"Dopo gli anni ovattati dell'infanzia e quelli spensierati dello studio ci si immerge nella catena lavorativa che, al di là di qualunque gratificazione, assorbe e lascia poco tempo ... e poi finalmente arriva la tua quarta dimensione ... e ritrovi quella serenità smarrita."

Il presente blog costituisce un almanacco che in origine raccoglie i testi completi dei post parzialmente pubblicati su: http://www.laquartadimensione.blogspot.com, indicandone gli autori, le fonti e le eventuali pagine web (se disponibili).

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Fotogazzeggiando: Immagini e Racconti

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martedì 19 ottobre 2010

Er ministro novo

Guardelo quant'è bello! Dar saluto

pare che sia una vittima e che dica:

- Io veramente nun ciambivo mica;

è stato proprio el Re che l'ha voluto! -

Che faccia tosta, Dio lo benedica!

Mó dà la corpa ar Re, ma s'è saputo

quanto ha intrigato, quanto ha combattuto...

Je n'è costata poca de fatica!

Mó va gonfio, impettito, a panza avanti:

nun pare più, dar modo che cammina,

ch'ha dovuto inchinasse a tanti e tanti...

Inchini e inchini: ha fatto sempre un'arte!

Che novità sarà pe' quela schina1

de sentisse piegà dall'antra parte!

1) Schiena.

Trilussa


Berlusconi offshore

Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile.
Bugie vere - Però basta aspettare, dopo qualche mese, giorno, anno, di solito le bugie trovano una smentita, il problema è che poi nessuno lo viene a sapere perché non si sa mai come vanno a finire le storie e allora facciamo qualche caso, anche perché ormai le bugie non sono soltanto il racconto di un fatto inventato e presentato invece come vero, oppure il racconto di un fatto vero, ma manipolato dalla propaganda, le bugie sono anche quando si usa una parola sbagliata per definire qualcosa, quando cioè non si chiamano più le cose con il loro nome, ma con un altro nome per depistare l’attenzione della gente.
Proprio l’altro giorno a Firenze in un convegno organizzato da Libertà e Giustizia, è l’ex Presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky ha fatto alcuni esempi di quella che lui ha chiamato la neolingua, un idioma completamente folle che ha preso piede in Italia da quando il padrone della televisione è diventato anche il padrone della politica, oltre che dell’economia e di tutto quanto e quindi alla fine è diventato pure il padrone delle parole e tutti noi abbiamo cominciato a parlare con le parole sue, non più facendo attenzione al loro significato e alla loro proprietà e questo naturalmente porta acqua al mulino dei mentitori di regime e ha fatto gli esempi, scendere in campo, l’amore, l’odio, la libertà, il partito degli italiani e tante altre parole che si potrebbero raccontare che sono state inventate, oppure che sono state piegate in questi anni su significati diversi da quello che hanno nel nostro vocabolario, basta pensare a tutte le truffe anche linguistiche intorno alla guerra che è stata chiamata missione di pace, allora quando si va in missione di pace e poi muoiono i soldati, bisogna raccontare che i soldati sono eroi, mentre in realtà i nostri soldati morti non sono eroi per niente perché non hanno fatto nessun gesto eroico, erano lì a fare il loro servizio e sono stati uccisi, quindi sono vittime, non sono eroi, ma vittime di cosa? Di una pace? No di una guerra, quindi vedete come poi mentire su un fatto ti costringe poi a mentire su altri per tenere in piedi la menzogna. Partirei da quello che è successo ieri sera a Report, il programma d’esordio di Milena Gabanelli e di come è stato presentato da alcuni giornali, intanto per ridere un po’ guardare Il Giornale di oggi “La perizia dei PM che inchioda Fini, l’appartamento di Montecarlo, i magistrati monegaschi a quelli romani: la casa valeva un milione, più del triplo del prezzo di vendita e ora archiviare è difficile. Report in fuga dal Principato finisce alle Antille e cerca di spacciare Berlusconi per il Presidente della Camera, qui se non fosse che questo sembrerebbe un giornale perché si presenta con la stessa veste degli altri, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate, Report avrebbe dovuto stazionare a Montecarlo e ripetere le cose che abbiamo già sentito milioni di volte e non recarsi invece alle Antille dove non il cognato di Berlusconi, ma Berlusconi possiede diverse ville, ha cementificato un promontorio e una baia, il tutto spendendo una ventina di milioni, che peraltro non sappiamo a chi sono andati, perché non sappiamo di chi sono le società che si stanno occupando della costruzione di questo gigantesco complesso turistico e soprattutto non sappiamo chi c’è dietro a questa famosa o famigerata Arner Bank, la cui filiale milanese è sotto inchiesta a Milano e a Palermo per riciclaggio, la Arner Bank è quella dove Berlusconi ha il conto corrente N. 1 e la Banca d’Italia ha già segnalato operazioni di possibile riciclaggio su una certa quantità di capitali in parte dicono i magistrati, capitali propri riguardanti il nostro Presidente del Consiglio, quindi Report ha finalmente rimesso le cose a posto, cioè non il cognato di Berlusconi sospettato di affittare o di possedere una casa di 55 metri quadrati a Montecarlo venduta da Alleanza Nazionale a una società offshore , ma Berlusconi in persona possiede diverse ville intestate a società offshore, collegate a una società di cui nessuno sa chi c’è dietro e soprattutto con soldi movimentati da una banca sospettata di riciclaggio dalla Procura di Milano e di Palermo, adesso naturalmente ci si aspetterebbe che Il Giornale e Libero facessero una raccolta di firme per le dimissioni di Berlusconi, facessero 60/90 copertine e prime pagine seguiti da campagne di Tg1, Tg2, Tg5 e Studio Aperto, Rete 4, Panorama etc., invece naturalmente non succederà nulla di tutto questo. Tant’è che si continua sulla casetta a Monaco, anziché alzare gli occhi dal cognato e guardare invece il titolare che, tanto per cambiare è il nostro Presidente del Consiglio che è impegolato in pieno in tutto il mondo offshore e in tutti i paradisi fiscali dei Caraibi. Ma è anche interessante come anche un giornale “indipendente” La Stampa di Torino di proprietà della FIAT, dà questa notizia, notizia rilevata da Report, ma preceduta da un’altra notizia clamorosa, che l’Avvocato Ghedini pretendeva la censura preventiva del programma, annunciando già querele prima ancora di averlo visto, tant’è che la Gabanelli con grande candore ha detto: ma guardatela tra trasmissione, poi magari ci quereli, ma come fai a querelarci prima che andiamo in onda? Ricorderete che nelle intercettazioni di Trani si sentiva il Cavaliere dare di matto con Masi, con il commissario della AGcom Innocenzi perché voleva assolutamente chiudere Annozero prima che andasse in onda, non appena si veniva a sapere che avrebbe parlato della D’Addario o di Ciancimino o di Spatuzza o del caso Mills, mentre Masi spiegava a questo Innocenzi che era pressato dal Cavaliere che chiudere ex ante un programma è Roma di Zimbabue, semmai lo si chiude, semmai no si chiude ex post, Masi è un burocrate quindi è per la via burocratica alla censura, ci vogliono le carte a posto, aspettiamo che Santoro faccia qualcosa che non ci piace, la faccia fuori dal vaso e poi chiudiamo ex post, ma non ex ante. Adesso è saltata anche la via burocratica alla censura, per cui Masi è stato costretto a smentire sé stesso e a fare un provvedimento che chiudeva Annozero ex ante, addirittura prima di sapere di cosa avrebbe parlato Annozero questo giovedì e il prossimo, poi sapete che come al solito gli è andata male perché Santoro ha fatto ricorso all’arbitrato e quindi la squalifica di due settimane è stata per il momento sospesa e quindi Annozero andrà in onda questo giovedì e il prossimo, ma persino Ghedini che aveva difeso Annozero perché Ghedini ha tanti difetti ma non è un censore preventivo, è stato costretto ieri a fare questa partaccia di chiedere a un programma di non andare in onda, perché evidentemente immaginate il nano quanto ha dato di matto tra sabato e domenica nel tentativo disperato di bloccare quella trasmissione che lo mette di nuovo al centro di un problema sul quale i suoi house organ avevano cercato di dirottare l’attenzione a proposito di Fini, del cognato etc., i rapporti tra Berlusconi, le offshore, il mondo dei paradisi fiscali che tutto l’occidente, soprattutto dopo la crisi finanziaria, sta combattendo con le liste nere, grigie e lo stato di Antigua e Barbuda dove Berlusconi ha queste ville, è a pieno titolo nella lista grigia dell’Ocse , tra i paesi che non collaborano e non danno trasparenza finanziaria e fiscale alle società che lì vengono create. Un giornale "indipendente" come La Stampa, oggi in prima pagina un minuscolo titolo su questo caso, che è intitolato “La Polemica” come se fosse una polemica filosofica, un certamen, una discussione accademica, le case, le società offshore e nei paradisi fiscali di Berlusconi sono La polemica e qual è la polemica? Scontro Report – Pdl sulle ville del Premier, naturalmente chi ha visto la puntata ha visto che non c’è stato nessunissimo scontro, c’è un giornalista, un inviato, Paolo Mondani che è andato sul posto e ha intervistato le persone e ha fatto vedere delle immagini, dei documenti, ha fatto delle domande, La Gabanelli ha detto che Berlusconi avrebbe il dovere di spiegare queste cose, visto che riguardano lui, non cognati, cugini, zie, prozie etc., riguardano lui e ci sono inchieste di riciclaggio sulla banca che ha movimentato queste cose, ci sono dubbi sulla proprietà della società che per lui ha costruito queste case, ha intermediato la vendita dei terreni, quindi è lui che deve spiegare perché riguardano lui non un suo parente o un suo amico, tutto questo viene sminuzzato sotto l’occhiello “la polemica” e il titolo “scontro Report – Pdl sulle ville del Premier” come ci fosse uno scontro tra la Gabanelli e il Pdl, la Gabanelli ha fatto il suo mestiere, è il Pdl che gli è andato contro, ma non c’è nessuno scontro quando tu stai fermo e uno ti viene dentro, no? Per non usare la parola “censura”, pensate a cosa ricorrono questi giornali e chiamare le cose con il loro nome è importante perché poi se uno usa la parola giusta, la gente capisce cosa è successo, per esempio sul caso Santoro avete visto, che poi non esiste, che si è tentato, tutti i giornali titolavano “Santoro ha insultato Masi mandandolo a ‘fanculo” anzi a “’fanbicchiere” vuole dire ‘fanculo, quindi Masi ha dovuto provvedere perché non esiste nessuna società che un dipendente insulti il suo Direttore generale o come dice Masi di sé stesso, il suo capo – azienda, termine un po’ Fantozziano, è poi vero che Santoro ha insultato Masi? E’ interessante perché se fosse vero almeno lo potrebbero sostenere, ma bisognerebbe che fosse vero che Santoro ha insultato Masi. Se fate caso l’altra sera in quel programma che per fortuna non vede nessuno a mezzanotte su RAI 2, mi pare si chiami “l’ultima parola” forse lo dovrebbero intitolare l’ultima cazzata, visto quello che va in onda, c’era il povero Gomez che cercava disperatamente insultato e assediato e accerchiato da un sacco di gente che lo insultava, compreso Sgarbi, di dire alcune cose, non è riuscito, proprio perché sopraffatto a leggere semplicemente le parole che vengono contestate a Santoro, il famoso insulto a Masi, in realtà ricordate che Santoro non ha neanche parlato di Masi, ha semplicemente paragonato la situazione di Annozero e della RAI a quella di una fabbrica di bicchieri che è leader nel mercato, che vende bicchieri a gogò, perché li fa bene i bicchieri e a un certo punto il padrone della ditta decide che bisogna smettere di produrre questi bicchieri, oppure bisogna cambiare questi bicchieri perché vendono troppo e quindi la ditta va troppo bene, quindi alla fine di tutta questa metafora, Santoro diceva testualmente “ma voi imprenditori se vi dicono che tutti i bicchieri anche quelli della vostra azienda devono tutti avere il marchio libertà ex ante, altrimenti non vanno in commercio, cosa gli dite? Che sia l’azienda, il direttore, l’autorità gli direste “ma vaffanbicchiere”” secondo voi questo è un attacco personale a Masi?Perché questo proprio questa scritto Masi nel provvedimento con cui sospendeva per 2 settimane Annozero, punendo tra l’altro la trasmissione e quindi i suoi redattori e i suoi telespettatori, facendo finta di punire Santoro, se vuoi punire Santoro dagli una multa, ma non bloccare una trasmissione. Bugie televisive e bugie elettorali - “Frasi insinuanti – scriveva Masi – e espressioni allusive e irriguardose, chiaramente volte a denigrare il direttore generale della RAI, così concretizzando di fatto un attacco personale”.L’attacco personale è quando attacco personalmente te, non quando faccio una metafora dove cerco di spiegare un problema e dove mi rivolgo all’azienda, il direttore e l’autorità, e infatti Masi aggiunge “come unanimemente recepito dai massmedia” se i massmedia avessero dato conto delle parole esatte di Santoro, lui non avrebbe potuto sostenere che era un attacco personale, ma tutti o quasi i media hanno scritto che Santoro aveva insultato mandandolo a “fan”, Masi, mentre invece non è vero, aveva fatto una metafora per spiegare il problema di un’azienda che quale programma va a sabotare? Non quelli che non hanno successo e che quindi costano più di quello che rendono, ma proprio un programma che ha successo, dà prestigio all’azienda e quindi rende più di quanto costa, questo era il suo ragionamento. Se Santoro voleva a “‘fanculo” Masi ce lo mandava direttamente, non mi pare sia uno che si nasconda dietro a un dito, ma vedete com’è importante prendere il testo delle cose, chiamare le cose con il loro nome, usare le parole giuste affinché la gente capisca o com’è furba invece l’operazione di chi cambia le parole per depistare l’attenzione o fare in modo che la gente capisca altro rispetto a quello che è successo. Ma non è mica l’unico caso, qualcuno di voi ricorderà che qualche mese fa, credo fosse marzo – aprile, proprio quando furono chiusi i programmi di approfondimento per chiudere Annozero alla vigilia delle elezioni, la lista del Pdl a Roma, come pure a Milano rischio di non essere presentata, di non comparire sulla scheda elettorale, perché erano arrivati in ritardo a presentarla sulla scadenza prevista dalla legge, c’era un certo Milioni che doveva presentare le lise del Pdl a sostegno della Polverini a Roma, che era arrivato tardi e quindi era stato escluso, allora lui stesso aveva detto: sono uscito per farmi un panino, poi quando sono rientrato i Radicali mi hanno fatto violenza, non ho potuto mettermi in coda con gli altri, quindi sono stato escluso con la violenza, Berlusconi negò addirittura responsabilità e disse: ci è stato impedito di presentare le liste, non vi è stata da parte nostra nessuna responsabilità riconducibile ai nostri dirigenti, il comportamento della sinistra è stato e è antidemocratico e meschino, dopodiché cosa fecero? Denunciarono il Magistrato per abuso d’ufficio che aveva impedito loro all’ufficio elettorale della Corte d’Appello di presentare la lista perché erano arrivati fuori tempo, denunciarono i Radicali per violenza e per la minaccia che avrebbero proferito a danno di questo povero Milioni impedito a presentare le liste, fecero una campagna tremenda contro le toghe rosse che volevano impedire al centro-destra di vincere le elezioni, si fecero un decreto in corso d’opera avallato da Napolitano per cambiare la legge elettorale e legittimare ex post le illegalità che avevano commesso, così rimase nella testa della gente che a Roma si era cercato di impedire di presentare quelle liste, anche se poi la Polverini aveva vinto lo stesso, perché poi alla fine il Tar stabilì che il Decreto non poteva funzionare in quanto cambiava una legge nazionale, mentre le elezioni regionali sono regolate da leggi regionali e il Decreto non cambiava la Legge Regionale ma cambiava quella nazionale. Adesso il Magistrato che è stato processato a Perugia con l’accusa, denunciato dal centro-sinistra per avere impedito la presentazione delle liste, si avvia all’archiviazione perché rivela L’Espresso questa settimana, “Milioni di bugie”, cosa si è scoperto? Intanto che non c’è stata nessuna violenza a danno di Milioni da parte dei Radicali e l’ha detto Milioni ai magistrati, quando si parla davanti ai magistrati le chiacchiere stanno a zero, se uno mente, commette falsa testimonianza, infatti mutando versione come scrivono i PM nella richiesta di archiviazione, Milioni dice: i Radicali non pronunciarono nei nostri confronti frasi minacciose, non ci fu alcun contatto fisico, fecero un po’ di chiasso e si limitarono a sdraiarsi per terra, il problema qual è? Non sono i Radicali sdraiati per terra, è che Milioni è arrivato in ritardo rispetto all’orario previsto delle ore 12 di quel fatidico giorno di fine febbraio, ma di più, i magistrati sono andati a vedere i tabulati del telefonino di Milioni, perché dai tabulati del telefonino si capisce tu dove stai, se stai nella zona del Tribunale, oppure no, lui dove era? Tra le 11,40 e le 12,30? Era nella zona di Via di Pineta Sacchetti che è a 6 chilometri da Piazzale Clodio dove c’è il Tribunale, dove c’è l’ufficio elettorale, quindi Milioni era a 6 chilometri dal luogo dove avrebbe dovuto presentare le liste, è la prova che è arrivato in ritardo, quindi che tutta la campagna che è stata fatta contro i magistrati, contro i Radicali, a sostegno del Decreto firmato poi da Napolitano e bocciato poi dal Tar e dal Consiglio di Stato, era completamente falsa, una gigantesca bufala che ha alterato la campagna elettorale e quindi il risultato delle elezioni, pensate quanta gente è andata a votare, convinta che bisognasse fare fronte comune con la Polverini, contro le toghe rosse e i comunisti cattivi che addirittura vogliono impedire al centro-destra di presentarsi alle elezioni. Ma andiamo avanti, perché di balle smascherate questa settimana ce ne sono veramente parecchie. Ricordate Calciopoli? Era molto chiara quando nel 2005 uscirono le intercettazioni di Moggi, della Fiorentina, della Lazio, del Milan, della Reggina, della Cupola, qualche mese fa al processo di Napoli, gli Avvocati di Moggi dicono: i magistrati e i Carabinieri non hanno tirato fuori tutte le intercettazioni, perché? Perché quello che aveva fatto Moggi, in realtà lo facevano tutti, lo facevano anche quelli che si propongono come vittime della cupola di Calciopoli, lo faceva Facchetti e sventolarono con grande clamore una telefonata tra Facchetti che all’epoca era dirigente dell’Inter e il designatore arbitrale Paolo Bergamo, in cui dicevamo gli Avvocati di Moggi, Facchetti diceva a Bergamo “metti dentro Collina” l’arbitro che evidentemente secondo gli Avvocati di Moggi, Facchetti voleva imporre al designatore arbitrale perché evidentemente favorevole all’Inter, qualcuno disse: ma no, Facchetti lo faceva per legittima difesa contro la cupola, ma qui il problema è: l’ha detta Facchetti quella frase o non l’ha detta Facchetti, perché se l’ha detta Facchetti bisogna processare l’Inter esattamente come le altre società coinvolte in Calciopoli, non serve a dimostrare che Moggi è innocente, dimostrare che Giacinto Facchetti è colpevole, semmai abbiamo due colpevoli, abbiamo un colpevole in più, invece Moggi la usava per dire: lo fa Facchetti, quindi allora sono innocente, perché questo è il teorema berlusconiano e craxiano è passato: se io sono ladro, ma riesco a scoprire che c’è anche un altro ladro, allora non è che siamo due ladri, siamo 0 ladri! Questo non può funzionare, però se si dimostrasse che Facchetti ha chiesto e ottenuto, ma anche solo chiesto un arbitro al designatore arbitrale, vorrebbe dire che almeno una volta ha fatto ciò che Moggi faceva sempre e quindi nelle proporzioni dell’episodio, andrebbe processata anche l’Inter. Tutto questo cancan, poi si è spento, non se ne è più saputo niente, intanto il processo sta andando avanti all’insaputa dei giornali e dei cittadini, se non che a un certo punto cosa è successo? Che il Tribunale ha chiesto a un perito di andare a riascoltare quell’intercettazione per vedere se ha ragione la difesa di Moggi e cioè che bisogna processare anche l’Inter per quello che diceva Facchetti, intanto il figlio di Facchetti, aveva detto: no, non era mio padre che lo diceva, nella telefonata si capisce benissimo che è Bergamo che parla di Collina e non è mio padre, la riconosco la voce di mio padre ma non gli hanno dato retta, hanno detto: è il figlio, difende la memoria del padre, non ci possiamo fidare, perizia definitiva del Tribunale, il perito è andato a riascoltare quella telefonata e che cosa ha scoperto? Che la frase su Collina la dice Bergamo e non la dice Facchetti, quindi tutto il cancan che è stato fatto da Moggi e dai suoi trombettieri sparsi nei vari giornali, sono ancora parecchi, era completamente basato sul falso, hanno calunniato un morto, perché il povero Facchetti non c’è più, hanno sputtanato il buon nome di Facchetti, cosa facendo? Semplicemente invertendo le frasi della conversazione, attribuendo a lui quello che diceva all’altro, naturalmente non c’è stato nessun clamore paragonabile a quello che c’era stato a suo tempo, quindi ci sono moltissime persone, anche in buonafede convinte che Moggi è un perseguitato dalla lobby dei magistrati alleati con l’Inter, non si è ancora capito per quale motivo i magistrati di Napoli dovrebbero essere alleati con l’Inter, ma comunque ci sono un sacco di persone, convinte anche in buonafede che c’è un complotto, proprio perché non hanno la possibilità di avere il quadro completo dei fatti e quindi ciascuno va a tifoseria, alcuni juventini pensano che la Juve è stata vittima di un complotto, perché? Perché semplicemente non gli è stato fornito lo strumento per capire che la dirigenza juventina di quel periodo, il periodo Moggi - Giraudo era una dirigenza inquinata dall’illecito sportivo permanente e stabile e lo dice uno juventino che però conosce i fatti e che quindi si vergogna di quello che ha fatto la società per la quale simpatizza. Bugie siciliane - Altra balla, ne abbiamo parlato spesso, Ciancimino chissà se Ciancimino dice la verità o meno, quando parla bisogna stabilire se quello che dice è vero o è falso, quando porta dei documenti bisogna stabilire se quei documenti sono autentici o meno, sono documenti originali o sono documenti apocrifi, fabbricati a arte e poi bisogna ancora stabilire naturalmente se quello che c’è scritto nei documenti è vero o non è vero, tra l’autenticità e la veridicità di un documento, ce lo siamo già detti, c’è ancora un salto, quindi è giusto che il testimone Ciancimino venga sottoposto al più duro esame e riscontro, perché?Berlusconi archiviato sia per riciclaggio, sia per mafia, per concorso esterno, perché? Ogni volta i magistrati dicevano: abbiamo elementi ma non sufficienti allo scadere delle indagini per supportare un giudizio nei suoi confronti e quindi l’archiviazione vuole dire che il fascicolo rimane congelato in freezer, in attesa di fatti nuovi, se emergono fatti nuovi il fascicolo viene riaperto, ecco perché le parole di Ciancimino e ultimamente anche della madre di Massimo Ciancimino, della vedova di Vito Ciancimino sono fondamentali e gravissime se fossero confermate le parole e i documenti a supporto, perché se fossero autentiche e veridiche, vorrebbero dire che è vero che Berlusconi ha ricevuto soldi, capitali mafiosi negli anni 70/80 da Vito Ciancimino, dai costruttori Bonura e Buscami, da Stefano Bontade come già hanno raccontato Rapisarda e tanti pentiti, qui le chiacchiere sono a zero perché ci sono documenti originali, se sono autentici vuole dire che bisogna riaprire le indagini su Berlusconi per mafia e per riciclaggio, capite qual è la posta in palio, infatti Berlusconi l’ha capita, i suoi giornali l’hanno capita e infatti hanno cominciato a martellare Ciancimino dicendo che è un cazzaro, che è un pallista, che racconta balle. Approfittando di quello che ha detto il Gen. Mori, imputato nel processo dove Ciancimino è testimone di accusa anche nei suoi riguardi, hanno detto: lo dice anche il Gen. Mori Massimo Ciancimino fa i documenti con il photoshop , con il copia e incolla, taglia delle parole, le appiccica, poi fa il photoshop e fa finta che sono documenti originali di suo padre. Anche qua le chiacchiere a un certo punto stanno a zero, perché? Perché chi si incarica di questo? La polizia scientifica che ha il compito di stabilire, intanto l’originalità della carta dei documenti originali prodotti da Massimo Ciancimino per vedere se risale veramente al periodo in cui sono datati e poi l’analisi di quelli che invece vengono forniti in fotocopia per vedere se sono anche questi databili al periodo in cui li data Massimo Ciancimino, riferendoli a suo padre, se le grafie corrispondono e poi se il contenuto è o non è plausibile e riscontrabile, la Polizia scientifica dopo mesi di analisi è arrivata l’altro giorno al processo Mori che è il primo dove vengono utilizzate le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla stagione delle stragi e delle trattative e ha dato i risultati delle analisi della Polizia scientifica sui 55 documenti forniti finora ai Magistrati di Palermo e Caltanissetta da Massimo Ciancimino e cosa ha stabilito la scientifica? Che di quei 55, 54 sono assolutamente originali o fotocopie di originali, senza nessun problema e quindi autentici, spetterà poi ai magistrati stabilire anche se sono veridici, ma intanto stiamo parlando di carte buone, non di carta straccia. Ce ne è uno che presenta delle anomalie, infatti immediatamente su quello, non sui 55 buoni, si sono scatenati i giornali, ancora una volta La Stampa, curiosamente “Berlusconi e la mafia e il falso di Ciancimino. La perizia della Polizia: ha costruito un documento facendo un collage” l’unica carta risultata manipolata scrive La Stampa, Il Giornale “il falso di Ciancimino, l’oracolo di Annozero, i fogli che provano i legami mafiosi del Cavaliere? Un collage e la calligrafia non sarebbe tutta di Don Vito”, falso, manipolazione, collage, però Il Giornale fa un bel autogol, perché dice “i fogli che provano i legami mafiosi del Cavaliere sono un collage” se non fossero un collage, quindi provano i legami mafiosi del Cavaliere, quindi l’importante è vedere cosa vuole dire questo collage, perché uno può fare un collage di due documenti autentici, non è che diventano falsi soltanto perché uno li incolla uno vicino all’altro, bisogna vedere se il collage è di documenti autentici o fasulli, quindi è importante stabilirlo. Di cosa stiamo parlando? Cos’è questo collage? Cosa dice la scientifica a dispetto di quello che hanno scritto La Stampa e Il Giornale che è completamente fasullo? La scientifica si riferisce a cosa? Si riferisce a una fotocopia formato A4, dove da un lato c’è un documento scritto a mano molto netto, molto marcato, molto nero, molto scuro, dall’altro un documento con un’altra grafia scritto molto più pallido che sembra quasi a matita, però è una fotocopia, di qua uno, di qua l’altro, due documenti appiccicati e fotocopiati sullo stesso foglio A4, cos’è quella roba? E’ un documento, anzi sono due documenti nei quali si leggono alcune annotazioni sia da una parte, sia dall’altra, o una da una parte e una dall’altra, Berlusconi – Ciancimino, Milano truffa assicurazioni, Milano – Gelli Bono, Calvi, e altre annotazioni di questo genere. E’ un documento, non è l’unico, dove si fa riferimento a Milano, Gelli, Bono che era un personaggio considerato legato alla mafia che lavorava a Milano in quel periodo e frequentava il giro di Dell’Utri e Rapisarda, Berlusconi – Ciancimino etc., quindi è un documento, come dice Il Giornale che proverebbe i rapporti mafiosi del Cavaliere, in realtà c’è molto di più tra le carte che portano Massimo Ciancimino e la madre su questi rapporti, ma in ogni caso vediamo questo collage. Sarebbe grave se Massimo Ciancimino avesse preso degli appunti che non erano di suo padre, li avesse consegnati alla Magistratura dicendo che erano appunti di suo padre e poi la scientifica avesse scoperto che in realtà era un collage di robe sue fatte adesso, per far dire a suo padre già morto, delle cose che non ha detto, sarebbe veramente un falso, una manipolazione. Invece cosa succede? Che Massimo Ciancimino questa fotocopia con i due documenti uno di qua e uno di là con grafia diversa, lo consegna ai magistrati di Palermo e Caltanissetta, il primo dicembre 200 9, si presenta davanti ai magistrati che l’hanno convocato per uno dei suoi tanti interrogatori, di fronte si trova il Procuratore Capo di Caltanissetta Sergio Lari e il sostituto Procuratore di Palermo Nino Di Matteo, questi mettono a verbale che lui sta consegnando il documento e glielo fanno descrivere, è molto interessante vedere cosa c’è nella trascrizione filmata e verbalizzata di quell’interrogatorio a proposito di quel documento, cosa si legge nel verbale? Perché è lì che si vede se Massimo Ciancimino ha cercato di truffare i magistrati spacciando per roba di suo padre della roba sua o di qualcun altro. Dice Massimo Ciancimino “Guardando il foglio alla mia sinistra è la mia grafia, alla mia destra è la grafia di mio padre, gli appunti più chiari sono scritti a matita da mio padre come sempre faceva, infatti li ho fotocopiati per evidenziarli meglio. Quelli più scuri è la mia grafia, erano argomenti che mi ripromettevo di approfondire con mio padre” domanda dei magistrati “quindi è un foglio misto?” risposta “sì è un foglio misto” magistrati “quindi è un collage?” risposta “esatto” domanda dei PM “ridotto in fotocopia?” risposta “sì” cosa vuole dire? Che Ciancimino non ha niente da nascondere. Nel 2000/2001 stava preparandosi a scrivere con suo padre un libro di memorie del padre e lui la aiutava, gli faceva da scribacchino, dopodiché quel libro non si fece perché suo padre all’improvviso morì nel novembre 2002, in tutto questo materiale che avevano messo insieme per scrivere il libro, Massimo Ciancimino che intervistava suo padre per il libro di memoria, si era fotocopiato da una parte dei suoi appunti da chiedere a suo padre e dall’altra un appunto di suo padre su cui lui intendeva chiedere chiarimenti al padre e quindi per comodità se li era fotocopiati nella stessa fotocopia, gli originali poi, chissà dove sono finiti, lui ha ritrovato quella fotocopia, appena l’ha consegnata ai magistrati ha detto: guardate che di qua sono io che scrivo e di qua è mio padre che scrive, per comodità avevo fotocopiato insieme, ve lo dico subito perché non pensiate che voglio confondere quello che ho scritto io, con quello che ha scritto mio padre, vi sembra l’atteggiamento di uno che vuole presentare carte false? Vi sembra che si possa dire che sono carte false queste? Soltanto perché stanno fotocopiate sullo stesso foglio A4, è a follia, sarebbero false se lui avesse attribuito a altri quello che invece ha attribuito in parte a sé stesso e in parte a suo padre, oppure se avesse preso dei pezzi di carta apocrifa e li avesse attribuiti a suo padre, ma fin dall’inizio lui ha detto esattamente le cose cole stavano. Nel 2009 un anno fa, un anno prima che lo scoprisse la Polizia scientifica, l’aveva già detto lui a verbale, quindi i titoli che avete letto “Il falso di Ciancimino, l’oracolo di Annozero. Berlusconi e la mafia il falso di Ciancimino” sono l’unica cosa falsa di tutta questa storia che è: bisogna sputtanare Massimo Ciancimino , perché? Perché altrimenti certe carte, autentiche, parlano da sole sui rapporti del nostro Premier e la mafia. Ma non è mica finita, perché abbiamo una nuova inchiesta su Berlusconi, questa volta a Roma, sapete chi ce l’ha? Ce l’ha lo stesso PM che sta indagando sulla casa di Montecarlo, il Procuratore aggiunto di Roma che si chiama Laviani, quest’ultimo indaga sul caso di Montecarlo dove non ci sono indagati, probabilmente non c’è neanche il reato di truffa, indaga perché Storace arcinemico di Fini ha fatto una denuncia, applausi a Laviani da parte dei giornali di centro-destra, evviva, indaga la Procura di Roma quindi vuole dire che c’è qualcosa sotto, ci sono dei reati, anche se non ci sono indagati, e l’indagine è contro ignoti. Poi si scopre che Laviani ha aperto un’inchiesta su Berlusconi insieme a una PM e allora questa diventa la prova che Berlusconi è perseguitato, se Laviani apre un’inchiesta su Montecarlo vuole dire che c’è del marcio, anche se Fini non è indagato e neanche suo cognato, se apre un’inchiesta su Berlusconi con Berlusconi indagato, allora vuole dire che Berlusconi è perseguitato e è lo stesso Laviani che diventa toga rossa o toga azzurra a seconda delle circostanze. Balle offshore - In realtà è semplicemente un magistrato che quando riceve una denuncia fa delle verifiche, ma non avendo trovato reati, per il momento non ha iscritto nessuno sul registro degli indagati, caso Montecarlo, dall’altro riceve da Milano un fascicolo per competenza su fatti di evasione fiscale commessi per due anni dalle società televisive di Berlusconi, Rti (reti televisive italiane) Canale 5, Rete 4 e Italia 1 nella solita compravendita di film gonfiata con le varie triangolazioni sulle società offshore, fondi neri, evasione fiscale, i magistrati di Milano gliela mandano così, ancora contro ignoti, lui guarda, fa una perizia, anzi una consulenza tecnica e alla fine iscrive Berlusconi e Piersilvio per un’evasione fiscale, se non erro di 16 milioni di Euro.
Indagine su Berlusconi a Roma, evasione fiscale è l’ipotesi di accusa, titolo de Il Giornale “Assedio a Berlusconi” titolo di Libero “Cacciagrossa a Silvio, un nuovo attacco dei giudici, torna in campo il partito dei giudici” si leggono espressioni curiose come, parlo del Giornale e di Libero “l’ultima aggressione, perseguitato ma vado avanti, i trucchi dei PM per tenere in ostaggio il Cavaliere” Libero “caccia grossa a Silvio, nuovo attacco dei giudici, è ripartita la caccia al Cavaliere, Silvio deve rompere l’asse Fini – PM” contro il Premier l’assalto coordinato di 9 Procure, la guerra tra giudici e Silvio, i giudici vogliono fermare la Riforma” vi ho citato 10 titoli perché non ce ne è uno che contenga le parole chiave della notizia “indagine, evasione fiscale” non ci sono, la parola “indagine” e la parola “evasione fiscale” non sono in nessuno dei titoli de Il Giornale e di Libero, perché? Perché se uno parla che c’è un’indagine per evasione fiscale a carico del capo del Governo, uno che le tasse le dovrebbe far pagare agli altri e a sé stesso e che in realtà ancora una volta è stato beccato a frodare il fisco, come fai a sostenere che è una persecuzione? Invece basta chiamare l’inchiesta per evasione fiscale “assedio, attacco, guerra, caccia, caccia grossa, aggressione, persecuzione, trucchi” per far capire che c’è qualcosa che non va, pensate se avessero indagato Fini, cosa avrebbero titolato Il Giornale e Libero, certamente non “caccia grossa a Fini, nuovo attacco dei giudici, torna in campo il partito dei giudici, assedio a Fini” vedete com’è importante chiamare le cose con il loro nome o per questi bugiardoni chiamarle con un nome sbagliato, diverso? Ultimo, l’inchiesta di Woodcock, ne abbiamo parlato la settimana scorsa per le minacce proferite forse scherzose, forse no, dal Vicepresidente de Il Giornale Porro al portavoce della Marcegaglia, come vi ho detto sono totalmente disinteressato alla difesa della Marcegaglia, anzi ne abbiamo sempre detto tutto quello che si meritava. Ma in questa inchiesta si è detto: ah ma la fa Woodcock quello che non ne azzecca una ! Sono andato a controllare un po’ perché questa settimana il consigliere del Csm in quota Lega Brigandì ha chiesto al Csm di aprire una pratica contro Woodcock perché Woodcock non ne azzecca una e quindi discreta la giustizia, allora sono andato a vedere, anche perché poi c’è il solito idiota, il solito pirla con le mesches che scrive che l’inchiesta di Woodcock non servirà a nulla, non arriverà a nulla, ha impiegato risorse non meglio utilizzate, ha messo in piazza conversazioni private di nessuna valenza istruttoria, perché tutte le inchieste di Woodcock valgono zero. Tanto perché lo sappiate, Woodcock è un magistrato che tra le altre cose ha fatto condannato il Cancelliere del Tribunale di Potenza dove lui lavorava perché il Cancelliere prendeva mazzette, poi il cancelliere ha dovuto risarcire i danni, ha fatto l’inchiesta sulle tangente Inail e moltissimi imputati hanno patteggiato e sono stati condannati e hanno risarcito un sacco di soldi alla pubblica amministrazione, compresi il Direttore generale dell’Inail e il Presidente del Collegio Sindacale dell’Inail e poi ha fatto condannare in primo grado l’Ambasciatore Vattani perché faceva telefonate con i mezzi dello Stato a segretarie, ragazze etc., ha fatto condannare il Consigliere regionale del Lazio Gargano, imprenditori come Claudio e Roberto Petrassi, ha fatto condannare una dirigente dell’agenzia delle entrate, sempre per l’inchiesta Vip, ha fatto risarcire un sacco di soldi a questi personaggi, ha fatto condannare il più noto Avvocato della Basilicata Piervito Bardi per favoreggiamento aggravato, era uno che per un certo periodo era stato anche l’Avvocato di Vittorio Emanuele, ha fatto rinviare a giudizio un Magistrato che oggi è Procuratore di Avezzano e prima era dirigente al Ministero della Giustizia, se non erro ai tempi di Mastella, si è occupato di personaggi come Monsignor Camaldo in fluentissimo relato Vaticano il cui nome è ricomparso nelle indagini sulla cricca della protezione civile, ha fatto condannare Corona per 3 volte addirittura in indagini che poi sono passate per competenza a altri tribunali per estorsione e altri reati e nell’indagine sulle tangenti Total per l’estrazione del petrolio in Basilicata, ci sono importanti conferme fino in Cassazione di questo procedimento che è ancora in corso, quindi Woodcock come tutti i magistrati fa le sue indagini e poi alcune approdano a condanna, altre a rinvio a giudizio, altre proscioglimenti, altre a prescrizioni come sempre avviene in Italia le indagini si fanno per coprire se uno è colpevole o no, quindi non è affatto detto che l’indagine quando parte debba già essere sicura di arrivare a condanne per tutti quanti, altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi. Ma vedete, basta ripetere ogni tanto che questo Woodcock non ne azzecca una e la cosa si viene a sapere, tengo per la prossima settimana questa meraviglia “Piemonte, il ribaltone anti-Cota è già scritto” se uno vince le elezioni con il trucco, con liste che non hanno ottenuto le firme o che hanno fatto delle truffe, deve essere naturalmente destituito e si devono fare le elezioni, oppure deve passare il primo, quello che ha avuto più voti dopo di lui, questo viene chiamato ribaltone, ma di questo parleremo la prossima settimana perché ci sono pressioni scandalose sulla magistratura piemontese perché confermi il voto truccato che ha portato all’elezione del governatore Cota, passate parola!

Marco Travaglio (Passaparola del 18 ottobre 2010)

domenica 17 ottobre 2010

Il Pd scompare, Vendola e Di Pietro ne approfittano

Ieri il Pd è finito nel gorgo. Se la guardi in un altro modo Piazza San Giovanni è come un vortice, come un mulino. Alle sei di sera la piazza è così piena che la gente inizia a defluire dal lato alto, creando una fiumana in direzione dell’ospedale San Giovanni. Ma proprio mentre questo accade, succede che uscendo, i primi manifestanti espulsi dal circuito, gettino l’occhio verso via Merulana, lunghissima, che è ancora piena di bandiere rosse, e striscioni, e cori. Ma in quel momento, dopo quasi quattro ore dall’inizio della manifestazione, c’è ancora una coda di corteo che si trova a piazza Esedra. E allora si verifica il paradosso: quelli che escono che applaudono al serpentone di quelli che continuano a entrare. Proprio in quel momento Nichi Vendola, che sta uscendo, si affaccia a via Merulana, getta l’occhio sulla prospettiva in fuga ed esclama: “E’ un successo pazzesco”.
Pochi minuti dopo, in questo gioco di cortocircuiti impazziti, le agenzie iniziano a battere un comunicato di Francesco Boccia, centrista della Partito Democratico, uomo di Enrico Letta, che proprio Vendola sfidò in Puglia: “Basta con l’ipocrisia di sinistra, sono nauseato – dice Boccia quasi indignato – al corteo c’erano intellettuali milionari, politici in auto blu, ex parlamentari con il vitalizio”. A chi si riferisse Boccia non è dato di sapere. Però quelle parole infuocate, che costringevano Pier Luigi Bersani (il grande assente) a una raffica di dichiarazioni serali per correggere la rotta – “l’unità del mondo del lavoro è un’energia indispensabile per costruire un’alternativa di governo che metta al centro delle politiche economiche l’occupazione, assoluta priorità per il Paese” – erano il prodotto di questi vortici a due velocità. Quella della piazza che si riempie oltre ogni aspettativa per l’affluenza del popolo di sinistra, e quello della politica, dove Sinistra e libertà e Italia dei valori nuotavano nella corrente, mentre il Pd remava contro, intrappolato in un nuovo ossimoro.
Il partito non aderisce ufficialmente (proprio come per la manifestazione del Popolo viola) però alcuni dirigenti possono aderire individualmente. Alla fine ci va un solo leader di rango, Sergio Cofferati. “Sono qui per un motivo molto semplice: la piattaforma di questa manifestazione è giusta, le accuse che hanno lanciato contro la Fiom sono ridicole, il contratto nazionale è una conquista che va difesa, anche nell’interesse delle imprese”. Piccolo problema: Cofferati è in piazza, più che come dirigente del Pd, come ex leader carismatico della Cgil, l’uomo dell’articolo 18, come uno dei migliori alleati della Fiom di Landini in questi giorni. Il resto del Pd dov’era? Gli addetti ai lavori ti spiegano che in piazza c’erano un messo di Massimo D’Alema (Matteo Orfini) e un inviato speciale di Bersani (Stefano Fassina). Ma sono palliativi, e lo sanno tutti. Lo stesso Cofferati, a caldo, risponde in maniera feroce a Boccia: “Capisco che avrebbe desiderato un fallimento e deve essere deluso. Ma è assurdo che si metta ad attaccare persone perbene che si sono svegliate all’alba e hanno viaggiato un giorno per essere lì. Io mi chiedo – conclude con una stilettata – se per Bersani queste parole siano compatibili con l’adesione al partito”.
Un dirigente della corrente Ignazio Marino, Michele Meta, mentre abbandona la piazza si lascia sfuggire una imprecazione: “Noi siamo qui perché era naturale esserci, ma gli altri dove sono? Mi sembrano tutti impazziti. Questo significa consegnare una piazza da un milione di persone a Vendola e Antonio Di Pietro. E, a questo punto va detto, meritatamente”. Proprio Vendola è costretto a uscire dal corteo e a fermarsi, bloccato da fan, simpatizzanti, ragazzi che chiedono l’autografo. Dice il leader di Sinistra e Libertà: “Questa piazza è quella in cui si uniscono le battaglie di chi difende il lavoro e quella di chi combatte la precarietà. E la piazza dei padri e dei figli”. Gli chiedono. “Il Pd ha sbagliato?” E lui: “L’obiettivo è unire tutti, al più presto, per vincere”. Solo Di Pietro raccoglie tanto entusiasmo quanto lui. E quando parla del Pd va giù duro: “Noi non potevamo non esserci, perché qui si difendono i diritti. Loro perché non c’erano?”. Poi, con un aneddoto: “Sono venuti degli elettori del Pd e mi hanno detto: ci hanno lasciato soli, dateci una bandiera”. Ti allontani dai vortici di questa piazza, e scopri che dietro i padri, ci sono i figli, i ragazzi dei centri sociali, il Popolo viola. Un tempo avremmo scritto che ‘Il grande Pd ha lasciato sola la Fiom’. In realtà oggi è la grande Fiom che lascia solo un piccolo Pd.

Luca Telese (Il Fatto Quotidiano - 17 ottobre 2010)

…Siamo messi proprio male!!!

Attualmente le divinità più importanti che si adorano nel Mondo sono circa 10.000. Per i cristiani 9.999 sono false mentre una è vera: il loro Dio. Per i musulmani 9.999 sono false mentre una è vera: Allah. Per gli ebrei 9.999 sono false mentre una è vera: Jahvè. …Nel solo induismo si contano 360.000 divinità, anche se solo tre sono le principali: Brahma, Shiva, Vishnu. …Siamo messi proprio male!!!

Piero Calzona (Facebook)

sabato 16 ottobre 2010

Luttazzi, il disastro Italia fa (anche) ridere

E’ da ieri in libreria per Feltrinelli “Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana” (446 pagg, 18 euro), un compendio del meglio della comicità italiana assemblato da Daniele Luttazzi allo scopo di ridere, con intelligenza, della disastrata realtà italiana. Dal suo blog è nato un vero e proprio esperimento di satira dove i veri protagonisti sono i lettori con i loro sguardi. Eccone una sintesi.

Noemi ai giornalisti: “Silvio è come un padre per me. Per questo io lo chiamo ‘Papi’ e lui mi chiama ‘Soon-Yi’”. (Giorgio Marti)
Cinema
Il giudice Rosario Priore sull’Airbus 330: “Molte le analogie con Ustica. Mi auguro solo che le indagini non conducano a un altro film diretto da Marco Risi”. (Silvio Di Giorgio)
Soprannomi
Corea del Nord, scelto anche il nomignolo per il figlio del dittatore Kim Jong-il: sarà “PierKim”. (Leo Serrabrotto)
Indovinelli
Mai stato con prostitute, mai con minorenni, mai corrotto giudici, mai conti off-shore, mai evaso le tasse. Chi sono? (Luca Fracassi)
Masturbazione
Ancora ignote le cause di una pioggia di girini in Giappone. Godzilla: “Neanche una sega in pace ci si può fare?”. (Michele Comelli)
Poteri
Berlusconi: “I giudici hanno talmente tanti poteri che potrebbero arrivare a processarmi!”. (Luca Rondoletti)
Imitazioni
Mastella: “Dopo il voto sui Dico mi telefonò il Papa. Pensai subito a uno scherzo di Fiorello. Invece era proprio il Santo Padre. Che imitava Fiorello”. (Davide Rossi)
Presidenti
Polemiche negli Usa durante un’intervista, Obama uccide una mosca. In sua difesa accorre Bush: “Calma, ragazzi, sta iniziando adesso!”. (Pierpaolo Buzza)
Radici
Bossi: “La Lega ha radici cristiane. Sono anni che Calderoli ci aromatizza la grappa”. (Eddie Settembrini)
Terminologie
Patrizia D’Addario, candidata per la lista “La Puglia prima di tutto”. Adesso si chiama “La Puglia”? (Antonio Diez)
Mimesi
Cinema. Ferzan Ozpetek è il codice fiscale di Raffaello Matarazzo. (Damiano Debiasi)
Assenteismo
Messina, operazione anti-assenteisti, arrestati cinque dipendenti comunali. “Gli arresti avrebbero potuto essere di più,” spiega la polizia, “ma in ufficio abbiamo trovato solo loro”. (Giovanni Di Gilio)
Complotti
Berlusconi: “C’è un complotto oscuro contro di me che mira a far credere che io abbia detto che c’è un complotto oscuro contro di me”. (Claudio Mucci)
Marziani
Marte: scoperto un lago sul pianeta rosso. Molto bella la villa di George Clooney. (Giovanni Garbellini)
Lucianone
Luciano Moggi tornerà nel calcio come consulente del Bologna. I tifosi bolognesi sono talmente contenti che sono già scesi in strada per festeggiare il loro ottavo scudetto. (Stefano Trevisone)
Taliban
Gli Stati Uniti intensificano l’offensiva contro i talebani. Mai visto datori di lavori accanirsi così tanto su ex dipendenti. (Francesco Carnovale)
Alternative
Digitale terrestre, da oggi si potrà scegliere tra due versioni di Studio Aperto: emergenza caldo ed emergenza freddo. (Adelmo Monachese)
Piazze
Avviata procedura per dedicare una via a Craxi. L’iter sarà particolarmente lungo: la tangente sull’appalto, quella sul sub-appalto, quella sul marmo, quella sull’inchiostro…(Pietro Borrelli)
Lezioni
Bersani: “Noi lezioni di antiberlusconismo non ne prendiamo da nessuno”. (Fabio Gori)
Ingegno aereo
Ryanair: “Viaggi gratis a chi sta in piedi”. E se mi appendo al carrello quanto mi danno? (Massimo Cecci)
Esterofilia
Scontri etnici in Cina: 140 morti, oltre 800 feriti. Berlusconi: “Io una volta sono stato al ristorante cinese”. (Francesco Cremonini)
Lingue straniere
Ancelotti, nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Chelsea, ha parlato per oltre un’ora in inglese. Pronunciando una sola frase. (Enrico Gastaldelli)
Proiezioni
Woody Allen: “Girare film è come fare sesso”. Guardare i film dei fratelli Vanzina è come prenderlo nel culo. (Moreno Fasano)
Sopravvalutazioni
Grillo: “Nella sinistra, dopo Berlinguer, il vuoto”. Come al solito, D’Alema è sopravvalutato. (Peter D’Angelo)
Costi
Dopo Diego arriva alla Juve Felipe Melo. Duro il commento di Lapo: “Mai speso così tanto per due brasiliani”. (Marco Baroncini)
Punti cardinali
È morto Walter Cronkite, leggendario giornalista della tv statunitense. Fu definito per anni “l’uomo più affidabile negli Stati Uniti”. Riotta, Vespa, Minzolini e Mimun: “Che mestiere hai detto che faceva?”. (Paolo Severini)
Voodoo
Il Papa cade e si rompe un polso. Finalmente ho trovato un venditore di bamboline voodoo onesto. (Pierpaolo Buzza)
Autopsie
A tre settimane dalla morte di Michael Jackson spunta un nuovo brano inedito. Stanno esagerando con queste autopsie. (Alan Perotti)
Droga
Palermo. Cane antidroga scopre corriere con 51 ovuli di cocaina in corpo. Le autorità stanno ancora provando a sfilargli l’animale dal culo. (Luca Coiro)
Tombe
Berlusconi annuncia di voler cambiare vita e programma una visita a Padre Pio. La nuova cripta in oro massiccio sarà d’ispirazione per un’esistenza più sobria. (Stefano Rapone)
Cantautori
D’Orazio: “Su questo palco lascio il cuore”. Spettacolo raccapricciante alla prima dei Pooh. (Matteo Fulimeni)
Fughe
Carla Bruni canta per Mandela. Che dopo il primo brano chiede di tornare in prigione. (Pio Mazzaro)
Pausa caffè
Ghedini si sta talmente abituando a negare e smentire che non riesce più a fare un’ordinazione al bar. (Massimo Russo Tram.)
Moccia
Ho appena visto Scusa ma ti voglio sposare. Stupendo. Non mi ero mai accorto che lanciando i pop corn in aria si colorassero. (Matteo Donninelli)
Frattini
Al Qaeda minaccia gli Usa, Frattini risponde: “Non ci impressionano”. Dov’è la notizia? Bè, Frattini non era in vacanza. (Roberto Nadalin)

Daniele Luttazzi (Il Fatto Quotidiano del 13 ottobre 2010)

Balle spaziali

Qualche anno fa Giovanni Sartori scrisse che “in Italia anche la tv ‘di tutti’ è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova. Si capisce, a mentire ci provano tutti. Ma dove la tv è autenticamente libera le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime. La verità, sulla nostra tv, non è accertabile”. Il guaio è che chi dovrebbe sbugiardare le menzogne della Tv Unica del Padrone Unico, cioè i giornali, collabora a diffonderle a piene mani.
Mauro Masi, sospende Santoro per 10 giorni e chiude Annozero per due puntate per “frasi insinuanti ed espressioni allusive e irriguardose chiaramente volte a denigrare il Direttore Generale della Rai, così concretizzando, di fatto, un attacco personale… come unanimemente recepito dai mass media”. Infatti ancora ieri quasi tutti i giornali scrivevano che Santoro aveva detto “vaffan…bicchiere”, cioè vaffanculo, a Masi. Ma basta ascoltare le parole di Santoro su Youtube per rendersi conto che, nella lunga metafora sulla fabbrica dei bicchieri, non c’era alcun attacco personale a Masi: “Ma voi imprenditori, se vi dicono che tutti i bicchieri, anche quelli della vostra azienda, devono tutti avere il marchio ‘libertà’, ex ante, altrimenti non vanno in commercio, cosa gli dite? Che sia l’azienda, il direttore, l’autorità, voi gli direste: ma vaffan…bicchiere, no?”.
Possibile che nessuno riporti la frase testuale di Santoro, perché i lettori giudichino la congruità o meno della sanzione? Qualche mese fa i revisionisti di Calciopoli, quelli del “tutti colpevoli, Moggi innocente”, strombazzavano le “nuove intercettazioni”, occultate chissà perché dai carabinieri e dalla Procura di Napoli, che avrebbero dovuto dimostrare come Giacinto Facchetti all’Inter facesse le stesse cose di Lucky Luciano alla Juve, fino al punto di chiedere l’arbitro Collina al designatore Bergamo. Noi scrivemmo che la frase “Metti Collina” l’aveva pronunciata Bergamo, non Facchetti come affermava la difesa Moggi. Bene, il perito del Tribunale ha stabilito definitivamente che la frase era di Bergamo e Facchetti non ha fatto nulla di paragonabile a Moggi. La stessa miseranda fine stanno facendo le panzane sulla “svendita” dell’alloggio monegasco di An e sui “falsi” fabbricati da Massimo Ciancimino sulle carte del padre.
Altre balle spaziali invece seguitano a correre su gambe lunghissime. Appena partita l’inchiesta sul caso Porro-Marcegaglia, s’è scatenata la solita canea per screditare il pm Woodcock, quello che “non ne azzecca una”. E il consigliere leghista al Csm, Matteo Brigandì, ha chiesto di aprire una pratica contro di lui perché “quello che viene definito dai giornali ‘metodo Woodcock’, nel senso di inchieste che poi si risolvono nel nulla, lede la credibilità della magistratura”. Per sapere come finiscono le inchieste di Woodcock, Brigandì potrebbe consultare il suo curriculum depositato al Csm nella pratica per la promozione a magistrato di Corte d’appello. Scoprirebbe che Woodcock ha fatto condannare in vari gradi, fra gli altri, il cancelliere del Tribunale di Potenza che intascava tangenti; il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, entrambi corrotti, che hanno risarcito milioni di euro; l’ambasciatore Vattani e il portavoce finiano Sottile per peculato; gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi per corruzione con l’assessore laziale Gargano; una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, anch’essa per corruzione; il più noto avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento; Fabrizio Corona e altri per varie estorsioni e una corruzione. E ha fatto rinviare a giudizio (ancora in corso), fra gli altri, il magistrato Vincenzo Barbieri (all’epoca dirigente al ministero della Giustizia, ora procuratore capo di Avezzano) per falso, truffa e peculato. Un’altra mega-inchiesta ancora in corso sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Che i Masi i Moggi e i Brigandì dicano le bugie è normale. Che i giornali facciano da palo, un po’ meno.

Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano - 15 ottobre 2010)

venerdì 15 ottobre 2010

Anche la luce fa ingrassare se non la si spegne di notte

ATTENZIONE nottambuli, soprattutto chi deve tener d’occhio la linea: troppa luce, di notte, fa ingrassare. Mangiare bene e fare sport regolarmente non basta, perché trovarsi esposti alla luce nelle ore in cui si dovrebbe riposare può avere un impatto diretto sull’aumento di peso. L’ennesimo “colpo basso” arriva da una ricerca pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences. I ricercatori, guidati da Laura Fonken del dipartimento di Neuroscienze alla Ohio State University di Columbus, hanno osservato, studiando i topi, che gli animali che durante la notte vengono esposti ad una luce fioca, aumentano di peso del 50 per cento in più rispetto a quelli tenuti in un normale ciclo luce-buio. Ingrassano, nonostante abbiano lo stesso livello di attività fisica e consumino la stessa quantità di cibo. Colpa, secondo gli scienziati, proprio della luce. Che induce gli animali a mangiare in momenti sbagliati, influendo su una corretta metabolizzazione del cibo.
Gli studiosi hanno tenuto sotto osservazione il comportamento degli animali in condizioni diverse: un normale ciclo di alternanza luce-buio (16 ore di luce, 8 di buio), e uno con 16 ore di luce e 8 di luce fioca. Esposti a questo secondo ciclo, i topi sono risultati ingrassare più degli altri, pur non mangiando di più degli altri e facendo la stessa attività fisica. Perché? Secondo la dottoressa Fonken, “la luce notturna induce un aumento di peso corporeo e un’alterazione di altri parametri metabolici”. Il comportamento dei topi esposti alla luce notturna è infatti alterato: mangiano di più durante la fase di riposo. “Se si limita invece la disponibilità di cibo alla sola fase attiva, quella in cui gli animali mangiano normalmente, si previene l’aumento di peso”, continua.
Non solo ciò che si mangia, quindi, ma quando si mangia è rilevante. Scombinando l’orario dei pasti, si inducono anche squilibri metabolici. La scoperta riguarda da vicino anche noi: se i risultati verranno confermati nell’uomo, aiuteranno a capire meglio i fattori che svolgono un ruolo chiave nell’obesità. “Alcune ricerche hanno mostrato una correlazione fra il lavoro a turni e l’obesità. Il nostro studio ci pare rilevante per spiegare la coincidenza fra un uso aumentato della luce di notte e disturbi metabolici nell’uomo. E per iniziare ad affrontare il rapporto fra disordini alimentari, soprattutto notturni, e l’obesità nell’uomo”. Finora il fattore luce non era stato studiato da vicino, ma è un elemento ambientale che potrebbe rivelarsi molto influente in una società sempre più “h24". Con l'avvento della luce elettrica è aumentata anche per l'uomo l'esposizione a luci brillanti e innaturali di notte, spiega Fonken. "E' stato possibile introdurre il lavoro a turni ed estendere anche alla notte le normali attività diurne. Per molti aspetti la nostra società funziona su ritmi di 24 ore al giorno". Progresso? Di certo ritmi non naturali e non privi di conseguenze, "che possono avere effetti sulle funzioni metaboliche", conclude la dottoressa.

Alessia Manfredi (La Repubblica - 11 ottobre 2010)

Ricercatori di Harvard hanno fotografato cosa accade nel cervello quando pensiamo a un amico.

Il legame inscindibile dell'amicizia fotografato nel cervello. Il meccanismo funziona più o meno così: di fronte a un amico, anche quello più diverso da noi, una parte della mente si "illumina" ed è più pronta a immedesimarsi per comprendere i sentimenti e le azioni dell'altro. Ad attivare la materia grigia, insomma, non sarebbe tanto la somiglianza in fatto di gusti e interessi, quanto piuttosto l'aver condiviso esperienze in passato, belle o brutte che siano. Queste le conclusioni di uno studio dell'Università di Harvard sui processi neuronali che regolano i rapporti sociali e il nostro modo di rapportarci al prossimo. Stando ai risultati, pubblicati sul Journal of Neuroscience, sarebbe proprio la presenza di una relazione già costruita a scatenare i neuroni più di quanto non avvenga al cospetto di uno sconosciuto, anche se costui ci somiglia tantissimo. Le ragioni di questa "scala di valori neuronali", suggeriscono gli autori, potrebbero essere frutto dell'evoluzione di uno dei tratti più distintivi dell'uomo, come sosteneva già il buon vecchio Aristotele: la sua socialità.
Le regioni della mente che ci fanno sociali. Sono più di vent'anni che i neurologi di tutto il mondo collezionano preziose informazioni su quali siano le parti del cervello dedicate all'interpretazione degli altri e ai comportamenti relazionali. Finora si è visto che nell'uomo, come anche nei primati e nei roditori, la zona più direttamente coinvolta nell'elaborazione degli atteggiamenti sociali è quella della corteccia mediale anteriore. Danni in questa parte del cervello, infatti, sono di solito associati a difficoltà nel comprendere le regole di base dell'interazione.
Per questo i ricercatori di Harvard si sono concentrati su questa zona del sistema nervoso, cercando di capire il peso specifico delle due "forze" che guidano la percezione celebrale del prossimo: la somiglianza e la familiarità. Mentre la prima consente al cervello di immedesimarsi nell'altro e dedurre i suoi stati emotivi, la seconda è diretta conseguenza della condivisione di un'esperienza e ha dunque un peso "personale". "Entrambi i meccanismi - spiega a Repubblica.it l'autrice dello studio, Fenna Krienen - hanno una base psicologica ed evolutiva come elementi fondamentali per giudicare il diverso da sé. Il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno passa sempre attraverso una valutazione di questi due valori".
L'esperimento: amicizia contro somiglianza. Nello studio i ricercatori hanno scannerizzato, tramite una tecnica di risonanza magnetica funzionale, il cervello di novantotto giovani tra i 18 e i 23 anni alle prese con un test di previsione del comportamento altrui. Il compito consisteva nel provare a mettersi nei panni di un'altra persona e indovinare le sue risposte a una serie di domande. Della rosa di nomi e volti facevano parte sia degli amici (alcuni considerati simili, altri diversi) sia dei perfetti sconosciuti (di cui erano state fornite biografie e foto). Sorprendentemente, in tutti gli esperimenti effettuati a guidare la risposta celebrale nella regione della corteccia mediale anteriore è stata la familiarità, e non la somiglianza in fatto di trascorsi e comportamenti. La presenza o meno di un certo grado di caratteristiche in comune tra soggetto analizzato e protagonista del test non sembrava pesare in modo particolare sull'elaborazione delle inferenze. "Al di là della durata del rapporto e di quanto spesso si frequenti l'amico, la mente entra più rapidamente in empatia con la persona cara, mostrando un pattern di attivazione simile a quello che si osserva nelle decisioni personali", commenta la ricercatrice americana.
Se il cervello "sorride" agli amici. Come osservato da molti studiosi, una delle caratteristiche pressoché uniche dell'uomo è la sua capacità di costruire e mantenere relazioni che vadano oltre la semplice perpetuazione della specie. "Dal nostro studio - sottolinea Krienen - emerge chiaramente come la vicinanza sociale, o familiarità, si sia sviluppata nel cervello lungo circuiti di prima classe e sia il fattore principale di cui la mente si serve per interpretare gli altri". Per gli studiosi di Harvard, dunque, il sistema nervoso processa l'amicizia con un trattamento "speciale": un privilegio che può essere stato accordato agli amici solo grazie all'evoluzione e al vantaggio selettivo della socialità. La tecnica di imaging ha poi permesso un ulteriore passo in avanti: "Per la prima volta - precisa Krienen - siamo riusciti a fotografare questo meccanismo: abbiamo visto cosa accade ai nostri neuroni quando pensiamo a un amico".
La mentalità dell'amicizia. Una delle conseguenze della ricerca americana è l'importanza che la mentalità sociale ricopre nel cervello umano, ovvero l'esistenza di un atteggiamento involontario che ci dispone a comprendere meglio gli individui per cui proviamo una qualche forma di affetto. In questo senso, la presenza o meno di elementi in comune potrebbe non essere necessaria. Come ha mostrato uno studio del MIT di Boston (recentemente pubblicato su Science), quando diverse persone si uniscono per risolvere dei problemi si sviluppa un'intelligenza superiore, una sorta di super-mente sociale. A quanto pare, per funzionare al top questo super-cervello non ha tanto bisogno che tra gli individui ci siano diversi tratti in comune, quanto piuttosto che nel gruppo regni un'elevata "sensibilità sociale". Proprio ciò che c'è tra gli amici, come ricorda anche l'origine latina del termine: amare.

Giulia Belardelli (La Repubblica - 13 ottobre 2010)

L'ossessione del nemico

Santoro Michele dice le parolacce: nota e sospensione. Il direttore generale della Rai come un supplente in una scuola media di periferia. Periferia cui ci avviciniamo pericolosamente. Le cose che accadono in Italia, infatti, non succedono nell'Europa che conta.
Che la punizione inflitta ad Annozero sia sbagliata, è ovvio. Che il suo narcisistico conduttore conosca i vantaggi del martirio, è evidente. Che tutto ciò c'impedisca di vedere come la rissa abbia sostituito la discussione, è preoccupante.
Abbiamo finito per considerare fisiologico ciò che è patologico: il giornalismo come forma di lotta politica. È questo il mostro che s'aggira per i nostri schermi e sulle nostre pagine, e prende molte forme: il disprezzo per le opinioni altrui, la paura del diverso, l'aggressività come prova di virilità professionale.
Il neogiornalismo usa toni più adatti alla curva balcanica di Marassi che al dibattito in un Paese civile. Come se non bastasse, se ne vanta. Chiama pavidità il rispetto, coraggio l'arroganza, franchezza l'insolenza, coerenza lo schieramento preventivo. La scelta di non avere amici e nemici a scatola chiusa - la base del mestiere, il motivo per cui molti l'hanno scelto - per i neogiornalisti non è onestà intellettuale: è ipocrisia.
Nel meccanismo democratico i media sono un contrappeso necessario. Basta ricordare come il potere - dovunque - non ami essere controllato, giudicato, criticato. Nelle democrazie, deve accettarlo; nelle autocrazie e nelle dittature, riesce a impedirlo.
Perché molti media hanno rinunciato a essere un contropotere? Per due motivi. Il primo: hanno capito che una parte del pubblico vuole sentire (leggere, vedere) chi gli dà ragione. Non accade solo in Italia: la partigiana Fox News, non la classica Cnn, fa ascolti e soldi negli Stati Uniti. Ma noi siamo avanti. C'è chi non vuole dubbi: pretende conferme e rassicurazione. La tradizione antagonistica ha fatto il resto: dateci un avversario, e siamo felici.
Il secondo motivo: la politica italiana ha molto da offrire alla professione giornalistica, più di quanto la politica tedesca, francese o britannica possa offrire ai colleghi di quei Paesi. Anche a Berlino, a Parigi e a Londra il governo spera di ottenere una copertura favorevole dai giornali; e scruta quanto viene detto in tv in prima serata. Ma non può distribuire dozzine di direzioni.
È inutile nasconderselo. Il controllo dei partiti sulla televisione pubblica s'è esteso a quella privata; la pressione sugli editori riesce a condizionare i giornali e gli altri media. La politica italiana - non da oggi - tenta di lusingarci, spaventarci, sfruttarci, comprarci. Di fronte, spesso, non trova orgoglio professionale, ma vanità, astuzia e parzialità. Talvolta, purtroppo, il cartellino del prezzo.
La novità, qual è? Il neogiornalismo sta acquistando forza, la politica ne sta perdendo. Il sequestrato sequestrerà i sequestratori: non manca molto. I media militanti non avranno più bisogno di sostenere la politica: la sostituiranno. Non offriranno favori, ne pretenderanno. Non seguiranno un'agenda, la detteranno. Già oggi ascoltano poco le segreterie dei partiti: le invitano in tv. Non registrano le urla della politica: urlano di più.
Il risultato sta intorno a noi, lo respiriamo ogni giorno. Parole tossiche che chiamiamo discussioni.

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Un'immagine, un racconto

Un'immagine, un racconto
La fotografia è in genere un documento, la testimonianza di un ricordo che raffigura spesso persone e luoghi, ma talvolta può anche costituire lo spunto per fantasticare un viaggio ovvero per inventare un racconto e leggere con la fantasia l’apparenza visiva. (cliccando sopra la foto è possibile visionare il volume)