier, a proposito di Cesa, a proposito di Aldo Brancher, una delle eminenze grigie di Forza Italia, molto legato anche alla Lega Nord e sui DS, con il famoso Fondo Quercia, che ha dato origine a tante polemiche e a tante denunce e soprattutto minacce di denunce da parte di D’Alema. Vi assicuro che vale la pena di leggere questa intervista, che trovate anche sul blog antefatto.it, ma intanto sul caso Telecom c’è una novità clamorosa, ovvero che la Pirelli e la Telecom stessa hanno deciso di patteggiare. Stiamo parlando della Telecom e della Pirelli di Tronchetti Provera, che avevano Tavaroli come loro capo della security, che si sono anche sempre proclamate come società indenni da ogni responsabilità e ignare di tutto. Possono essere chiamati a rispondere penalmente non soltanto le persone fisiche, ma anche le persone giuridiche e le società, quindi rischiavano una condanna a un megarisarcimento: prevenire è meglio che subire e conseguentemente che cosa fanno? Pagano prima di venire condannati, naturalmente Il Corriere della Sera ci fa sapere che sono innocenti, eh, non si dichiarano colpevoli e infatti non è necessario, per patteggiare, dichiararsi colpevoli in Italia. Avete mai visto un innocente che patteggia e versa 7 milioni di Euro? Ho l’impressione che, se uno versa 7 milioni di Euro uno sull’altro, sono 14 miliardi delle vecchie lire, probabilmente non è che si senta tanto innocente: vedremo che spazio ci sarà per risarcire le tante persone spiate e lo dico in conflitto di interessi, perché ero uno dei giornalisti sui quali gli spioni che lavoravano per la Telecom compilavano report, esattamente come facevano gli spioni del Sismi ai tempi del generale Pollari. E anche su questo c’è una novità, perché oggi è uscita la motivazione della sentenza di condanna delle spie della Cia che sequestrarono Abu Omar, se non erro nel 2003, e il giudice spiega che il Sismi era perfettamente al corrente di tutto, di quel sequestro di persona realizzato con la complicità del nostro servizio segreto militare. Un cittadino egiziano, Abu Omar, a cui l’Italia aveva dato asilo per poi farlo sequestrare, deportare in Egitto e torturare lontano dai nostri occhi, il Sismi sapeva, Pollari sapeva, Pompa sapeva, Mancini sapeva, i vertici del servizio segreto militare sapevano, ma sapeva anche il governo: tant’è che prima il governo Prodi e poi il governo Berlusconi misero il segreto di Stato su quella vergogna, per impedire che si processassero il generale Pollari, Mancini e gli altri. Nelle motivazioni c’è scritto che sapevano anche loro e conseguentemente il giudice dice chiaramente che, se non fossero stati salvati dal segreto di Stato, grazie anche a una sentenza molto ambigua e molto discutibile della Corte Costituzionale, direi pilatesca, sarebbero stati puniti anche gli spioni italiani e invece gli spioni italiani non sono stati puniti, anche se c’entravano e ce lo dice il giudice, cui avevano legato le mani, così sono stati puniti soltanto gli spioni americani, che tanto erano già scappati e si erano resi irreperibili e, seppure la giustizia milanese avesse chiesto prima al governo Berlusconi, poi al governo Prodi tramite Mastella, di attivare le procedure per un mandato di cattura internazionale e per la cattura e la consegna di 26 spie della Cia, né il governo Berlusconi né il governo di centrosinistra hanno mai attivato quelle procedure e si sono semplicemente rifiutati di farlo, o addirittura, come nel caso di Mastella, di rispondere. Ma tutti i nodi vengono al pettine e quindi, anche se non li possiamo punire, sappiamo che gli uomini dei servizi segreti, invece di proteggere l’Italia dal terrorismo, hanno organizzato un sequestro di persona di un imam, Abu Omar, che tra l’altro era sospettato di legami con l’estremismo islamico e che la Procura di Milano stava tenendo d’occhio e non sapremo mai che cosa stava facendo, che cosa aveva fatto e che cosa avrebbe fatto, perché? Perché nel bel mezzo dell’indagine fu prelevato e portato in Egitto a scopo di tortura dai nostri servizi segreti e da quelli americani. Queste sono cose che restano sullo sfondo della nostra politica Telecom e Sismi, perché? Perché si chiamano ricatti, perché nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni della Telecom, come nessuno ha il coraggio di scaricare gli spioni del Sismi, perché? Perché evidentemente nelle più alte stanze delle istituzioni italiane si sa che queste persone hanno deviato dai loro compiti e hanno accumulato dossier e, per quanto si possano fare leggi per distruggere i dossier illegali, ce ne è sempre una copia o c’è sempre il rischio ce ne sia una copia, per cui abbiamo un’intera classe politica sotto ricatto da parte di questa gentaglia, perché solo così si può spiegare il fatto che, con tutto quello che è emerso, il generale Pollari sia ancora in auge e del caso Telecom non voglia parlare nessuno e che, quando venne fuori la notizia che Tavaroli aveva messo da parte qualche migliaio di dossier, il Parlamento si precipitò.. il governo di centrosinistra e il Parlamento con tutti i partiti d’accordo, tranne Di Pietro, si precipitarono a fare un decreto che ordinava la distruzione di migliaia di dossiers, cioè del corpo del reato, ancora prima che venissero aperti e si sapesse che cosa c’era dentro. Ecco perché si può parlare tranquillamente di ricatti: si può parlare di ricatti, anche perché poi centrodestra e centrosinistra hanno collaborato amabilmente - me ne sto occupando proprio in questi giorni, sto rivedendo le bozze del nuovo libro “ Ad Personam” - come sono stati salvati per legge sia i vertici del Sismi, sia i vertici della Telecom, con una legge salva /Pollari e una legge salva /Tavaroli e salva /Telecom: ecco perché bisognerebbe aprire, finalmente, le finestre e buttare via le scorie, buttare via gli scheletri, cacciare vecchi arnesi della politica che stanno lì a rimasticarsi e a ricattarsi a vicenda da decine e decine di anni, dove tutti sanno tutto di tutti, dove tutti hanno fatto cose con qualcuno, dove si tengono sotto scacco gli uni con gli altri per dare una ripulita e una rinfrescata all’edificio. Ecco perché è importante, ancora una volta, selezionare candidati nuovi: non perché il nuovo sia bene in quanto nuovo, ci sono dei giovani che fanno rimpiangere i vecchi, non è quello il problema, non è un problema anagrafico, è un problema di permanenza, ci vuole il bollino di scadenza ai politici, dopo un po’ scadono come gli yogurt, quagliano, inacidiscono, marciscono, ammuffiscono, ci vuole.. guardate, non sono un grillino fanatico, ma credo che la proposta più importante, ancora più importante del ripristino della preferenza e ancora più importante della cacciata dei condannati dal Parlamento, sia proprio quella intorno all’idea delle due legislature, non di più. Dopo due legislature via, così si evitano i ricatti, in attesa di avere una classe politica che si comporti correttamente e non si renda ricattabile. Se uno rimane per due legislature ha poco tempo per fare cosacce o per sapere delle cose per ricattare qualcun altro, o per diventare ricattabile lui, dopodiché fuori. Israele - Italia (espandi | comprimi) - E allora bisognerà occuparsi ancora una volta di quello che succede in vista delle elezioni regionali, perché ormai le regioni e i governatori hanno dei poteri che valgono di più dei poteri dei Ministri certe volte, visti i soldi che maneggiano soprattutto nel settore della sanità e dei rifiuti. Infatti tutti gli scandali di questi anni nascono da questioni di sanità o di rifiuti: dalla Calabria, alla Puglia, alla Campania, alla Lombardia, alla Liguria, al Piemonte, alla Sicilia, con un bel po’ di Lazio, con un bel po’ di Abruzzo etc.. E allora oggi Berlusconi è in Israele: uno dei pochi Paesi dove non dovrebbe proprio mettere piede neanche per sbaglio, neanche per fare scalo, perché?Perché Israele è proprio il contrario del modello berlusconiano, anche se lui finge di essere il migliore amico e qualcuno in Israele abbocca pure. In realtà, quello che succede in Israele nel rapporto tra politica e giustizia è esattamente l’opposto di quello che succede da noi: sapete che in Israele, come in Italia e come in Francia, il Capo dello Stato non può essere processato per reati collegati alle sue funzioni durante l’esercizio delle funzioni medesime, però qualche anno fa c’era il penultimo Capo dello Stato, che si chiama Kazan, nomen omen, visto che fu beccato a molestare alcune segretarie. Poteva impugnare la propria immunità e restare al suo posto, in realtà gli venne da ridere all’idea di acciuffare l’immunità, che è una cosa seria che dovrebbe essere collegata con i compiti istituzionali, per proteggersi da un processo che lo riguardava in quanto privato cittadino con le mani un po’ troppo lunghe: infatti se ne andò, si fece processare a mani nude e senza scudo. Poi ci sono le altre cariche: per esempio il Presidente del Consiglio che, come in tutto il mondo, nessun Paese escluso, non ha alcuna immunità legata alla carica di Presidente del Consiglio; voi sapete che continuano a riempirci le orecchie, “ in tutto il mondo il Presidente..”: in nessun Paese del mondo il Primo Ministro ha un’immunità legata alla carica di Primo Ministro, se è parlamentare ha lo stesso trattamento di tutti gli altri parlamentari e, se non è parlamentare, è nudo, a disposizione della giustizia e può anche essere arrestato in certi Paesi, senza nessuna richiesta di permesso al Parlamento. Infatti in Israele Olmert, Presidente del Consiglio di un Paese in guerra, in piena guerra del Libano.. anzi, credo fossimo tra la guerra del Libano e la guerra di Gaza, fu accusato dalla Polizia, che poi presentò una denuncia alla magistratura, di un piccolo finanziamento illecito: quando parlo di finanziamento illecito, parlo di finanziamento illecito, ossia di soldi presi dal suo partito, Kadima, partito fondato da Sharon, che poi ha avuto l’ictus e è ancora in stato vegetativo, ma è ancora formalmente vivo, finanziamento non registrato e quindi non una tangente in cambio di un appalto etc., ma un finanziamento irregolare. Non ha detto “ ah, beh, ma i finanziamenti irregolari non sono reato”, oppure “ ah, beh, ma lo facciamo tutti”, “ ah, beh, ma la legge non basta, i partiti costano di più di quanti soldi possono prendere per legge e quindi è ovvio che si arrotonda”, oppure “ mah, è colpa del mio segretario”, “ ah, ma le toghe rosse, ah, ma il complotto dei miei avversari labouristi..”, “ voglio lo scudo, voglio il lodo qua, voglio il lodo là, il lodo costituzionale, il lodo mica costituzionale e il legittimo impedimento e il processo breve e il diavolo che se lo porta”! Ha detto “ io sono innocente, lo dimostrerò in Tribunale, mi dimetto e sono orgoglioso di avere governato un Paese nel quale la Polizia e la magistratura possono indagare liberamente, senza condizionamenti, sui capi del governo”, ha detto questo, Olmert, due estati fa, prima di dare le dimissioni, negli stessi giorni in cui l’Italia approvava il Lodo Alfano. Frase che andrebbe scolpita all’ingresso di Palazzo Chigi, di Palazzo Madama, Montecitorio, Quirinale e anche di Palazzo Grazioli, Villa Certosa e Arcore : “ sono orgoglioso di avere governato un Paese nel quale la magistratura e la Polizia sono libere di indagare liberamente, senza condizionamenti, sul capo del governo e quindi mi dimetto”. Dice “ ah, ma se poi lo assolvono?”, se lo assolvono rientra in politica, solo da noi vale questa roba, dice “ se lo assolvono?”, se lo assolvono meglio, vuole dire che diceva la verità! Da noi questo “ se lo assolvono” non ha alcun senso, perché? Perché tanto anche se lo condannano resta dentro il Parlamento lo stesso, da noi dicono “ e se lo assolvono?”: sì, ma perché se lo condannano cambia qualcosa? Se ti assolvono sei vittima di un complotto, se ti condannano sei vittima di un complotto e intanto resti in politica, allora che differenza fa l’assoluzione o la condanna? Hanno beatificato Craxi, che era condannato, che cosa gliene importa se lo assolvono?!
Se assolvono o condannano qualcuno non fa alcuna differenza, tanto è sempre un complotto: se ti assolvono hai la prova che i PM complottavano contro di te e finalmente hai trovato dei giudici terzi, se ti condannano è la prova che c’è un complotto dei Pubblici Ministeri, che si sono messi d’accordo con i giudici per fotterti, quindi è un complotto perpetuo in Italia, quando si processa un politico.
In Francia avete appena visto un’altra lezione di civiltà: hanno detto “ ah, ma in Francia..”, no, in Francia un corno! In Francia c’è il Capo dello Stato.. ma perché i Capi dello Stato hanno questa forma di trattamento diverso da quello dei comuni cittadini? Perché il Capo dello Stato è l’emanazione del Re, è la prosecuzione del Re: ecco perché c’è questo privilegio che riguarda uno, perché è il simbolo della Nazione, per gli anni in cui la simboleggia lo si preserva e dopo lo si processa, questa è una regola accettabile, ma non c’entra niente con il Presidente pro tempore del Consiglio della Camera, del Senato, o con i Ministri e cose del genere. Infatti in Francia era a capo del governo Dominique De Villepin: era a capo del governo con Chirac all’Eliseo e aveva un nemico acerrimo all’interno del partito gaullista, ossia Nicola Sarkozy, il quale con le sue denunce - Ministro dell’Interno del governo De Villepin- riesce a fare aprire un processo per l’affare Clair Epstein, in cui De Villepin è accusato, insieme a alcuni uomini dei servizi segreti, di aver accumulato dei dossiers per screditare delle persone tra le quali Sarkozy, accusandole di aver preso soldi etc. etc.. De Villepin ha sempre detto “ non ho fatto niente, non ho dato nessun ordine: se qualcuno ha fatto dei dossiers, non li ha fatti su mio input”. Dopodiché c’era la campagna elettorale per l’Eliseo, per succedere a Chirac che scadeva, i candidati più accreditati erano i due leaders emergenti del partito gaullista, ossia Villepin e Sarkozy. Se ne è candidato solo uno, solo Sarkozy, De Villepin, Capo del governo, ha lasciato alla scadenza della legislatura, si è messo da parte: perché? Perché era imputato, si è fatto il processo e adesso, dopo due anni, è stato assolto: i giudici hanno stabilito che lui non c’entrava niente, avete sentito qualche strepito, il complotto? Guardate che avrebbe avuto ragione a parlare di complotto, perché quel processo lì è nato perché Sarkozy ha montato su un casino che non finiva più, era una provocazione tipo quella della Telecom Serbia, una calunnia nata negli ambienti sarkoziani per eliminare un avversario politico temibile come Villepin, che è molto più signorile, è molto più colto, è molto più presentabile rispetto a questo buzzurro del Presidente francese che abbiamo adesso, il quale comunque è molto più elegante del nostro, naturalmente è tutto parametrato. Villepin viene eliminato dalla corsa all’Eliseo con un processo e due anni dopo viene assolto: figuratevi se non aveva elementi sufficienti per gridare al complotto! Non ha detto mai la parola complotto, ha detto “ Sarkozy mi odia e questo lo sappiamo”, si è ben guardato dal dire “ Sarkozy mi deve amare”, eh, questo lo dice il nostro, perché c’ha uno scolapasta in testa. Ha detto “ Sarkozy mi odia, ma quelli sono fatti suoi, sono felice che la magistratura abbia finalmente accertato la mia innocenza, ora senza rancori ritorno al servizio dei francesi”, capite che cosa è una democrazia rispetto a questa Repubblica delle banane o dei cachi, o dei fichi d’India che è diventata la nostra?
Uno che avrebbe potuto strillare quanto voleva al complotto e nessuno avrebbe potuto dirgli niente non se lo è neanche sognato: perché? Perché chi fa parte del potere non può delegittimare un altro potere, altrimenti delegittima sé stesso di carambola. Quindi ritorno, rispetto, nessun rancore, nessun complotto, nessun urlo, non ha chiesto lodi, non ha chiesto legittimi impedimenti, è andato al processo, sempre presente, non ha detto “ voglio essere giudicato dai miei pari, voi non sapete chi sono io, io sono più uguale degli altri, io sono primus interparete”, come dice quell’altro. No, si è fatto giudicare come un comune cittadino e è stato assolto e, alla fine, dato che i processi finiscono o con la condanna o con l’assoluzione - in Francia non hanno il privilegio che abbiamo noi, di uscire da colpevoli con la prescrizione, salvo rari casi - ha ritenuto che la sentenza di assoluzione fosse una cosa normale. Da noi, ogni volta che assolvono un potente, si dice “ ecco, allora non doveva essere processato”, come se i processi giusti fossero solo quelli che finiscono con le condanne! E’ una cosa folle, tipica nostra.
Berlusconi in Israele, ma anche in Francia, non dovrebbe proprio entrarci, perché lì succedono cose esattamente opposte a quelle che succedono in Italia da quando c’è lui: all’estero, quando un politico ha un processo, salta il politico; da noi, quando un politico ha un processo, salta il giudice oppure salta il processo, questa è la differenza fondamentale.
Il PD e i candidati condannati (espandi | comprimi) - Ma dato che il centrosinistra non vuole essere da meno, che cosa fa? Si è messo a candidare a governatore un imputato: sapete che Berlusconi invece gli imputati preferisce mandarli in Parlamento, perché lì c’è l’immunità; il PD invece qualcuno lo mette anche a governatore, uno dice “ ma non l’avrà mica messo in Campania questo candidato imputato?”, no, perché ne aveva uno, Bassolino, che avrebbe dovuto dimettersi anni fa, è imputato di truffa alla regione che lui stesso presiede e non se ne è mai andato, quindi è parte civile contro sé stesso, è imputato e parte civile, è incredibile, no? Dice “ metteranno un incensurato, uno che non ha processi dopo Bassolino”, invece no: Bassolino ha un processo per truffa e, al suo posto, candidano Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, che ha due processi, due rinvii a giudizio, è già in Tribunale ma ne ha due di processi, mentre Bassolino solo uno. Sempre meglio, no! Per sostituire un imputato una volta ci mettono uno, candidano uno che è imputato due volte. Io avrei preso un ergastolano direttamente, almeno era libero da incombenze, ormai aveva l’ergastolo, governava dalla cella, tanto ormai siamo abituati, abbiamo la signora Mastella che ha il divieto di dimora in Campania, lei dice di essere in esilio a Roma, dice che si candida dall’esilio romano: pensate, una che si candida in Campania e non può fare campagna elettorale in Campania, perché i giudici non la lasciano avvicinare, visti i danni che ha fatto fino a adesso! Farà i comizi con il megafono dal balcone della casa a Roma, oppure in teleconferenza come i pentiti, come i collaboratori di giustizia, anche se lei non è pentita di niente.
Per dirvi chi è questo De Luca, De Luca è stato rinviato a giudizio nel 2008 insieme a 47 persone per associazione a delinquere, ma un’associazione a delinquere piuttosto fornita, piuttosto nutrita, una cinquantina di membri, per concussione, truffa e associazione a delinquere a proposito di vari maneggi urbanistici per un parco marino, il Sea Park, che era stato situato in una zona prima occupata dalla Ideal Standard e lì ci sono speculazioni di ogni genere, con ritardi nell’approvazione del Piano Regolatore Generale, perché se fai il Piano Regolatore Generale poi hai dei vincoli e invece senza il Piano Regolatore Generale puoi fare quello che vuoi e di questo è accusato questo signore. Nel 2009, ossia l’anno scorso, altro rinvio a giudizio con tredici persone per truffa e falso a proposito della delocalizzazione delle manifatture cotoniere meridionali in una zona nuova, la zona industriale nuova di Salerno. Entrambi i processi sono in corso e quindi, se sarà eletto, De Luca dovrà dividersi tra l’aula della Regione Campania e l’aula del Tribunale di Salerno, sarà a mezzo servizio e magari farà anche il Sindaco, chi lo sa? Perché questi sono capaci di tutto, fanno i Sindaci, i Presidenti.. una volta era stato Sindaco contemporaneamente a parlamentare e fu lì che il Parlamento negò l’autorizzazione all’uso di certe intercettazioni, che pare avrebbero potuto addirittura aggravare la sua posizione. Pensate che il Pubblico Ministero aveva chiesto addirittura il suo arresto, poi il G.I.P. invece aveva optato per misure meno afflittive, tanto poi il Parlamento l’arresto l’avrebbe negato e quindi era inutile chiederlo. Questo è il candidato del Partito Democratico nella Campania, devastata dalla questione morale, nella Campania di Casentino etc.. Ora immaginate come fa un partito che candita un pluri/imputato non per reatucoli, ma per associazione a delinquere, concussione, truffa, falso, a fare la morale agli altri che poi non fanno dimettere neanche Casentino, che ha pendente sulla testa un mandato di cattura per camorra confermato l’altro giorno in Cassazione. E’ bene saperle queste cose, perché è evidente che, quando hai un’opposizione che mette direttamente la testa nella tagliola, poi la maggioranza evidentemente vince: anzi, gli elettori diventano sì qualunquisti, ma non perché sentono Grillo o perché sentono Annozero o cosa, diventano qualunquisti perché vedono che non c’è differenza nei comportamenti e conseguentemente si buttano nella disperazione e nell’astensionismo. Spero che non ci sarà astensionismo, perché per fortuna ancora non sono riusciti a relegare i nostri consensi su due soli partiti: il famoso PDL e PD meno L, per cui ci saranno delle alternative e mi auguro, anzi, che nel centrosinistra, oltre a Italia dei Valori e a Sinistra Radicale, anche dentro il PD le componenti più ragionevoli, le persone più normali - parlo di Marino, della Serrachiani etc. - vengano fuori per dire no a questo sconcio in Campania, perché la Campania da anni è veramente il simbolo e l’indicatore di un trend, il termometro di dove va l’Italia. Grazie allo scandalo della monnezza e a Bassolino Berlusconi ha potuto farsi due anni di campagna elettorale, figuratevi quando ci camperanno sul fatto che, al posto di Bassolino, c’è un pluri/imputato per il centrosinistra, mentre il centrodestra candida un incensurato, novità assoluta, ma manca soltanto che Berlusconi vada a fare la campagna elettorale dicendo “ votate per noi, perché il nostro candidato non ha processi in corso”, sarebbe la beffa finale, ma qualcuno se la meriterebbe!
Continuate a seguire Il Fatto Quotidiano, perché ovviamente su questa storia di De Luca e sulle candidature non mi pare di vedere grande interesse da parte degli altri giornali e noi, invece, ci stiamo occupando di questo in prima pagina. Buona settimana e passate parola.


Un'immagine, un racconto

lunedì 1 febbraio 2010

Le preferite di B. incrinano il Pdl: "Basta con le veline in lista"


Irritati. Ma non certo sorpresi. Si riparla ancora di “veline” nelle liste elettorali, di posti che il Cavaliere terrebbe per sé in ciascuna regione per candidare, casomai all’ultimo tuffo, la bella tenebrosa di turno o l’Angelina Jolie del Tavoliere.
E dentro il Pdl, stavolta, c’è maretta. Che rischia anche di ripercuotersi sugli assetti stessi del partito. L’altra volta, alle Europee, ci pensò Veronica Lario a stoppare i bollori da prodigo monarca elettorale del marito; in un battito d’ali le "veline" furono spazzate via.
Ora, però, son tornate. E la base del Pdl non ci sta. Se la ricordano davvero tutti quel "meno male che è intervenuta Veronica", una battuta del ministro La Russa sussurrata ad alcuni amici dopo la "ripulitura" delle liste di giugno.
Stavolta, però, Veronica non c’è. E non ci sarà. Ed è escluso che il ministro La Russa possa tramutare i desiderata in tentativi di far ragionare il Cavaliere. Dunque, il malessere monta.
"Proprio ora che stiamo cercando di elevare il dibattito politico interno – conferma il "falco" Giorgio Stracquadanio – di certo la questione delle veline proprio non deve riesplodere; ma il Cavaliere, io lo so, è fatto così, considera i seggi come titoli onorifici e dunque, senz’altro, anche in questa occasione qualche candidatura femminile sarà accompagnata da polemiche. Devo dire che non se ne sente affatto la necessità…".
Già, però un conto è dire e l’altro è fare. Per il momento, nel Pdl si tenta di nascondere i mal di pancia sottotraccia.
"Finchè non ci sono candidature ufficiali – sostiene sempre Stracquadanio – la protesta formale rischia di trasformarsi in un buco nell’acqua". O, peggio, in un boomerang. Però ci si prepara.
"No, questo giro non si potrà accettare - sostiene secca la direttora del Secolo d’Italia, Flavia Perina - che ci venga sbattuto ancora una volta in faccia questo basso profilo della concezione delle quote rosa. Lo dico e lo ripeto: quello delle veline è un modello finito. Il centro destra sta guardando a figure femminili di altro spessore, la Polverini, la Poli Bortone, e queste regionali, anche sotto questo aspetto, dovranno rappresentare una svolta. Non si può da un lato puntare su donne forti, di valore e solidità politica e dall’altro mettere delle veline in lista, è un paradosso di credibilità che verrebbe rifiutato dall’elettorato".
Bene. E al Cavaliere chi glielo spiega? Perché il problema, alla fine sta tutto lì. Che tutti si lamentano, che parlano nei corridoi delle Camere, ma quando si tratta di dire al Capo "adesso basta", o anche un semplice "pensaci su un po’ su" nessuno getta il cuore oltre l’ostacolo.
"Possibile mai – è ancora arrabbiata Sofia Ventura, docente di Scienza della Politica all’Università di Bologna, che il 27 aprile scorso pubblicò un urticante articolo su Fare Futuro web "Donne e politica, il velinismo non serve" – che in questo partito non si impara mai nulla? Candidare delle veline significa anche mostrare una pesante indifferenza nel valore delle istituzioni oltre a veicolare un modello davvero avvilente della figura femminile, talmente povera da rappresentare un aggravante per il sistema della credibilità politica di questa maggioranza”.
La Ventura non fa sconti: “Io mi sento molto a disagio – spiega ancora – perché è chiaro che il Cavaliere ha 74 anni, ha un’idea della donna che, per essere buoni, è assai lontana dalla realtà e anche da quello che le donne oggi rappresentano nella società".
"Questo tuttavia – prosegue – non può rappresentare una scusante; se lui insisterà nel mettere le veline dentro le liste, stavolta ci vorrà qualcuno che dentro il partito lo fermi". E si torna al problema dei problemi; contraddire il "principe", mettersi di traverso sulla sua fissazione, gratificare le donne con una bella carica istituzionale in cambio dei servigi resi.
Uno scandalo in altri tempi, "oggi quasi una normalità – dice ancora la Ventura – perché in un Parlamento di nominati, ma chi volete mai che metta a rischio il proprio posto per fare una battaglia ideale, per giunta a favore delle donne, con il rischio di non vedersi riconfermato il prossimo giro? Io li sfido questi signori che ammettono un sincero imbarazzo davanti all’ennesimo atto di asservimento della politica alle ragioni personali del Cavaliere, vediamo se davvero qualcuno, prima che sia troppo tardi, gli dice che la misura è colma!".
Succederà? Stracquadanio ne dubita ("non ne ho idea, poi bisogna che glielo dica qualcuno a lui vicino"), mentre Flavia Perina di dubbi non ne ha: “Non se ne parla proprio, le donne che si stanno scegliendo sono altre, su questo non si transige. Di certo qualcuno che metterà uno stop ci sarà".
Ma Ventura, che sembra avere una visione assai concreta della questione, ne fa proprio un problema di cultura interna. Praticamente granitica: "Quando scrissi l’articolo, nell’aprile scorso – ricorda - non ricevetti alcuna manifestazione di solidarietà dalle donne del Pdl, anzi molte di loro mi accusarono di sessismo e di voler condannare le altre donne solo perché belle. Quindi il Cavaliere è circondato da yes men, ma anche yes woman che pur di conservare il posto faranno finta di non vedere. Io però, il partito lo sfido: abbiate il coraggio di dire basta e quello delle vostre azioni".
Stessa musica dalla Perina. Che chiude: "Questa destra ha bisogno di competenza, di rigore, di far emergere una cultura politica lontana anni luce dalle veline e dal modello che rappresentano: è finito quel tempo. E stavolta non passa".

Sara Nicoli Politica&Palazzo | Il Fatto Quotidiano del 31 gennaio 2010


Le campagne del Cavaliere contro la stampa di GIUSEPPE D'AVANZO

Indifferente al significato dell'impegno internazionale che lo attende da oggi in Israele, Berlusconi riesce a parlare, in un colloquio con Haaretz, delle sue personali contrarietà domestiche ficcandole senza imbarazzo tra la politica di colonizzazione dei territori arabi, le relazioni diplomatiche tra Tel Aviv e Damasco, il minaccioso programma nucleare di Teheran. Prigioniero di se stesso, l'Eletto non può concepire agenda nazionale e internazionale che non preveda la glorificazione della sua azione di governo, l'autoelogio, un'incontrollata quantità di menzogna politica. Come un bambino capriccioso che sorride, piagnucola e ringhia se non lo si coccola come desidera, Berlusconi chiede all'appuntamento internazionale l'applauso che gli assicuri un qualche restyling della sua compromessa credibilità di "uomo di Stato". Vaste programme, che lo costringe a parlare di se stesso anche in quest'occasione.
Lo fa nel solito modo: "Sono stato vittima per molti mesi di una campagna di stampa che è stata probabilmente la più aggressiva e calunniosa di quante ne siano mai state condotte contro un capo di governo. Ho subito aggressioni politiche, mediatiche, giudiziarie, patrimoniali e anche fisiche".
Sono parole sventurate per più ragioni. È inopportuna l'occasione, soprattutto. I problemi aperti in Medio Oriente dovrebbero apparire al presidente del Consiglio più rilevanti delle sue personali difficoltà. È sbagliato il luogo in cui mette in scena il suo piagnisteo contro l'informazione e la giustizia. Israele è una democrazia che sa essere severa contro gli errori e le debolezze di chi governa. Nel corso del tempo, ne hanno fatto le spese anche "padri della patria" come Yitzhak Rabin e Ariel Sharon. Un capo di Stato, Moshe Katzav (Likud), ha dovuto lasciare l'incarico e affrontare un processo per molestie sessuali. Dopo insistenti inchieste giornalistiche - anche della tv pubblica - due ministri, Avraham Hirschson (Kadima) e Shlomo Benizri (Shas), sono stati condannati a cinque e quattro anni di carcere per corruzione e riciclaggio. L'anno scorso, con un anno di anticipo sulla fine del mandato, il premier Ehud Olmert (Kadima), accusato di corruzione, si è dimesso pur dichiarandosi innocente con parole che non ascolteremo mai dalla voce di Berlusconi: "Sono orgoglioso di essere il primo ministro di un Paese che indaga i suoi primi ministri, in cui nessuno è al riparo dalla legge".
Sono parole che avrebbero dovuto consigliare a Berlusconi una maggiore discrezione tanto più che la metà dei cittadini del nostro Paese, come Olmert, pensa che nessuno - tanto meno chi governa protetto da un micidiale conflitto d'interessi - possa essere messo "al riparo della legge". Soprattutto se deve dar conto di condotte che lo hanno visto corrompere giudici e testimoni e truffare il fisco, e lo vedono manipolare la produzione legislativa a suo vantaggio anche al prezzo di sfasciare l'amministrazione della giustizia, cancellare la certezza della pena, trasformare l'Italia nel Paese più criminofilo d'Occidente.
Il vittimismo consegnato a Haaretz è infine il clamoroso smascheramento di una congiuntura politica nazionale. Ripropone il canone di un "regime della menzogna" che inganna l'opinione pubblica intenzionalmente e consapevolmente, ben sapendo che cosa si sta deliberatamente nascondendo. Berlusconi avrebbe potuto far tesoro della solidarietà umana e politica ricevuta dopo l'aggressione di piazza Duomo per inaugurare una nuova stagione. Al contrario, egli svela come ogni auspicio di dialogo sia soltanto una strategia di comunicazione vuota. Ancora una volta soltanto finzione, menzogna. L'Egoarca assimila il gesto di un pazzo a una catena di eventi politici, che egli stesso ha provocato, ancora tutti aperti. Oggi come ieri, attuali. Il ritorno alla ribalta delle candidature di "veline" ripresenta la commistione pubblico/privato, l'umiliazione di una rappresentanza politica degradata a fatto privato, quel disprezzo delle donne che ha convinto Veronica Lario a parlare, in primavera, di "ciarpame politico". L'accusa, lanciata dall'house organ di famiglia di un "complotto" ordito da un network di "magistrati, politici e giornalisti" attraverso Patrizia D'Addario per screditare il capo di governo, riscrive nell'agenda politica la questione della "vulnerabilità" di Silvio Berlusconi. Perché delle due, l'una. O Panorama, nonostante le smentite della Procura di Bari, dispone di riscontri a quell'ipotesi di cospirazione e si ha la dimostrazione che le domande, eluse dal presidente del Consiglio per mesi, hanno ancora oggi un fondamento di grande interesse perché è in gioco la sicurezza nazionale (quali sono oggi i comportamenti del capo del governo? Le condotte di ieri lo hanno reso prigioniero di pressioni che non conosciamo?). O Panorama non ha riscontri coerenti con le sue accuse e affiora di nuovo una questione già intravista in autunno: la "macchina del fango" che un potere politico, mediatico ed economico, concentrato in una sola mano, può muovere contro tutti coloro che, per ragioni diverse, sono considerati "nemici". Come è accaduto, nel corso del tempo, a una moglie "ribelle"; al direttore dell'Avvenire troppo critico; al presidente della Camera troppo perplesso; all'editore, al direttore, ai giornalisti di un gruppo editoriale troppo interrogativo.
Se saltasse fuori che il complotto di Panorama non è altro che un bluff, diventerebbe necessario e attuale verificare come alcune testate della casa editrice del capo del governo abbiano trasformato scientificamente lo scandalo in uno strumento di lotta per il potere politico minacciando per l'oggi e il domani la reputazione dei non conformi, dei dissenzienti o semplicemente dei neutrali. Nel caleidoscopio delle verità rovesciate che organizza, Berlusconi si rappresenta - anche in occasioni molto inopportune - come vittima di "campagne di stampa e aggressioni", ma càpita che i fatti siano ostinati e potrebbero dimostrare presto come sia proprio il presidente del Consiglio l'accorto regista della black propaganda che avvelena il Paese, l'architetto di una menzogna pubblica che compromette la res publica, lo spazio democratico e la possibilità di gettarci alle spalle l'odio che Berlusconi alimenta con sapienza comunicativa. Anche quando è all'estero.

Giuseppe D'Avanzo (La repubblica - 1 febbraio 2010)

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Monte Pellegrino visto dalla borgata di Acqua dei Corsari

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Un'immagine, un racconto

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La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)